La politica estera dal 1948 al 1953
L’Italia, in seguito all’accordo di Yalta, è entrata nella zona d’influenza americana. Nel 1947, De
Gasperi fa un viaggio negli Usa e, nello stesso anno, espelle i comunisti dal governo. Nel 1949, l’Italia
entra a far parte del patto Atlantico, patto militare con USA e Canada in funzione anti-URSS (di
contro, nel 1950, viene fatto il Patto di Varsavia che riguarda le zone di influenza russa). Dossetti non
vuole che l’Italia si schieri così apertamente per un blocco. Il PC e il PSI si oppongono a tele patto
perché accusano l’Italia di essere serva degli USA.
L’altro aspetto del governo di De Gasperi è la politica europeista. Tramite essa, anche l’Italia, insieme
a Francia, Belgio e Germania, si fa promotrice di un inizio di integrazione dell’Europa. Questa
integrazione nasce subito con l’idea di attuare un’unità politica dell’Europa. Questa politica europeista
è sentita solo da una parte ristretta dell’opinione pubblica. Nell’aprile del 1948, c’è il primo passo di
questa politica con l’OECE, forma di collaborazione degli stati europei nella gestione degli aiuti
previsti dal piano Marshall. Nello stesso anno, prima dell’OECE, è stipulato il patto di Bruxelles, tra
Benelux, Inghilterra e Francia. Quest’ultimo è un patto militare a cui l’Italia non prende parte. Nel
maggio 1949, viene stipulato a Londra il consiglio d’Europa, cioè la prima organizzazione politica
europea composta da parlamentari anche italiani. In questo consiglio, c’è anche un esecutivo, che ha un
compito operativo. Esso, però, rimane paralizzato perché per la sua azione ci vuole l’unanimità dei
consensi. Si apre, quindi, il dibattito su quale debba essere il tipo d’Europa unita (cioè se debba essere
una federazione, una confederazione, uno stato sovrano sugli altri o un organismo di collaborazione).
Nell’aprile del 1951, nasce la CECA (= Comunità Europea di Carbone e Acciaio), secondo cui si
impone un passo di vera integrazione su un settore chiave dell’economia perché la produzione del
carbone e dell’acciaio è posta sotto il controllo e la gestione di un organismo comune, limitando, così,
la sovranità degli stati. Nell’ambito di questa prospettiva politica, dunque, nasce, nel 1952, l’idea di
costituzione di un esercito di difesa europea (CED). Questo passo, però, implica il riarmo della
Germania, che era stato vietato dai trattati di pace. Il progetto del CED, quindi, viene bocciato dal
parlamento francese e decade. Questo passo blocca il processo di integrazione politica e, quindi, gli
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