Malattia di Graves-Basedow o iperplasia diffusa della tiroide
La malattia di Graves-Basedow rappresenta la principale causa di ipertiroidismo e colpisce preferibilmente il sesso femminile con un rapporto f:m di 4:1, in un'età compresa tra i 30 e i 50 anni. In circa il 50% dei casi è identificabile una storia familiare. Il quadro clinico è caratterizzato da un ingrandimento della ghiandola che si associa a segni e sintomi dell’ipertiroidismo, in particolare a tachicardia sinusale, ipersudorazione e iperreflessia. A questa triade si accompagnano con frequenza i segni di incremento del metabolismo, quali termofobia, polidipsia e aumento dell’appetito. Praticamente costanti i sintomi neuromuscolari come tremore, nervosismo, astenia e risentimento generale come affaticabilità, calo ponderale e dispnea.
Nell’anziano, spesso paucisintomatico, l’alterazione del ritmo più frequente è la fibrillazione atriale. Il quadro clinico di ipertiroidismo si associa con riduzione del tasso sierico di TSH, con aumento di T4 libero e di TBII, riscontri che rendono agevole la diagnosi. Il reperto macroscopico più frequente consiste in un aumento volumetrico modesto e simmetrico della tiroide che raggiunge un peso variabile tra i 40 e gli 80 g; la superficie di sezione ha aspetto compatto, parenchimatoso, con colore rosso intenso e disegno della lobatura assai marcato.
Il quadro microscopico è caratterizzato da:
- Accentuazione della normale lobulatura del parenchima per tralci connettivali bene vascolarizzati;
- Infiltrato linfocitario di grado variabile, talora con formazione di follicoli linfoidi dotati di evidente centro germinativo;
- Iperplasia pronunciata dei follicoli tiroidei il cui epitelio assume talora aspetti papillari che non devono essere confusi con quelli del carcinoma papillare;
- Ipertrofia dei tireociti in genere di forma cilindrica che hanno citoplasma abbondante, microvacuolato e nuclei normo- o ipercromatici localizzati alla base della cellula;
- Nel lume dei follicoli la colloide è scarsa, rarefatta, granulosa, poco colorabile e con contorni festonati a causa dei numerosi vacuoli di riassorbimento.
Il reperto di cellule oncocitarie, isolate o in nidi per lo più di piccole dimensioni in seno ai lobuli iperplastici, è osservabile ed è indicativo della possibilità di una evoluzione verso la tiroidite di Hashimoto. A tale riguardo è opportuno ricordare che, seppur rari, vi sono casi che accomunano gli aspetti morfologici delle due forme che, per tal motivo, vengono classificati come hashi-tossicosi.
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