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Il mio paese inventato

Titolo originale: "Mi pais inventado"
Titolo italiano: "Il mio paese inventato"
Inventato perché vive e sopravvive soprattutto nel cuore e nei sentimenti dell'autrice.
Autore: Isabel Allende
Data di publicazione: 2003

Forma e linguaggio

Il linguaggio è semplice, ricco di dettagliate descrizioni che servono a delineare non solo il profilo ambientale cileno ma anche quello sociale ed economico del paese.
La forma è abbastanza scorrevole eccetto alcune parti dove si focalizza l'attenzione sulla storia e sugli eventi di attualità che hanno caratterizzato questo paese.
Presenti solo poche similitudini di rilevante importanza come:
* Pag11: "...la memoria è un labirinto dove i minotauri sono in agguato..."
* Pag12: "...ormai sono vecchia come la penicillina..."
Importanti da sottolineare sono i numerosi riferimenti a Neruda e a Marquez dai quali ha spesso preso spunto per la creazione delle sue opere.

"...notte, neve e sabbia disegnano la forma
della mia patria sottile,
tutto il silenzio giace nella lunga linea,
tutta la spuma dalla barba marina,
tutto il carbone la colma di misteriosi baci...
"
(Pablo Neruda)

"...per veder il mio paese con gli occhi del cuore bisogna leggere Pablo Neruda, il poeta nazionale, che ha immortalato nei suoi ersi i paesaggi superbi, i profumi e le albe, la pioggia insistente e la dignitosa povertà..."

Narratore

Il narratore è la stessa Isabel Allende che in questo romanzo cerca di far riemergere le proprie radici, legate alla sua famiglia e al suo paese, il Cile, che fu costretta ad abbandonare in seguito al golpe dell'11 settembre 1973.
Il libro è completamente autobiografico, a metà tra un saggio e un libro di ricordi;
infatti attraverso la storia e le divisioni sociali del suo paese, riaffiorano i ricordi dell'autrice ed anche i personaggi reali da cui sono poi nati i personaggi dei suoi numerosi romanzi.
"...è un racconto sospeso tra realtà e memoria, insieme diario di una vita e ricchissimo affresco di un paese, velato di nostalgia e del dolore dell'esilio, ma anche animato da freschezza narrativa, acute descrizioni, preziose testimonianze e una grande speranza per il futuro..." (Repubblica)

Spazio/tempo

Il racconto è privo di una linea temporale definita, anche se la si potrebbe far coincidere con la stessa vita dell'autrice, nata nel 1942 e ancora vivente.
Gli avvenimenti narrati sono completamente svincolati da un ordine prettamente cronologico e legati soltanto dal filo dei ricordi.

Personaggi

Non ci sono né personaggi principali né secondari;
emergono tuttavia numerose figure familiari di grande rilievo per la sua vita e le sue opere letterarie.
Come lei stessa afferma il filo conduttore di questo libro, data la grande importanza che riveste nel suo paese, è la famiglia.
1) nonno Augustin: "...era snello, naso aquilino, sempre vestito di nero, con l'abito risistemato del padre defunto, serio ed orgoglioso. Proveniva da un'antica famiglia di origini spagnole ma, a differenza dei suoi parenti era povero..."
2) zio Jorge: "bravo ragazzo, elegante come un principe, con un futuro brillante davanti a sé e ambito da diverse fanciulle in età da marito.
3) bisnonna Ester: è una figura di grande rilievo nella famiglia di Isabel, infatti come lei stessa afferma la figura materna assume dimensioni mitiche in Cile. "...era stata una donna vivace e graziosa, un'ottima pianista ma la morte del marito portò un lutto rigoroso.. mise il piano sotto chiave e a partire da quel giorno uscì di casa solo per recarsi a messa... con gli anni l'artrite e l'obesità la trasformarono in un'orrenda creatura rinchiusa tra quattro pareti... prigioniera di una sedia a rotelle, giudicava la vita degli altri; nulla sfuggiva al suo occhio di falco e alla sua lingua profetica."
4) La figura assente del padre da cui venne abbandonata all'età di 4 anni e che ricompare spesso nei suoi libri, attraverso il tema dell'abbandono.
"...i padri dei miei personaggi sono morti, scomparsi o così autoritari e distanti che è come se vivessero su un altro pianeta..."
5) zio Pablo: "..era un accanito lettore.." è appunto da questi che Isabel si appassiona al mondo della lettura.

Protagonista: pur non essendo un vero e proprio personaggio, il Cile è il vero protagonista di questo romanzo dell'Allende; emerge in ogni capitolo, non solo attraverso le descrizioni fisico/ambientali e sociali ma anche attraverso i ricordi personali e le figure familiari.
"...questo paese dalla topografia drammatica e dai climi diversi, pieno di ostacoli capricciosi e scosso dai sospiri di centinaia di vulcani, che si estende come un miracolo geologico dai rilievi della cordigliera agli abissi del mare..."

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