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Interculturalità tra adulti e bambini

Non c'è bisogno di un incontro tra etnie diverse per un'esperienza di interculturalità all'asilo nido. Infatti, già di per sé, adulti e bambini fanno parte di culture diverse; in questo scambio può avvenire un arricchimento umano e culturale non solo da parte dei bambini ma anche da parte degli adulti. Se prendiamo in considerazione le esperienze maturate all'asilo nido possiamo notare che spesso gli oggetti e materiali programmati dagli educatori per alcuni scopi vengono utilizzati dai bambini per scopi diversi. Tali situazioni indicano chiaramente che adulti e bambini fanno parte di due culture diverse e il luogo d'incontro di questi due mondi può essere proprio l'istituzione educativa.

L’adulto dovrebbe prendere in considerazione non solo il proprio punto di vista ma anche quello del bambino. Se, ad esempio, gli educatori fanno delle foto durante una gita scolastica è bene che queste foto siano posizionate a misura di bambino. L'interculturalità è un'occasione d'incontro tra adulti e bambini. Le attività educative e didattiche non possono prescindere dagli interessi dei bambini. Perciò gli insegnanti devono far riferimento alla caratteristica principale dei bambini, alla loro continua operosità.

Per continuità verticale si intende il rapporto continuativo che devono avere i due servizi educativi che si occupano dell'infanzia: asilo nido e scuola dell'infanzia. Per continuità orizzontale si intende la continuità in relazione alle attività che si intraprendono nella vita familiare e nell'ambito educativo. La continuità più interessante riguarda le caratteristiche del bambino e la sua voglia di esplorare il mondo circostante. Un educatore interculturale è colui che tiene presente non solo il proprio punto di vista ma anche quello del bambino. È un modo per rendere anche più interessante e vivace il proprio lavoro.

Ben arrivati!

Nel settembre del 1952 alcuni adulti si erano iscritti ad un corso a Boulogne-Sur-Seine per poter trasformare una vecchia casa in un asilo accogliente. Gli adulti-educatori hanno creato un ambiente accogliente e a “misura di bambino” dove hanno creato anche un angolo di bellezza, un angolo dove si sono riposti gli oggetti più belli trovati in aula. I bambini arrivati in aula hanno partecipato volentieri alla creazione di un ambiente che risponde alle loro esigenze.

Prima dell'inizio di ogni anno scolastico è ormai una prassi consolidata l'incontro tra genitori, educatori, personale ausiliario e tirocinanti allo scopo di decidere la disposizione degli spazi e dei materiali all'interno della scuola dell’infanzia. È necessario predisporre degli spazi che diano il messaggio di ben arrivati ai bambini. Si possono predisporre un portaombrelli, una bacheca con la presentazione del personale, dei gruppi e delle sezioni, predisporre una piantina dell'edificio, uno spazio per la bellezza estetica (una pianta, un arazzo, un quadro). È importante che l'ambiente predisposto sia accogliente per mettere a proprio agio bambini e genitori e in modo da migliorare l'approccio (e l'inserimento) con il servizio educativo.

L'ingresso dovrà essere allestito a turno da qualche membro del personale educativo e dovrebbe mandare il messaggio di “Ben arrivati!”. Quando allestiamo gli spazi all'asilo diamo a questi spazi uno stile personale però dobbiamo usare alcuni accorgimenti: inserire oggetti che facciano riposare la vista e oggetti che ci piacerebbe tenere anche in casa. Un oggetto di abbellimento non deve essere per forza costoso: un semplice mazzo di fiori in bagno, un mazzo di cardi secchi raccolti durante una passeggiata...

I bagagli personali: Il bambino è portatore di esperienze e un segno tangibile di queste esperienze sono i suoi bagagli: lo zainetto, i piccoli giochi tascabili, le figurine...

È importante considerare un posto adibito a spazio personale per ogni bambino. Per i bambini piccoli, che passano molto tempo a riposo, è utile curare lo spazio del lettino. Si può chiedere ai genitori di fornire biancheria e copriletto per facilitare il benessere del bambino (come ci sentiremmo noi se in ospedale avessimo la nostra biancheria...). Possiamo predisporre uno spazio per curare insieme (adulti e bambini) le piante portate a scuola dai bambini. In molti casi la struttura della scuola è scoraggiante. Bisogna tuttavia cercare di dotarsi di buona volontà e costruire insieme un ambiente piacevole e accogliente.

“Mio”: lo spazio personale all’interno dello spazio collettivo

Chiunque ha esperienza con bambini piccoli conosce l'importanza che riveste per i bambini avere oggetti propri (“questo è mio”). All'interno del servizio educativo invece c'è la tendenza per gli spazi collettivi, in alcuni casi, anche asettici. Questo forse deriva dalla mentalità degli anni in cui l'asilo nido è nato (anni '70) in cui si rifiutava la dimensione personale per privilegiare quella collettiva. Sarebbe giusto invece organizzare l'asilo in modo da predisporre alcuni spazi agli oggetti personali dei bambini.

Dopo aver partecipato ad un corso degli spazi di asilo nido, alcune educatrici hanno deciso di collocare all’interno della stanza di riferimento i contenitori individuali dei vestiti. Utilizzando un scaffale basso che avevano a disposizione, hanno, all'inizio, suscitato l'interesse dei bambini, che hanno trovato nei vestiti un diversivo di gioco. Dopo un primo periodo, però, in cui la nuova disposizione ha causato una certa confusione, la situazione si è normalizzata. L'importanza di avere a portata di mano i propri vestiti sta nel fatto che per il bambino sono un prolungamento di sé stesso, si compie un processo di identificazione (è un segno evidente di continuità orizzontale). Come i vestiti, all'asilo, i bambini possono portare altri oggetti personali come giochi tascabili, figurine.

Particolare importanza, per i bambini piccoli, riveste il lettino. Esso può essere personalizzato con biancheria e copriletto fornito dai genitori. Il lettino può essere dotato di una tasca dove, ad esempio, può essere inserito un orsacchiotto o il ciuccio del bambino. L’insieme degli effetti personali di tutti rappresenta una fonte ricca di confronto e di conversazione. L'importanza che rivestono gli oggetti personali è affettiva e la possiamo ben capire anche noi adulti (come ci sentiremmo se dovessimo lasciare la nostra borsetta prima di entrare al lavoro?). Ancora di più questa considerazione è valida per i bambini piccoli che devono rafforzare la loro identità. Gli educatori riferiscono che i giocattoli personali trovati in giro dai b. vengono spesso riordinati, spontaneamente, nel contenitore del proprietario giusto.

Ai confini dell'asilo

Quando i bambini si trovano in giardino, spesso, sono incuriositi dallo spazio esterno dell'asilo stesso, cioè da ciò che si trova oltre lo spazio del giardino, oltre ad esempio il muretto o la recinzione. Episodi di questo tipo sono stati osservati in più occasioni dagli educatori: se c'è un camion che fa manovra, i bambini smettono di litigare, si fermano e stanno ad osservare. Sono incuriositi dal palazzo che si trova davanti ad un asilo, notano il movimento di una signora che stende i panni, guardano un anziano che cura l'orto etc.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/01 Pedagogia generale e sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher cristina.luiza di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Attività ludiche e di animazione educativa e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Staccioli Gianfranco.
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