Il nazionalismo
Tra fine ’800 e inizi ’900, le grandi masse si identificano in due categorie: classe e nazione. L’idea di nazione si diffonde di più rispetto a quella di classe ed influenza la maggior parte della popolazione europea. Ci sono due fenomeni:
- La nazionalizzazione delle masse operata dalle classi dirigenti
- Un nuovo spirito nazionalistico che si diffonde all’interno della società
La nazionalizzazione delle masse
Nel primo fenomeno, a fronte di una società di massa in continua evoluzione, le classi dirigenti europee inaugurano una nuova politica volta a rifondare l’identità nazionale. Questa nuova politica si attua a piani diversi. Uno degli strumenti è quello di varare nuove misure di integrazione sociale che abbassino i disagi sociali e facciano sentire le stesse classi sociali sullo stesso piano. Nasce, in Europa, la legislazione sociale, base su cui si svilupperà nel ’900 lo stato sociale. Le prime forme di legislazione sociale sono emanate dal tedesco Bismarck. Alcune leggi riguardano l’assicurazione obbligatoria per gli infortuni di lavoro, il sussidio in caso di disoccupazione, i diritti sul lavoro delle donne e dei bambini, il controllo di igiene per lavori nocivi e il controllo del riposo settimanale.
In Italia le prime leggi sono introdotte negli anni ’90 dell’800 e poi sono sviluppate da Giolitti. Questa legislazione serve ad inserire il lavoratore nello stato (quest’ultimo aspetto è segno del declino dello stato liberale). All’azione dei governi nazionali, si aggiunge l’opera delle amministrazioni locali. Alcuni servizi (gas, acqua, trasporti) da mani private passano al comune per essere garantiti a tutti i cittadini indipendentemente dal reddito.
L’impegno dello stato e delle amministrazioni nella legislazione sociale provoca il problema del fisco. Devono essere istituite delle tasse. Esse possono essere o dirette (pagate da tutti i cittadini in base al reddito) o indirette (applicate sui consumi che pagano indistintamente chi è ricco e chi è povero). In questo modo gli stati operano dei processi di redistribuzione della ricchezza.
Integrazione dei movimenti sindacali e identità nazionale
Inoltre si punta ad integrare i movimenti sindacali e non a reprimerli, perché essi sono un bene per la società, l’economia e lo stato. Ancora, si usano due strumenti fondamentali per creare l’identità nazionale: la scuola primaria e l’esercito. La scuola primaria trasmette ai bambini l’educazione, cioè i valori fondanti dell’unità nazionale. Lo stesso vale per le leve all’interno dell’esercito.
Accanto a questo, si pongono i primi elementi di una nuova religione civile, che ha il suo centro di venerazione nella patria e che crea pr...