Questo appunto di Greco presenta il testo in greco antico e la traduzione in italiano di un passo tratto dal Gorgia di Platone (507d-e-508a).
Testo in greco antico
Ἐγὼ μὲν οὖν ταῦτα οὕτω τίθεμαι καί φημι ταῦτα ἀληθῆ εἶναι· εἰ δὲ ἔστιν ἀληθῆ, τὸν βουλόμενον, ὡς ἔοικεν, dεὐδαίμονα εἶναι σωφροσύνην μὲν διωκτέον καὶ ἀσκητέον, ἀκολασίαν δὲ φευκτέον ὡς ἔχει ποδῶν ἕκαστος ἡμῶν, καὶ παρασκευαστέον μάλιστα μὲν μηδὲν δεῖσθαι τοῦ κολάζεσθαι, ἐὰν δὲ δεηθῇ ἢ αὐτὸς ἢ ἄλλος τις τῶν οἰκείων, ἢ ἰδιώτης ἢ πόλις, ἐπιθετέον δίκην καὶ κολαστέον, εἰ μέλλει εὐδαίμων εἶναι. οὗτος ἔμοιγε δοκεῖ ὁ σκοπὸς εἶναι πρὸς ὃν βλέποντα δεῖ ζῆν, καὶ πάντα εἰς τοῦτο τὰ αὑτοῦ συντείνοντα καὶ τὰ τῆς πόλεως, ὅπως δικαιοσύνη παρέσται καὶ σωφροσύνη τῷ μακαρίῳ μέλλοντι ἔσεσθαι, eοὕτω πράττειν, οὐκ ἐπιθυμίας ἐῶντα ἀκολάστους εἶναι καὶ ταύτας ἐπιχειροῦντα πληροῦν, ἀνήνυτον κακόν, λῃστοῦ βίον ζῶντα. οὔτε γὰρ ἂν ἄλλῳ ἀνθρώπῳ προσφιλὴς ἂν εἴη ὁ τοιοῦτος οὔτε θεῷ· | κοινωνεῖν γὰρ ἀδύνατος, ὅτῳ δὲ μὴ ἔνι κοινωνία, φιλία οὐκ ἂν εἴη. φασὶ δ’ οἱ σοφοί, ὦ Καλλίκλεις, καὶ οὐρανὸν καὶ γῆν 508καὶ θεοὺς καὶ ἀνθρώπους τὴν κοινωνίαν συνέχειν καὶ φιλίαν καὶ κοσμιότητα καὶ σωφροσύνην καὶ δικαιότητα, καὶ τὸ ὅλον τοῦτο διὰ ταῦτα κόσμον καλοῦσιν, ὦ ἑταῖρε, οὐκ ἀκοσμίαν οὐδὲ ἀκολασίαν.
Traduzione in italiano
Questa è dunque la mia posizione, e affermo che queste cose sono vere; e se sono vere, allora l'uomo che vuole essere felice, a quanto pare, deve perseguire e praticare l'autocontrollo e fuggire l'intemperanza, ciascuno di noi il più velocemente possibile, e deve sforzarsi, soprattutto, di non aver bisogno di essere disciplinato, ma se lui o qualcuno con cui è in relazione, sia un singolo individuo sia una città, ne ha bisogno, deve subire una punizione e la disciplina deve essere imposta se vuole essere felice. Sono convinto che questo sia l'obiettivo che un uomo dovrebbe avere in mente mentre è in vita, indirizzando tutti i suoi affari e quelli della città a questo, per vedere che giustizia e autocontrollo saranno presenti in colui che deve essere beato; e questo è il modo in cui dovrebbe agire, e non permettere ai suoi desideri di andare incontrollati e cercare di soddisfarli, un male senza fine, conducendo una vita da brigante. Perché un uomo simile non potrebbe essere caro né a un simile né a un dio; perché è incapace di comunione, e dove non c'è comunione non può esserci amicizia. I sapienti dicono, Callicle, che cielo e terra, dèi e uomini sono legati insieme dalla comunione e dall'amicizia, dall'ordine, dall'autocontrollo e dalla giustizia, ed è per questo che chiamano tutto questo ordine mondiale, amico mio, e non disordine o licenza.