p. 463 - 377 SENECA – OGNI GIORNO MORIAMO - Latino-italiano. Versioni per il triennio

Versione originale in latino


Cotidie morimur; cotidie enim demitur aliqua pars vitae, et tunc quoque cum crescimus vita decrescit. Infantiam amisimus, deinde pueritiam, deinde adulescentiam. Usque ad hesternum quidquid transit temporis perit; hunc ipsum quem agimus diem cum morte dividimus. Quemadmodum clepsydram non extremum stillicidium exhaurit, sed quidquid ante defluxit, sic ultima hora qua esse desinimus, non sola mortem facit sed sola consummat; tunc ad illam pervenimus, sed diu venimus. Haec cum descripsisses quo soles ore, semper quidem magnus, numquam tamen acrior quam ubi veritati commodas verba, dixisti: mors non una venit, sed quae rapit ultima mors est. Malo te legas quam epistulam meam; apparebit enim tibi hanc quam timemus mortem extremam esse, non solam.

Traduzione all'italiano


Ogni giorno moriamo; infatti una parte della vita [ci] è sottratta ogni giorno e appunto anche quando cresciamo, la vita decresce. Abbiamo perduto l’infanzia, poi la fanciullezza, poi la giovinezza. Qualsiasi attimo (lett. Cosa di tempo) trascorso fino a ieri, è perduto; dividiamo questo stesso giorno che viviamo con la morte. Come l’ultima goccia non esaurisce la clessidra ma quella defluita prima, così l’ultima ora in cui cessiamo di esistere, non provoca da sola la morte, ma da sola la compie; noi vi giungiamo in quel momento, ma da tempo [vi] siamo diretti. E dopo aver delineato questi concetti con la tua solita eloquenza, sempre eccelso [e] tuttavia nai più penetrante di quando usi le parole per la verità, hai detto: la morte non viene una volta sola, ma quella che ci porta via è l’ultima morte. Preferisco che tu legga te stesso, invece della mia lettera; infatti ti sarà chiaro che questa che temiamo è l’ultima morte, non la sola.