Questo appunto di Greco contiene il testo in greco antico e la traduzione in italiano di un passo tratto dalle Storie di Diodoro Siculo (12.53).
Testo in greco antico
Ἐπ᾿ ἄρχοντος δ᾿ Ἀθήνησιν Εὐκλείδου Ῥωμαῖοι κατέστησαν ἀντὶ τῶν ὑπάτων χιλιάρχους τρεῖς, Μάρκον Μάνιον, Κόιντον Σουλπίκιον Πραιτέξτατον, Σερούιον1 Κορνήλιον Κόσσον. ἐπὶ δὲ τούτων κατὰ τὴν Σικελίαν Λεοντῖνοι, Χαλκιδέων μὲν ὄντες ἄποικοι συγγενεῖς δὲ Ἀθηναίων, ἔτυχον ὑπὸ Συρακοσίων πολεμούμενοι. πιεζόμενοι δὲ τῷ πολέμῳ, καὶ διὰ τὴν ὑπεροχὴν τῶν Συρακοσίων κινδυνεύοντες ἁλῶναι κατὰ κράτος, ἐξέπεμψαν πρέσβεις εἰς τὰς Ἀθήνας, ἀξιοῦντες τὸν δῆμον βοηθῆσαι τὴν ταχίστην καὶ τὴν πόλιν ἑαυτῶν ἐκ 2τῶν κινδύνων ῥύσασθαι. ἦν δὲ τῶν ἀπεσταλμένων ἀρχιπρεσβευτὴς Γοργίας ὁ ῥήτωρ, δεινότητι λόγου πολὺ προέχων πάντων τῶν καθ᾿ ἑαυτόν. οὗτος καὶ τέχνας ῥητορικὰς πρῶτος ἐξεῦρε καὶ κατὰ τὴν σοφιστείαν τοσοῦτο τοὺς ἄλλους ὑπερέβαλεν, ὥστε μισθὸν λαμβάνειν παρὰ τῶν μαθητῶν μνᾶς ἑκατόν. οὗτος οὖν καταντήσας εἰς τὰς Ἀθήνας καὶ παραχθεὶς εἰς τὸν δῆμον διελέχθη τοῖς Ἀθηναίοις περὶ τῆς συμμαχίας, καὶ τῷ ξενίζοντι τῆς λέξεως ἐξέπληξε τοὺς Ἀθηναίους ὄντας εὐφυεῖς 4καὶ φιλολόγους. πρῶτος γὰρ ἐχρήσατο τοῖς τῆς λέξεως σχηματισμοῖς περιττοτέροις καὶ τῇ φιλοτεχνίᾳ διαφέρουσιν, ἀντιθέτοις καὶ ἰσοκώλοις καὶ παρίσοις καὶ ὁμοιοτελεύτοις καί τισιν ἑτέροις τοιούτοις, ἃ τότε μὲν διὰ τὸ ξένον τῆς κατασκευῆς ἀποδοχῆς ἠξιοῦτο, νῦν δὲ περιεργίαν ἔχειν δοκεῖ καὶ φαίνεται καταγέλαστα πλεονάκις καὶ κατακόρως 5τιθέμενα. τέλος δὲ πείσας τοὺς Ἀθηναίους συμμαχῆσαι τοῖς Λεοντίνοις, οὗτος μὲν θαυμασθεὶς ἐν ταῖς Ἀθήναις ἐπὶ τέχνῃ ῥητορικῇ τὴν εἰς Λεοντίνους ἐπάνοδον ἐποιήσατο.
Traduzione in italiano
Quando Eucleide era arconte ad Atene, i Romani elessero al posto dei consoli tre tribuni militari: Marco Manio, Quinto Sulpicio Pretestato e Servio Cornelio Cosso. In quello stesso anno, nel 427 a.C., in Sicilia i Leontini, coloni di Calcide ma anche parenti degli Ateniesi, furono attaccati dai Siracusani. Essendo pressati dalla guerra e in pericolo di essere espugnati a causa della superiorità numerica dei Siracusani, inviarono ambasciatori ad Atene chiedendo al popolo ateniese di inviare loro aiuti immediati e di salvare la città dai pericoli che la minacciavano. A capo dell'ambasceria c'era Gorgia, retore, che in eloquenza superava di gran lunga tutti i suoi contemporanei. Fu il primo a ideare le regole della retorica e superò di gran lunga tutti gli altri uomini nell'insegnamento offerto dai sofisti, tanto da ricevere dai suoi allievi un compenso di cento mine.1 Ora, quando Gorgia giunse ad Atene e fu presentato al popolo in assemblea, discorrette con loro sull'argomento dell'alleanza, e con la novità del suo discorso riempì di meraviglia gli Ateniesi, che sono per natura abili e amanti della dialettica. Infatti fu il primo a usare strutture retoriche piuttosto insolite e accuratamente ideate, come l'antitesi, le frasi con membri uguali o proposizioni bilanciate o finali simili, e simili, tutte cose che a quel tempo furono accolte con entusiasmo perché il meccanismo era insolito, ma ora sono considerate elaborate e da ridicolizzare quando usate troppo frequentemente e tediosamente. Alla fine convinse gli Ateniesi ad allearsi con i Leontini e, dopo essere stato ammirato ad Atene per la sua abilità retorica, fece ritorno a Leontini.