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Simulazione esame filosofia del linguaggio Appunti scolastici Premium

Appunti di filosofia del linguaggio che sono basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del professore Penco dell’università degli Studi di Genova - Unige, della facoltà di lettere e filosofia, Corso di laurea in lettere. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Filosofia del linguaggio docente Prof. C. Penco

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riassumibile entro i termini della “cluster theory”: un nome proprio porta con sé un

aggregato di descrizioni definite sostituibili al nome proprio stesso, quindi con lo stesso

riferimento. E proprio sulla sostitutività dei nomi propri con le descrizioni definite si

baseranno le tre critiche al descrittivismo di Kripke.

3. Come risolve Carnap il problema del principio di sostitutività all’interno dei contesti

modali?

Già Frege si era accorto che in determinati contesti (espressioni tra virgolette e discorsi

indiretti) il principio di sostitutività cadeva, non era valido. Risolse rivolgendosi al principio

del contesto.

Carnap estende questa riflessione ai contesti modali, ossia quei contesti che prevedono

espressioni quali “è necessario che”, “è possibile che”. Stando al principio di sostitutivitcìà

(due espressioni all’interno di un enunciato sono sostituibili salva veritate, se sono

coreferenziali/coestensionali), allora

necessariamente 9>7

9 = numero dei pianeti

necessariamente numero dei pianeti > 7

ma è contingente che il numero dei pianeti sia uguale a 9!

Carnap, allora, deduce che nei contesti modali, il principio di sostitutività vale solo per

espressioni cointensionali, perciò

“Pia sa che 2+2=4” 2

necessariamente 2+2=4 <-> 25 =625

2

“Pia sa che 25 =625”

ma Pia è una bambina di prima elementare, non ha ancora studiato i calcoli con le

potenze! Carnap corregge di nuovo il tiro e conclude: all’interno dei contesti modali, due

espressioni sono sostituibili salva veritate se hanno la medesima struttura intensiva, ossia

se hanno stessa struttura semantica ed i componenti nella stessa posizione hanno

medesima intesione:

“Pia sa che 2+2=4”

2+2=4 <-> II+II=4

“Pia sa che II+II=IV

4. Cosa sono senso e riferimento di un enunciato per Frege?

Frege afferma che tutte le espressioni del linguaggio possiedono senso e riferimento,

perciò anche i predicati. Il senso di un predicato è il modo di presentazione del concetto

che il predicato denota; il riferimento di un predicato è il concetto stesso.

5. Cos’è un gioco linguistico?


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lettere
SSD:
Docente: Penco Carlo
Università: Genova - Unige
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher optical_lens di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filosofia del linguaggio e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Genova - Unige o del prof Penco Carlo.

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