Psicologia dell'educazione
Processi, attività e contesti
La psicologia dell'educazione si occupa di comprendere e sostenere i processi di insegnamento e apprendimento. I processi e le attività analizzate sono definite qualcosa che resta, che rimane fissato nella memoria. Il processo di insegnamento apprendimento è definito qualcosa che si costruisce. L'interesse della psicologia dell'educazione, oltre la scuola, include la scuola dell'infanzia, contesti lavorativi, contesti dopo-scuola, contesti familiari, le transizioni tra i contesti, il life-long learning e tutte le situazioni di vita reale in cui si impara.
Le definizioni di studenti e insegnanti
Chiedendo ai bambini di rappresentare attraverso il disegno il processo di apprendimento hanno illustrato:
- Processo mentale – rappresentazione cervello
- Processo emotivo – primo piano emozioni
- Processo meccanico – rappresentazione mente come un meccanismo che costruisce ed elabora idee
- Processo contenitivo – l'apprendimento atto a contenere e conservare informazioni
- Processo sociale – l'apprendimento è un momento di condivisione e partecipazione ad un'attività collettiva
Nel definire come si insegna e come si apprende, gli insegnanti denunciano una forte tensione tra valori individuali e valori istituzionali ed in una ricerca italiana oltre agli aspetti relazionali ed emotivi, anche aspetti materiali come testi e tecnologie.
Il punto di vista delle teorie
Le metafore su cui poggiano le definizioni di apprendimento:
- Trasmissione della conoscenza – è implicita una certa visione dell'oggetto da trasferire sia del ricevente sia del trasmittente, ovvero degli attori coinvolti nel processo di apprendimento. Spetta al docente, definire, elaborare e predisporre il contenuto da trasmettere mentre chi riceve deve acquisire, memorizzare e immagazzinare i concetti trasmessigli. Limiti -> visione troppo meccanicistica del processo di apprendimento, rappresentazione troppo statica sia della conoscenza che della mente
- Costruzione di conoscenza – si fonda sull'idea che la conoscenza non è trasferibile ma si costruisce sia durante l'interazione tra persone, sia attivamente e continuamente. Un'altra interpretazione dice che la conoscenza non esiste a priori, va costruita dalle fondamenta ed è frutto del lavoro di interpretazione, riflessione e analisi che ciascuno svolge mentre osserva, analizza ed esperisce ciò che lo circonda. La mente diventa così uno strumento.
- Partecipazione – L'apprendimento non è più conseguenza di un atto cognitivo individuale, ma è determinato piuttosto dalla partecipazione ad attività e pratiche sociali. Essa pone l'accento sugli aspetti sociali dell'apprendimento, sui meccanismi che regolano l'interazione. Vi è anche il concetto di partecipazione periferica e legittimata, l'idea che si possa imparare a far parte di una comunità organizzata partendo dalla periferia, restando ai margini delle attività, prima osservando e poi diventando sempre più centrali.
- Transizione – nel processo di apprendimento ogni volta che si realizza un'interazione formativa si procura un effetto, un cambiamento non solo nelle persone coinvolte ma anche nel contesto in cui agiscono e si muovono gli "attori" coinvolti in tale processo. La conoscenza va intesa come un oggetto di frontiera che diventa osservabile solo nei momenti di negoziazione, quando più persone entrano in contatto e più voci parlano l'una con l'altra.
Il comportamentismo
I presupposti del comportamentismo
"Il suo obiettivo teorico è la previsione e il controllo del comportamento" definito da Watson sul "Psychology, as the Behaviorist Views It" considerato il manifesto della prospettiva comportamentista in psicologia. Essa si afferma agli inizi del ‘900 nel contesto nord Americano fino agli anni 50. Tale disciplina doveva avere come proprio oggetto di studio il comportamento osservabile e come obiettivo la possibilità di prevederlo e controllarlo, quindi adottare un metodo di tipo sperimentale e oggettivo e prendere in esame il comportamento come unico elemento oggettivamente osservabile. Per comprendere come funziona il comportamento umano, bisogna studiare il comportamento animale tramite esperimenti che sarebbero stati impossibili sull'uomo e generalizzare a quest'ultimo le leggi individuate con gli studi sui primi.
L'apprendimento in prospettiva comportamentista
I comportamentisti rifiutavano di occuparsi della coscienza, il comportamento di ogni individuo è determinato in modo causale, secondo regole costanti, dall'ambiente che presenta all'individuo degli stimoli ai quali associare risposte.
- 1° comportamentismo -> si è concentrato sul paradigma del condizionamento classico ispirato a Pavlov dove lo stimolo condizionato era la saliva e l'incondizionato il cibo.
- 2° comportamentismo -> Un cambiamento è introdotto da Skinner alla fine degli anni 40: anche i fenomeni mentali (es: pensiero) sono attività che si svolgono all'interno della pelle e quindi riconducibili ai comportamenti che li manifestano; Il nostro comportamento è determinato dalle conseguenze che ad essi seguono ed egli studiò in particolare il condizionamento operante introducendo la distinzione tra comportamenti rispondenti, riflessi condizionati spiegati dal condizionamento classico, e operanti, comportamenti volontari che appartengono al repertorio del soggetto e vengono emessi in assenza di un particolare stimolo che li precede. Il comportamento viene rinforzato positivamente quando c'è una ricompensa.
Nelle sue ricerche distinse diversi tipi di programmi:
- Rinforzo a rapporto fisso – ogni volta che c'è il comportamento viene emesso il rinforzo
- Rinforzo a rapporto variabile – viene emesso dopo un numero casuale
- Rinforzo a intervallo fisso – il rinforzo avviene dopo un intervallo di tempo costante
- Rinforzo a intervallo variabile – tempo casuale
3° comportamentismo -> Negli anni 60 con la teoria dell'apprendimento sociale Bandura e Walters che ricorrono al concetto di imitazione per indicare una modalità autonoma di apprendimento del soggetto. Esempio della "bambola Bobo" – imitazione di comportamenti aggressivi di adulti da parte dei bimbi. Lo studio è stato fatto con bambini di 4 anni divisi in 3 gruppi:
- Condizione aggressiva – introdussero un collaboratore aggressivo con la bambola che lo picchiava
- Condizione non aggressiva – si giocava con Bobo
- Condizione di controllo – i bambini non avevano a che fare con alcun adulto che svolgesse la funzione di modello
Dopo i bimbi venivano portati in una stanza nella quale vi erano giochi neutri e aggressivi e Bandura osservò che i bambini che avevano visto picchiare Bobo avevano una maggiore incidenza di comportamenti aggressivi.
La teoria dell'istruzione
La traduzione educativa dell'approccio comportamentista è la Programmed Instruction basata sulla gradualità, con l'allievo attivo e operante, con una conoscenza immediata dei risultati e ci deve essere un adattamento dei tempi del percorso rispetto l'allievo. Uno sviluppo a ciò è il Precision Teaching che si basa su 2 strumenti:
- Standard Celeration Chart un grafico che rappresenta la frequenza delle risposte corrette e non corrette ad un programma di istruzione
- Il SAFMEDS che è una serie di flash card contenti gli stimoli che prevedono la richiesta di una risposta e quindi la somministrazione di feedback, il soggetto deve fornire in 1 minuto la risposta al maggior numero di carte possibili ripetendo l'esercizio giorno dopo giorno.
Le critiche al comportamentismo
- L'emergere dell'approccio cognitivista rimette in discussione il fatto che lo stimolo sia percepito in modo oggettivamente univoco da qualunque soggetto
- Rifiuto di riconoscere scientificità allo studio di ciò che accade nella mente dell'individuo.
- Fatta dal sociocostruttivismo, lo rimprovera di aver trascurato il riferimento alla dimensione culturale e sociale dell'individuo.
Il cognitivismo
La rivoluzione cognitivista
Nasce nelle università nordamericane a partire dagli anni 50. Vi è all'interno la teoria della Gestalt, che non considerava la mente una tabula rasa ma proponeva un modello di interazione tra percezioni esterne e schemi mentali interni. Esponenti sono Koffka e Kohler ma non ebbero un capoguida. Il cognitivismo reintroduce la mente come oggetto di studio utilizzando la metafora del computer: mente = elaboratore di informazioni e ai cognitivisti interessa studiare i processi mentali o le operazioni di trasformazione dell'informazione (rappresentati attraverso diagrammi di flusso con delle scatole che contengono delle operazioni cognitive e delle frecce che segnalano la direzione del percorso dell'info).
Modelli del funzionamento della mente
I cognitivisti elaborano modelli della mente che fanno riferimento ai costrutti teorici di memoria e di processi di elaborazione. Un primo modello viene elaborato da Broadbent che teorizza una serie di stadi di elaborazione dell'informazione presidiati da diverse componenti del sistema cognitivo. Atkinson e Shiffrin sviluppano un ulteriore modello ipozzando 3 componenti di memoria:
- Un registro sensoriale – un dispositivo connesso all'organo di senso corrispondente, che trattiene l'informazione per un breve intervallo di tempo
- La memoria a breve termine – un dispositivo a capacità limitata dove l'informazione è sottoposta a ulteriore livello di elaborazione, attraverso delle strategie che ne consentono il mantenimento
- La memoria a lungo termine – un archivio a capacità potenzialmente illimitata in cui le informazioni sono immagazzinate in modo tanto più efficace quanto più è elevato il livello di elaborazione a cui sono state sottoposte
Un ulteriore sviluppo del modello è di Baddeley e Hitch che con il termine "memoria di lavoro" che si propongono di ridefinire la memoria a breve termine per superare l'idea che questa sia un magazzino passivo di informazioni.
La memoria di lavoro include:
- L'esecutivo centrale, responsabile del controllo dei processi esecutivi per la realizzazione delle azioni, della direzione dell'attenzione verso informazioni rilevanti
- Loop fonologico, costituito da un meccanismo di reiterazione dell'informazione uditivo-verbale e da un magazzino fonologico dove tale informazione viene mantenuta
- Il taccuino visuospaziale che permette di mantenere e manipolare l'informazione visiva e spaziale
- Il buffer episodico integra temporaneamente l'informazione visuospaziale e fonologica con possibili altre di informazione
Diversi tipi di conoscenza
Anderson da una prima distinzione tra conoscenza dichiarativa, che ha come contenuti fatti, oggetti e concetti, e la conoscenza procedurale, che concerne il modo di procedere nell'affrontare un compito. Successivamente è stata aggiunta la conoscenza auto regolativa che riguarda il proprio personale modo di conoscere e regolare il proprio apprendimento.
Nel particolare:
-
La conoscenza dichiarativa è consapevolmente accessibile, esprimibile in un formato simbolico e verbale e quindi facilmente trasmettibile e si divide in:
- Semantica è di tipo fattuale che si riferisce a specifici oggetti o fatti e una di tipo concettuale che si riferisce a categorie di tipo generale e vi è il problema di come essa è organizzata.
- Episodica consiste in memorie marcate temporalmente da specifici eventi della nostra vita (es: il primo giorno di scuola). La memoria differisce da quella semantica per contenuto, per aree cerebrali in cui è dislocata e per il modo con cui viene ricordata. E’ di natura autobiografica.
-
La conoscenza procedurale ha come contenuto il saper fare, il modo in cui usare un oggetto, un concetto o una strategia di soluzione di un problema ed è in genere inconsapevole; vi sono diversi tipi di sequenze di azione:
- Scripts sono sequenze di azioni compiute per realizzare uno scopo, organizzate nella memoria come singole entità. Permettono di organizzare la conoscenza procedurale e ricordare l'ordine della sequenza di azioni da compiere. Permettono di svolgere le azioni della vita quotidiana in modo automatizzato e rende attività complesse più semplici da gestire. In alcuni casi agendo in modo automatico con uno script c'è il rischio di non tenere conto dei fattori contestuali senza affrontare una valutazione critica.
- Algoritmi sono regole per la soluzione di problemi che funzionano sempre e sono quindi procedure efficaci per risolvere problemi ben definiti.
- Euristiche sono procedure approssimative, per la soluzione di problemi che spesso funzionano ma non sempre ed utili per affrontare problemi mal definiti ed essa può essere influenzata da un cambiamento delle condizioni su cui si basa.
- La conoscenza auto regolativa è la conoscenza che si ha di sé stessi perché soggetti apprendente e di come regoliamo il nostro apprendimento; esso permette di adattare e autoregolare il proprio apprendimento davanti ad un compito e attraverso vari domini. Lo si definisce anche come "meta-cognizione".
La meta cognizione
E’ composta da due aspetti: la conoscenza meta cognitiva, ovvero la percezione del livello di difficoltà del compito e delle strategie messe in atto per affrontarlo e l'esperienza meta-cognitiva che deriva dal livello di conoscenza del compito. Brown inserisce la meta cognizione all'interno della metamemoria, con riferimento alle capacità di ricordare e recuperare informazioni. Esistono 3 fonti riconducibili al concetto di meta cognizione:
- Piaget -> sviluppo cognitivo
- Vygotskij -> controllo cognitivo
- Contributi dai modelli dell'elaborazione dell'informazione
Alcuni ricercatori distinguono la conoscenza meta cognitiva dai processi di controllo metacognitivo:
- Conoscenza metac. -> conoscenza che il soggetto ha di sé stesso, del compito e delle strategie.
- Processi di controllo -> previsione riguardo la complessità e gli esiti di una data attività, e la pianificazione di una strategia per affrontarla
Elemento fondamentale della metacognizione è anche il sistema esecutivo per la presa di decisioni, quindi le abilità di controllo o monitoraggio delle informazioni, oltre alla dimensione motivazionale. Come fa una persona a comprendere quando è necessario utilizzare tali processi?
- Sentimenti meta cognitivi si caratterizzano in termini di piacevolezza o spiacevolezza rispetto a una data situazione
- Giudizi meta cognitivi sono valutazioni che la persona mette in atto nel momento in cui si trova ad affrontare un'attività
Cognitivismo e apprendimento
Due filoni di studio: il primo fa riferimento alla teoria degli schemi, il secondo al problem solving.
-
La teorizzazione degli schemi descrive l'apprendimento come un cambiamento dello stato della conoscenza del soggetto che può avvenire secondo 3 modalità:
- Per accrescimento, che si verifica quando si inseriscono informazioni nuove nella struttura di uno schema preesistente.
- Per sintonizzazione che avviene adattando e affinando lo schema già in possesso del soggetto
- Per ristrutturazione che si realizza quando lo schema preesistente si rivela inadeguato a integrare le informazioni nuove in corso di elaborazione.
-
Si tratta di un processo cognitivo messo in atto quando si ha a che fare con un problema per cui non si ha a disposizione un metodo per risolverlo evidente. Ha 4 caratteristiche:
- Avviene all'interno del sistema cognitivo del soggetto e può essere inferito indirettamente dal suo comportamento
- Implica la rappresentazione e la manipolazione di conoscenza nel sistema cognitivo del soggetto
- È diretto, in quanto il soggetto, nell'affrontare il problema, individua un obiettivo che guida la sua azione
- È personale, poiché la conoscenza che il soggetto possiede definisce la facilità o la difficoltà con cui gli ostacoli alla soluzione saranno superati
Può essere analizzato nelle componenti dei processi cognitivi: bisogna prima rappresentare un problema, quindi costruire uno spazio che include lo stato iniziale e lo stato finale atteso, poi con la pianificazione cercare un metodo per risolvere il problema, poi l'esecuzione avviene quando si applica la procedura scelta, ed infine con il monitoraggio si valuta l'appropriatezza e l'efficacia della soluzione applicata. Molta attenzione è stata data allo studio delle differenze individuali nell'apprendimento dove ogni persona ha un proprio stile cognitivo.
La teoria dell'istruzione
Mayer e Wittrock definiscono il concetto di apprendimento significativo riferendosi al modello del SOI (select-organize-integrate) che riprende le 3 componenti della mente di matrice cognitivista: memoria sensoriale, memoria di lavoro e memoria a lungo termine. Secondo questo modello l'apprendimento richiede l'attivazione di 3 processi cognitivi principali:
- Selezionare le informazioni
- Organizzarle mentalmente
- Integrarle mentalmente
I metodi di insegnamento quindi per essere efficaci devono quindi sostenere questi processi. Individuano anche 7 metodi coerenti con gli assunti:
- Metodi che riducono il carico cognitivo: l'automatizzazione -> Favorire la padronanza.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Riassunto esame Psicologia dello sviluppo e dell'educazione, Prof. Raccanello Daniela, libro consigliato Psicologia…
-
Riassunto esame Psicologia dell'educazione, prof. Zanetti, libro consigliato La scuola come contesto, Ligorio
-
Riassunto esame Psicologia dell'educazione, prof. Pinto, libro consigliato Manuale di psicologia dell'educazione, P…
-
Riassunto esame psicologia dell'educazione, docente Tarchi/Pinto, libro consigliato Manuale di psicologia dell'educ…