Facoltà di economia
Corso di laurea triennale in scienze giuridiche L-14
Tesi di laurea in diritto tributario, indagini patrimoniali e tutela degli asset
Titolo: “Passaggio generazionale di aziende e partecipazioni e imposta sulle successioni”
Relatore: Ch.mo Prof. Giampiero Papa
Candidato/a: Francesco Pepe
Matricola: 0142406066
Anno Accademico: 2025/2026
Indice
- Introduzione
- Capitolo I: Il passaggio generazionale di aziende e partecipazioni nel sistema giuridico
- 1.1 Il passaggio generazionale: inquadramento civilistico e rilevanza economica
- 1.2 Azienda e partecipazioni societarie come oggetto del trasferimento
- 1.3 Continuità dell’attività d’impresa e tutela dell’impresa familiare
- 1.4 Il ruolo dell’autonomia privata nella pianificazione del trasferimento intergenerazionale
- Capitolo II: L’imposta sulle successioni e donazioni nel trasferimento di aziende e partecipazioni
- 2.1 Evoluzione storica e struttura dell’imposta sulle successioni e donazioni
- 2.2 Presupposto dell’imposta, soggetti passivi e base imponibile
- 2.3 Il trattamento fiscale dell’azienda e delle partecipazioni societarie
- 2.4 Profili costituzionali dell’imposizione successoria
- Capitolo III: Il regime agevolativo e le principali questioni applicative
- 3.1 Le agevolazioni fiscali nel passaggio generazionale: ratio e finalità
- 3.2 L’esenzione dall’imposta sulle successioni per aziende e partecipazioni
- 3.3 Requisiti, limiti e cause di decadenza dal beneficio
- 3.4 Prassi amministrativa e orientamenti giurisprudenziali
- Conclusioni
- Bibliografia & Sitografia
Introduzione
All'interno dell'attuale sistema fiscale, il tema del passaggio generazionale d'impresa e di partecipazioni societarie riveste un posto predominante tra le diverse sfere in esso coinvolte (quella economica, quella familiare e quella della finanza pubblica); il momento della successione d'impresa rappresenta, nel sistema produttivo in cui ci troviamo, quello caratterizzato dalla diffusa presenza di imprese familiari e da una grande prevalenza di piccole e medie imprese, un momento particolarmente critico capace di incidere sulla continuità dell'economia e dell'impresa.
Il legislatore ha sempre cercato di affrontare la questione, in materia tributaria, attraverso un bilanciamento tra l'interesse alla riscossione e quello alla tutela degli interessi economici e sociali di rilevanza generale. L'imposta si innesca con il fatto dell'eredità, ossia con il fatto del trasferimento di beni, a titolo gratuito per causa di morte o per atto di liberalità. Quando i beni trasferiti consistono in un'impresa o in partecipazioni societarie, tuttavia, l'applicazione del sistema impositivo per l'imposta generale prevede una serie di criticità. I beni infatti non sono solo valori patrimoniali statici ma, nel trasferimento, assumono un significato dinamico in quanto costituiscono la base materiale dell'attività economica, ossia la fonte di produzione; il pagamento dell'imposta in assenza di un corretto bilanciamento mette così a rischio di compromettere la continuità dell'attività con un effetto di incidenza negativa sull'attività d'impresa della società.
Per queste ragioni, il legislatore ha stabilito un trattamento fiscale volto a favorire la successione generazionale d'impresa e di partecipazioni societarie, introducendo l'esenzione dall'imposta di successione e donazione. Tale scelta mira ad evitare che la successione diventi un fattore di rottura dei patrimoni produttivi attraverso una politica fiscale consapevole, incentivando il comportamento responsabile del soggetto che partecipa alla successione in qualità di beneficiario, promuovendo nell'erede la pianificazione consapevole della successione all'attività d'impresa. Lo scopo della presente dissertazione è quello di fornire un'analisi della successione d'impresa e di partecipazioni societarie sotto il profilo dell'imposta di successione e donazione, focalizzandosi sul quadro normativo vigente all'attualità con particolare attenzione alle problematiche interpretative e alla giurisprudenza amministrativa e giudiziaria.
L'analisi prenderà avvio con una sistematizzazione della figura della successione d'impresa nel diritto civile e tributario, e con un'analisi dell'istituto dell'imposta di successione, focalizzandosi sulla sua struttura e sul trattamento fiscale applicato ai beni d'impresa. Uno studio approfondito sarà dedicato al beneficio introdotto per la successione d'impresa e di partecipazioni societarie, alle condizioni di accesso e ai motivi di perdita, e alle questioni di costituzionalità in materia di successioni. L'intenzione è quella di evidenziare il bilanciamento che il legislatore deve porre in essere tra le esigenze del sistema fiscale e la tutela della continuità economica, mostrando che l'imposta, oltre ad essere uno strumento per la riscossione del prelievo fiscale, ha una funzione regolatrice capace di intervenire nelle scelte organizzative e nelle decisioni gestionali dell'attività d'impresa. La tesi si propone quindi di offrire una lettura esaustiva e sistematica della normativa vigente e dell'orientamento interpretativo attuale, evidenziando alcune problematiche interpretative e alcuni possibili sviluppi futuri del settore.
Capitolo I
1.1 Il passaggio generazionale: inquadramento civilistico e rilevanza economica
Il passaggio generazionale di un'impresa è una delle fasi più delicate del ciclo di vita di un'azienda, poiché riguarda il trasferimento della proprietà dell'impresa o della partecipazione societaria, generalmente all'interno del nucleo familiare, da una generazione all'altra. Il passaggio generazionale è un fatto che, pur radicandosi nel diritto civile delle successioni, assume particolare rilevanza per l'impatto economico e fiscale sulla continuità aziendale e sull'imprenditoria nazionale. “La dottrina ha da tempo evidenziato come il passaggio generazionale non possa essere ridotto a un mero trasferimento patrimoniale, ma debba essere letto come un processo complesso, caratterizzato dall’intreccio di interessi familiari, esigenze economiche e vincoli normativi” (Cordeiro Guerra, 2021).
Dal punto di vista del diritto civile, il passaggio generazionale d'impresa rientra nell'ambito delle successioni mortis causa e degli atti di liberalità inter vivos, che assumono forme diverse a seconda delle soluzioni tecniche adottate, quali testamento, donazione, patto di famiglia e altri patti successori, ma che distingue il passaggio generazionale d'impresa per la presenza di un interesse pubblico alla continuazione dell'attività economica, che trascende la sfera privata dei successori. “La continuità dell’impresa, infatti, costituisce un valore riconosciuto anche dall’ordinamento, in quanto funzionale alla tutela dell’occupazione, alla stabilità dei rapporti commerciali e alla salvaguardia del mercato” (Miccinesi, 2021).
Da un punto di vista economico, il passaggio generazionale assume una rilevanza sistemica, soprattutto in un contesto come quello italiano, caratterizzato dalla prevalenza di imprese di piccole e medie dimensioni a conduzione familiare. In tali realtà, la mancanza di una adeguata pianificazione del trasferimento può tradursi in fenomeni di frammentazione della proprietà, conflitti tra eredi o, nei casi più gravi, nella cessazione dell’attività. “La dottrina più recente ha sottolineato come l’assenza di strumenti giuridici e fiscali adeguati rischi di compromettere la sopravvivenza dell’impresa nel momento del ricambio generazionale, con effetti negativi sull’intero sistema economico” (Perrone, 2022).
Per questo motivo il diritto tributario riveste un ruolo centrale poiché l'onere fiscale collegato al trasferimento di un'azienda o di partecipazioni sociali può avere un'influenza decisiva sulle scelte degli imprenditori e dei successori. In particolare l'imposta di successione e donazione rappresenta una questione critica centrale in quanto la tassazione dei beni potrebbe non essere in linea con le esigenze di liquidità dell'impresa. Come osservato da autorevole dottrina, “il rischio è che l’imposizione successoria finisca per ostacolare la continuità dell’attività economica, imponendo agli eredi oneri finanziari difficilmente sostenibili” (Basilavecchia, 2021).
Così, il passaggio generazionale si pone come un'area di intersezione tra diritto civile, diritto commerciale e diritto tributario dove è necessaria una lettura congiunta delle diverse discipline. L'esigenza di conciliare l'autonomia privata e la tutela delle imprese con le esigenze fiscali chiama l'interprete a passare da un approccio frammentato al fenomeno verso uno più sistematico. In tale prospettiva, “il legislatore è chiamato a predisporre strumenti normativi capaci di favorire la continuità dell’impresa senza rinunciare ai principi fondamentali dell’imposizione, primo fra tutti quello della capacità contributiva sancito dall’articolo 53 della Costituzione” (Sacchetto, 2020).
In quest'ottica, anche il passaggio generazionale può trovare un supporto interpretativo nell'ambito del più ampio dibattito sul ruolo dell'imposta di successione nell'attuale sistema fiscale. Se in una prospettiva l'imposta di successione è destinata a svolgere funzioni redistributive e di perequazione sociale, in un'altra prospettiva non può interferire con il trasferimento delle organizzazioni produttive.
1.2 Azienda e partecipazioni societarie come oggetto del trasferimento
Per quanto riguarda il passaggio generazionale, le partecipazioni societarie e d'impresa occupano una posizione centrale tra le attività. Esse, infatti, sono dotate di una complessa struttura giuridica e di una funzione economica che va oltre il valore dei beni in sé: mentre altri beni, se trasmissibili per causa di morte o per atto inter-vivos, si esauriscono nella mera raccolta di beni, invece l'impresa non è una raccolta di beni, ma è un'entità funzionale organizzata composta da elementi sia materiali che immateriali, destinata all'esercizio dell'attività d'impresa. È proprio questa caratteristica che incide profondamente sulla modalità di trasferimento dei diritti nonché sugli effetti che ne derivano dal punto di vista civilistico, commercialistico e fiscale.
Dal punto di vista civilistico, l'impresa è il complesso dei beni organizzati dall'imprenditore per l'esercizio dell'attività d'impresa: tale definizione, neutra dal punto di vista fiscale, svolge un ruolo rilevante anche nella prospettiva fiscale perché consente l'individuazione dell'oggetto del trasferimento e la sua distinzione dalla cessione di singoli beni. “La dottrina ha evidenziato come il trasferimento dell’azienda implichi la trasmissione di un valore economico unitario, strettamente legato alla capacità produttiva e reddituale dell’organizzazione aziendale” (Miccinesi, 2021). In tale prospettiva, l’evento successorio incide non solo sulla titolarità dei beni, ma anche sulla continuità dei rapporti giuridici e delle relazioni economiche facenti capo all’impresa.
Medesima complessità vale per i trasferimenti di azioni. Questi sono strumenti giuridici che consentono a una persona di avere il controllo, assoluto o parziale, su un'impresa. Queste azioni, soprattutto quando danno origine a un'influenza dominante o significativa, assumono il ruolo di una società influenzando la politica di gestione e il processo decisionale della società. Come sottolineato dalla dottrina più recente, “il trasferimento delle partecipazioni nel contesto successorio non può essere valutato esclusivamente in termini patrimoniali, ma deve essere considerato anche sotto il profilo del governo societario e della stabilità dell’assetto proprietario” (Tosi, 2022).
Sotto il profilo tributario, la qualificazione dell’azienda e delle partecipazioni come oggetto del trasferimento assume un rilievo decisivo ai fini dell’applicazione dell’imposta sulle successioni e donazioni. Il legislatore ha infatti previsto un trattamento differenziato per tali beni, riconoscendo implicitamente la loro peculiarità rispetto ad altri elementi del patrimonio ereditario. “Tale differenziazione trova giustificazione nella necessità di evitare che il prelievo fiscale incida negativamente sulla prosecuzione dell’attività economica, compromettendo la capacità produttiva dell’impresa e, di riflesso, l’interesse generale alla stabilità del sistema economico” (Boria, 2023).
La trasmissione dell’azienda e delle partecipazioni pone, inoltre, specifiche problematiche in relazione alla determinazione della base imponibile. La valutazione di tali beni richiede infatti criteri idonei a coglierne il valore economico effettivo, tenendo conto non solo degli elementi patrimoniali, ma anche dell’avviamento e delle prospettive reddituali future. “La dottrina ha evidenziato come l’adozione di criteri valutativi inadeguati possa determinare un’imposizione sproporzionata, in contrasto con il principio di capacità contributiva” (Basilavecchia, 2021). In questo senso, il trasferimento dell’azienda e delle partecipazioni rappresenta uno dei terreni su cui più intensamente si manifesta la tensione tra esigenze di gettito e tutela dell’attività economica.
Un'ulteriore e cruciale preoccupazione riguarda la potenziale frammentazione della proprietà delle azioni che può verificarsi a seguito delle normali regole di successione. Senza adeguati meccanismi di pianificazione per evitare tale situazione, la condivisione di un'attività (o di una quota azionaria) tra gli eredi di un azionista deceduto può avere un impatto sull'unità di gestione e sulla capacità di prendere decisioni aziendali, soprattutto nelle aziende familiari, dove la combinazione di proprietà e management è un prerequisito per la continuità dell'azienda. “La dottrina ha pertanto sottolineato l’importanza di strumenti giuridici e fiscali idonei a preservare la concentrazione del controllo, favorendo il trasferimento dell’azienda o delle partecipazioni a soggetti in grado di garantire la continuità dell’attività” (Perrone, 2022).
In sostanza, l'azienda e la partecipazione in essa sono oggetti di trasferimento che possiedono una natura così speciale da meritare una disciplina giuridica e fiscale differenziata; la loro trasmissione intergenerazionale merita pertanto un'attenta analisi economica e fiscale, e persino una riflessione più ampia sul ruolo che un'imposta di successione può svolgere nel garantire la sostenibilità delle imprese.
1.3 Continuità dell’attività d’impresa e tutela dell’impresa familiare
Preservare la continuità aziendale è uno degli obiettivi principali quando si pensa al passaggio generazionale nelle imprese familiari, un formato organizzativo che fa parte della struttura del sistema economico italiano. In questo caso, l'atto di successione non coinvolge solo l'aspetto patrimoniale ma la continuità delle attività aziendali e la sua posizione sul mercato. “La dottrina ha più volte sottolineato come la sopravvivenza dell’impresa oltre il momento del ricambio generazionale dipenda dalla possibilità di mantenere un assetto organizzativo e proprietario coerente, evitando fratture che possano compromettere la gestione” (Zizzo, 2021).
Le imprese familiari mostrano, in relazione alle caratteristiche del diritto di famiglia e civile, una particolare integrazione tra la dimensione economica e quella della persona, ed è proprio su questa peculiarità che il rischio di un passaggio generazionale è particolarmente elevato: la frammentazione della proprietà, le liti ereditarie e la non identificazione del successore potrebbero, se non adeguatamente considerate in anticipo, sfociare in una crisi aziendale da cui sarebbe impossibile riprendersi. In questo senso, “la tutela della continuità dell’impresa familiare assume una rilevanza che travalica l’interesse dei singoli successori, incidendo sull’economia locale e nazionale” (Carinci, 2022).
La continuità aziendale è un parametro da considerare sotto il profilo fiscale, al fine di valutare la correttezza e la legittimità dei prelievi. Si deve, infatti, considerare che il prelievo fiscale sull'eredità comporta il trasferimento di beni in una fase molto critica, quando all'azienda potrebbero mancare le liquidità per il pagamento. La dottrina ha evidenziato come un’imposizione eccessivamente gravosa rischi di costringere gli eredi alla dismissione di beni aziendali o, nei casi più estremi, alla cessazione dell’attività (Boria, 2023). Da qui nasce l’esigenza di un sistema impositivo capace di contemperare le esigenze di gettito con la tutela della continuità produttiva.
Il legislatore, anche in considerazione di queste delicate situazioni, ha introdotto diversi strumenti per favorire la continuità delle imprese familiari, tra cui le agevolazioni fiscali sulle imposte di successione e di donazione, che prevedono l'esenzione dal pagamento delle imposte qualora l'attività d'impresa venga mantenuta per un certo periodo. “Tali strumenti riflettono una precisa scelta di politica tributaria, volta a incentivare comportamenti ritenuti socialmente ed economicamente meritevoli d...
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