Home Invia e guadagna
Registrati
 

Password dimenticata?

Registrati ora.

Riassunti di Diritto Privato, libro adottato Manuale di Diritto Privato, Alpa

Riassunto per l'esame di Diritto Privato, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Manuale di Diritto Privato, Alpa. Analisi dei seguenti argomenti: l’ordinamento giuridico e il diritto privato (diritto e società, la norma come forma astratta ed ipotetica di regolamenti di interessi, diritto ed equità), le fonti del diritto privato (Costituzione Repubblicana, diritto comunitario, regolamenti, norme delle Autorità indipendenti di controllo e dei Garanti), le successioni (libertà testamentaria ed i suoi limiti, successioni mortis, successione legittima, caratteri e forma del testamento).

  • Per l'esame di Diritto Privato del Prof. A. Masi
  • Università: La Sapienza - Uniroma1
  • CdL: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
  • SSD:
Compra 4.99 €

Voto: 5 verificato da Skuola.net

  • 16
  • 02-05-2013
Scrivi la tua recensione »

Recensioni di chi ha scaricato il contenuto

Anteprima Testo:
Istituzioni di diritto privato INTRODUZIONE Capitolo I – Il diritto privato e l’ordinamento giuridico. 1. Diritto e società. Il diritto costituisce il mezzo più evoluto di organizzazione sociale, si può ancora oggi affermare che ubi societas ibi ius. Esso non si limita ad indicare ciò che è buono e giusto, ma garantisce il rispetto delle regole evitando che ciascuno si faccia giustizia da sé. Il diritto si identifica pertanto con l’insieme di regole di condotta – l’ordinamento giuridico – fra i quali assume particolare rilievo quello statuale, in quanto con esso lo Stato interviene allo scopo di costringere gli individui a rispettare i precetti normativi. L’esperienza dimostra che lo sviluppo economico di una società richiede norme sempre più numerose onde evitare che esso si realizzi a scapito di alcune persone. Il diritto statuale è dunque uno strumento per mettere ordine alla convivenza degli uomini. Gli ordinamenti statuali democratici si prefiggono di garantire l’ordine per consentire a ciascun individuo l’esercizio della massima libertà senza che ciò diventi pregiudizio dell’altrui libertà (artt. 1-2-3 cost.). All’interno della comunità statuale sono ipotizzabili altre comunità sociale c.d. intermedie che si prefiggono scopi più limitati e i cui ordinamenti sono espressione delle stesse comunità. Contro la comunità statuale, abbiamo comunità sociali che perseguono finalità incompatibili con quelle dello Stato , o realizzabili attraverso metodi vietati (società segrete); accanto alla comunità statuale abbiamo invece, comunità sociali che si prefiggono finalità diverse da conseguire autonomamente dalla sovranità dello Stato (la Chiesa). 2. Diritto e norma. L’ordinamento statuale si presenta come un complesso di regole di condotta, ciascuna norma viene considerata come un comando rivolto agli individui. Il rapporto tra norma e individuo può essere tanto effettivo come potenziale, a seconda che l’individuo si trovi o meno nelle condizioni ipotizzate dalla norma per la sua operatività. La norma che sancisce il comando ipotetico presuppone l’esistenza di altre norme dalla cui operatività dipende la propria. Altre norme, piuttosto che imporre regole di comportamento, sono attributive di potere: es. la norma che attribuisce al proprietario il potere di godere e disporre delle cose. Mentre con questo tipo di norme l’ordinamento valorizza la libertà di colui al quale il potere viene attribuito, con le norme impositive realizza l’altrui interesse. L’aspetto coercitivo della norme si coglie per lo più nelle norme penali, la cui violazione si configura come reato. 3. Diritto e giustizia. L’idea del diritto evoca quella della giustizia; ciò però non deve far concludere che sempre diritto e giustizia si identifichino. Quando si afferma che una norma è ingiusta, si esprime un giudizio di valore fondato sulle stesso diritto o sulla giustizia naturale. La giustizia che si identifica con l’ordinamento prende il nome di formale, quella naturale o sostanziale potrebbe anche denominarsi razionale. Quando in una società si verificano evidenti discrasie fra giustizia formale e sostanziale si verifica la crisi del diritto. 4. Diritto positivo e diritto naturale. Per diritto positivo si intende quell’insieme di norme formalizzate dagli strumenti (fonti del diritto) che lo Stato usa per produrre norme giuridiche (leggi, regolamenti, consuetudini). Per diritto naturale si intende quell’insieme di norme che ha fondamento nell’ordine naturale della società. Trattandosi di due diversi modi di manifestarsi del diritto non si prospetta la supremazia dell’uno sull’altro. 5. Diritto pubblico e diritto privato. Tale distinzione è necessaria in quanto uno disciplina gli interessi inerenti all’organizzazione e al funzionamento degli organi dello Stato, l’altro interessi circa i rapporti e le relazioni di vita delle persone. La distinzione si coglie anche per il modo in cui operano le norme sanzionatorie in caso di inosservanza delle norme primarie di condotta: nel diritto privato la sanzione è inflitta solo su richiesta della parte lesa, in quello pubblico indipendentemente dalla richiesta della parte lesa. La
centralità dell’intero sistema normativo è la Costituzione da cui traggono fondamento i complessi normativi del diritto pubblico e privato. 6. Il diritto privato nel sistema generale dell’ordinamento. Il testo normativo più importante che concerne i rapporti privati è il codice civile: un complesso organico ed unitario di disposizioni attinenti un ampio settore dell’ordinamento giuridico. Fanno parte del nostro ordinamento altri quattro codici: codice di procedura civile, codice penale, codice di procedura penale e il codice dalla navigazione. Il c.c. disciplina gran parte dei rapporti privati, quelli civili ma anche quelli commerciale e produttivi. Il sistema codificato nasce dal desiderio di strutturare normativamente i diritti soggettivi, di disciplinare i modi di acquiEspandi »sto di estinzione di trasmissione di tali diritti, nonché le modalità della loro specifica tutela. Con l’unificazione nel ’42 della materia dei rapporti privati nel c.c. si è voluto rimarcare un importante aspetto normativo: l’eguaglianza formale, l’eguale trattamento giuridico di tutte le persone indipendentemente dalle condizioni sociali o economiche. Circa la diversità delle condizioni sociali il comma 2 art. 3 cost. prevede la non neutralità dello Stato, “È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che limitano la libertà e l’eguaglianza dei cittadini”. Lo Stato che si limita a garantire la libertà e l’eguaglianza dei cittadini con precise regole giuridiche è uno Stato di diritto; quando si assume il compito di rimuovere tali disuguaglianze diviene uno Stato sociale. È invece uno Stato assistenziale quando elargisce sottocosto beni e servizi di primaria utilità a categorie sociali con capacità economiche minori. L’eguaglianza formale si realizza prevedendo specifiche forme di tutela per gli interessi denominati diritti soggettivi i cui modi d’acquisto di realizzazione o di estinzione sono uguali per tutti. L’eguaglianza sostanziale viene invece realizzata dallo Stato attraverso atti amministrativi o leggi. In riferimento alla proprietà privata l’art. 42 comma 2 cost. riserva alla legge la determinazione dei modi di acquisto e di godimento nonché dei limiti per assicuragli una funzione sociale e renderla accessibile a tutti. Alcuni rapporti privati sono disciplinati da leggi speciali che integrano il codice senza modificarlo, es. le norme sui contratti agrari, sulle locazioni di immobili urbani, sui licenziamenti individuali ecc. Hanno inoltre, valore giuridico i regolamenti di attuazione delle leggi ordinarie, le norme consuetudinarie e le norme comunitarie. 7. La norma come forma astratta ed ipotetica di regolamenti di interessi. La tecnica normativa della tutela degli interessi privati può essere semplificata in riferimento ai fatti illeciti disciplinati dagli artt. 2043 e ss.: l’interesse del danneggiato ad essere risarcito è ritenuto meritevole di essere tutelato quando il danno sia ingiusto e sempre che lo ha provocato sia ad altri imputabile. La norma dunque, nel regolare gli interessi seleziona i fatti per stabilire in che misura siano meritevoli di tutela. La previsione ipotetica di fatti da cui derivano interessi tutelati evidenzia il carattere astratto della norma, formulata in riferimento a fatti che eventualmente potranno accadere. La generalità invece, significa che la norma è destinata a tutti indistintamente. Alle norme generali si contrappongono quelle speciali e quelle eccezionali: le prime prevedono regole diverse da quelle generali in considerazione di aspetti particolari; le secondo sono tenute in un contesto normativo separato e sono dirette a regolare determinati rapporti in modo difforme da come farebbero le regole generali. Le speciali sono comunque più diffuse delle eccezionali che non sono suscettibili di applicazione analogica. 8. Diritto oggettivo e fatto ipotetico: la fattispecie giuridica. Nel regolare gli interessi dei privati l’ordinamento giuridico ipotizza fatti da cui potrebbero scaturire interessi configgenti; la previsione normativa del fatto che potrebbe ipoteticamente determinare un conflitto di interesse rende il fatto giuridicamente rilevante, che in quanto tale si dice fatto giuridico. Gli obblighi e i poteri che la norma ricollega a quel fatto si dicono effetti giuridici. La previsione normativa del fatto e dei suoi effetti si dice fattispecie giuridica, questa, considerata nella sua previsione normativa, costituisce la fattispecie astratta. Quando il fatto ipotizzato si verifica nella realtà storica, si realizza la fattispecie concreta. 9. I principi generali. La tecnica normativa che si avvale della previsione di fatti ipotetici, implica una regolamentazione
per fattispecie, alla quel si contrappone la regolamentazione per principi generali: di essi alcuni costituiscono i valori fondamentali (eguaglianza, libertà ecc.) altri esprimono criteri generici di valutazione ch il giudice ha il compito di specificare in concreto secondo le comuni valutazioni sociali. Sotto un altro aspetto vengono considerati principi generali quelli che si desumono dallanalisi razionale della disciplina della fattispecie. Il giudice può far riferimento a tali principi sia quando la norma rinvia espressamente a taluno di essi, sia quando sia necessario decidere secondo i principi dell’ordinamento. 10. L’eguaglianza nel sistema dei principi fondamentali. Il principio dell’eguaglianza, ritenuto uno dei principi fondamentali dell’ordinamento, trova la sua esplicazione nell’art. 3 cost. “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociali e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali”. La riaffermazione di tale « Comprimi
Contenuti correlati