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I cretesi

L’isola di Creta è posizionata al centro del Mar Egeo. A partire dal 2300 a. C. fiorisce una ricca civiltà: la fortunata posizione geografica e il clima favoriscono lo sviluppo dell’agricoltura e del commercio marittimo. Creta non aveva mura o difese militari: era una civiltà pacifica che non temeva le minacce dall’esterno. I cretesi parlavano una lingua che è tuttora sconosciuta, anche se alcune parole si conservavano in greco. Gli abitanti si dedicavano prevalentemente alla pesca, all’allevamento e all’agricoltura. La città di Troia venne fondata quando la cultura cretese ebbe un decollo e la popolazione aumentò.
La storia di questa civiltà si può dividere in tre fasi: nella prima fase sorsero i primi palazzi; fu un’epoca pacifica che si concluse tragicamente, si presuppone a causa di un terremoto o di incursioni nemiche. La seconda fase fu della ricostruzione e nella terza fase ci furono una serie di cataclismi naturali e l’invasione dei micenei.
L’isola di Creta venne conquistata dai micenei attorno al 1400 a.C. che imposero il loro dominio e introdussero la propria scrittura. Questo determinò un forte cambiamento nella cultura, ma non sconvolse la vita del popolo.
Creta era la sede di un’antica religione ed esisteva un culto antropomorfo. La divinità era femminile, la dea Madre, signora della vita vegetale e animale. La Dea Afrodite è stata definita dagli storici la “dea veneranda”.

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