Dipartimento di Giurisprudenza
Corso di Laurea Magistrale in Giurisprudenza
Tesi di Laurea in
dell’economia
Diritto e Procedura Penale
Criptovalute e nuove frontiere di riciclaggio di denaro
Relatore: Laureando:
Chiar.mo Prof. Matteo Ascione
Cristiano Cupelli Matricola: 0296040
Anno Accademico 2022/2023
Indice
–
Capitolo I Le criptovalute ................................................................................. 4
1.1. Nozioni generali sulle criptovalute ............................................................. 4
................................................................................................ 10
1.1.2. Bitcoin
1.2. L’evoluzione blockchain ............................................................................. 19
............................................................................................... 21
1.2.1. Litecoin
................................................................................................. 22
1.2.2. Ripple ............................................................................................. 24
1.2.3. Dogecoin 24
1.2.4. Tether..................................................................................................
............................................................................................. 25
1.2.5. Ethereum ....................................................................................... 28
1.2.6. Binance coin
......................................................................................... 30
1.2.7. USD COIN ............................................. 30
1.2.8. Binance USD e BINANCE-PEG BUSD
.............................................................................................. 32
1.2.9. Cardano
............................................................................................... 33
1.2.10. Solana
Capitolo II- Classificazione tecnica e giuridica dei Virtual Assets ........... 38
2.1. Classificazione tecnica dei Virtual Assets ................................................ 38
2.2. Natura giuridica delle criptovalute .......................................................... 46
................................................................................................ 48
2.2.1. Moneta ................................................................................ 54
2.2.2. Bene immateriale
......................................................................................... 56
2.2.3. Commodity ............................................................................ 58
2.2.4. Prodotto finanziario ...................................................................... 63
2.2.5. Documento informatico 1
2.3. Regolamento MiCaR. Una soluzione definitiva? ................................... 65
............................................................ 68
2.3.1. Central Bank Digital Currency ................................ 68
2.3.2. Cripto-attività assimilabili a strumenti finanziari
2.3.3. Cripto-attività diverse dai token collegati ad attività e dai token di
......................................................................................... 70
moneta elettronica ................................................................... 72
2.3.4. Token collegati ad attività ................................................................ 77
2.3.5. Token di moneta elettronica
.............................................................................. 81
2.3.6. Osservazioni finali
2.4. Uno sguardo al panorama internazionale ............................................... 84
Capitolo III - Riciclaggio e Crypto-laundering ............................................. 94
3.1.Il riciclaggio nel Codice penale ................................................................... 94
..................................................................................... 94
3.1.1. Introduzione
Cenni sull’evoluzione normativa ...................................................... 96
3.1.2. ................................... 99
3.1.3. Analisi della struttura del reato di riciclaggio beni o altre utilita’
3.1.4. Ricettazione, autoriciclaggio e impiego di denaro,
..................................................................................109
di provenienza illecita
3.2.Il Crypto-laundering ................................................................................... 116
.....................................................116
3.2.1. Definizione di crypto-laundering
il “DECRETO VASP” e i CASPs del MiCaR
3.2.2. La categoria dei VASPs,
....................................................................................................................120
3.2.Il perfezionamento dei reati di riciclaggio e autoriciclaggio tramite
Virtual Assets ...................................................................................................... 143 2
Indagini preliminari e criticita’ investigative
Capitolo IV- ...................... 160
4.1.La ricostruzione del paper trail ................................................................ 160
...........................................................163
4.2. I mezzi di ricerca della prova
..................................................................................164
4.2.1. Le ispezioni ............................................................................166
4.2.2. Le perquisizioni ......................169
4.2.3. Le intecettazioni di conversazioni e comunicazioni
...............................................................176
4.2.4. I sequestri e le confische
Conclusione ......................................................................................................... 184
Bibliografia .......................................................................................................... 189
Sitografia .............................................................................................................. 193 3
–
Capitolo I Le criptovalute 1.2 L’evoluzione
Sommario: 1.1 Nozioni generali sulle criptovalute. - 1.1.2 Bitcoin. -
blockchain. - 1.2.1 Litecoin. - 1.2.2 Ripple. - 1.2.3 Dogecoin. - 1.2.4 Tether. - 1.2.5
Ethereum. - 1.2.6 Binance coin. - 1.2.7 USD COIN. - 1.2.8 Binance USD e BINANCE-
PEG BUSD. - 1.2.9 Cardano. - 1.2.10 Solana.
1.1. Nozioni generali sulle criptovalute
Nel corso degli ultimi 20 anni i mercati e gli strumenti finanziari si sono evoluti per
rispondere alle esigenze di una società in continua evoluzione, una fra tante velocizzare
1
le transazioni. Gli strumenti utilizzati per lo scambio di beni e servizi sono noti come
denaro. Tuttavia, in ragione di un rapido progresso tecnologico, la società è diventata
sempre più dinamica e orientata alla velocità e per rispondere a queste esigenze è stato
necessario creare nuovi strumenti di scambio, sempre più sofisticati. Negli ultimi anni,
nonostante molti non vogliano ammetterlo, uno degli strumenti idonei a rivoluzionare il
sistema di pagamento internazionale, e non solo, sono state le criptovalute.
In parole semplici, a cosa ci riferiamo quando parliamo di “criptovalute”? Si tratta di
una forma di rappresentazione di valore digitale che, in quanto tale, non può essere
scambiata o conservata come una normale banconota e, pertanto, le criptovalute
vengono definite anche come valute virtuali. Il termine è composto dall’unione di due
parole: cripto e valuta. Con il termine cripto si indica qualcosa di «nascosto, coperto,
2
simulato» , poiché il funzionamento delle criptovalute si basa sulla crittografia; infatti,
possono essere utilizzate solo da chi conosce una specifica “chiave di accesso”. Il
1
BUNJAKU, Flamur; GJORGIEVA-TRAJKOVSKA, Olivera; MITEVA-KACARSKI, Emilija. Cryptocurrencies–advantages
.
and disadvantages. Journal of Economics, 2017, 2.1: 31-39
2 https://www.treccani.it/vocabolario/cripto/ 4
termine valuta, invece, si riferisce al loro utilizzo, ossia quale mezzo di scambio per
di beni e servizi. Ad oggi, purtroppo, non esiste una vera e propria definizione
l’acquisto
ufficiale di criptovaluta, tuttavia, la Direttiva 2018/843/UE del 30 maggio 2018 ci
permette di comprendere cosa non sia una criptovaluta, grazie alla seguente definizione:
“una rappresentazione di valore digitale che non è emessa o garantita da una banca
centrale o da un ente pubblico, non è necessariamente legata a una valuta legalmente
istituita, non possiede lo status giuridico di valuta o moneta, ma è accettata da persone
fisiche e giuridiche come mezzo di scambio e può essere trasferita, memorizzata e
scambiata elettronicamente” . Sembra indubbio, dunque, che l’emissione e la gestione
3
delle valute virtuali non siano soggette ad alcuna autorità di vigilanza e che le
criptovalute, in generale, non debbano essere obbligatoriamente legate ad una valuta
legale. La singolarità della criptovaluta deriva dalla possibilità di effettuare scambi in
maniera diretta (secondo modalità “peer-to-peer” 4 ) e senza la presenza di intermediari
finanziari terzi. Infatti, al contrario delle banconote, che sono strumenti sottoposti al
controllo degli enti governativi e delle banche, le criptovalute sono totalmente
indipendenti e libere da qualsiasi controllo centrale. Per poter utilizzare le criptovalute,
infatti, è sufficiente avere a disposizione un qualsiasi dispositivo in grado di connettersi
alla rete Internet. 5
Ma come vengono scambiate e gestite le criptovalute? Lo scambio di una qualsiasi
criptovaluta è regolato da un protocollo informatico che determina le regole per poter
effettuare le transazioni. Per descrivere questo fenomeno si fa spesso utilizzo della frase
3 Direttiva UE 2018/843 del 30 maggio 2018, art. 1 (d), cfr. Parlamento Europeo (2018). La definizione di “valuta virtuale” è
stata introdotta nell’ordinamento italiano con il d.lgs. n. 90/2017 (art. 1, comma 2, lett. qq) che modificava il d.lgs. n. 231/2007.
“la
La definizione è stata nuovamente aggiornata dal d.lgs. 4 ottobre 2019, n. 125, che ha aggiunto: rappresentazione digitale
di valore, non emessa né garantita da una banca centrale o da un'autorità pubblica, non necessariamente collegata a
una valuta avente corso legale, utilizzata come mezzo di scambio per l'acquisto di beni e servizi o per finalita' di investimento
e trasferita, archiviata e negoziata elettronicamente”.
4 Termine con cui si designa, in telematica, un sistema (spesso abbreviato nella forma P2P) che consente a un utente di
scambiare informazioni, programmi, banche dati e materiali con altri utenti in quel momento collegati, in un regime di assoluta
autonomia (senza cioè passare per un server centrale). [Treccani]
5 https://www.consob.it/web/investor-education/criptovalute 5
“the code is law” 6 , ad indicare che il codice (informatico) è legge, ed è al di sopra di
ogni volontà di intervento umano. La maggior parte dei protocolli è basata sulla
7
distributed ledger technology, una sorta di libro mastro condiviso (o blockchain ), che
l’intero sistema è gestito da una
conserva la storia delle transazioni; inoltre, rete
decentralizzata di partecipanti, chiamati nodi, che aggiornano, conservano e consultano
il distributed ledger. Per servirsi in maniera sicura delle criptovalute viene utilizzata la
crittografia, particolare tecnica consistente nella rappresentazione di un messaggio in
modo tale che l’informazione in esso contenuta possa essere recepita solo dal
8
destinatario . In questo caso, lo strumento informatico offusca il messaggio per renderlo
indecifrabile a persone non autorizzate. Storicamente, la crittografia veniva impiegata
9
principalmente in ambito militare e dai servizi segreti, per proteggere la fuga di
informazioni classificate. Uno dei primi a produrre messaggi criptati fu Giulio Cesare,
creando il cosiddetto Cifrario di Cesare. Tuttavia, nonostante questa lunga storia, i primi
tentativi di utilizzare la crittografia per costruire valute digitali risalgono solamente alla
fine degli anni Ottanta. Sicuramente, anche l’avvento di Internet ne ha incentivato
l’utilizzo, creando ambienti sicuri dove poter effettuare pagamenti online.
Nel 1998, il famoso informatico Wei Dai è stato il primo a proporre una criptovaluta
10 11
con il nome di B-money . Nella descrizione del funzionamento del protocollo di B-
emerge come l’obiettivo dell’informatico fosse quello di creare un sistema in
money
grado di sostituire i servizi forniti dalle istituzioni governative e finanziarie. Il protocollo
si basa sull’assunto che lo scopo di una qualsiasi comunità consista nel raggiungere
6 https://www.forbes.com/sites/forbesbusinesscouncil/2022/05/17/code-is-law-during-the-age-of-blockchain/
7 https://www.consob.it/web/investor-education/criptovalute
8 https://www.treccani.it/enciclopedia/crittografia/
9 BUNJAKU, Flamur; GJORGIEVA-TRAJKOVSKA, Olivera; MITEVA-KACARSKI, Emilija. Cryptocurrencies–
advantages and disadvantages. Journal of Economics, 2017, 2.1: 31-39.
10 DUMITRESCU, George Cornel. Bitcoin–a brief analysis of the advantages and disadvantages. Global Economic
Observer, 2017, 5.2: 63-71.
11 Insieme di procedure che permettono l’instaurazione, il mantenimento e l’abbattimento di collegamenti interattivi fra soggetti
trasmittenti e riceventi. La definizione del p. di comunicazione permette di far cooperare entità di comunicazione remote
stabilendo la corretta sequenza di procedure da usare nello scambio di informazioni, nonché le temporizzazioni degli eventi
associati. [Treccani] 6
un’efficace cooperazione tra tutti i partecipanti. Tale cooperazione richiede, però, un
mezzo di scambio veloce (tendenzialmente il denaro) per evitare di affidarsi alla pratica
del baratto. Inoltre, insieme ad esso, risulta necessario un sistema in grado di far
rispettare i contratti all’interno della comunità, senza non può mai essere garantito il
buon esito di uno scambio di una merce con l’altra. Il protocollo risolve questi problemi
prevedendo l’associazione ad ogni individuo di un conto che definisca la proprietà del
denaro. Il conto non è identificabile tramite nome e cognome del proprietario, ma viene
associato ad uno pseudonimo digitale (ad esempio una chiave pubblica), con la quale si
entra a far parte di una rete dove ogni messaggio è firmato e criptato dal mittente al suo
ricevitore. Il protocollo determina, poi, delle regole per aggiornare il saldo del conto.
All’interno della comunità è possibile creare denaro risolvendo un problema
computazionale irrisolto. Il premio per la risoluzione del problema consta in unità
monetarie ed è parametrato al costo della potenza di calcolo utilizzata dal partecipante
per risolvere il problema. Tutti gli altri partecipanti alla rete avranno, così, un credito di
X unità monetarie con chi ha condiviso la soluzione. Ogni membro della comunità che
volesse trasmettere unità monetarie di cui è proprietario attraverso un contratto, lo potrà
fare comunicando tramite pseudonimi. I contraenti possono rendere un contratto valido
solamente designando un arbitro obbligato ad intervenire in caso di disputa e
accantonando una somma a titolo di risarcimento su di uno speciale conto identificato
il quale racchiude le informazioni dell’intero contratto. Ogni
12
tramite un security hash, nell’hash
partecipante deve firmare il contratto contenuto utilizzando la propria chiave
privata. Infine, per concludere il contratto, ogni contraente invia un messaggio all’intera
comunità e alcuni nodi, definiti server, conservano le informazioni relative
12 È una funzione non invertibile in grado di ricevere un qualsiasi input espresso come una stringa di dati di qualsiasi lunghezza
e restituire una stringa di lunghezza prefissata, detta digest. La parola viene dal verbo inglese to hash, ovvero sminuzzare,
pasticciare, che designa originariamente una polpettina fatta di avanzi di carne e verdure; per estensione, indica un composto
eterogeneo cui viene data una forma incerta: "To make a hash of something". Nelle applicazioni crittografiche la funzione di
hash ha 3 proprietà: il medesimo input restituirà sempre il medesimo output, a patto che sia utilizzato lo stesso algoritmo; due
stringhe in input differenti daranno sempre outputs differenti; la funzione di hash non è mai reversibile, dunque dall’output è
impossibile risalire all’input. Tale funzione è utile per rappresentare in poco spazio informazioni complesse e verificarne
rapidamente l’autenticità, consiste, sostanzialmente, in una “impronta digitale” di dati digitali. Infatti, disponendo
dell’informazione, è sufficiente calcolare nuovamente l’hash dell’informazione e confrontarlo con il precedente. 7
all’aggiornamento dei conti. Questi soggetti sono collegati tra loro secondo sistema
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Usenet , ossia una rete formata da migliaia di server tra loro interconnessi, ognuno dei
quali raccoglie articoli (news, messaggi, o post) che le persone aventi accesso alla rete
stessa inviano ad un archivio ad accesso pubblico, organizzato secondo gerarchie
tematiche che contengono varie discussioni sullo stesso tema. I partecipanti ad una
transazione devono verificare che il messaggio sia stato ricevuto ed elaborato da un
sottoinsieme di server. Per far sì che i server siano affidabili, Wei Dai ha ipotizzato un
meccanismo attraverso il quale ogni server deposita su un conto speciale una somma a
titolo di multa o premio per comportamenti non conformi. Inoltre, i server sono
obbligati, periodicamente, a comunicare la quantità di denaro creato e le loro proprietà,
in modo da controllare che la somma totale dei saldi dei conti non sia superiore alla
quantità totale di denaro creato, scongiurando, così, ogni possibilità che i server, in caso
creare moneta a costo zero. Dall’analisi di questo
di collusione totale, possano
protocollo traspira vivamente l’intento di cr
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Criptovalute
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Schema sul riciclaggio e sulle criptovalute
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Blockchain - Spina dorsale delle criptovalute e del web 3.0
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Slide tesi: Mercato e-Commerce e Criptovalute applicazione dei principi contabili nazionali e internazionali