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Immunodeficienze secondarie

Mentre le immunodeficienze primarie sono rare, quelle secondarie sono molto frequenti e possono rappresentare anche la prima causa di infezioni e di morte. Nei bambini malnutriti, l'infezione da virus del morbillo è un'importante causa di morte. La malnutrizione è causa anche di tubercolosi, per un deficit della immunità cellulo-mediata.

Effetti della malnutrizione

Si è ipotizzato che la malnutrizione possa influire sui rapporti tra sistema endocrino e quello immunitario. Gli adipociti producono la leptina, i cui livelli sono direttamente correlati alla quantità di grasso presente nel corpo e si riducono in corso di malnutrizione. Topi ed esseri umani con deficit genetico di leptina hanno una riduzione delle risposte immunitarie mediate da linfociti T e, nei topi, si riscontra anche atrofia timica.

Tumori emopoietici

Tumori emopoietici come leucemie e linfomi sono associati a immunodeficienza secondaria. In questi casi è possibile evidenziare neutrofilia o neutropenia, in altri disfunzioni dei neutrofili, con aumentata suscettibilità a infezioni batteriche e fungine. La distruzione o l'invasione degli organi linfoidi secondari da parte di linfoma o metastasi può portare alle infezioni da germi opportunisti. La rimozione chirurgica della milza predispone alle infezioni da Streptococccus pneumoniae, indicando il ruolo chiave dei fagociti mononucleati nella eliminazione di questo microrganismo.

Complicazioni da terapie mediche

Le infezioni rappresentano una grave complicazione di:

  • Terapia con farmaci immunosoppressori
  • Terapia con farmaci citotossici utilizzati in chemioterapia antineoplastica
  • Impianto di cateteri, valvole cardiache e articolazioni artificiali:
    • Crescita di batteri su queste matrici
    • Mancanza dei sistemi difensivi innati dei tessuti corporei normali

Sindrome da immunodeficienza acquisita

La sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS) è caratterizzata da una notevole diminuzione del numero di linfociti T CD4 e da:

  • Suscettibilità a infezioni da microrganismi opportunisti
  • Comparsa di una forma aggressiva di sarcoma di Kaposi o di linfoma a cellule B

Poiché la malattia si diffondeva attraverso il contatto con fluidi biologici, fu sospettato un nuovo virus e nel 1983 fu isolato il virus dell'immunodeficienza umana o HIV. HIV-2 è endemico in Africa occidentale e ora si sta diffondendo in India. HIV-1 è responsabile della maggior parte dei casi nel mondo ed è più virulento.

Diffusione e impatto globale

Si stima che più di 25 milioni di persone siano morte per AIDS. Attualmente ci sono circa 44 milioni di persone infettate da HIV e la maggior parte di esse vive nell'Africa sub-sahariana, dove circa il 7% dei giovani adulti è infettato. L'infezione da HIV sta aumentando in Europa orientale e nell'Asia centrale rispetto al resto del mondo. Circa un terzo delle persone infettate da HIV ha un'età compresa tra i 15 e i 24 anni.

Risposta immunitaria all'HIV

Molti virus causano un'infezione acuta ma limitata, inducendo una risposta immunitaria durevole. Gli herpes virus instaurano un'infezione latente che non è eliminata, ma è adeguatamente controllata dalla risposta immunitaria. L'infezione da HIV sembra invece indurre raramente una risposta immunitaria in grado di ostacolare la continua replicazione del virus. Anche se una risposta immunitaria sembra controllare l'infezione acuta iniziale, il virus continua a replicarsi e infettare nuove cellule.

Trasmissione dell'HIV

L'infezione primaria da HIV avviene in genere con il passaggio di liquidi biologici da una persona all'altra. Il virus si trova nei linfociti T CD4, nelle cellule dendritiche, nei macrofagi e nel sangue, sperma, liquido vaginale e latte materno. HIV è trasmesso attraverso:

  • Rapporto sessuale
  • Aghi contaminati usati per stupefacenti o farmaci
  • Uso terapeutico di sangue e derivati ematici
  • Da madre a figlio, al momento del parto o con il latte materno

Manifestazioni cliniche dell'infezione da HIV

In oltre l'80% dei casi, l'infezione primaria si manifesta con sintomi simili all'influenza, con presenza del virus nel sangue e con la diminuzione dei linfociti T CD4 (fase acuta). La fase di viremia è accompagnata dall'attivazione dei linfociti T CD8 che uccidono le cellule infettate dal virus e dalla produzione di anticorpi o sieroconversione. L'infezione da HIV è seguita da AIDS ma dopo un periodo di apparente quiescenza della malattia, nota come latenza clinica, che può durare dai 2 ai 15 anni. In questo periodo però c'è una persistente replicazione del virus ed una graduale riduzione della funzione e del numero dei linfociti T CD4. Dopo il periodo di latenza, iniziano a comparire le infezioni opportunistiche.

Resistenza all'HIV

Una piccola percentuale di individui infettati da HIV presenta sieroconversione, ma l'infezione non evolve in malattia ed il numero di linfociti T CD4 rimane inalterato. La viremia è insolitamente bassa, importante per capire come sia possibile controllare l'infezione da HIV. Un altro gruppo, pur essendo stato esposto a HIV, rimane sieronegativo, virus negativo e non sviluppa la malattia. Possiedono linfociti T CD8 e T 1, quindi a conferma che sono stati esposti al virus. Questo è cruciale per lo sviluppo dei vaccini HIV.

HIV è un retrovirus avvolto da un involucro (envelope). Ogni particella virale o virione contiene due copie di RNA genomico.

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Scienze mediche MED/04 Patologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher kalamaj di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Immunologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Foggia o del prof Conese Massimo.
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