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Cos'è il contesto

I processi cognitivi vengono influenzati dal contesto, dagli artefatti utilizzati, dalle persone con cui si interagisce, dalle risorse disponibili e dai pensieri ammessi; le attività umane e il senso che si attribuisce dipende dal contesto storico/culturale e dal tempo/luogo in cui le azioni avvengono; per spiegare le azioni umane occorre chiarire il contesto in cui esse avvengono.

Natura e contesto

Il contesto veniva considerato come qualcosa che resta sullo sfondo quando si mette in primo piano l'uomo, esso interferiva con l'agire umano ed era considerato solo per capire meglio il comportamento dell'uomo; per i comportamentisti il rinforzo era un elemento del contesto che modificava il comportamento umano, per Skinner il contesto offre stimoli per l'apprendimento che quando vengono manipolati dall'uomo diventano rinforzi, per Fodor il contesto è un intreccio tra natura e cultura (il contesto è formato da filtri modulari determinati dalla natura ma che si sviluppano tenendo conto dei limiti culturali); la mente modulare possiede sistemi o moduli che trattano le info in modo specifico in base alla loro natura; i meccanismi cognitivi pur essendo innati dipendono dal contesto.

Teorie psicologiche

Secondo Piaget e Vygotskij lo sviluppo dipende dall'interazione tra individuo e ambiente; per Piaget lo sviluppo segue tappe, stadi in cui sono possibili certe attività, per cui il contesto deve adattarsi allo stadio di maturazione raggiunto, c'è un'interazione con l'ambiente che attiva processi di adattamento e accomodamento; per Vygotskij è il contesto, gli stimoli che si ricevono dall'esterno che permettono di proseguire lo sviluppo, il contesto attiva lo sviluppo spingendo gli individui verso zone di sviluppo prossimale (non ancora attive ma prossime).

Bruner usa due modi per definire il contesto: contesto fisico (pensiero logico/scientifico, generalizzazioni, astrazioni) e contesto sociale (promotore dello sviluppo e importanza del pensiero narrativo, esperienze e azioni in particolari tempi, spazi e contesti storici-sociali).

Approccio situato

Adattamento delle azioni a particolari situazioni e circostanze; i processi cognitivi non dipendono più solo dal funzionamento della mente ma anche dal sistema sociale in cui la mente funziona (la mente assimila il contesto in cui funziona); in campo educativo esso studia i modi con cui le persone costruiscono un significato condiviso del contesto in base alle azioni svolte in esso, la costruzione di conoscenza in contesti diversi, studia come gli strumenti utilizzati in un contesto modificano i processi psicosociali, studia i modi con cui uno strumento è utilizzato in un certo contesto, analizzando il contesto culturale (la scuola e il contesto sociale in cui la scuola è inserita).

Cognizione distribuita

Le info importanti in una specifica situazione sono in parte presenti nella cognizione individuale, in parte nell'interazione tra gli individui, in parte negli strumenti presenti nella situazione; le conoscenze e le info necessarie per svolgere un compito sono distribuite tra persone e luoghi diversi per cui per risolvere compiti occorre collegare info distribuite altrove; l'oggetto di studio è come le persone raccolgono e rielaborano info per svolgere compiti e attività.

Psicologia culturale

Secondo Cole essa studia gli eventi quotidiani, le situazioni contestuali e il senso comune con cui le persone interpretano il mondo; essa considera lo sviluppo individuale unito allo sviluppo storico della specie umana.

Prospettiva storico-culturale

La teoria dell'attività storico-culturale adotta due diversi modi di intendere il contesto:

  • Visione socioecologica, rappresentato da cerchi concentrici l'uno nell'altro che si influenzano reciprocamente.
  • Indica la co-costruzione del contesto con l'immagine di un insieme di onde che fluttuano.

Il contesto è dato da un insieme di norme, valori, ideologie, prospettive individuali e sociali che determina il modo in cui le attività vengono svolte. La continua combinazione degli elementi del contesto permette la creazione di nuovi percorsi, evoluzioni, livelli di sviluppo dipendenti dal livello precedente e presupposti per quello successivo.

Il contributo di Bruner

La conoscenze non è data a priori ma elaborata dall'uomo grazie alle proprie abilità, all'interazione tra pari e all'uso di strumenti e artefatti; la costruzione della realtà è un dare significato, influenzato dalle tradizioni e dai modi di pensare della cultura; il contesto è il luogo in cui le persone sono impegnate in relazioni e attività, influenzate dalla cultura d'appartenenza e costruiscono il proprio significato del mondo; la scuola è il luogo dove avviene la costruzione di tali significati, dove vengono trasmessi gli strumenti per elaborare conoscenza (gli strumenti/artefatti come libri, video e tecnologie potenziano le capacità intellettuali, motorie e sensoriali dell'individuo), fornite competenze per dare senso al mondo; strumento per costruire la cultura è il linguaggio che permette di comunicare e di rappresentarsi il mondo (con la narrazione si negoziano significati).

Antropologia linguistica

Da una parte il contesto si espande perché aumentano le conoscenze, dall'altra si restringe perché si dimenticano/escludono degli aspetti.

Il contesto multilivello

Mantovani studia il contesto a più livelli, ciascuno poggiato sull'altro in quanto causa e conseguenza; al livello più basso il contesto varia in base allo specifico ambiente e interazioni presenti, al livello intermedio c'è l'interpretazione della situazione e al livello più alto c'è il contesto visto come una costruzione prodotta e continuamente riprodotta e che determina la storia del contesto e i suoi cambiamenti nel tempo.

La classe vista come un contesto multilivello permette di studiare la relazione tra i vari compiti, vedere la loro successione, progettare con gli studenti le tappe necessarie a raggiungere obiettivi generali comuni, in formati comunicativi e ritmi di lavoro diversi per soddisfare le esigenze e i bisogni di ognuno.

Elementi e livelli

Il contesto viene considerato come un sottoinsieme all'interno di un sistema più ampio che comprende il soggetto, l'ambiente fisico, relazionale, organizzativo, sociale e culturale in cui avvengono le interazioni; secondo Kirsh la pratica professionale struttura il contesto, raffina il sistema percettivo degli esperti che vedono l'ambiente in modo diverso da altri partecipanti, riescono a concentrare l'attenzione sulle proprietà più importanti degli elementi, definiscono qual'è lo "spazio per il pensiero", delimitano e danno senso alla realtà; Kirsh distingue 3 livelli di strutturazione del contesto: a breve termine, in cui gli esperti sistemano il luogo di lavoro in modo da svolgere un compito specifico, lo allestiscono in vista dei compiti successivi che saranno svolti nel medio termine e organizzano il luogo di lavoro considerando l'attività nel suo complesso a lungo termine.

Quadri e cornici

Perret-Clermont usa la metafora del quadro intesa come cornice interpretativa che permette di considerare il contesto con 4 livelli di segmentazione dello spazio del pensiero:

  • Individuo, processi cognitivi e motivazionali, aspirazioni e aspettative.
  • Relazioni interpersonali, quelle famigliari, gli incontri sociali e professionali.
  • Appartenenze sociali, gruppi e comunità di appartenenza.
  • Sistemi simbolici, rappresentazioni, valori costruzioni implicite.

Il contesto è il quadro del quadro, ossia le regole, procedure, ruoli che uniscono la tradizione culturale alla situazione specifica; il pensiero è sia contenuto del dialogo che contenitore che gli dà forma; l'obiettivo dell'educazione è dare forma al contenuto e al quadro entro cui il contenuto prende forma. Un compito non è solo cognitivo ma ha un senso per la persona, ha significati sociali identitari in quanto è la cornice che definisce il significato di un compito.

Conclusioni

L'individuo non può essere compreso senza la sua dimensione sociale; l'unità di analisi è quindi l'individuo e il contesto socioculturale in cui avviene l'apprendimento/insegnamento. Nella prospettiva sociocostruttivista, l'apprendimento è il risultato di attribuzioni di significato e senso alle attività, prodotti da parte del gruppo di lavoro in base al luogo dell'apprendimento e agli strumenti utilizzati. Gli uomini si adattano al contesto e lo modificano; il funzionamento mentale dell'individuo è determinato dal contesto socioculturale d'appartenenza.

La scuola come sistema di attività

La teoria dell'attività (Vygotskij e Leont'ev) studia l'attività umana finalizzata alla produzione e realizzazione di obiettivi, spiega la formazione della struttura psichica umana in base a fattori storici, sociali e culturali.

Cinque principi

  • Mediazione: qualsiasi azione dell'uomo è mediata da strumenti, l'uomo non ha accesso diretto alla realtà in quanto la sua cultura lo costringe ad usare strumenti per dare senso al mondo; gli strumenti impediscono una relazione diretta tra soggetto e oggetto, essi vengono trasformati durante lo svolgimento di attività e contengono i segni dello sviluppo storico-culturale, accumulano e trasmettono il sapere; gli strumenti sono la forma esteriorizzata dei processi mentali.
  • Strutturazione gerarchica dell'attività: l'attività è formata da azioni (svolte per raggiungere un obiettivo, fatte consapevolmente) e operazioni (automatiche, servono a regolare le azioni); la strutturazione gerarchica va da un livello di generalizzazione delle attività, alle azioni e alle operazioni.
  • Orientamento sul soggetto: gli oggetti hanno due proprietà: oggettive, definite dalla scienza e altre socialmente e culturalmente definite.
  • Internalizzazione/esternalizzazione: le azioni sono prima pensate interiormente (simulazione delle attività esterne che vengono immaginate mentalmente prima di realizzarle) poi realizzate esteriormente ma nel passaggio da interna a esterna, la rappresentazione interna dell'azione viene modificata.
  • Sviluppo dell'attività: studia come la partecipazione attiva dei soggetti modifica l'attività e il suo sviluppo.

Lo sviluppo della teoria

Nella prima generazione della teoria (mediazione tra soggetto e oggetto) l'obiettivo è lo scopo dell'attività; gli strumenti sono gli artefatti di mediazione che aiutano a raggiungere i risultati dell'attività; la comunità è formata da persone che condividono obiettivi; le regole guidano le azioni e le interazioni nei sistemi di attività; la divisione del lavoro serve a dividere i compiti tra i vari membri della comunità in base a ruoli e potere.

Nella seconda generazione (importanza della relazione individuo-azione collettiva), l'attività è basata su 3 livelli:

  • Livello dell'attività collettiva (obiettivo orientato sull'oggetto)
  • Livello dell'azione individuale o di gruppo (verso un obiettivo)
  • Livello delle operazioni (svolte con strumenti)

La terza generazione considera le reti dei sistemi di attività che interagiscono tra loro, possiedono una molteplicità di prospettive, di voci e studia l'influenza reciproca che gli individui subiscono nei contesti multiculturali.

Engestrom studia il modello basato sulle reti di attività: due contesti culturali interagiscono, costruiscono significati e un terzo oggetto, parzialmente condiviso che include e va oltre la somma degli altri due; i principi sono:

  • L'unità di analisi è il sistema di attività
  • Multivocalità (un sistema di attività è una comunità di più punti di vista, tradizioni e interessi dove l'individuo si appropria della voce dell'altro per coordinare le azioni con lui)
  • Storicitá (i sistemi di attività si trasformano durante la loro storia evolutiva)
  • Contraddizione (le attività sono sistemi aperti in quanto possono adottare nuovi elementi dall'esterno es. nuova tecnologia che possono generare difficoltà e conflitti)
  • Ciclo expanding learning (i sistemi di attività subiscono cicli di trasformazioni qualitative che la portano a raggiungere livelli superiori di complessità)

Fare scuola: la scuola viene vista come un contesto di attività chiuso, senza contatto con altri sistemi, per cui il lavoro è poco rivolto verso il cambiamento e la dinamicitá; occorre ad esempio fare attività in classe che siano connesse con l'extrascuola per rendere evidenti le connessioni con gli altri sistemi di attività.

Transizioni ecologiche e visibilitá dei contesti

Una transizione è un cambiamento, un passaggio da uno stato ad un altro, di durata variabile e che implica una ridefinizione del sistema abituale di significati in cui l'individuo si riconosce e apprende; il contesto dà forma e senso alle esperienze dell'individuo, influenza lo sviluppo, l'apprendimento, l'identità. Il concetto di compito di sviluppo va in base alle aspettative culturali dei contesti nei quali lo sviluppo avviene.

Le transizioni rendono visibile il contesto

Cole afferma che non è possibile vedere e capire la nostra cultura se non dall'incontro con le altre culture; per Engestrom sono le contraddizioni che portano a diventare consapevoli delle differenze tra i diversi sistemi di attività; sono quindi le transizioni, i confronti con nuove situazioni (e nuove info) rispetto alla cornice abituale, il confronto tra prima e dopo i progressi in un contesto (io qui, io là, io prima io ora), che ci fanno prendere coscienza del nostro contesto abituale.

Transizioni ecologiche e compiti di sviluppo

Per Bronfenbrenner il soggetto ha la possibilità di "vedere" il contesto e di confrontarlo tramite i cambiamenti di posizionamento nell'ambiente, dovuti all'assunzione di un nuovo ruolo o al cambiamento di ambiente/ruolo (TRANSIZIONI ECOLOGICHE); con lo sviluppo, l'uomo partecipa a spazi sempre più ampi di ambiente sociale in cui negozia significati e si adatta; una transizione ecologica può avvenire su 4 livelli:

  • Microsistema: rapporti con un'intima e ristretta cerchia di persone
  • Mesosistema: rapporto tra microsistemi di cui l'individuo è fisicamente parte (scuola, lavoro)
  • Esosistema: contesti di influenza di cui l'individuo non fa parte (lavoro dei genitori)
  • Macrosistema: storia, cultura, leggi che influenzano tutti gli altri livelli (es. crisi economica)

Queste transizioni hanno più probabilità di portare a cambiamenti positivi se le influenze che l'individuo riceve dai diversi ambienti possiedono le stesse mete, garantiscono sostegno, relazioni di fiducia, autonomia della persona.

Unità minima di analisi

Secondo Bronfenbrenner l'unità di analisi per osservare i cambiamenti prodotti dalle transizioni è uno schema di attività, ruoli e relazioni; un cambiamento in una di queste 3 dimensioni porta ad una ridefinizione anche delle altre e quindi ad un cambiamento (es. l'inizio della deambulazione è una transizione ecologica in quanto modifica la posizione del bambino nell'ambiente: per l'attività è possibile una personale esplorazione dello spazio, la regolazione della distanza con le persone, si modificano anche i ruoli e le relazioni (più potere e autonomia), nuove modalità espressive).

Transizioni ecologiche nella scuola

I partecipanti alla comunicazione definiscono le regole di validità della comunicazione (basate sulla reciprocità affettiva e relazione di potere); in tale comunicazione occorre considerare anche l'influenza di terze persone e altri livelli dell'ambiente che anche se fisicamente assenti possono condizionare la qualità dell'attività, i ruoli e le relazioni.

Ogni messaggio comunicativo serve sia a offrire info sul contenuto dell'attività condivisa dai partecipanti (problem solving, gioco, conversazione) sia, a un livello non verbale detto metacomunicazione, a dare senso al contenuto del messaggio in base al contesto (messaggi segnacontesto) e infine sul piano interpersonale (messaggi su come si devono interpretare la reciprocità affettiva e la distribuzione del potere); quando tali aspetti sono in equilibrio e condivisi dai partecipanti, l'accordo sulla metacomunicazione resta implicito, poco visibile; in momenti di transizione o ambiguità, la comunicazione inciampa in quanto i parlanti non si riferiscono più allo stesso argomento e se le incomprensioni sono frequenti i partecipanti possono ritirarsi dal gioco, con ricadute negative sulla comunicazione utile a fornire info e quindi minacciare la prosecuzione dell'attività comune in modo produttivo. Nella comunicazione agiscono influenze storiche e culturali.

Modelli di comunità scolastiche

Oggetto di studio sono i gruppi e le comunità, unità di analisi sono le persone nei loro contesti; l'apprendimento avviene grazie all'interazione tra pari in gruppi che condividono valori e obiettivi, utilizzando strumenti (pari con diverse competenze: il più esperto spiega all'altro ciò che si è appreso, ma anche l'esperto spiegando riorganizza ciò che sa, definisce meglio i nessi e i suoi ragionamenti); apprendimento collaborativo significa confrontare punti di vista diversi, considerare ipotesi alternative, criticare il proprio sapere, trovare un accordo con gli altri, collaborazione, crescita intellettiva.

La classe come comunità

Tre metafore per descrivere il rapporto tra individuo e conoscenza:

  • Metafora della trasmissione e acquisizione: cognitivista, descrive la mente dell'individuo come un contenitore in cui la conoscenza viene depositata.
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher babyllo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dell'educazione e dell'orientamento e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pavia o del prof Zanetti Maria Assunta.
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