Ominide 72 punti
Questo appunto contiene un allegato
Clara, la mia ossessione scaricato 23 volte

Eccomi, sono appena rincasato dal lavoro, mi chiamo Antonio e voglio raccontarvi una vicenda strana che mi è successa oggi in ufficio.
Stamattina Carlo, il mio collega di stanza, mi ha regalato una videocassetta contente un filmato riguardante me e lui da piccoli<<, infatti ci conosciamo da quando avevo 4 anni anni e lui 6 e da allora è sempre stato il mio migliore amico.
Arrivato a casa, mi sono seduto sul divano e ho cominiciato a guardare questa cassetta: iniziava in un caldo giorno d'agosto di 28 anni fa, quando io avevo 7 anni e Carlo 9. Quel giorno fu molto importante perchè conoscemmo una splendida bambina della quale ci innamorammo entrambi subito, Clara, che allora aveva 8 anni. I suoi capelli lunghi, lisci e rossi come la seta che ad ogni folata di vento le accarezzavano dolcemente quel viso angelico e quei suoi occhioni verdi mi facevano impazzire per non parlare di quel suo costumino a quadretti gialli e blu che faceva morire d'invidia tutte le altre bambine!

A quei tempi eravamo in vacanzza a Riccione, io, Carlo e i nostri genitori. Mancavano cinque giorni al nostro rientro a casa a Lecce.
Passavano i giorni e io e Carlo sfruttavamo ogni momento libero per stare con Clara; erano momenti fantastici. Arrivò troppo presto il giorno del nostro ritorno. Andammo a casa sua per salutarla, ma lei non c'era. C'erano solo le onoranze funebri: no! Non è possibile! Clara era morta: un pirata della strada l'aveva travolta poche ore prima davanti al portone di casa sua, stava per rientrare con la sua bicicletta. Della bici non era rimasto più nulla, se non le due ruote e oò manubrio ammaccato.
Non riuscivamo a crederci; eravamo distrutti dal dolore, un dolore incomprensibile agl'occhi dei nostri genitori che ci trascinarono via perchè il nostro treno per Lecce stava per partire.
Da allora ogni ragazza che ho conosciuto mi ha riportato alla memoria la dolce Clara. Ogni giorno alle ore 18:00 (l'ora in cui 28 anni fa Clara stava morendo), dedico un minuto di silenzio alla "mia bambina" che non ho mai dimenticato.
Ho staccato la cassetta, non avevo voglia di versare altre lacrime e riportare alla mente tristi e dolorosi ricord. Sono andato a dormire. è stata una notte terribile. Un orrendo incubo, di cui io e Clara siamo stati i protagonisti, ha cominciato a tormentarmi: Calra era viva; eravamo sulla spiaggia di Riccione dove tanti anni fa ci eravamo conosciuti, lei era davanti a me, ma non era bella come allora. Aveva i capelli quasi completamente bianchi, profonde rughe le segnavano la fronte e quela pelle, una volta candida come una pesca, ora sembrava la pelle di una ottantenne. Sul suo viso non c'era più il bel sorriso che mi ricordavo, ma un'espressione triste e rassegnata.
Quei pochi secondi in cui mi accorsi di quello che lei era diventata vennero "spezzati" dalla sua voca: <Antonio, Antonio cos'hai fatto? Mi hai dimenticata?> <No! No, Clara, cosa dici? Io no ti ho mai dimenticata neanche per un attimo!". <Antonio tu ti sei dimenticato di me! Adesso mi vedi vecchia e brutta, ma io no sono così. Io sono morta 28 anni fa: ero una bambina, non posso essere invecchiata. Tu vedi quest'immagine di me perchè non ricordi la mia vera faccia! Mi avevi promesso che sarei stata sempre con te e invece tu mi hai dimenticata. Ora ti perseguiterò tutte le notti!>. E scomparve nel nulla.
Quel sogno cominciò davvero a perseguitarmi. E passato un mese da quella sera in cui sognai Clara per la prima volta, e da allora ogni notte lo stesso incubo ritorna afarmi "visita".
Basta! Il rumore dei frammenti della videocassetta sul pavimento rimbomba in tutta la casa, ho distrutto la cassetta, ho distrutto l'unico ricordo che ancora mi legava a Clara e forse, ho distrutto anche la mia anima, ormai logorata dai rimorsi e dal dolore.
FINE

Registrati via email