Cicerone - Epistulae - Ad Quintum fratrem - 3

Versione originale in latino


Mi frater, mi frater, mi frater, quis putaverit me iratum esse tibi nec te videre voluisse ob hanc iracundiam? Ego tibi irascerer? Meus ille laudatus consulatus mihi eripuit te, liberos, coniugem, patriam, fortunas. Hoc velim tu reminiscaris. Ego te videre noluerim? Immo vero me a te videri nolui. Non enim vidisses fratrem tuum: non eum quem reliqueras, non eum quem tu noras, non eum quem flens ex patria discedentem salutaveras. Atque utinam me mortuum prius vidisses aut audisses! Utinam tibi et liberis meis dignitatem meam integram quasi hereditate reliquissem neque vos mecum in hanc nominis nostri ignominiam traxissem! Nunc, si potes, te erigas neve animo defeceris ubi cum inimicis nostris lactandum erit eorumque impetus repellendus. Ego diutius in hac vita esse non possum, si te animo defecisse viderem. Filiam meam et filiolum Ciceronem quid (a che) ego, mi frater, tibi commendem? Etiam Terentiam meam velim tuearis, mihique de omnibus rebus rescribas. Sis fortis. Vale.

Traduzione all'italiano


Fratello mio, fratello mio, fratello mio, chi avrebbe potuto pensare che io sia stato arrabbiato con te e che non ti abbia voluto vedere a causa dell'ira? Avrei forse dovuto arrabbiarmi con te? Quel mio consolato degno di lode mi ha portato via te, i (miei) figli, (mia) moglie, la (mia) patria, i (miei) beni. Vorrei che tu ti ricordassi di ciò. Io non avrei forse voluto vederti? Anzi in realtà non ho voluto che tu mi vedessi. Non avresti infatti visto tuo fratello: non colui che avevi lasciato, non colui che avevi conosciuto, non colui che avevi salutato piangendo mentre se ne andava dalla patria. Magari mi avessi visto già morto! Oh se avessi lasciato a te e ai miei figli la mia dignità quasi integra in eredità, e non vi avessi trascinato con me in questo disonore del nostro nome! Ora, se puoi, sollevati e non ti perdere d'animo, quando si dovrà lottare con i nostri nemici. Io non potrei vivere troppo a lungo in questa vita, se vedessi che ti perdi d'animo. Fratello mio, dovrei raccomandarti mia figlia e il mio figlioletto Cicerone? Vorrei anche che ti prendessi cura della mia Terenzia e che mi rispondessi su tutto. Sii forte. Addio.

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