Facoltà di Medicina e Psicologia
Corso di Laurea Triennale in Tecniche Ortopediche
Prova Finale di Laurea Triennale
LA STAMPA 3D NELLA PRODUZIONE DI PLANTARI
ORTOPEDICI SU MISURA: ANALISI TECNICA,
ECONOMICA E AMBIENTALE
Docente di riferimento: Candidato:
Prof. Ing. Ugolini Filippo Ferretti Michele
Relatore esterno:
Dott. Ugolini Andrea
Correlatore interno:
Prof. Davide Milano Anno Accademico 2024-2025
INDICE
INTRODUZIONE.....……………………………………………………………3
Capitolo 1 – IL RUOLO DEL TECNICO ORTOPEDICO ED I PLANTARI
NELLA PRATICA CLINICA..………………………………………………….4
1.1 La figura del tecnico ortopedico..……………………………………………4
1.2 Cenni storici e sviluppi dell’ortopedia tecnica.……………………………...5
1.3 Funzione dei plantari e indicazioni cliniche.....……………………………...6
1.4 Tecniche tradizionali di produzione dei plantari nelle ortopedie
moderne.…………………………………………………………………………7
1.5 La fresatura CNC di EVA: vantaggi e limiti.………………………………...8
Capitolo 2 – LA STAMPA 3D IN ORTOPEDIA……………………………...12
2.1 Principi di additive manufacturing…………………………………………12
2.2 Tecnologie e materiali disponibili………………………………………….13
2.3 Applicazioni in ortopedia: plantari, busti e invasi protesici………………..16
2.4 Vantaggi e svantaggi della stampa 3D rispetto alle tecniche
convenzionali…………………………………………………………………...19
Capitolo 3 – METODOLOGIA DI PRODUZIONE DEI PLANTARI
3D………………………………………………………………………………23
3.1 Acquisizione dell’impronta (scanner, pedane baropodometriche, ecc.)........23
3.2 Modellazione digitale e strategie di progettazione…………………………24
3.3 Esempio di metodologia di produzione di plantari personale: flusso di lavoro
completo, dalla modellazione alla stampa……………………………………...26
1
Capitolo 4 – CONFRONTO TRA PLANTARI CNC IN EVA E PLANTARI
3D………………………………………………………………………………31
4.1 Comfort e adattabilità al paziente…………………………………………..31
4.2 Resistenza e durabilità dei materiali………………………………………..33
4.3 Personalizzazione: densità variabile e geometrie complesse………………34
4.4 Analisi economica: costi, tempi e margini di guadagno rispetto alle
metodologie tradizionali………………………………………………………..35
4.5 Impatto ambientale: produzione additiva vs lavorazioni sottrattive………..40
Capitolo 5 – DISCUSSIONE E PROSPETTIVE FUTURE…………………..43
5.1 Limiti e criticità attuali……………………………………………………..43
5.2 Possibili sviluppi futuri e nuove applicazioni in ortopedia………………...44
CONCLUSIONI………………………………………………………………..47
RINGRAZIAMENTI…………………………………………………………..49
BIBLIOGRAFIA E SITOGRAFIA: indicate al termine di ciascun capitolo. 2
INTRODUZIONE:
La stampa 3D rappresenta una delle innovazioni tecnologiche più significative
degli ultimi decenni. La sua diffusione, inizialmente circoscritta ad ambiti
ingegneristici e di prototipazione rapida, ha progressivamente trovato spazio in
numerosi settori, fino a raggiungere la medicina e, in particolare, la tecnica
ortopedica. Questa tecnologia, basata sul principio della produzione additiva,
consente non solo di realizzare manufatti complessi con elevato grado di
personalizzazione, ma anche di ridare valore a ciò che rischierebbe di essere
scartato, favorendo una prospettiva di maggiore sostenibilità.
Il mio percorso in questo ambito è iniziato come passione personale: da circa
due anni mi dedico alla stampa 3D, dapprima per sperimentazione e curiosità,
poi per aiutare altre persone a risolvere problemi pratici. Riparare componenti
danneggiati o ridare vita a oggetti destinati ad essere buttati mi ha permesso di
toccare con mano le enormi potenzialità di questa tecnologia e la soddisfazione
che deriva dal trasformare ciò che sembrava inutilizzabile in qualcosa di nuovo
e funzionale.
Con il tempo, questa passione si è trasformata anche in una vera e propria
attività lavorativa: oggi, all’interno della ferramenta di famiglia, progetto e
realizzo componenti su misura grazie alla stampa 3D, offrendo soluzioni
personalizzate che rispondono ai bisogni specifici di ogni cliente. Questa
esperienza professionale mi ha permesso di consolidare le mie competenze
tecniche e di sviluppare una visione ancora più concreta e applicativa della
tecnologia.
Parallelamente, il mio percorso di studi in tecniche ortopediche mi ha portato a
chiedermi come la stampa 3D potesse integrarsi in ambito clinico, in particolare
nella produzione di plantari. Da qui è nata l’idea di approfondire l’argomento
attraverso una ricerca mirata, con l’obiettivo di indagare le metodologie più
efficaci, confrontarle con le tecniche tradizionali e valutare i reali vantaggi e
limiti di questa innovazione applicata al settore ortopedico.
Questa tesi nasce dunque dall’incontro tra una passione personale e un percorso
di studio scientifico, con l’obiettivo di contribuire alla conoscenza e alla
diffusione di strumenti innovativi che possano migliorare la pratica clinica e
offrire nuove soluzioni per il benessere del paziente. 3
Capitolo 1 – IL RUOLO DEL TECNICO ORTOPEDICO ED I PLANTARI
NELLA PRATICA CLINICA
1.1 La figura del tecnico ortopedico
Il tecnico ortopedico è una figura sanitaria abilitata alla progettazione,
costruzione, adattamento, applicazione e fornitura di dispositivi medici su
misura non invasivi, quali protesi, ortesi, plantari, corsetti e presidi per la
riabilitazione o la deambulazione. L’attività si svolge in base a prescrizione
medica ma comporta anche autonomia tecnica, clinica e gestionale, con
assunzione di responsabilità sull’intero processo produttivo e sul risultato
funzionale.
Nel contesto multidisciplinare dell’assistenza sanitaria, il tecnico ortopedico si
interfaccia costantemente con il medico specialista (fisiatra, ortopedico,
diabetologo), fisioterapisti, podologi e infermieri, partecipando alla valutazione
del paziente e contribuendo con competenze specifiche su materiali, tecnologie
produttive e aspetti biomeccanici.
Nel panorama sanitario contemporaneo, il rapporto tra il tecnico ortopedico e la
stampa 3D sta assumendo un ruolo sempre più centrale e strategico. Il tecnico
ortopedico, da sempre figura ponte tra know-how artigianale e innovazione
tecnologica, trova nella stampa 3D un potente alleato che amplifica le sue
capacità di produzione, personalizzazione e ottimizzazione dei dispositivi su
misura, in particolare dei plantari. L’introduzione delle tecnologie additive
consente infatti di superare molti dei limiti tradizionali della modellazione e
della lavorazione manuale, potenziando la precisione geometrica, la versatilità
dei materiali e la rapidità nei tempi di realizzazione.
Utilizzando software CAD e macchine di stampa 3D, il tecnico ortopedico può
progettare dispositivi estremamente personalizzati partendo da dati morfologici
e biomeccanici digitali, riducendo margini d’errore e favorendo workflow
altamente replicabili e documentabili. Questo cambiamento non solo migliora la
qualità e il comfort dei plantari prodotti, ma consente anche al tecnico di
svolgere un approccio più scientifico e basato sull’evidenza, integrando test,
analisi comparative e feedback dei pazienti in modo strutturato e ripetibile.
La progressiva integrazione della stampa 3D porta, inoltre, a un’evoluzione del
ruolo del tecnico: da artigiano altamente qualificato a “mediatore tecnologico”
tra esigenze cliniche, innovazione digitale e sostenibilità produttiva, ponendolo
4
così al centro di una nuova era della tecnica ortopedica e della riabilitazione
moderna.
1.2 Cenni storici e sviluppi dell’ortopedia tecnica
L’ortopedia tecnica affonda le proprie origini nell’antichità, con i primi
dispositivi realizzati per correggere deformità e immobilizzare arti a seguito di
traumi (Ippocrate, IV secolo a.C.). Nel corso dei secoli il settore si è evoluto
notevolmente, specialmente a partire dalla fine dell’Ottocento, quando si
affermarono le prime scuole ortopediche e si svilupparono tecniche innovative
di trattamento e supporto all’apparato locomotore.
Negli anni ’90 la tecnica ortopedica visse un periodo di grande innovazione e
trasformazione. Sebbene la realizzazione manuale dei dispositivi ortopedici
continuasse a rappresentare la prassi prevalente, l’introduzione di strumenti
digitali iniziava a modificare profondamente il processo produttivo. Tecniche
come la scansione ottica e l’elaborazione CAD permisero di digitalizzare
l'impronta del piede, preparandosi così al passaggio da un’artigianalità
tradizionale a una produzione più standardizzata e precisa. In questo contesto, la
fresatura CNC su blocchi di EVA e altri materiali divenne un punto di svolta per
le ortopedie, consentendo lavorazioni più rapide, affidabili e riproducibili
rispetto alle tecniche manuali basate su calchi in gesso e termoformatura.
Allo stesso tempo la crescente diffusione di computer sempre più potenti e
software CAD-CAM specifici rivoluzionò anche la fase di progettazione,
ampliando la capacità del tecnico ortopedico di personalizzare i dispositivi in
funzione delle necessità anatomiche e biomeccaniche del paziente con un livello
di dettaglio prima impensabile.
La stampa 3D, nata negli anni ’80 in ambito industriale, iniziò ad affacciarsi nel
settore sanitario e ortopedico solo intorno agli anni 2000, inizialmente comparsa
come strumento sperimentale per la prototipazione rapida. Solo
successivamente, grazie alla riduzione dei costi delle apparecchiature e alla
disponibilità di materiali biocompatibili, la tecnologia additive iniziò ad essere
adottata stabilmente per la produzione di ortesi, plantari e persino protesi
complesse.
Questo passaggio segnò una vera e propria svolta, poiché la stampa 3D permise
di superare i limiti delle tecnologie sottrattive come la fresatura: la possibilità di
5
costruire plantari strato dopo strato dava infatti la libertà di realizzare geometrie
complesse, strutture reticolari interne a densità variabile, combinazioni
multi-materiale e design completamente personalizzati, elevando il livello
tecnico e clinico degli ausili.
Nel corso degli ultimi due decenni, la stampa 3D si è sempre più integrata nei
processi di produzione ortopedica, rappresentando oggi una tecnologia matura
in grado di affiancare e, in molti casi, sostituire le tecniche tradizionali, con
benefici in termini di comfort, performance, velocità produttiva e sostenibilità
ambientale.
1.3 Funzione dei plantari e indicazioni cliniche
I plantari ortopedici sono dispositivi medici su misura progettati per interventi
specifici sulla biomeccanica del piede e dell’arto inferiore, con l’obiettivo di
correggere alterazioni morfo-funzionali, migliorare la distribuzione dei carichi e
alleviare dolore e disturbi correlati. Essi agiscono modificando l’appoggio
plantare, sostenendo gli archi del piede e correggendo disallineamenti, con
ricadute positive anche a livello posturale e muscolo-scheletrico.
Le principali funzioni includono:
Sostegno e modulazione degli archi plantari per prevenire o compensare
● il collasso delle strutture anatomiche.
Correzione degli allineamenti in condizioni quali piede piatto, cavo,
● valgismo o varismo, per ristabilire un appoggio ottimale e prevenire
sovraccarichi patologici.
Riduzione delle pressioni localizzate, particolarmente importante per
● soggetti con diabete o neuropatie, al fine di prevenire ulcerazioni e lesioni
da pressione.
Ammortizzazione degli impatti e delle sollecitazioni meccaniche per
● proteggere articolazioni superiori, come ginocchia e colonna vertebrale.
Le indicazioni cliniche comprendono una vasta gamma di condizioni:
Patologie statiche come piede piatto, piede cavo, alluce valgo e dita a
● martello.
Patologie dinamiche e da sovraccarico, tra cui metatarsalgia, fascite
● plantare, tendinopatie, e sindrome pronatoria o supinatoria.
Condizioni sistemiche come diabete, artrite reumatoide e neuropatie
● periferiche. 6
Prevenzione e ottimizzazione nell’ambito sportivo per migliorare
● performance e ridurre infortuni.
L’efficacia del plantare dipende fortemente dalla personalizzazione, che si basa
su analisi morfologiche, baropodometriche e posturali accurate, solitamente
integrate da strumenti tecnologici avanzati quali scanner 3D e pedane
baropodometriche. Il plantare, così progettato, può influenzare positivamente la
postura globale, agendo lungo tutta la catena cinetica e contribuendo a ridurre
sintomatologie dolorose muscolo-scheletriche.
Negli ultimi anni, la tecnologia della stampa 3D ha rivoluzionato la produzione
dei plantari ortopedici. Grazie a scansioni digitali precise e software CAD
dedicati, la stampa 3D consente la creazione di plantari con geometrie
estremamente personalizzate, variando spessori, rigidità e punti di supporto in
modo molto più accurato rispetto ai metodi tradizionali. L’utilizzo di materiali
innovativi e biocompatibili permette inoltre di ottenere dispositivi con comfort
superiore e maggiore durabilità, mantenendo ingombri ridotti, particolarmente
apprezzati da atleti e persone con esigenze specifiche.
Il flusso di lavoro digitale prevede la scansione 3D del piede, la modellazione
computerizzata e la stampa additiva, che ottimizza tempi di produzione, costi e
impatto ambientale rispetto alle tecniche sottrattive. I plantari 3D permettono
una gestione avanzata delle cariche plantari, correggendo efficacemente
disfunzioni biomeccaniche e migliorando la qualità della deambulazione.
Questa tecnologia rappresenta una svolta nel campo della tecnica ortopedica,
integrando innovazione e personalizzazione per migliorare il benessere del
paziente e ampliare le potenzialità terapeutiche dei plantari
1.4 Tecniche tradizionali di produzione dei plantari nelle ortopedie
moderne
La produzione tradizionale dei plantari ortopedici si basa su metodologie che,
seppur consolidate e diffuse, presentano limitazioni in termini di precisione,
tempi e personalizzazione. Le tecniche più comuni includono il calco manuale,
la termoformatura e la fresatura CNC, ognuna con caratteristiche specifiche.
Il calco manuale, spesso realizzato tramite gessi o schiume fenoliche, consiste
nella presa dell’impronta fisica del piede, su cui si modella a mano il positivo.
Questa tecnica richiede grande esperienza artigianale e può introdurre variabilità
nella precisione delle forme. Successivamente, la termoformatura permette di
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modellare materiali plastici riscaldati sulla forma creata, garantendo una certa
adattabilità ma con limiti nei dettagli e nella durezza localizzata.
Negli ultimi decenni, la fresatura CNC di blocchi di EVA ha rappresentato
un’evoluzione tecnologica significativa. La modellazione digitale, ottenuta
tramite scanner o pedane baropodometriche, consente di progettare il plantare
via software CAD, che viene poi fresato automaticamente per ottenere la forma
desiderata. Questa tecnica riduce errori manuali e accorcia i tempi produttivi,
ma presenta ancora alcune criticità legate allo spreco di materiale e a limitazioni
nella gestione di densità variabili all’interno del plantare.
Negli ultimi anni, soprattutto nel Nord Europa, la stampa 3D ha iniziato a
sostituire o integrare le tecniche tradizionali, aprend
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