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Rivoluzione russa e nascita URSS

Cap. 5: La rivoluzione russa e la nascita dell’URSS
1- Cosa fu la prima rivoluzione russa del 1905? A che cosa miravano le riforme attuate dopo di essa da Stolypin e quali con-seguenze ebbero? Perché si sostiene che quelle russa era un’aristocrazia irriformabile?
La rivoluzione del 1905 viene ritenuta dagli storici come una “prova generale” di quella del 1917. Il governo non riuscì a sciogliere dopo il 1905 le contraddizioni che sorsero: la questione della terra e della condizione operaia; l’anacronismo del regime politico autocratico; le rivendicazioni autonomistiche delle nazionalità non russe dell’impero; la sproporzione tra l’effettiva solidità economico-politica dello stato e le sue ambizioni a svolgere un ruolo di “grande potenza” in campo internazionale. Stolypin tenta di modernizzare la società russa in due direzioni: la creazione di una proprietà contadina diffusa e lo sviluppo dell’industrializzazione. In campo industriale ottenne indubbi successi; l’industrializzazione determinò la formazione di un ceto medio e di una classe operaia ancora ristretta numericamente, ma concentrata nelle regioni industriali del paese. La Russia viene definita aristocrazia irriformabile in quanto Nicola II, l’autocrazia, cioè l’idea che lo zar sia tale per diritto divino, senza alcun bisogno di legittimazione popolare e senza alcun limite costituzionale.

2- Perché in Russia esisteva il problema delle nazionalità e perché venne accentuata la russificazione da parte di Nicola II?
La difesa dell’autocrazia si univa all’ideologia “grande russa”, che professava il rimato della Russia fra le molte nazionalità dell’impero e la necessità di reprimere ogni aspirazione autonomistica per preservare l’unità dello stato. Il primo censimento dell’impero rivelo che nel 1897 i russi costituivano meno del 50% della popolazione, ciò spinse il governo di Nicola II ad accentuare la russificazione delle altre nazionalità, e a reprimere i movimenti autonomistici o indipendentistici nazionali, spesso di orientamento socialista.

3- Quali problemi irrisolti della prima rivoluzione russa esplosero in occasione del moto del febbraio del 1907 e perché si creò una situazione di doppio potere?
I fattori decisivi della rivoluzione del febbraio 1907 furono la mobilitazione politica della classe operaria delle grandi fabbriche e la defezione dell’esercito. Questo moto fu spontaneo, rapido e poco contrastato. Due principali ordini di problemi si delinearono di fronte alle forze politiche post-rivoluzionarie: chi dovesse detenere il potere, e come; quali decisioni prendere rispetto al proseguimento della guerra. I giorni della rivoluzione produssero di fatto due centri di potere: il governo provvisorio e il Soviet di Pietrogrado. Questa situazione di doppio potere dura sino all’ottobre 1917, e rese estremamente complessa la gestione politica della rivoluzione.

4- Quali provvedimenti significativi vennero presi dai primi governi provvisori dopo la rivoluzione del febbraio 1917 in Russia?
Governo provvisorio e soviet esprimevano interessi contrastanti. Il governo provvisorio prese una serie di provvedimenti di tipo liberale: libertà di parola, di stampa, di associazione politica, abolizione della pena di morte, promessa di autonomia alle minoranze nazionali, convocazione di un’assemblea costituente per decidere il futuro assetto del paese. I liberali, inoltre, erano favorevoli a una prosecuzione della guerra. I socialisti rivoluzionari invece, puntarono sulla riforma agraria consistente nell’assegnazione alle comunità rurali delle terre appartenenti ai grandi proprietari e al demanio pubblico.

5- Quali centri di potere emersero nei mesi immediatamente successivi alla rivoluzione del febbraio ’17 in Russia?
Il potere dello stato si frantumò in una molteplicità di micro poteri su base locale e in una miriade di organizzazioni di base: soviet, comitati di soldati, comitati di quartiere, comitati di fabbrica, assemblee di villaggio, Guardie rosse, cui vanno aggiunte le organizzazioni delle varie nazionalità.

6- Quali erano i contenuti essenziali delle così dette tesi di aprile di Lenin?
Lenin propose un programma immediato di azione che “saltava” il passaggio della rivoluzione borghese per porre le condizioni, at-traverso la presa del potere, della realizzazione del socialismo. Nelle cosiddette “Tesi di aprile”, presentate al partito bolscevico, Lenin propose di rompere con il governo provvisorio, di attribuire il potere agli organismi consiliari, di stringere un’alleanza con i contadini poveri mediante una riforma agraria e di porre fine alla guerra.

7- Dopo la rivoluzione di ottobre, quali furono i primi provvedimenti del nuovo governo bolscevico?
I primi provvedimenti del governo bolscevico nato con la rivoluzione d’ottobre furono la nazionalizzazione delle banche, la consegna della gestione delle fabbriche ai delegati operai, l’avvio di immediate trattative di pace, il riconoscimento dell’uguaglianza di tutti i popoli della Russia e del loro diritto all’autodeterminazione. Particolarmente importante fu il decreto sulla terra, che confiscava le proprietà dei grandi proprietari e della chiesa e demandava ai soviet dei contadini il compito di ridistribuirle tra i contadini.

8- Che cosa consentì ai comunisti di superare il duro confronto contro i rivoluzionari?
Nel 1919 le tre armate bianche scatenarono un’offensiva che ebbe inizialmente successo ma poi, anche perché mal coordinata, fu respinta dalla controffensiva dell’Armata rossa. Non si trattò però di una guerra “regolare”. Basti pensare all’Ucraina, che passò di mano dodici volte in questo periodo, tra bolscevichi, nazionalisti e tedeschi, fino a che vi fu definitivamente instaurata una repubblica sovietica.

9- Perché i bianchi non riuscirono ad approfittare della debolezza del governo bolscevico?
I bianchi persero la guerra civile più sul piano politico che su quello militare: alle popolazioni contadine essi non seppero proporre altro che dittature spietate e la prospettiva di un ritorno al passato, cioè la perdita di quella terra da così poco tempo conquistata; alle nazionalità non russe non furono in grado di prospettare che la riaffermazione dell’ideologia imperiale grande russa. Questi due fattori permisero al potere rivoluzionario di sopravvivere.

10- Quale fu l’effetto più negativo della guerra civile nella vita sociale e politica della Russia comunista?
Il comunismo di guerra ebbe conseguenze disastrose nelle campagne, perché i contadini reagirono alle requisizioni riducendo la pro-duzione e aggravando la crisi agricola. La penuria di beni alimentari e di consumo faceva fiorire il mercato nero. La disgregazione dei circuiti economici produsse il ritorno a forme di scambio in natura, come il baratto. Masse di popolo si spostarono dalle città alle campagne, alla ricerca di condizioni minime di sopravvivenza. La Russia post rivoluzionaria era dunque un paese più rurale di quello d’anteguerra. Inoltre si era aperta nel paese una frattura tra il governo comunista e la popolazione.

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