blakman di blakman
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L'adulatore

Τὴν δὲ κολακείαν ὑπολάβοι ἄν τις ὁμιλίαν αἰσχρὰν εἶναι, συμφέρουσαν δὲ τῷ κολακεύοντι, τὸν δὲ κόλακα τοιοῦτόν τινα, ὥστε ἅμα πορευόμενον εἰπεῖν· Ἐνθυμῇ, ὡς ἀποβλέπουσι πρὸς σὲ οἱ ἄνθρωποι; τοῦτο δὲ οὐθενὶ τῶν ἐν τῇ πόλει γίνεται πλὴν σοί· ηὐδοκίμεις χθὲς ἐν τῇ στοᾷ· πλειόνων γὰρ ἢ τριάκοντα ἀνθρώπων καθημένων καὶ ἐμπεσόντος λόγου, τίς εἴη βέλτιστος, ἀπ' αὐτοῦ ἀρξαμένους πάντας ἐπὶ τὸ ὄνομα αὐτοῦ κατενεχθῆναι. καὶ ἅμα τοιαῦτα λέγων ἀπὸ τοῦ ἱματίου ἀφελεῖν κροκύδα, καὶ ἐάν τι πρὸς τὸ τρίχωμα [τῆς κεφαλῆς] ὑπὸ πνεύματος προσενεχθῇ ἄχυρον, καρφολογῆσαι, καὶ ἐπιγελάσας δὲ εἰπεῖν· Ὁρᾶς; ὅτι δυεῖν σοι ἡμερῶν οὐκ ἐντετύχηκα, πολιῶν ἔσχηκας τὸν πώγωνα μεστόν, καίπερ εἴ τις καὶ ἄλλος πρὸς τὰ ἔτη ἔχεις μέλαιναν τὴν τρίχα. καὶ λέγοντος δὲ αὐτοῦ τι τοὺς ἄλλους σιωπᾶν κελεῦσαι καὶ ἐπαινέσαι δὲ ἀκούοντος, καὶ ἐπισημήνασθαι δέ, εἰ παύεται, Ὀρθῶς, καὶ σκώψαντι ψυχρῶς ἐπιγελάσαι τό τε ἱμάτιον ὦσαι εἰς τὸ στόμα ὡς δὴ οὐ δυνάμενος κατασχεῖν τὸν γέλωτα. καὶ τοὺς ἀπαντῶντας ἐπιστῆναι κελεῦσαι, ἕως ἂν αὐτὸς παρέλθῃ. καὶ τοῖς παιδίοις μῆλα καὶ ἀπίους πριάμενος εἰσενέγκας δοῦναι ὁρῶντος αὐτοῦ, καὶ φιλήσας δὲ εἰπεῖν· Χρηστοῦ πατρὸς νεόττια. καὶ συνωνούμενος ἐπικρηπῖδας τὸν πόδα φῆσαι εἶναι εὐρυθμότερον τοῦ ὑποδήματος. καὶ πορευομένου πρός τινα τῶν φίλων προδραμὼν εἰπεῖν ὅτι Πρὸς σὲ ἔρχεται, καὶ ἀναστρέψας ὅτι Προσήγγελκά σε. ἀμέλει δὲ καὶ τὰ ἐκ <τῆς> γυναικείας ἀγορᾶς διακονῆσαι δυνατὸς ἀπνευστί. καὶ τῶν ἑστιωμένων πρῶτος ἐπαινέσαι τὸν οἶνον καὶ παραμένων εἰπεῖν· Ὡς μαλακῶς ἐσθίεις, καὶ ἄρας τι τῶν ἀπὸ τῆς τραπέζης φῆσαι· Τουτὶ ἄρα ὡς χρηστόν ἐστι· καὶ ἐρωτῆσαι, μὴ ῥιγοῖ, καὶ εἰ ἐπιβάλλεσθαι βούλεται, καὶ εἴ τι περιστείλῃ αὐτόν, καὶ μὴν ταῦτα λέγων πρὸς τὸ οὖς προσκύπτων διαψιθυρίζειν· καὶ εἰς ἐκεῖνον ἀποβλέπων τοῖς ἄλλοις λαλεῖν. καὶ τοῦ παιδὸς ἐν τῷ θεάτρῳ ἀφελόμενος τὰ προσκεφάλαια αὐτὸς ὑποστρῶσαι. καὶ τὴν οἰκίαν φῆσαι εὖ ἠρχιτεκτονῆσθαι καὶ τὸν ἀγρὸν εὖ πεφυτεῦσθαι καὶ τὴν εἰκόνα ὁμοίαν εἶναι.

[καὶ τὸ κεφάλαιον τὸν κόλακα ἔστι θεάσασθαι πάντα καὶ λέγοντα καὶ πράττοντα, ᾧ χαριεῖσθαι ὑπολαμβάνει.]

L'adulazione qualcuno potrebbe immaginare consista in una condotta turpe, ma utile a chi adula, e l'adulatore sia un tale che, mentre cammina insieme con un altro, gli dice: "Vedi come tutti gli uomini tengono lo sguardo verso di te? questo non capita a nessun altro cittadino eccetto che a te". " Ieri ti sei procacciato fama nel portico";infatti erano sedute colà più di trenta persone e,caduto il discorso su chi fosse il migliore,tutti cominciarono da lui e finirono nel suo nome. E mentre dice tali cose gli toglie un filo dal mantello,e se dal vento gli è stata portata qualche pagliuzza tra i peli della testa,gliela leva via;e sorridendo dice: Vedi? poichè son due giorni che non ti incontro,tu hai già la barba piena di fili bianchi;eppure tu,se mai qualcun altro,hai neri i peli rispetto all'età",e mentre quello parla,impone silenzio agli altri e si mette a lodarlo quando egli sente e allorchè ha finito di parlare,lo applaude con un bene e se dice una freddura,si mette a ridere e pone il mantello sulla bocca,come se non riuscisse a trattenersi dal ridere. A coloro che incontra ordina di fermarsi finchè quello sia passato. Per i ragazzini compera mele e pere, le porta e le dona loro alla sua presenza e baciandoli dice:"uccellini di un ottimo padre". Quando poi lo accompagna a comperare scarpe,dice che il piede ha una forma più bella che la calzatura. E quando quello si reca da un amico, corre innanzi a dirgli "giunge da te" e tornando indietro: "ti ho annunciato". Ed in realtà è perfino capace di correre su e giù, senza prendere fiato, per sbrigare commissioni al mercato delle donne. Ed è il primo dei commensali a lodare il vino e, stando vicino, dice: «Che cibi squisiti mangi!»; e, sollevando qualcosa delle cose in tavola, afferma: «Questa cosa qui è prelibata!»; e poi gli domanda se non sente freddo, se vuole essere coperto e se gli mette qualcosa addosso; e, per di più, dicendo queste cose, si china al suo orecchio a parlargli sottovoce; e, pure quando parla con gli altri, ha gli occhi rivolti a lui. Ed in teatro, tolti i cuscini di mano allo schiavo, glieli aggiusta lui stesso sotto. E dice che la sua casa ha una bella architettura, il suo campo è ben coltivato, il suo ritratto è somigliante. E insomma si può vedere che l'adulatore fa e dice tutto per quello a cui vuole essere gradito.

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