Concetti Chiave
- Sparta era suddivisa in tre classi sociali: gli Spartiati, dominatori con diritti di cittadinanza; gli Iloti, vinti senza diritti; e i Perieci, vincolati politicamente ma autonomi.
- L'addestramento spartano era rigoroso e iniziava all'età di sette anni, mirato a formare soldati utili alla comunità, culminando nella pratica della Kripteia.
- Il governo spartano era oligarchico, con potere concentrato negli Spartiati, governato da due re e supportato da un'assemblea, e da organi come gli Efori e i Geronti.
- Le riforme di Solone ad Atene nel 594 a.C. cancellarono i debiti dei contadini e divisero la società in classi basate sul censo, introducendo una timocrazia.
- Clistene promosse la democratizzazione di Atene creando un sistema politico più inclusivo, con divisioni territoriali che garantivano rappresentanza e partecipazione ai cittadini.
Le classi sociali di Sparta
Sparta era divisa in tre classi ben distinte:
1. GLI SPARTIATI: erano i dominatori, discendenti dei dori, solo a loro era riconosciuta la cittadinanza. Tra di loro si chiamavano HOMOIOI (GLI UGUALI) proprio perché avevano gli stessi diritti e doveri. Si occupavano solo dell’attività militare. Avevano diritto a possedere appezzamenti di terra coltivati poi dagli ILOTI.
2. GLI ILOTI: erano i vinti, discendenti degli abitanti della Laconia e Messenia (terre conquistate dai dori). Appartenevano allo Stato ma non avevano diritti civili e politici, erano tenuti a coltivare i campi degli Spartiati a proprie spese.
3. I PERICI: anche loro erano i vinti, erano gli abitanti delle comunità indigene situate attorno alle città. Erano vincolati agli Sartiati solo politicamente e potevano quindi gestirsi come meglio credevano con la condizione che dovevano combattere al fianco degli Spartiati.
Il rapporto fra queste tre classi era fortemente squilibrato:
* SPARTIATI: circa 10.000
* ILOTI. 200.000
* PERICI: 50.000
La minoranza degli Spartiati schiacciava quindi le altre due classi e il pericolo di rivolte era sempre in agguato.
L'addestramento spartano
La salvaguardi dello Stato dipendeva dei singoli individui, l’obiettivo dei quali era riuscire a diventare soldati utili alla collettività e l’addestramento era molto duro.
I bambini nati deboli o malformati veniva gettati dal monte Taigeto, gli altri, all’età di sette anni, venivano portati via dalle famiglie per iniziare l’addestramento militare. Fino all’età di 30 anni venivano addestrati alla guerra, camminavano scalzi e avevano due soli vestiti, 1 per l’estate e 1 per l’inverno e dovevano procurarsi il cibo da soli. L’addestramento finiva con la pratica della KRIPTEIA, una vera caccia all’uomo (cioè gli ILOTI).
All’età di 20 anni venivano inseriti nell’esercito. Dopo i 30 anni potevano sposarsi e avere figli sempre continuando gli allenamenti.
A 60 anni finiva il servizio di leva.
Grazie a questa dura formazione, l’esercito spartano era fortissimo e riusciva a difendere la POLIS dagli attacchi esterni, dalle rivolte e dagli ILOTI.
Il governo oligarchico di Sparta
Era di tipo OLIGARCHICO perché il potere era in mano di pochi (GLI SPARTIATI), chiuso e conservatore.
In origine sparta era governata da 2 re, in carica fino alla morte.
La costituzione di Licurgo
Nel secolo VIII a.C. la costituzioni di LICURGO introdusse nuove forme di potere:
L’Apella: l’assemblea generale di tutti gli Spartiati, gli EFORI (I sorveglianti) e i GERONTI (gli anziani).
1. I GERONTI: erano 28, con età maggiore di 60 anni, rimanevano in carica a vita. I GERONTI e i re componeva la GERUSIA (consiglio che giudicava i crimini più gravi). I membri della GERUSIA erano eletti all’interno dell’ APELLA.
2. GLI EFORI: anche loro eletti dall’APELLA, ma su designazione della GERUSIA, erano 5 e rimanevano in carica per 1 anno, proponevano le leggi, avevano l’effettivo controllo del potere, controllavano l’educazione e amministravano la giustizia.
3. L’APELLA: aveva il potere di eleggere gli EFORI e i GERONTI, di decidere le controversie per la successione al trono e di conferire cittadinanze in casi eccezionali.
L'economia e la cultura di Atene
Sorgeva nella zona ATTICA, e rispetto alle altre poleis, aveva un’estensione molto ampia, cira 2500 chilometri quadrati.
Le sue caratteristiche permettevano di coltivare il grano, indispensabile per la popolazione, la vite e l’ulivo che rendevano di più.
Insieme agli scambi commerciali, dai quali artigiani e mercanti traevano prosperità, ci furono anche degli scambi culturali.
Gli ateniesi erano aperti ai rapporti con l’estero e soprattutto i commercianti stranieri che si stabilirono nella città, costituirono un fattore molto intortante dello sviluppo economico della polis.
I meteci e l'internazionalità ateniese
Meteci (coloro che abitano insieme)
Venivano così chiamati gli stranieri che si stabilivano ad Atene. Non avevano diritto ne alla cittadinanza ne a possedere terre ma potevano essere ascoltati in tribunale ed esercitare la propria attività.
Essendo a contato con questi forestieri, gli ateniesi erano in contatto con abitudini, idee e mentalità diverse e questo foce si che Atene divenne la città più internazionale, più aperta e più colta dell’antica Grecia.
Il predominio dei nobili ateniesi
Il predominio dei nobili
La maggior parte delle terre apparteneva agli aristocratici, i quali la facevano coltivare dagli schiavi e i piccoli proprietari terrieri erano pieni di debiti e finivano in schiavitù.
Il potere veniva esercitato da magistrati, che erano unicamente scelti tra i nobili.
Gli ARCONTI (i capi o governatori) venivano eletti dall’ECCLESIA (assemblea generale di tutti i cittadini, non poteva prendere decisioni autonome) e la loro carica durava 1 anno.
GLI ARCONTI amministravano la giustizia, presedevano riti religiosi e guidavano le operazioni militari. Una volto finito il loro incarico entravano nell’AREOPAGO (l’organo costituzionale più caro agli ateniesi). Esso vigilavo sull’operato dei magistrati e giudicava i crimini più gravi.
Le cause principali della crisi ateniese fu lo sfruttamento che i nobili esercitavano sui contadini, il modo con il quale interpretavano le leggi e la corruzione.
Le riforme di Solone
Nel 594 a.C. introdusse il diritto nella politica ateniese.
Con una prima legge cancellò i debiti dei contadini, proibì che un cittadino potesse diventare schiavo per debiti e liberò coloro che erano già schiavi per debiti.
Solone divise la società in quattro classi basandosi sul censo, cioè il potere era in mano ai cittadini più ricchi e ciò diede vita a una
Timocrazia. La suddivisione era fatta in base al reddito agricolo, cioè alla capacità di produzione di grano, olio e vino.
Le classi sono:
1. I PENTACOSIOMENDIMNI
2. I CAVALIERI
3. GLI ZEUGITI
4. I TETI
La TIMOCRAZIA pose fine ai privilegi nobiliari ereditari, ora il potere era in mando a colore le cui terre producevano di più ed erano obbligati a contribuire in maniera maggiore ai bisogni dello stato e in cambio avevano più importanza nella politica. Quindi i diritti non erano uguali per tutti.
Solone istituì l’ELIEA, un tribunale popolare dove venivano estratti a sorte 6.000 cittadini maschi con 30 o più anni.
Tuttavia questa opera di Solone ebbe dei limiti; i nobili possedevano le terre migliori e più produttive e potevano perciò diventare arconti con grande facilità. E poi il reddito veniva calcolato sui prodotti agricoli e i mercanti e gli artigiani, seppure ricchi, rimanevano esclusi dal potere.
La tirannia di Pisistrato
Le riforme di Solone fecero nascere contrasti fra i proprietari terrieri e i mercanti e Pisistrato ne approfittò per andare a capo di un gruppo di soldati mercenari. Nel 561 a.C. divenne tiranno di Atene e fu cacciato. Vi tornò poi nel 546 a.C. e rimase a capo della polis fino alla sua morte, 528 a.C.
Il governo di Pisistrato fu moderato; anche se era di origine aristocratica difese gli interessi dei gruppi sociali che erano stati sfavoriti da Solone e in questo modo ebbe un forte e incontrastato appoggio popolare.
Atene divenne cosi una grande potenza e Pisistrato si occupò anche della cultura ospitando in città artisti stranieri che abbellirono Atene con bellissime opere d’arte e istituì delle feste dove vi erano dei concorsi teatrali.
Dopo la sua morte il trono fu ereditato dal figlio Ippia che nel 510 a.C. fu cacciato dagli aristocratici con l’aiuto militare di Sparta.
Le riforme democratiche di Clistene
Clistene porta Atene verso una politica democratica allargano la partecipazione dei cittadini alla vita politica.
La prima operazione fu quella di dividere il territorio in 3 zone:
1. la costa
2. la pianura
3. la montagna
ciascuna di queste zone fu divisa a sua volta in 10 circoscrizioni: LE TRITTIE (che in tutto erano 30)
La popolazione fu divisa in 10 tribù, composte dagli abitanti di una trittia della costa, una della pianura e una della montagna.
In ciascuna trittia prevaleva una classe sociale: pianura-aristocratici, montagna-contadini, costa-mercanti e artigiani.
Ogni tribù aveva il potere di eleggere i magistrati.
Non c’era più un gruppo sociale predominante perché ogni tribù riproduceva in piccolo la società ateniese. Inoltre la classe più povera di ogni tribù poteva avere la maggioranza e i nobili venivano politicamente indeboliti.
Ogni tribù eleggeva un arconte (che da 9 passarono a 10) e ogni anno veniva eletto una stratega, cioè un capo militare che si occupava della difesa del territorio.
All’interno delle tribù venivano estratti a sorte 50 cittadini che entravano a far parte di una nuova assemblea, il Consiglio dei 500 o Bulè che affiancava l’Areopago (il consiglio degli anziani).
Ogni gruppo di 50 membri della Bulè presiedeva l’assemblea per la decima parte dell’anno e il presidente veniva scelto ogni giorno a sorte.
La Bulè controllava l’operato degli arconti ma l’ultima parola spettava al popolo tramite un’assemblea, l’Ecclesia, la quale poteva approvare o meno le proposte del consiglio e decideva su tutte le questioni più importanti: la pace, la guerra, le alleanze e le condanne.
Il voto avveniva per alzata di mano e ogni decisione per maggioranza.
L’Ecclesia aveva un potere senza limiti proprio perché il potere era nella volontà di tutto il popolo, ognuno aveva la libertà di parola e poteva esprimere le proprie idee e proporre leggi.
All’Ecclesia poteva partecipare solo i cittadini ateniesi adulti, una minoranza rispetto alla popolazione del paese.
L'ostracismo e il potere popolare
Il voto segreto: l’ostracismo (da OSTRAKON, in greco COCCIO)
Un’altra innovazione di Clistene fu l’ostracismo: i cittadini riuniti nell’Eclesia potevano decidere di esiliare per 10 anni chiunque veniva considerato pericoloso scrivendo il suo nome su un pezzo di Coccio.
Essendo un decisione importante erano necessario 6.000 voti favorevoli affinchè la persone pericolosa potesse essere allontanata.
Sparta, entroterra del Peloponneso, zona Laconia
Atene, Zona Attica
Sparta, Dorica
Atene, Ionica
Sparta, espansione, colonie, conquista territori vicini
Atene. discreta quantità di terre coltivabili
Sparta, chiusi e sospettosi verso gli stranieri
Atene, aperti ai contatti con altri popoli
Sparta, erano privilegiati i valori guerrieri e la vita comunitaria in totale difesa dello Stato
Atene, valori profondi legati al dialogo, alla libertà di parola, alla cultura e alla scrittura
Domande da interrogazione
- Quali erano le tre classi sociali di Sparta e le loro caratteristiche principali?
- Come avveniva l'addestramento militare degli Spartani?
- Qual era la struttura del governo oligarchico di Sparta?
- Quali furono le principali riforme di Solone ad Atene?
- Come Clistene contribuì alla democrazia ateniese?
Sparta era divisa in tre classi: gli Spartiati, i dominatori con diritti civili e militari; gli Iloti, i vinti senza diritti, costretti a lavorare per gli Spartiati; e i Perici, anch'essi vinti ma con maggiore libertà politica, obbligati a combattere al fianco degli Spartiati.
L'addestramento militare spartano iniziava all'età di sette anni e durava fino ai 30, con un regime rigoroso che includeva la sopravvivenza autonoma e la pratica della Kripteia, una caccia agli Iloti, per garantire la preparazione dei soldati.
Il governo di Sparta era oligarchico, con il potere concentrato negli Spartiati. Era composto da due re, la Gerusia (consiglio degli anziani), gli Efori (sorveglianti) e l'Apella (assemblea degli Spartiati), che insieme gestivano le leggi e la giustizia.
Solone, nel 594 a.C., cancellò i debiti dei contadini, proibì la schiavitù per debiti e divise la società in quattro classi basate sul censo, introducendo una Timocrazia che limitava i privilegi nobiliari e istituendo un tribunale popolare, l'Elia.
Clistene riformò Atene creando un sistema democratico che suddivideva il territorio in tribù e circoscrizioni, permettendo a ogni tribù di eleggere magistrati e istituendo il Consiglio dei 500, garantendo così una maggiore partecipazione popolare nella vita politica.