Testo introduttivo sintetico.
Questa tesi ricostruisce e analizza l’evoluzione dei principali gruppi dell’estrema destra italiana nel periodo 1965–1974, con particolare attenzione alla stagione della strategia della tensione e al ruolo svolto dai militanti dell’estremismo “nero”. Il lavoro non prende in esame l’intero universo della destra extraparlamentare, ma si concentra sulle organizzazioni che inclusero nel proprio repertorio politico anche forme di azione extralegale, fino a violenza e terrorismo.
L’analisi parte dal secondo dopoguerra, ricostruendo le origini del neofascismo italiano e il rapporto con il Movimento Sociale Italiano (MSI). In particolare, vengono messi a fuoco i conflitti, le fratture interne e il progressivo indebolimento dell’egemonia del MSI sull’area neofascista, che favorisce l’emersione e l’autonomia dei gruppi radicali.
Il cuore della ricerca è dedicato a Ordine Nuovo e Avanguardia Nazionale (oltre ad altre realtà significative), analizzandone impostazione politica, obiettivi, leadership, attività e forme di lotta. Un approfondimento specifico approfondisce l’universo culturale e ideologico del radicalismo di destra, con attenzione centrale all’opera di Julius Evola, indagando i legami tra tradizionalismo filosofico e prassi politica.
Successivamente, la tesi propone un quadro interpretativo per comprendere la strategia della tensione e ricostruisce il processo di avvicinamento tra settori degli apparati statali e formazioni dell’estrema destra nel contesto della contromobilitazione anticomunista degli anni Sessanta, segnata dall’avvio del centrosinistra e dall’intensificarsi della conflittualità sociale.
Nella parte finale, il lavoro esamina il passaggio dalla violenza “diffusa” a strategie terroristiche e affronta il ruolo dei gruppi neofascisti nella stagione dello stragismo e nelle strategie golpiste del periodo, collocando sempre gli eventi dentro un contesto storico-politico complesso, in cui agiscono attori molteplici. La ricostruzione si conclude con il 1974, anno di svolta sia sul piano interno sia internazionale, con effetti rilevanti anche sull’estrema destra italiana.
Le fonti utilizzate sono principalmente bibliografiche e documentarie, integrate da estratti di audizioni e materiali della Commissione parlamentare d’inchiesta sul terrorismo in Italia (inclusa la relazione presentata nel 1995), oltre a fonti giornalistiche impiegate per l’aggiornamento sui procedimenti giudiziari collegati ai temi trattati.
Principali temi e nodi analizzati
Periodo e perimetro: 1965–1974; focus sui gruppi che adottano pratiche extralegali (violenza/terrorismo).
Origini nel dopoguerra: neofascismo clandestino, nascita ed evoluzione del MSI, passaggi chiave fino al 1960.
Rottura MSI–radicali: conflitti, perdita di egemonia del MSI e crescita dell’autonomia dei gruppi “neri”.
Gruppi principali: Ordine Nuovo, Avanguardia Nazionale, Freda e il gruppo di AR (organizzazione, ideologia, attività, reti).
Radici culturali e ideologiche: Evola (asse centrale), Romualdi, miti politici (RSI) e loro riflessi sulla militanza.
Strategia della tensione: quadro interpretativo, contesto politico-sociale degli anni ’60.
Stato e anticomunismo: convegno Pollio, Piano Solo, SIFAR, dinamiche della contromobilitazione.
1969–1974: da Piazza Fontana al Golpe Borghese e alle principali stragi/episodi (Peteano, Piazza della Loggia, Italicus) e ambienti golpisti (MAR, Rosa dei Venti).
Collegamenti e strategie: rapporti tra gruppi, apparati, contesto internazionale e finalità politiche.
Metodo e fonti: bibliografia + documenti + Commissione parlamentare + stampa per aggiornamenti giudiziari.
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