Versione originale in greco
οἱ δὲ νικώμενοι ὑπεχώρουν, καί τι αὐτῶν μέρος οὐκ ὀλίγον
προσβιασθὲν καὶ διαμαρτὸν τῆς ὁδοῦ ἐσέπεσεν ἔς του χωρίον
ἰδιώτου, ᾧ ἔτυχεν ὄρυγμα μέγα περιεῖργον καὶ οὐκ ἦν ἔξοδος.
οἱ δὲ Ἀθηναῖοι γνόντες κατὰ πρόσωπόν τε εἶργον τοῖς
ὁπλίταις καὶ περιστήσαντες κύκλῳ τοὺς ψιλοὺς κατέλευσαν
πάντας τοὺς ἐσελθόντας, καὶ πάθος μέγα τοῦτο Κορινθίοις
ἐγένετο. τὸ δὲ πλῆθος ἀπεχώρησεν αὐτοῖς τῆς στρατιᾶς ἐπ' οἴκου.
Traduzione all'italiano
I Corinzi battuti ripiegavano. Un gruppo piuttosto consistente, cedendo alla pressione nemica, si precipita in rotta in direzione sbagliata e piomba in un terreno di proprietà privata, delimitato intorno da un fossato fondo e ampio, privo di vie d'uscita. Gli Ateniesi non tardarono a intuirlo: lo bloccarono di fronte con gli opliti e schierati intorno al fosso, a cerchio, quelli di armatura leggera, fecero lapidare fino all'ultimo i nemici incappati in quella trappola. Fu un disastro gravissimo per Corinto. Il nerbo dell'esercito riuscì tuttavia a tornare a casa.