Versione originale in greco
τοῦτο δὴ τὸ ἄγος οἱ Λακεδαιμόνιοι ἐκέλευον ἐλαύνειν δῆθεν τοῖς θεοῖς
πρῶτον τιμωροῦντες, εἰδότες δὲ Περικλέα τὸν Ξανθίππου
προσεχόμενον αὐτῷ κατὰ τὴν μητέρα καὶ νομίζοντες ἐκπε-
σόντος αὐτοῦ ῥᾷον <ἂν> σφίσι προχωρεῖν τὰ ἀπὸ τῶν
Ἀθηναίων. οὐ μέντοι τοσοῦτον ἤλπιζον παθεῖν ἂν αὐτὸν
τοῦτο ὅσον διαβολὴν οἴσειν αὐτῷ πρὸς τὴν πόλιν ὡς καὶ
διὰ τὴν ἐκείνου ξυμφορὰν τὸ μέρος ἔσται ὁ πόλεμος. ὢν
γὰρ δυνατώτατος τῶν καθ' ἑαυτὸν καὶ ἄγων τὴν πολιτείαν
ἠναντιοῦτο πάντα τοῖς Λακεδαιμονίοις, καὶ οὐκ εἴα ὑπείκειν,
ἀλλ' ἐς τὸν πόλεμον ὥρμα τοὺς Ἀθηναίους.
Traduzione all'italiano
La richiesta spartana riguardava proprio l'espiazione di quell'antico sacrilegio: principalmente, diceva Sparta, per difendere la dignità santa degli dei. In realtà sapevano che Pericle, figlio di Santippo, vi era implicato per parte di madre, e prevedevano che da un eventuale bando di quell'uomo la loro politica verso Atene avrebbe avuto il corso immensamente più agevole e libero. D'altra parte non potevano certo sperare che fosse scacciato: ma un desiderio segreto li possedeva, di poterlo almeno mettere in pessima luce di fronte al pubblico credito dei suoi concittadini, istillando loro la sensazione che la guerra, in parte, sarebbe scoppiata a causa del suo stato morale d'impuro. La vita politica d'Atene aveva in quel tempo in Pericle il suo uomo di punta, il prestigioso e geniale ispiratore d'una linea d'assoluta avversione e intransigenza nei confronti di Sparta, l'esecutore di una continua pressione psicologica degli Ateniesi alla guerra.