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Povertà nel mondo

Caro signor Presidente,
questa lettera è stata scritta da me, un bambino che vive a Dobrinja in Sarajevo, la cui infanzia, insieme a quella di tutti gli altri bambini del mio Paese, è stata così brutalmente interrotta.
La notte vengo svegliato dai fischi penetranti e micidiali delle pallottole e dalle esplosioni di granate e missili della nostra artiglieria. Non c’è cibo nelle cantine buie e umide e non so se avrò forza sufficiente per continuare a resistere agli spasmi della fame. Da tanto tempo desidero cioccolata e banane e da più tempo ancora il pane e la libertà.
So che lei è presidente di un paese in cui i bambini sono ben nutriti, liberi e felici.
La supplico di non farmi dimenticare il semplice profumo del pane o ciò che significa giocare liberamente sotto la calda luce del sole. I discorsi e gli accordi dei <<grandi>> non possono risolvere la fame che ho e la libertà che desidero.

Non le chiedo di uccidere coloro che mi hanno privato dei piaceri dell’infanzia e da giorni tentano di distruggere noi, abitanti di Sarajevo. Le chiedo semplicemente di aiutarmi.
I bambini di Dobrinja in Sarajevo

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