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Rivoluzione Americana

Appunto sintetico sulla situazione americana pre-rivoluzione e sui motivi che la scaturirono

E io lo dico a Skuola.net
Rivoluzione americana
Verso la seconda metà del XVIII sec. l’Inghilterra possedeva 13 colonie nell’America del Nord, conquistate pacificamente senza l'utilizzo delle armi, siccome erano disabitate.

L'Inghilterra che ormai era diventata molto potente, non si accontentò di tutte quelle terre che possedeva già e perciò si spinse verso l'America dell'Ovest, verso l'Oceano Pacifico, ma la conquista non fu altrettanto pacifica per la presenza dei indiani Pellerossa, cosi scoppiò una guerra che fu vinta naturalmente dagli Inglesi, che possedevano le armi da fuoco. Essi costrinsero i rivali ad abbandonare le loro terre.

L'Inghilterra dava importanza a tutte le libertà alle 13 colonie, tranne alla libertà di commercio, infatti essi imposero loro di commerciare solo con la madre patria. Esse infatti rifornivano la madrepatria di merci preziosi a bassissimo costo, come il cacao, il caffè, lo zucchero, il cotone, l’oro, il tè. Queste colonie erano principalmente abitate da puritani, ma anche da figli cadetti delle nobili famiglie inglesi, da appartenenti alle molte sette nate dai puritani, o ancora dei disperati che accettavano il contratto di “schiavitù temporanea”. Erano diversificate tra:

Colonie del Nord
Colonie del Centro
Colonie del Sud

Le colonie del Nord erano popolate dai puritani inglesi che avevano sviluppato un’agricoltura basata sulla piccola proprietà, ma vivevano anche di pesca, costruzioni navali e commerci marittimi.

Le colonie del Centro erano abitate da una popolazione mista: Inglesi, Olandesi, Danesi, Svedesi, Francesi e Svizzeri.

Le colonie del Sud basavano la propria economia sui latifondi.

Queste colonie erano unite dalla politica britannica, dalla fede cristiana e dalla lingua inglese, ma anche il malcontento nei confronti della loro appartenenza a Londra: infatti non potevano costruire prodotti lavorati, dovevano cedere le navi dei loro cantieri agli Inglesi e non potevano battere moneta: dovevano per forza utilizzare la sterlina inglese.

Ma, in compenso, non pagavano alcuna tassa all’Inghilterra, privilegio che decadde nel 1764, quando la madrepatria si trovò in crisi finanziaria dopo avere affrontato (e vinto) la Guerra dei Sette Anni. Impose quindi una pesante tassa sul tè e una marca da bollo ( Stamp Act) da applicare sui giornali, i documenti pubblici e le transazioni commerciali.

In base al “Bill of rights”, questa tassazione era illegale, quindi i coloni si ribellarono sostenendo: “Non paga le tasse chi non ha rappresentanti in Parlamento”. Nel 1773 un gruppo di Bostoniani travestiti da Indiani, come provocazione, gettò in mare un intero carico di tè inglese, che andò quindi perduto. Questo episodio (Boston Tea Party) fu la goccia che fece traboccare il vaso: il re d’Inghilterra, profondamente irritato, inviò le sue truppe in America nel 1775.
Scoppiò così la Rivoluzione Americana, che durò dal 1775 al 1783. Il 4 luglio del 1776 i rappresentanti delle tredici colonie si riunirono a Filadelfia, dove venne proclamata l’indipendenza degli Stati Uniti d'America.
Nel 1787 le ormai ex colonie adottarono una Costituzione che rese gli Stati Uniti d’America una repubblica federale, e applicò la divisione dei poteri
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