Traduzione di Versi vv. 380-391 - Estratto "Bellum civile", Lucano, libro II, 380-391, Libro II di Lucano

Versione originale in latino


Hi mores, haec duri inmota Catonis
secta fuit, servare modum finemque tenere
naturamque sequi patriaeque inpendere vitam
nec sibi sed toti genitum se credere mundo.
Huic epulae vicisse famem, magnique penates
summovisse hiemem tecto, pretiosaque vestis
hirtam membra super Romani more Quiritis
induxisse togam, Venerisque hic maximus usus,
progenies: urbi pater est urbique maritus,
iustitiae cultor, rigidi servator honesti,
in commune bonus; nullosque Catonis in actus
subrepsit partemque tulit sibi nata voluptas.

Traduzione all'italiano


Questi i costumi, questa fu la filosofia immutabile del duro Catone,
osservare la misura e non superare il limite
e seguire la natura, dedicare la vita alla patria,
credersi nato non per sé ma per tutta l'umanità.
Un banchetto era per lui aver vinto la fame, una grande casa
aver tenuto lontano l'inverno con un tetto [sulla testa], e una preziosa veste
aver messo un'ispida toga sulle membra secondo il costume del Romano Quirite (cittadino romano)
e questa la massima utilità dell'amore,
la prole: per l'Urbe è padre e per l'Urbe marito,
cultore della giustizia, custode dell'inflessibile onestà,
probo per l'interesse comune; e in nessuna azione di Catone
si insinuò e ottenne una parte un piacere destinato a se stesso.