Versione originale in latino
Pisonem ferunt statim intuentibus et mox coniectis in eum omnium oculis nullum turbati aut exultantis animi motum prodidisse. Sermo erga patrem imperatoremque reverens, de se moderatus; nihil in vultu habituque mutatum, quasi imperare posset magis quam vellet. Consultatum inde, pro rostris an in senatu an in castris adoptio nuncuparetur. Iri in castra placuit: honorificum id militibus fore, quorum favorem ut largitione et ambitu male adquiri, ita per bonas artis haud spernendum. Circumsteterat interim Palatium publica expectatio, magni secreti impatiens; et male coercitam famam supprimentes augebant.
Traduzione all'italiano
Pisone, raccontano, di fronte a chi in quel momento su di lui appuntava lo sguardo né poi sotto il bersaglio degli occhi della gente, non lasciò trapelare nessun segno di turbamento o di esultanza. In risposta, spese parole piene di rispetto verso suo padre e il suo imperatore e parole intonate a modestia nei riguardi della propria persona; non si verificarono cambiamenti nella sua espressione e nel suo atteggiamento: sembrava più capace che desideroso di avere il potere. In seguito ci furono consultazioni per decidere il luogo in cui annunciare l'adozione: se dalla tribuna davanti al popolo o in senato o nella caserma dei pretoriani. Si decise per la caserma: si valutava il gesto come tributo d'onore per i soldati, il cui favore, se male acquistato con elargizioni e intrighi, non va disprezzato quando lo si ottenga con mezzi onorevoli. Una folla in attesa aveva intanto circondato il palazzo, impaziente di questo grande segreto: ingigantiva le voci il maldestro tentativo di soffocarle.