Carla Ardizzone
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Versione originale in greco


δι᾽ ὃ καὶ τοὺς υἱεῖς οἱ πατέρες, κἂν ὦσι σώφρονες, ὅμως ἀπὸ τῶν πονηρῶν ἀνθρώπων εἴργουσιν, ὡς τὴν μὲν τῶν χρηστῶν ὁμιλίαν ἄσκησιν οὖσαν τῆς ἀρετῆς, τὴν δὲ τῶν πονηρῶν κατάλυσιν. μαρτυρεῖ δὲ καὶ τῶν ποιητῶν ὅ τε λέγων:“ἐσθλῶν μὲν γὰρ ἄπ᾽ ἐσθλὰ διδάξεαι: ἢν δὲ κακοῖσι συμμίσγῃς, ἀπολεῖς καὶ τὸν ἐόντα νόον," καὶ ὁ λέγων:“αὐτὰρ ἀνὴρ ἀγαθὸς τοτὲ μὲν κακός, ἄλλοτε δ᾽ ἐσθλός.

Traduzione all'italiano


Perciò anche i padri, per quanto i figli siano saggi, tuttavia tengono lontani questi dalle persone disoneste, convinti che la compagnia dei probi sia un buon esercizio per la virtù, quella dei malvagi invece per la corruzione. Lo attesta anche colui che tra i poeti dice: "Dai probi infatti apprenderai cose oneste: se ti mischi ai malvagi, perderai anche quella virtù che hai", e un altro che dice " Ma un uomo buono può essere a volte nobile, altre meschino"

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