Testo greco e traduzione di Tucidide, 1, 133.

Versione originale in greco


τότε δὴ οἱ ἔφοροι δείξαντος αὐτοῦ
τὰ γράμματα μᾶλλον μὲν ἐπίστευσαν, αὐτήκοοι δὲ βουλη-
θέντες ἔτι γενέσθαι αὐτοῦ Παυσανίου τι λέγοντος, ἀπὸ
παρασκευῆς τοῦ ἀνθρώπου ἐπὶ Ταίναρον ἱκέτου οἰχομένου
καὶ σκηνησαμένου διπλῆν διαφράγματι καλύβην, ἐς ἣν τῶν
[τε] ἐφόρων ἐντός τινας ἔκρυψε, καὶ Παυσανίου ὡς αὐτὸν
ἐλθόντος καὶ ἐρωτῶντος τὴν πρόφασιν τῆς ἱκετείας ᾔσθοντο
πάντα σαφῶς, αἰτιωμένου τοῦ ἀνθρώπου τά τε περὶ αὐτοῦ
γραφέντα καὶ τἆλλ' ἀποφαίνοντος καθ' ἕκαστον, ὡς οὐδὲν
πώποτε αὐτὸν ἐν ταῖς πρὸς βασιλέα διακονίαις παραβάλοιτο,
προτιμηθείη δ' ἐν ἴσῳ τοῖς πολλοῖς τῶν διακόνων ἀποθανεῖν,
κἀκείνου αὐτά τε ταῦτα ξυνομολογοῦντος καὶ περὶ τοῦ
παρόντος οὐκ ἐῶντος ὀργίζεσθαι, ἀλλὰ πίστιν ἐκ τοῦ ἱεροῦ
διδόντος τῆς ἀναστάσεως καὶ ἀξιοῦντος ὡς τάχιστα πορεύεσθαι
καὶ μὴ τὰ πρασσόμενα διακωλύειν.

Traduzione all'italiano


La lettera, scritta personalmente da Pausania, rappresentava per gli efori una prova consistente; pure, per averne una definitiva, vollero ascoltare con le proprie orecchie qualche frase pronunciata da Pausania in persona, che lo compromettesse apertamente. A questo scopo, di concerto con gli efori, l'uomo si recò sul Tenaro come supplice, eresse una capanna e con una parete divisoria ne ricavò due ambienti, in uno dei quali fece appostare alcuni degli efori. Udirono chiara ogni parola, in quell'incontro tra Pausania e il suo uomo. Pausania esordì chiedendo il motivo di quella supplica ed ebbe in risposta le rimostranze del suo interlocutore, per quegli ordini contenuti nella lettera, che lo riguardavano. Elencava distintamente ogni altro particolare, facendo notare che nei suoi uffici d'intermediario presso il re non lo aveva mai esposto. Eppure gli si riservava il bel privilegio d'esser messo a morte, come gli altri che lo avevano preceduto in quel compìto. Le frasi di Pausania, che riconosceva in pieno i suoi torti e conveniva su ogni punto, che pregava l'altro di non lasciarsi fuorviare dall'irritazione di quel momento, giunsero alle orecchie degli uditori. Come le sue assicurazioni di incolumità, se quello usciva dal santuario, e l'istanza di mettersi quanto prima in viaggio, senza pregiudicare le trattative in corso.

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