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La civiltà greca: Creta e Micene

Nell’isola di Creta sorge la prima civiltà europea. Dal 2300 a.C. a Creta si afferma una civiltà raffinata di cui è protagonista una popolazione di stirpe non greca. I cretesi sviluppano tre forme di scrittura: geroglifica, Lineare A e Lineare B, di cui solo l’ultima è stata ampiamente decifrata.
La posizione geografica rende Creta il fulcro di importanti traffici commerciali cretesi. Agricoltori e marinai, diventano ben presto i protagonisti dei traffici commerciali del Mediterraneo orientale e impongono la loro supremazia marittima anche sulle regioni costiere della Grecia.
La civiltà cretese è una civiltà urbana, ricca, ben organizzata e pacifica. La ricchezza dell’isola permette la costruzione di imponenti palazzi che testimoniano l’esistenza di un artigianato di alta qualità e la disponibilità di manodopera servile. Le città dell’isola sono dominate da sovrani. Un’influente e ben organizzata burocrazia controlla il lavoro dei campi, la costruzione dei palazzi e i traffici commerciali. La vita delle classi più ricche è particolarmente agiata e raffinata.

Gli achei danno vita alla civiltà micenea: una civiltà di guerrieri che si sostituisce a Creta nel dominio del Mediterraneo. Dal 1400 a.C. comincia l’espansione della civiltà achea o micenea, un sistema di Stati militari autonomi e alleati che arriva a dominare anche su Creta e su molte città dell’Asia Minore.
A scopi commerciali i micenei si espandono anche a occidente ponendo loro basi in Sicilia e Sardegna.
Solo il sovrano, il capo dell’aristocrazia militare, e i sacerdoti possono disporre di terre. Il resto del territorio viene assegnato in affitto o in concessione ai contadini. Il popolo è costituito da costoro e da vari tipi di artigiani. I micenei usano, a scopi amministrativi, un nuovo sistema di scrittura (la lineare B, base del greco antico).
Dopo aver posto sotto il suo controllo le coste del Mediterraneo la potenza micenea scompare all'improvviso. La fine della civiltà micenea, attorno al 1200 a.C., è relativamente improvvisa e le sue cause non sono ancora del tutte chiarite (mutamenti climatici, carestia, guerra civile o invasione straniera). Testimonianze di eventi drammatici sono trasmesse dalle tavolette di argilla che si sono conservate nei palazzi micenei di Creta e Pilo.
Dopo il crollo dei regni micenei inizia l’ “età oscura” della Grecia. Una serie di ondate migratorie modifica gli equilibri etnici, politici e culturali nel mondo greco che, attorno al IX a.C., si trova diviso in tre aree in cui si insediano stirpi di dori, ioni ed eoli. In questi secoli si assiste a un’apparente regressione politica e culturale: in assenza di un forte potere centrale il controllo del territorio si fraziona tra comunità di villaggio relativamente autonome; non essendoci più necessità di controlli di tipo burocratico, scompare anche la scrittura.
I poemi omerici sono un importante documento storico per conoscere il mondo greco dei “secoli oscuri”.
Frutto di una collezione di canti orali , i poemi omerici, Iliade e Odissea, permettono di ricostruire alcuni aspetti della mentalità, dei costumi e delle istituzioni dei greci nell’ “età oscura”. La morale dei poemi è tipicamente competitiva: l’uomo omerico deve affermare il proprio onore con la forza e il coraggio, sottoposto di continuo al giudizio della collettività. Gli dèi sono rappresentati come esseri immortali ma in tutto simili agli uomini; la religiosità prescinde dalla mediazione sacerdotale e dai “libri sacri”.

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