Sociologia urbana
La sociologia urbana è una linea di ricerca che si occupa della città e dei suoi aspetti sociali. Essa è infatti costituita da un insediamento di una popolazione che vive e agisce in un ambiente strutturato: in quanto sistema sociale, la città si caratterizza per essere un sistema intero in cui, al suo interno, coesistono vari sottosistemi specializzati.
Discipline correlate
La sociologia urbana fa riferimento ad altre discipline di ricerca:
- Tra le sociologie del territorio troviamo: la sociologia rurale, la sociologia delle comunità locali, la sociologia dell'abitazione, la sociologia dell'ambiente, la sociologia delle migrazioni e del turismo.
- Tra le discipline territoriali non propriamente sociologiche troviamo: la geografia urbana e regionale, l'antropologia urbana, l'economia dello spazio, l'economia urbana, la storia urbana, la demografia, la psicologia dell'ambiente, la psicologia delle comunità.
- Tra le discipline normative e progettuali invece troviamo: le scienze economiche, politiche, giuridiche, dell'amministrazione, l'ingegneria, l'architettura e l'urbanistica.
La sociologia urbana si presenta come un aggregato eterogeneo di concetti e di risultati di ricerca. Se ne distinguono due tradizioni:
- Scuola americana: fa riferimento alla Scuola di Chicago e ha un approccio basato sull'applicazione allo studio di concetti e principi provenienti dall'ecologia animale e vegetale. L'elemento caratteristico è rappresentato dall'interesse per l'articolazione sociale dello spazio urbano e per le sue trasformazioni nel tempo, concentrandosi su aspetti culturali con un approccio critico. Gli autori della scuola di Chicago diedero vita a un ramo della sociologia a sé stante, l'ecologia umana, intesa come una teoria dell'adattamento delle società umane all'ambiente.
- Scuola europea: si concentra sul dibattito ottocentesco dell'antitesi tra società tradizionali e moderne. La città viene interpretata come un luogo in cui si presentano i caratteri sociali e culturali della modernità. L'introduzione del termine aree naturali consente di studiare la città tramite cerchi concentrici e per settori. La scuola durkheiminana si propone di unificare e sintetizzare le conoscenze di vari settori attorno allo studio del comune sostrato su cui si articola la vita sociale.
Il contesto statunitense subisce tre fasi:
- Ecologia classica
- Toni più radicali (emergono fattori sociali)
- Social area analysis, ecologia fatturale
A partire dagli anni '70, grazie alla diffusione delle tecnologie, si preferì l'aspetto quantitativo, mentre oggi si privilegia quello descrittivo. La corrente che si è rafforzata di più negli ultimi anni è quella che assume un atteggiamento critico nei confronti delle città documentando fattori di conflitto e problemi che derivano dall'urbanesimo postindustriale:
- Marx ed Engels puntano l'accento sul materialismo dialettico (la storia nasce dai contrasti tra oppressi e oppressori).
- Oltre alla dimensione socioeconomica ci si concentra anche su aspetti relativi alle trasformazioni culturali.
- Si riscopre un interesse per il marxismo grazie a Louis Althusser.
- L'oggetto principale dell'analisi critica è costituito dal rapporto che si instaura nelle società capitalistiche contemporanee tra politiche pubbliche e interessi privati.
- Attenzione ai meccanismi istituzionali e sulle politiche predisposte dallo stato per regolare i conflitti che si generano nello sviluppo capitalistico; ispirazione dal francese Lefebvre (città e urbanesimo sono i principi ideali della vita sociale partecipata); new urban sociology (attenzione per fattori economici e politici della crescita metropolitana e quelli culturali); attenzione per i movimenti sociali (femminismo, controculture, no global).
Dicotomia società-comunità
La comunità è tipica delle campagne e il suo fondamento è la famiglia; il modello societario è proprio delle metropoli. Il passaggio dal primo al secondo è inevitabile, ma denso di conseguenze negative. Durkheim parla di passaggio da una solidarietà meccanica a una organica, grazie alla divisione del lavoro. Secondo Weber la città è uno stabile insediamento di mercato, che favorisce la diffusione di azioni di tipo razionale rispetto a uno scopo. Negli USA ha un carattere più pragmatico: prevale l'idea di un continuum dalla campagna alla metropoli.
Giddens e Disckens propongono di rinnovare e rivalutare il concetto dello spazio, come dimensione costituita dell'agire:
- Tra l'ottocento e il novecento non c'è differenza tra spazio e tempo.
- Attenzione per i concetti, ottica spazialistica e temporalista.
- Queste ottiche riguardano la sociologia.
- Nuove interpretazioni: Simmel sostiene che lo spazio fornisce un significato alla realtà (atteggiamento blasé).
Campi di ricerca della sociologia urbana
- Dimensione economica
- Dimensione politica
- Dimensione ecologica
- Dimensione culturale
Il primo momento di svolta nella storia degli insediamenti umani corrisponde alla rivoluzione neolitica, che ha posto le basi per la nascita delle città, grazie alla sedentarizzazione. L'avanzamento della tecnologia e del sapere pratico giocano a loro volta un ruolo di primo piano.
Il secondo momento di grande trasformazione fu la rivoluzione industriale: viene meno la necessità che la maggior parte della popolazione si dedichi all'agricoltura, creando le basi per l'espansione del fenomeno dell'urbanesimo. C'è di più: la città si espande attraverso l'edificazione di quartieri che dilagano nella campagna e che sono destinati ad ospitare la nuova popolazione operaia.
Nel corso del novecento si assiste a una forte accelerazione dell'urbanesimo a livello planetario: la tendenza a una concentrazione sempre più spinta delle popolazioni nelle città investe anche le aree meno sviluppate del pianeta. Nella seconda metà del XX secolo i ritmi della crescita urbana sono più elevati nei paesi del sud del mondo, rispetto a quelli maggiormente sviluppati.
Nell'ultimo ventennio ha subito una forte accelerazione anche il processo di globalizzazione (aumento delle interconnessioni a livello globale). La città è in un certo senso ovunque e proprio per questo sembra non corrispondere più a un oggetto specifico. La città moderna è una cosmopoli, una città mondo.
La città nel mondo contemporaneo non ha più confini, né dal punto di vista geografico, né da quello sociale e culturale: oggi non solo deve essere messa in discussione la riconoscibilità empirica della città, ma anche la possibilità che essa sia assunta come riferimento rilevante nell'agire sociale. L'attenzione della ricerca sociale deve spostarsi dallo spazio dei luoghi a quello dei flussi.
La possibilità di spostare capitali, mezzi produttivi e altro è il punto di forza dei grandi gruppi economici, che tentano di creare profitti in quanto sono sempre in grado di ritirarsi da ogni precedente localizzazione, rifiutando qualsiasi responsabilità nei confronti del territorio. Essi tengono conto del tempo, ma non dello spazio.
Occorre mettere in evidenza come pur dando per scontata la perdita di centralità del fenomeno urbano, le città continuano ad essere protagoniste del mondo attuale presentando importanti concentrazioni di interessi economici → centro di potere.
- Città depositaria di strutture, di conoscenze e di caratteri socio-culturali sedimentati nel tempo e legati a un territorio.
- La città rappresenta un nodo significativo di una rete globale.
- La città non è unicamente un sistema sociale localizzato in un proprio spazio fisico, ma è il prodotto di un complesso adattamento tra il sistema sociale stesso e gli ecosistemi naturali da cui esso dipende.
La città come fenomeno economico, politico e culturale
La città è un fenomeno economico, politico, culturale i cui aspetti sono legati agli altri. Sin dagli esordi della società industriale la natura stessa dell'urbanesimo e i trends che lo riguardano assumono caratteri fortemente diversificati (nord e sud del mondo). Le differenze tra le città derivano da:
- Il rapporto dell'urbanesimo con la storia: la città è il prodotto di una lunga sedimentazione di caratteri morfologici e culturali accumulati nei secoli.
- I diversi ruoli che le aree mondiali hanno assunto nell'epoca industriale: aree forti/deboli del centro, nuove aree industriali, aree dell'Europa orientale, aree semiperiferiche del sud, aree periferiche del sud.
Tradizioni nella sociologia urbana
Tre tradizioni principali:
- Fa capo ai modelli funzionalisti e alla teoria della modernizzazione. I diversi paesi, pur trovandosi in origine a differenti modelli di sviluppo, traggono un vantaggio reciproco dall'interscambio.
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