Versione originale in greco
πολιοὶ μὲν ἡμὶν ἤδη
κρόταφοι κάρη τε λευκόν,
χαριεσσα δ' οὐκέτ' ἥβη
πάρα, γηράλεοι δ' ὀδόντες,
γλυκεροῦ δ' οὐκέτι πολλὸς
βιότου χρόνος λέλειπται.
διὰ ταῦτ' ἀνασταλύζω
θαμὰ Τάρταρον δεδοικώς˙
Ἀιδεω γάρ ἐστι δεινὸς
μυχός, ἀργαλέη δ' ἐς αὐτὸν
κάτοδος˙ καὶ γὰρ ἑτοῖμον
καταβάντι μὴ ἀναβῆναι.
Traduzione all'italiano
Canute (sono) ormai a noi le tempie e bianco (è) il capo e non c'è più la leggiadra giovinezza, e vecchi (sono) i denti resta più molto tempo della dolce esistenza; per questo spesso singhiozzo paventando il Tartaro: pauroso è infatti l'abisso di Ades e dolorosa la discesa ad esso; e infatti è fissato per chi vi sia disceso di non risalire.