La velocità del nuotatore è il risultato dell’azione di 2 forze: la resistenza e la
propulsione. Nel primo caso, è la forza causata dall’acqua che il nuotatore deve
spostare o trascinarsi dietro; mentre la propulsione è la forza prodotta dal movimento
delle braccia e delle gambe. Il nuotatore per nuotare più velocemente deve
raggiungere uno dei seguenti risultati: diminuzione della resistenza, aumento della
propulsione, o conseguire una combinazione di tutte e 2.
Per mantenere la resistenza a livelli più bassi possibili e la propulsione a livelli alti,
serve anche un tipo di allenamento che dia al nuotatore un’adeguata preparazione
fisica .
RESISTENZA
Esistono 3 tipi di resistenza: resistenza frontale, attrito superficiale, resistenza
di risucchio.
1. Il primo tipo di resistenza (resistenza frontale), è la resistenza che si oppone
all’avanzamento del nuotatore, ed è dovuta all’acqua che viene a contatto con
la parte anteriore del corpo del nuotatore.
2. L’attrito superficiale è invece, la resistenza che si genera dall’aderenza
dell’acqua con il corpo del nuotatore. Negli ultimi tempi, si è sostenuta la teoria
riguardante il fatto che la depilazione di tutto il corpo potesse far diminuire
questo tipo di resistenza, ma tale affermazione non ha trovato le adeguate
conferme, si pensa infatti che i miglioramenti ottenuti a seguito di una
depilazione, siano frutto di un maggior allenamento o dell’effetto psicologico
che la depilazione provoca nelle menti dei nuotatori. E possibile invece che la
rasatura, comporti una maggiore sensibilità del nuotatore alla percezione e
della pressione dell’acqua, maturando così un miglioramento della
coordinazione.
3. La resistenza di risucchio, è invece la resistenza che si genera in seguito al
quantitativo di acqua che il nuotatore non riesce a far scivolare via e che quindi
si trascina dietro.
Il corpo di un nuotatore può generare una maggiore resistenza in seguito alla scarsa
idrodinamicità del suo piano laterale, infatti l’oscillazione troppo accentuata dei fianchi
e delle gambe provocano un aumento di quella che è la resistenza laterale di
risucchio.
PROPULSIONE
È la forza che spinge in avanti il nuotatore ed è prodotta dal movimento delle braccia e
qualche volta delle gambe. In effetti è causata dalla resistenza generata dalle mani e
dai piedi che spingono indietro l’acqua.
In tale contesto, entra in considerazione un principio fisico: la terza legge di Newton, la
quale afferma che ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria.
Ad esempio, un nuotatore in acqua, produce con le mani una forza diretta all’indietro
secondo una linea retta, supponiamo di 25 libbre, con i piedi ne produce una di 5
libbre; la somma di qst 2 forze produrrà una forza risultante, cioè una reazione, di 30
libbre che spingerà il nuotatore in avanti sulla stessa linea retta.
Per cercare di raggiungere la maggior velocità, decrementando ed
incrementando rispettivamente resistenza e propulsione, si può agire sulla
posizione che il nuotatore può assumere in acqua, facendogli assumere la
posizione più idrodinamica possibile.
Di conseguenza, un nuotatore che cerca di nuotare il più possibile fuori dell’acqua avrà
scarsi risultati, in seguito al fatto che il cercare di tenere fuori la testa, provoca un
abbassamento della parte posteriore del corpo, causando una maggiore resistenza e
quindi un maggior dispendio di forza propulsiva per vincere tale resistenza.
LA PROPULSIONE DEVE ESSERE APPLICATA IN MODO UNIFORME
Per avere una maggiore velocità, la forza di propulsione della nuotata deve
essere il più uniforme possibile. Questo spiega la maggior velocità del crawl
rispetto al delfino o alla rana, in quanto nel crawl alla fine della trazione di un braccio
inizia la trazione dell’altro, ciò permette di mantenere il corpo in un moto continuo,
usando le forze sviluppate per vincere la resistenza dell’acqua. Nel caso del delfino e
della rana, si ha una accelerazione ed una decelerazione ad intermittenza, di
conseguenza molta della forza sviluppata, invece di essere usata x vincere la
resistenza dell’acqua, verrà perduta per vincere l’inerzia. (esemp. Automobile che x
essere spinta serve una forza maggiore (si deve vincere l’inerzia dell’auto!) rispetto a
quella usata x tenerla in movimento)
TRAZIONE
Ci sono tre tipi di trazione: trazione col braccio a gomito basso, trazione col braccio
teso, trazione col braccio in posizione corretta.
- Trazione col braccio a gomito basso, è la trazione con più scarso rendimento in
quanto la forza di propulsione prodotta è bassa, e ciò è dovuto al poco
quantitativo di acqua che si riesce a spostare indietro.
- Trazione col braccio teso ha un rendimento maggiore rispetto a quella a gomito
basso, l’unica problematica riguarda l’eccessiva forza sviluppata dalle mani
nella fase iniziale della trazione, che spinge il nuotatore verso l’alto, e nella fase
finale di trazione, dove il nuotatore viene invece spinto verso il basso.
- Trazione col braccio in posizione corretta è la trazione che ha rendimento
maggiore, in quanto vengono attenuate le eccessive forze rivolte verso l’alto e
verso il basso. Inizia con il braccio teso ma con gomito rivolto verso l’alto, che
poi si piega durante la fase di trazione diventando di nuovo teso nella parte
finale.
POSIZIONE DELLA MANO
Attraverso degli studi condotti in precedenza, si è riusciti a capire in che modo si
dovrebbe posizionare la mano, per ottenere la massima forza di propulsione. Da
questi studi si è dedotto che tenere la mano incurvata o il polso morbido,
provoca un decremento della forza di propulsione, in quanto diminuiscono su
di essa le resistenze frontali e quelli di risucchio.
Si può invece nuotare con le dita divaricate, ma ciò comporta un maggior dispendio di
energia e durante una gara questo fattore può incidere sul nuotatore. Stessa cosa
avviene se il nuotatore tiene le dita troppo chiuse. Comunque sia, la posizione dei diti
è un dettaglio secondario, cosa fondamentale invece è tenere la mano distesa e
non curva, poiché altrimenti pregiudicherebbe nettamente la fase di trazione. Infatti
bisogna prima curare quelli che sono gli aspetti fondamentali, per poi perfezionare in
un secondo momento quei difetti che vengono riscontrati. (non subordinare gli aspetti
fondamentali a dettagli di poca importanza).
RECUPERO DEL BRACCIO
Importante è anche la fase di RECUPERO DEL BRACCIO, in quanto uno scorretto
recupero, può pregiudicare la trazione, che può essere troppo veloce o troppo lenta,
oppure troppo corta.
Questo tipo di problematica nel crawl può essere evitata, diminuendo il raggio del
braccio in fase di recupero (piegare braccio), cioè portando il gomito verso l’alto. Nel
dorso invece, la reazione laterale del corpo può essere eliminata, attuando il recupero
del braccio direttamente sopra la testa . Tale problematica, non sussiste invece nel
delfino, dove il movimento laterale del corpo è neutralizzato dal recupero in
contemporanea dei 2 bracci.
GALLEGGIAMENTO
Il galleggiamento di un nuotatore, dipende dalla sua struttura fisica. Un nuotatore più
leggero galleggia di più e crea meno resistenza rispetto ad uno con una struttura fisica
più pesante.
CRAWL
La posizione del CRAWL deve essere più possibile orizzontale e idrodinamica,
permettendo ai piedi di affondare, in modo da agire efficacemente.
COSA NON FARE
- Non alzare la testa fuori dall’acqua x respirare, in quanto il corpo viene spinto in
basso e quando si abbassa la testa il corpo va verso l’alto. Oppure non cercare
di tenere il corpo in alto, in quanto provocherebbe un abbassamento delle
gambe, con relativo aumento delle resistenze.
COSA FARE
- Per respirare ruotare la testa, in maniera da inspirare nella concavità fatta tra la
bocca e l’acqua.
COSA NON FARE
- Non dirigere la forza della fase iniziale della trazione verso il basso, in quanto
procurerebbe un innalzamento del corpo. Non dirigere la forza della fase finale
della trazione verso l’alto, in quanto procurerebbe un abbassamento del corpo.
COSA FARE
- Cercare di applicare verso dietro la forza della fase iniziale e finale della
trazione.
COSA NON FARE
- Evitare i movimenti laterali (far ondeggiare testa, spalle, fianchi e piedi) i quali
provocano un aumento della resistenza frontale e di risucchio (è costretto a
trascinarsi dietro un maggior quantitativo di acqua).
FUNZIONE DELLE GAMBE
Le gambe svolgono più che altro la funzione di stabilizzazione rispetto a quella di
propulsione, in quanto per avere effetti di propulsione dalle gambe, dovrei vedere se i
piedi spingano indietro l’acqua + velocemente di quanto le braccia facciano avanzare
il corpo nell’acqua, e x raggiungere tale velocità dovrei sbattere + forte le gambe,
sottraendo energia alla trazione delle braccia; inoltre è impensabile sbattere al
massimo le gambe x una gara di lunga distanza.
Il movimento delle gambe è comunque importante per il ruolo di stabilizzazione, in
quanto non permettono alla parte posteriore del corpo di affondare troppo e di non
spostarsi lateralmente.
BATTUTE INCROCIATE E DIRITTE
Esistono due tipi di battuta delle gambe nel crawl, una è quella a gambe incrociate e
l altra a diritte.
-Battute gambe incrociate
Nel primo caso, questo tipo di battuta viene spesso usata da quei nuotatori che hanno
un recupero largo (braccio teso), cioè non hanno le spalle abbastanza articolate
(scarso movimento scapolo –
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