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Relazione laboratorio zoologia

Aurora Antonia Anita Campanelli

Numero matricola: 004624552

RELAZIONI LABSTER

Labster 1: MEIOSI CAPIRE COME VENGONO EREDITATI I TRATTI GENETICI

La prima esperienza di Labster, fornisce le conoscenze fondamentali sulla riproduzione sessuata, la meiosi e le

possibili anomalie ad essa associate. In questa esperienza di labster dobbiamo aiutare Charlotte e Martin nel

processo di fecondazione in vitro. La fecondazione in vitro (FIV). è una tecnica di procreazione assistita realizzata in

laboratorio e consiste nell’unione di un ovulo e di uno spermatozoo il cui scopo è quello di ottenere embrioni già

fecondati da trasferire nell’utero materno. I rischi per la salute, con la fecondazione in vitro, sono minimi. La prima

fase è quella di asportare chirurgicamente l’ovulo e fecondarlo con lo sperma in laboratorio, Durante il processo, si

verifica un errore di etichettatura quando vengono raccolti i campioni di sperma e cellule uovo nelle provette da 15

ml è necessario analizzare il contenuto di ogni provetta e visionare i campioni al microscopio su un vetrino. Si è

passati poi al riconoscimento delle fasi cellulari, sempre tramite analisi al microscopio, relative alle cellule dell’antera

del giglio colorato tramite carminio acetico. Dopo le relative analisi si passa alla fecondazione in vitro che coinvolge la

fusione dei due gameti (l'uovo e lo spermatozoo) provenienti da due organismi distinti, rappresentando il processo di

riproduzione sessuata comune negli organismi pluricellulari. Si analizza quindi il processo della Meiosi ovvero la

divisione cellulare che ha come risultato la produzione di quattro cellule figlie aploidi (gameti) a partire da una cellula

diploide. Vengono illustrate le fasi della Meiosi, in particolare duplicazione cromosomica e il meccanismo del Crossing

over. Dopo ciò si passa alla fecondazione dell’ovulo e dopo 18 ore possiamo verificare se il processo è andato a buon

fine. In caso positivo vediamo due pronuclei (nuclei aploidi dei gameti), per aumentare la probabilità di successo

attendiamo da 3 a 5 giorni (in cui si forma una blastocisti) prima di inoculare l’ovulo. In questa fase tramite il

microscopio si può sapere il sesso (sarà maschio se notiamo la presenza del cromosoma Y) e la presenza di anomalie

cromosomiche. Se ci sono anomalie come la trisomia (che darebbe al bambino poche aspettative di vita). si nota una

trisomia 13 perché abbiamo la presenza di 3 coppie del cromosoma 13 invece di averne solo due. Comunicato l’esito

ai genitori si ripete la fecondazione che questa volta ha portato ad un bambino privo di anomalie cromosomiche

Labster 2: SPETTROFOTROMETRO ASSEMBLA ED ESPLORA LO STRUMENTO

L’esperienza di questo labster è basata sulla costruzione di uno sprettrofotometro è uno strumento di laboratorio

basato sul principio che ogni molecola assorbe, trasmette o riflette luce (radiazione elettromagnetica) a una

determinata lunghezza d’onda. Sapendo la lunghezza d’onda della luce che una determinata sostanza assorbe o

trasmette, si possono fare analisi quantitative e qualitative (presenza di determinate sostanze e la loro

concentrazione nel campione in studio). Queste operazioni possono essere fatte perché lo strumento è in grado di

analizzare la differenza d’intensità luminosa tra la luce prima e dopo essere passata attraverso il campione. È

utilizzato in numerosi ambiti e lavora con lunghezze d’onda che vanno dal visibile all’ultravioletto (in alcuni strumenti

anche gli infrarossi), permettendo così di valutare un range di campioni molto ampio.

Lo spettrofotometro è costituito da una fonte di luce, una lampada, che cambia tipologia in caso si tratti delle analisi

nello spettro visibile o UV e, in alcuni strumenti specifici, i raggi infrarossi. La luce passa, successivamente, attraverso

un monocromatore, ovvero un dispositivo che scompone la luce policromatica in fasci di luce di singole lunghezze

d’onda. Poi il raggio di luce passa da una provetta contenente il campione, la cuvetta; quest’ultima è di misura

standard e prodotta di materiale plastico o quarzo, a seconda delle radiazioni da valutare.

Terminata la parte teorica, abbiamo proceduto con l’assemblaggio di uno Spettrofotometro:

- Sorgente luminosa, che genera la luce con cui poi realizziamo la misurazione;

- Collocazione di un Collimatore, cioè una lente o una superficie riflettente;

- Collocazione di un prisma, per rifrangere la luce e separare le diverse lunghezze d’onda;

- Collocazione di una fessura, che funge da selettore di lunghezza d’onda;

- Osservazione della luce che attraversa la soluzione campione contenuta nella cuvetta e il rilevatore del

valore.

Una volta assemblato e azionando il pulsante si nota come il raggio di luce colpisce il collimatore che curva la luce in

modo tale che raggi paralleli colpiscano il prisma Il quale rinfrange la luce in lunghezze d’onda separate e la fenditura

di uscita scherma il campione (contenuto nella cuvetta) affinché una lunghezza d’onda selezionata riesca ad

attraversarlo e raggiungere il rilevatore. L'assorbanza è una misura della capacità di una soluzione di assorbire la luce

in una particolare lunghezza d'onda. Essa si calcola come il rapporto tra l'intensità della luce assorbita dalla soluzione

e l'intensità della luce incidente sulla soluzione, entrambe misurate a una determinata lunghezza d'onda. A

conclusione dell’esperienza viene mostrato un grafico (lunghezza d’onda –assorbanza) relativo alle curve di reagenti e

prodotti e ci viene chiesto di capire quale sia la lunghezza migliore a cui lavorare (595 nm colore giallo dello spettro)

per misurare il prodotto.

Labster 3: BIODIVERSITA’ VALUTARE E CONFRONTARE LA BIODIVERSITA’ SU UN

ESOPIANETA

In questa esperienza di labster sono stata teletrasportata su un esopianeta chiamato ASTAKOS IV ,alla scoperta di

nuove forme di vita e nuove specie. L’analisi della biodiversità viene effettuata attraverso lo studio di tre diverse aree

relative ad un esopianeta cosi da confrontare e stimare tramite degli strumenti standard come la biodiversità

comprende il numero di specie, le loro variazioni genetiche e l'interazione di queste forme viventi all'interno di

ecosistemi complessi. Per differenziare le biodiversità della terra a quella di Astakos IV, ho utilizzato dei sistemi di

cattura come il quadrante che ho posizionato sul suolo del deserto dove ho successivamente effettuato un

campionamento di organismi sessili. Il modo migliore per campionare gli organismi sessili utilizzando questo

strumento è quello di collocarli casualmente in quante più possibili zone. Il numero ottimale di Quadrato invece,

dipenderà dalla densità degli organismi presenti nella località da analizzare. Un altro sistema di cattura che ho

utilizzato è stata la fototrappola che mi aiutata a osservare la fauna selvatica, la fototrappola è una telecamera,

dotata di sensore di movimento che riesce a scattare fotografie o registrare video nel momento in cui viene allertata

dal passaggio di animali infatti deve essere posizionata ad esempio su alberi, e mai vicino a corsi d’acqua. Infine ho

utilizzato la trappola a caduta un altro metodo di cattura, per utilizzare questo metodo ho scavato con l’uso di una

paletta una buca nel terreno dove ho inserito un secchio all’interno del quale sono cadute le creature terrestri,

passati alcuni giorni dal posizionamento di queste metodiche di cattura si ritorna nelle aree di posizionamento per

controllare se le trappole abbiano funzionato o no. Nella trappola a caduta era presente una creatura “Humarin” che

ho catalogato attraverso una chiave dicotomica. Per calcolare l’indice di Biodiversità e quantificare così i ritrovamenti,

occorre contare il numero dei differenti tipi di organismi che abbiamo trovato nell’area selezionata e il numero totale

di organismi presenti e registrati in quella stessa zona. Infine utilizzando l’indice di biodiversità ho affermato che la

biodiversità di questo pianeta è simile alla biodiversità della Terra.

Labster 4: EVOLUZIONE TEORIE E PRINCIPI FONDATI

Durante lo svolgimento di questo labster abbiamo capito come gli organismi si sono evoluti nel tempo, siamo partiti

dalle mutazioni casuali fino ad arrivare alla selezione naturale. Innanzitutto ci siamo soffermati sul significato

dell’evoluzione ovvero come gli organismi si adattano ed evolvono nel tempo, sia geneticamente che fisicamente, in

risposta all'ambiente. Questo avviene tramite vari processi:

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Scienze biologiche BIO/05 Zoologia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher antonia181 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Zoologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica "e-Campus" di Novedrate (CO) o del prof Guidetti Marta.
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