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ESTRATTO DOCUMENTO

4) La condotta di Beta nei confronti di Gamma integra senz’altro una

fattispecie di concorrenza sleale, in particolare il c.d. storno di dipendenti.

Infatti Beta pone in essere un’iniziativa diretta a sottrarre lavoratori

altrui. Non solo; tale iniziativa sottrae dipendenti difficilmente

rimpiazzabili che hanno qualifiche particolarmente elevate e ,fa ciò,

usando informazioni non veritiere e screditanti l’impresa altrui. Gamma

vedrà fortemente intaccata la propria capacità produttiva e pertanto

potrà agire nei confronti di Beta richiedendo un’azione inibitoria, e cioè

l’ordine del giudice di cessare l’illecito. Inoltre Gamma potrà richiedere un

risarcimento del danno (dimostrando il dolo) e potrà ordinare la

pubblicazione della sentenza.

ESAME DIDIRITTO COMMERCIALE

Appello 11 settembre 2014

1 ora e 30 minuti

Il Sig. Drugo e il Sig. Lebowski sono comproprietari di una sala da bowling. Per

alcuni anni la concedono in affitto ad un terzo; cessato il contratto di affitto, per

i successivi due anni Drugo e Lebowski gestiscono la sala individualmente ad

anni alterni con le seguenti modalità: il primo anno la gestione spetta in via

esclusiva a Drugo senza alcun coinvolgimento di Lebowski, il secondo anno la

gestione spetta in via esclusiva a Lebowski senza alcun coinvolgimento di

Drugo.

Terminati i due anni, Drugo e Lebowski decidono di iniziare a gestire in comune

la sala da bowling con lo scopo di dividersi gli utili ma non fissano per iscritto il

loro accordo e non provvedono quindi all’iscrizione del medesimo nel registro

delle imprese.

Dopo alcuni mesi dall’inizio della gestione in comune della sala da bowling,

Drugo e Lebowski iniziano ad utilizzare tale attività di impresa per riciclare

denaro di provenienza illecita. Una volta scoperta l’attività illecita, la sala da

bowling viene chiusa.

1. Quali sono le principali differenze che intercorrono tra società e

comunione? In base agli elementi esposti nella traccia, si chiede di

indicare se e quando tra Drugo e Lebowski intercorre un rapporto di

comunione, se e quando tra gli stessi soggetti intercorre un rapporto

societario e, in caso di sussistenza di un rapporto societario, quale

disciplina si applicherebbe a tale rapporto.

2. Quali sono i tipi di efficacia della pubblicità legale? Quali sono le

differenze di disciplina tra società in nome collettivo regolare e società in

nome collettivo irregolare? 5

3. Dal momento in cui la sala da bowling viene utilizzata per le attività di

riciclaggio, continua ad applicarsi la disciplina dell’impresa? In caso di

risposta affermativa, in che termini si applica tale disciplina? Dopo

l’interruzione dell’attività per chiusura della sala da bowling, può essere

dichiarato il fallimento dell’impresa?

1) La comunione è una situazione statica di comproprietà; un insieme di

individui divide per quote la proprietà su un certo bene e si limita a

metter in pratica un’attività di godimento dello stesso. E’ regolata dalla

comune disciplina sulla res e dall’apposita disciplina sulle comunioni.

La società è al contrario una situazione dinamica. Inoltre non vi è

alcuna situazione di comproprietà perché il patrimonio della società è

separato da quello dei soci. Ancora, la società non si limita a godere in

modo fine a se stesso dei beni oggetto di conferimento, bensì li

indirizza per scopi produttivi e cioè per creare un’utilità e una ricchezza

prima inesistenti. Ora,l’imprescindibilità dello scopo produttivo della

società fa riferimento solamente al momento di genesi della stessa e

pertanto non è escluso che essa possa essere data in affitto in un

secondo momento per limitarsi a godere dei frutti civili. Infine ,sebbene

l’ART 2247 c.c. richieda espressamente l’esercizio di un’attività comune

perché intercorra il rapporto societario è vero anche che ciò si realizza

anche quando non si condivida in modo pieno il potere di gestione e

invece ci si limiti a condividere il rischio d’impresa(questo sì

imprescindibile). Alla luce di quanto esposto è chiaro che nella

situazione descritta ,tra i due soggetti intercorra senz’altro un rapporto

societario nel momento in cui essi decidono di iniziare a gestire in

comune la sala da Bowling e anche nel periodo in cui essi si alternano

sistematicamente la gestione dello stesso dividendo gli utili/le perdite.

Meno agevole è chiarire che rapporto intercorra tra i due nel periodo

iniziale dell’attività; secondo l’opinione prevalente in dottrina, si suole

qualificare l’attività di affitto come di mero godimento solamente se ci

si limita a trarre i frutti civili dalla cosa, e non si integri tale attività con

un coordinamento e un’offerta di una più ampia gamma di beni e/o

servizi; beni e servizi che, in questo caso ,peraltro, non sembrano

essere presenti. Quindi nel periodo iniziale ,tra due soggetti,

intercorreva un rapporto di comunione.

Nel caso di sussistenza di un rapporto societario di fatto (con attività

commerciale) esso fa capo sia alla disciplina delle società in nome

collettivo sia a quella dell’impresa commerciale non piccola , e quindi,

allo statuto dell’imprenditore.

2) La pubblicità legale prevista dalla disciplina dell’impresa risponde a

logiche di trasparenza informativa; in particolare si vuole rendere

possibile al mercato la fruizione di talune informazioni e ,d’altra parte,

vi è il bisogno che tali informazioni possano considerarsi conosciute dai

terzi. Proprio per questo la disciplina della pubblicità legale risponde a

6

un principio di tipicità e dispone un’efficacia dichiarativa, un’efficacia

normativa e un’efficacia costitutiva. La prima,più importante, determina

una presunzione di conoscenza dei terzi di tutte e sole quelle

informazioni per cui è prescritto l’obbligo di pubblicità; per via di

direttive comunitarie tale presunzione è relativa per i primi 15gg e solo

dopo questo lasso di tempo diviene assoluta, ovvero non suscettibile di

prova contraria.

L’efficacia normativa determina l’assoggettamento dell’impresa a un

determinato regime giuridico;ovvero,l’iscrizione nel RDI è condizione

necessaria e sufficiente perché si debba far riferimento a una disciplina

anziché ad un’altra. (es. società che indicano nell’atto costitutivo il tipo

societario prescelto e vengono d riflesso assoggettati alla disciplina di

quell’esatto tipo societario)

Infine , la più controversa, l’efficacia costitutiva che farebbe coincidere

il momento i iscrizione nel RDI con il momento di genesi dell’attività

produttiva e quindi di nascita dell’impresa come centro autonomo di

imputazione.

La società descritta dal testo è una società in nome collettivo irregolare

(e non di fatto) e differisce da quella regolare proprio poiché non è stato

adempiuto l’obbligo di iscrizione nel RDI dell’atto costitutivo. Ad essa

farà capo la normale disciplina della S.N.C. ma con appositi

accorgimenti (es. beneficio di escussione più circoscritto)

3) Per quanto l’attività di riciclaggio possa essere connotata dai 3 requisiti

che caratterizzano l’attività d’impresa ex ART. 2082 c.c., essa, essendo

illecita, non sarà mai considerabile come tale. E’ altresì vero che

un’attività di riciclaggio del denaro presuppone l’esistenza di una

attività lecita e palese attraverso cui, appunto, ripulire il contante.

Pertanto Drugo e Lebowski svolgono due tipi di attività: una lecita e una

illecita. La prima sarà assoggettata allo statuto dell’imprenditore e in

particolare all’istituto della crisi d’impresa; la seconda sarà

assoggettata invece al diritto penale ma non sarà considerata

un’impresa e pertanto non sarà fallibile.

Università Cattolica del Sacro Cuore

Facoltà di Economia

Diritto Commerciale – Proff. Cetra – Munari – Regoli – Vanoni

Appello d’esame del 12 giugno 2012

Tempo a disposizione: 2h

Nadal è un commerciante di tessuti che con i due figli importa e vende in Italia

sete indiane.

Nadal sta valutando di acquistare l’azienda di un concorrente per poter

subentrare in alcuni contratti con fornitori di seta indiani; ma prima di

procedere all’operazione vuole essere sicuro di poter acquisire quei contratti.

7

Federer e Ferrero sono soci di una Srl con un consiglio di amministrazione

composto da tre amministratori; Ferrero è l’amministratore delegato. La Srl

deve affittare dei nuovi uffici e Ferrero propone la locazione di un immobile che

appartiene a sua moglie. Il contratto di locazione viene stipulato a condizioni di

mercato. *****

1) Chiarire se Nadal è un imprenditore o un piccolo imprenditore illustrando

le differenze tra tali nozioni. A seconda della conclusione raggiunta

spiegare se Nadal è soggetto alla disciplina delle pubblicità legale e se

può fallire.

2) Illustrare la disciplina sulla successione nei contratti in caso di

trasferimento dell’azienda chiarendo se Nadal può essere certo che in

caso di acquisto dell’azienda del concorrente i fornitori di seta resteranno

vincolati nei confronti di Nadal dal loro originario contratto.

3) Spiegare se l’amministratore delegato Ferrero sia soggetto a qualche

obbligo nel proporre la locazione di un immobile della moglie e se esiste

nel caso specifico qualche rimedio contro l’iniziativa di Ferrero. Precisare

altresì se la risposta fornita sarebbe stata diversa se la società di Federer

e Ferrero fosse stata una società per azioni.

1) Tanto per cominciare Nadal è qualificabile come imprenditore se esso è il

referente soggettivo della disciplina dell’impresa e quindi dello statuto

dell’imprenditore; egli agisce in suo nome e per il proprio interesse quindi

sarebbe senz’altro pacifico attribuirgli la nomea di imprenditore. Bisogna

però prima appurare se l’attività che egli pone in essere è effettivamente

qualificabile come impresa, ovvero, se essa è un‘attività produttiva

caratterizzata dai 3 requisiti stabiliti dall’ART. 2082 c.c.:

professionalità,organizzazione ed economicità.

L’attività in questione (un’insieme di atti eterogenei che però rilevano nel

loro complesso perché orientati ad un unico scopo) è senz’altro

produttiva, in quanto mira a produrre una ricchezza prima inesistente.

Senza sforzo di fantasia se ne deduce che essa sia anche economica, e

cioè con prezzi fissati ex ante in modo da coprire quantomeno i costi di

produzione, e “professionale” siccome un’attività del genere postula una

fitta rete di conoscenze acquisibile solamente con un ‘attività costante,

sistematica e reiterata nel tempo. Il fulcro della questione,però, riguarda

il requisito dell’organizzazione; infatti ,dalla lettura del testo, parrebbe

che Nadal,pur probabilmente utilizzando altro capitale adibito al trasporto

delle sete, usi prevalentemente il lavoro di sé stesso e dei propri figli per

condurre l’attività d’impresa. Tale è ,il requisito sul piano qualitativo,

8

perché un’impresa possa qualificarsi come “piccola”(ART. 2083 c.c.).

Nello specifico, si richiede che il lavoro del titolare e dei suoi famigliari

(Nadal e figli) sia imprescindibile,centrale e essenziale per lo svolgimento

dell’attività produttiva. Se ciò è realizzato Nadal è qualificabile come

piccolo imprenditore e ,in particolare,è assimilabile alla figura codicistica

del piccolo commerciante. Egli quindi non sarà assoggettato alla

pubblicità legale con efficacia dichiarativa e sarà tenuto semplicemente

all’iscrizione dell’impresa nella sezione speciale del registro delle

imprese,con efficacia notiziale. Meno agevole è la questione con

riferimento all’assoggettamento della crisi d’impresa. In tali casi ,infatti,

viste le gravi conseguenze derivanti dall’apertura di una procedura

concorsuale, si preferisce stabilire in modo oggettivo se un’impresa

possa essere qualificata come piccola o meno. Il codice predispone quindi

3 parametri: due di carattere patrimoniale e uno di carattere reddituale.

Se l’impresa si attesta al di sotto di tutti tali parametri essa è senz’altro

piccola(presunzione assoluta) e quindi non è fallibile. Se l’impresa supera

anche solo uno di tali parametri essa sarà considerata come grande (pur

ammettendo la prova contraria;presunzione relativa) e pertanto sarà

assoggettabile alle procedure concorsuali. Tali parametri sono:

- Esposizione debitoria al momento dell’apertura delle procedure

concorsuali inferiore a 300 mila euro

- Attivo patrimoniale nei precedenti 3 esercizi non superiore a 300 mila

euro (e ciò per ognuno dei 3 esercizi)

- Utile di esercizio nei precedenti 3 esercizi non superiore a 200 mila

euro (e ciò per ognuno dei 3 esercizi)

2) In ogni caso di cessione d’azienda il codice predispone l’automatico

trasferimento di tutti i contratti del cedente in capo

all’acquirente,precisando però, che tali contratti non debbano essere

personali e che le prestazioni da corrispondere non siano ancora state

effettuate da nessuna delle due parti. Si tratta di una successione nei

contratti ex lege che non richiede quindi la conoscenza del terzo né

tantomeno l’approvazione di alcuna delle parti. Comunque sia ,se ciò è

verificato, Nadal potrà esser certo che in caso di acquisto dell’azienda i

fornitori di seta resteranno vincolati nei suoi confronti dal loro originario

contratto.

N.B. Ovviamente se non diversamente disposto dalle parti in fase di

acquisto/cessione e fermo restando il diritto di recesso del terzo per

giusta causa entro 3 mesi. 9

3) L’amministratore delegato Ferrero deve previamente informare i soci

dell’avvio del procedimento decisionale, vale a dire, del fatto

che egli intenda prendere in locazione l’immobile della moglie. Tale

obbligo risponde a logiche di tutela nei confronti della società; infatti, una

tale situazione, ben si presterebbe a vizi di conflitto di interessi(ex ART.

2475 ter c.c.): l’amministratore potrebbe avere l’interesse di far

sottoscrivere di tutta fretta un contratto di locazione e questo ad

esempio quando l’immobile fosse di qualità inferiore (o prezzo superiore)

rispetto ai parametri medi di mercato. In tal caso la decisione potrà

venire invalidata(tramite richiesta al tribunale) da un organo di controllo,

da un amministratore dissenziente o da qualsiasi socio in contrasto con

tale decisione. Tale procedimento di impugnazione sarebbe stato uguale

in una S.P.A con la differenza che ,in tal caso,la legittimazione dei soci ad

opporsi sarebbe dipesa dalla dimensione della loro partecipazione sociale

e inoltre che ad essi sarebbe stato possibile chiedere una tutela

risarcitoria. 10

ESAME DI

DIRITTO COMMERCIALE

Appello del 16 settembre 2013

1 ora e 30 minuti

Caio, dotato di un patrimonio insufficiente per l’esercizio di un’attività di

impresa, svolge attività di commercio all’ingrosso di integratori alimentari in

nome proprio ma nell’interesse di Mevio e Tizio, i quali hanno pattuito, tra loro

e con Caio, di: (i) compartecipare alle scelte di gestione dell’impresa di Caio,

che verranno assunte di comune accordo; (ii) fornire a Caio le risorse

finanziarie per lo svolgimento della suddetta attività di impresa e (iii) dividersi

in parti uguali gli utili eventualmente derivanti da tale attività. Caio, Mevio e

Tizio iniziano ad eseguire il suddetto patto, con l’intesa tuttavia di tenerlo

segreto e di non esteriorizzarlo a terzi.

Sempronio decide di costituire una società in nome collettivo con Filano per

svolgere una attività commerciale ma l’atto costitutivo della s.n.c. non viene

iscritto nel registro delle imprese. Sempronio e Filano pattuiscono che: (i) per le

perdite della società Sempronio risponderà per il 30%, mentre Filano risponderà

per il 70%; (ii) al fine di garantire un ingente finanziamento concesso dalla

banca Delta alla s.n.c., Sempronio rilascerà alla banca Delta una fideiussione.

Trascorsi alcuni anni dalla costituzione della s.n.c., Sempronio riceve dai

creditori della s.n.c. (tra i quali la banca Delta) la richiesta di pagamento dei

crediti da essi vantati verso la società.

Risolti i problemi con i creditori sociali, la s.n.c. viene trasformata in una s.r.l. di

cui Sempronio viene nominato amministratore unico. Sempronio stipula, in

nome della società, una serie di contratti di consulenza con una società di

consulenza di cui sua moglie è socio unico.

***

4) A chi è imputabile l’attività di impresa svolta in nome di Caio? Chi

risponde dei debiti derivanti dallo svolgimento di tale attività di impresa

al di fuori dell’ipotesi di fallimento? Nel caso in cui l’impresa di Caio sia

insolvente, nei confronti di quali soggetti può essere dichiarato il

fallimento?

5) In che misura Sempronio e Filano risponderanno per i debiti della s.n.c. e

che efficacia avrà nei confronti dei creditori sociali il patto di ripartizione

delle perdite concluso tra i due soci? Potrà Sempronio opporre ai creditori

sociali (inclusa la banca Delta) il beneficio di escussione?

6) Quali strumenti ha Filano, in quanto socio di s.r.l., per controllare

l’operato dell’amministratore Sempronio e per reagire di fronte ad

11

eventuali inadempimenti e/o atti illeciti posti in essere da Sempronio

nell’esercizio del suo incarico di amministratore?

1) In capo a Caio non ricorrono entrambi i presupposti necessari e

sufficienti perché si possa pacificamente attribuirgli la qualifica di

imprenditore, ovvero di referente soggettivo della disciplina d’impresa. In

particolare, ricorre sicuramente l’elemento formale della spendita del

nome ma non ricorre in modo completo l’elemento sostanziale

dell’interesse perseguito; infatti Caio svolge l’attività in suo nome ma

solo parzialmente per i propri interessi, dividendo utili e scelte gestorie

con altri due soggetti. Ora, fino a che l’impresa riesce a far fronte alle

proprie obbligazioni, il criterio di imputazione dei normali atti giuridici

,ovvero quello della spendita del nome, si lascia preferire. Sarà quindi

Caio a rispondere dei debiti derivanti dallo svolgimento dell’attività

produttiva. Infatti in tal caso si ha il pregio della semplicità d’utilizzo e

dell’efficacia di applicazione visto che i creditori dell’impresa vedranno

senz’altro soddisfatte le proprie richieste e poco importa se ciò dipenda

anche dal capitale apportato da Mevio e Tizio.

Altro discorso è da fare invece in caso l’impresa sia insolvente. In tal

caso i creditori non solo non vedranno soddisfatti i propri debiti ma non

potranno nemmeno rifarsi sul patrimonio di Caio, insufficiente per

l’attività d’impresa. Ecco che allora,in tale circostanza, possa essere

dimostrato come tra i soggetti in questione intercorra un rapporto di

società occulta. Infatti i soggetti in questione si comportano in tutto e

per tutto come fossero soci compartecipando alle scelte di gestione,

dividendo il rischio ecc. Inoltre la società occulta è costituita con

l'espressa e concorde volontà dei soci di non rivelarne l'esistenza

all'esterno e ciò basta perché essa non possa qualificarsi come semplice

”società di fatto”. Bisogna quindi far sì che anche gli altri soggetti siano

considerati fallibili e ciò è possibile muovendo dall’ART.147 l.fall. in

particolare del più recente comma 5. Secondo tale norma se dopo

l’attivazione delle procedure concorsuali emerge che l’imprenditore

dichiarato insolvente sia in realtà legato ad altri soggetti, gli effetti del

fallimento si estendono anche a questi ultimi. Dalla lettura del testo, si

evince che Mevio e Tizio hanno messo sicuramente in atto il tipo di

comportamento descritto dalla norma e quindi saranno fallibili.

N.B. Spetterà ai creditori l’onere probatorio;sono considerati indici

1

probatori di una società occulta: sistematico finanziamento di un

imprenditore individuale, la partecipazione a trattative di affari con i

fornitori, il compimento o la compartecipazione agli atti di gestione ecc…

N.B. Se il giudice si convince fortemente che dietro un imprenditore

2

individuale, insolvente o già fallito, ci sia una società e si rende però

altresì conto che gli indici probatori sono fragili, può decretare comunque

12

l’esistenza di una c.d. “società apparente”. (con le medesime

conclusione in fatto di società occulta)

2) La S.N.C. costituita da Sempronio e Filano è una società irregolare poiché

malgrado l’atto costitutivo sia stato redatto esso non è poi stato iscritto

nel RDI. Si applicheranno quindi le norme che disciplinano la società

semplice con particolari accorgimenti. Ciò significa che che Sempronio e

Filano risponderanno solidalmente e illimitatamente col proprio

patrimonio nei confronti dei creditori sociali. In tal caso però essi non

possono giovare dell'eventuale pattuizione dell'esenzione di

responsabilità ,ben possibile nell'ambito della società semplice. Il patto

in questione è comunque lecito poiché non si tratta del c.d. patto leonino

ma è una semplice suddivisione asimmetrica delle perdite e quindi del

rischio, ma non della responsabilità. E’ altresì vero che tale suddivisione

non è opponibile ai terzi poiché l’atto costitutivo non è stato iscritto nel

RDI e con esso tale limite.

Sempronio potrà avvalersi del beneficio di escussione preventiva seppur

più circoscritto di quello concesso ai soci di una S.N.C. regolare;

allorquando i creditori sociali aggredissero il suo patrimonio personale

esso potrà sottrarsi a tale azione indicando dei beni societari di agevole

liquidazione su cui gli stessi potranno rifarsi. Tale beneficio,nei confronti

di Delta, potrà essere fatto valere solamente se espressamente previsto

nel contratto di fideiussione e non opererà ,quindi, in via automatica.

3) Un socio non amministratore in una S.R.L. ha poteri di controllo,che

si sostanziano in:

-diritto di informazione (avere dagli amministratori notizia circa lo

svolgimento degli affari sociali)

-diritto di ispezione (consultare i documenti relativi

all’amministrazione)

-diritto di rendiconto (ottenere il rendiconto quando gli affari sono

conclusi)

-il socio può farsi affiancare in tali operazioni da un professionista di

fiducia

Ogni socio in una s.r.l. ,a prescindere dalla dimensione della sua

partecipazione ed inderogabilmente, ha poi il diritto di proporre

un’azione di responsabilità. Quindi,se un socio crede che un

amministratore non stia agendo per il bene della società, o che non

abbia prestato la diligenza e prudenza che da egli ci si poteva

aspettare, potrà chiedere un provvedimento nei suoi confronti. Tale

azione è promossa nell’interesse della società quindi è nel patrimonio

di questa che confluiranno eventuali somme di denaro.

13

Università Cattolica del Sacro Cuore

Facoltà di Economia

Diritto Commerciale – Proff. Regoli – Vanoni - Cetra

Appello d’esame del 17 luglio 2012

Tempo a disposizione: 1 h. e 30 min.

Otto imprenditori che hanno la loro sede in Brianza e fabbricano mobili

stipulano un contratto, con cui formano un consorzio per acquistare suo tramite

il legname necessario alla loro produzione, così da contenere i costi.

Dopo circa due anni, uno dei consorziati, la Beta s.n.c., non riesce più a fare

fronte alle sue obbligazioni e, su istanza di una banca sua creditrice per un

mutuo erogatole tre anni prima, è dichiarata fallita dal Tribunale di Monza.

Sei mesi prima della dichiarazione di fallimento, la Sig.ra Rossi ha acquistato

da un socio di Beta s.n.c., il Sig. Verdi, la sua quota di partecipazione nella

società, cosicché, vendendo, il Sig. Verdi ha cessato di essere socio.

Nel corso della procedura fallimentare, il curatore fallimentare nominato dal

giudice si accorge che il contratto di mutuo stipulato con la banca era stato

firmato per Beta s.n.c. dal suo socio Sig. Bianchi, mentre l’atto costitutivo,

all’epoca della stipulazione del contratto, attribuiva il potere di rappresentanza

solo ai soci-amministratori Sigg. Verdi e Gialli.

14

Spieghi il candidato, con adeguata motivazione:

1. quali sono le caratteristiche essenziali del tipo di contratto di consorzio

costituito tra i predetti imprenditori e chi risponde dell’obbligo di pagare il

legname acquistato dal consorzio, anche tenendo conto dell’insolvenza di

Beta s.n.c.;

2. quali sono le conseguenze giuridiche del fallimento di Beta s.n.c. per i

suoi soci e chi le subisce tra la Sig.ra Rossi e il Sig.Verdi;

3. quali sono le conseguenze giuridiche del fatto che il contratto di mutuo

tra la banca e Beta sia stato firmato dal Sig. Bianchi in carenza di potere

di rappresentanza e, in particolare, quali sono gli effetti per il contratto, la

posizione di Beta e della banca ed eventuali responsabilità del Sig.

Bianchi;

4. supponete che Beta, invece che una s.n.c., fosse una srl unipersonale:

quali sarebbero le conseguenze giuridiche del suo fallimento per l’unico

socio.

1) Il consorzio è un contratto tra più imprenditori con il quale essi

istituiscono un’organizzazione comune per la disciplina e lo svolgimento

di determinate fasi delle rispettive imprese. Questo per ottenere un

vantaggio di tipo mutualistico consortile. Tale contratto deve essere

stipulato per iscritto a pena di nullità deve necessariamente indicare i

conferimenti dei consorziati e i loro obblighi. L’organizzazione comune si

traduce ,se non diversamente disposto, nell’articolazione di un organo

deliberativo e di uno esecutivo. Il primo,composto da tutti i consorziati,

prende decisioni tramite il metodo collegiale con maggioranza calcolata

per teste. Le modificazioni del contratto consortile richiederanno invece

l’unanimità. L’organo esecutivo è altresì composto solamente dai soggetti

appositamente predisposti dai consorziati ed ha poteri amministrativi e di

controllo, oltre che un embrionale potere di rappresentanza. Il consorzio

in esame è un consorzio con attività esterna ed quindi dotato di

soggettività giuridica,di autonomia patrimoniale ed è obbligato alla

registrazione nel RDI; inoltre viene disposta una specifica disciplina.

Per quanto riguarda l’obbligo di pagare il legname, esso fa capo

direttamente al consorzio purchè i rappresentanti spendano il nome dello

stesso in fase di stipulazione del contratto. Per l’obbligazione quindi

risponderà esclusivamente il consorzio con il fondo consortile. In caso di

insolvenza di un singolo consorziato il debito di quest’ultimo andrà

ripartito (solo nei rapporti interni) tra tutti gli altri consorziati (pro quota

conferimenti)

PER LA PRIMA PARTE VEDI DOMANDA n°1 APPELLO DEL 26

2) GENNAIO 2016 (PAG.3)

Nel caso in esame risponderà senz’altro solidalmente e illimitatamente

col proprio patrimonio la Sig.ra Rossi, in quanto socio a tutti gli effetti.

Inoltre, il codice predispone che anche il Sig. Verdi responsabile come

15

tutti gli altri soci, per il fallimento. Ciò sempre che ,come in questo caso,

il fallimento della società dipenda da un’obbligazione sorta prima della

vendita della partecipazione.

3) Il contratto di mutuo è stato concluso dal Sig. Bianchi in carenza del

potere di rappresentanza; si prospettano due possibile scenari:

A) L’atto costitutivo, regolarmente iscritto nel RDI, elencava i soci dotati

di potere di rappresentanza e le eventuali procure. In tal caso il limite

sarà opponibile ai terzi e il contratto sarà inefficace.

B) L’atto costitutivo pur elencando i soci dotati di poteri di

rappresentanza e le eventuali procure non era stato iscritto

regolarmente nel RDI. In tal caso il contratto sarà efficace e saranno

responsabili per esso il Sig. Bianchi e ,se si tratta di un contratto

pertinente l’attività d’impresa, solidalmente, anche Beta S.N.C.

Dalla lettura del testo si prospetta l’applicazione del caso A.

4) Se Beta fosse una S.R.L. unipersonale , e se il socio avesse rispettato

tutte le formalità e gli obblighi imposti da tale sottotipo societario (es.

immediato versamento di tutto il capitale sociale, dichiarazione

all’iscrizione di tutte le generalità del socio ecc), allora, per le

obbligazioni sociali, risponderà solamente la società con il proprio

patrimonio e il socio non potrà essere dichiarato fallito.

Università Cattolica

Esame di Diritto Commerciale

1 ora e 30 minuti

Milano 11 settembre 2015

Datome, Gallinari e Belinelli stipulano un accordo scritto in base al quale

Datome svolgerà esclusivamente in nome proprio l’attività di impresa

consistente nella produzione e distribuzione di bauli ed articoli da viaggio,

mentre Gallinari e Belinelli forniranno a Datome i mezzi finanziari necessari per

svolgere la suddetta attività imprenditoriale, dirigeranno di fatto l’attività di

impresa e parteciperanno ai guadagni della stessa. Datome inizia allora a

16

svolgere, in nome proprio, in esecuzione di quanto pattuito con Gallinari e

Belinelli, l’attività di produzione e distribuzione, principalmente in Toscana, di

“Il Giramondo”,

una linea di bauli con marchio senza peraltro procedere alla

registrazione del marchio.

Dopo alcuni anni, alla luce del successo dell’iniziativa imprenditoriale fino a

quel momento svolta da Datome in nome proprio, Gallinari, Belinelli e lo stesso

Datome decidono di costituire allo scopo una S.r.l.. Al termine del secondo

esercizio dalla costituzione, la situazione patrimoniale risultante dal bilancio

della società è la seguente: il valore delle attività è pari a euro 400.000, il

valore delle passività è pari a euro 260.000 e l’entità del capitale sociale è pari

a euro 160.000.

Il candidato risponda alle domande con adeguata motivazione.

1) Quale rapporto intercorre tra Datome, Gallinari e Belinelli prima della

costituzione della società di capitali? Quali soggetti rispondono per i debiti

contratti nell’esercizio dell’attività di impresa svolta in nome di Datome?

Qualora l’imprenditore Datome venisse dichiarato fallito, potrebbero essere

dichiarati falliti anche Gallinari e Belinelli? “Il

2) Quale tutela spetta a Datome, in qualità di titolare del marchio

Giramondo”, considerato che il marchio non è mai stato registrato? La risposta

al precedente quesito cambierebbe se il marchio non registrato avesse

notorietà nazionale anziché locale ovvero se il marchio fosse registrato?

3) In cosa consistono la funzione vincolistica e la funzione organizzativa del

capitale sociale? Alla luce della situazione patrimoniale risultante dal bilancio,

la società può distribuire utili ai soci?

1) VEDI DOMANDA n°1 APPELLO DEL 16 SETTEMBRE 2013 (PAG.10)

2) Il marchio non registrato è tutelato anzitutto dalla disciplina della

concorrenza sleale; si applicano poi l’ART.2571 c.c. e alcune norme del

codice della proprietà industriale. Comunque sia,se il marchio è noto solo

localmente,Datome potrà continuare utilizzare lo stesso, anche in seguito

alla registrazione di tale marchio da parte di un terzo, ma solo nei limiti

dell’utilizzo che ne faceva fin al momento dell’altrui registrazione. Altresì

non potrà impedire o limitare l’utilizzo che gli altri soggetti fanno di quel

marchio. Se poi il segno distintivo in questione possedesse una rilevante

notorietà,per esempio a livello nazionale, Datome potrebbe impedire la

registrazione del marchio da parte di terzi. La diffusione ultraregionale del

marchio farebbe infatti venir meno il requisito della novità. In entrambi i

casi, è comunque il preutente che deve preoccuparsi di fornire le prove

atte a dimostrare che la diffusione del marchio è precedente alla richiesta

di registrazione dello stesso da parte di altri soggetti.

3) Il capitale sociale è una posta contabile che identifica il valore dei

conferimenti apportati dai soci al momento della costituzione e che

,pertanto, viene indicato nell’atto costitutivo. E’ un concetto astratto ed un

valore storico. I soci destinano irreversibilmente i conferimenti (e per certi

17

versi il loro valore) all’attività sociale d’impresa che verrà posto in atto

proprio grazie a tali conferimenti. Il capitale sociale ha quindi una funzione

produttiva.

Inoltre esso è un vincolo alla distribuzione degli utili; i soci non possono

prelevare le somme del patrimonio se non quelle eccedenti il valore del

capitale sociale; vale a dire,la cifra del capitale sociale indica la frazione del

patrimonio netto non distribuibile fra i soci e perciò è assoggettata ad un

vincolo di stabile destinazione fra i soci.In ciò consiste la funzione

vincolistica del capitale sociale.La funzione organizzativa del capitale

sociale è invece legata al fatto che esso è quel valore che permette di

accertare e determinare gli utili e le perdite(non fittizi). Vi sarà un utile solo

quando il valore dell’attivo supera il valore delle passività aumentate del

capitale sociale. Nelle società di capitali, inoltre, il capitale sociale ha un

più elevato ruolo organizzativo perché funge da base di misurazione di

alcune situazioni soggettive dei soci, quali il diritto di voto, il diritto agli utili

e alla liquidazione.

Università Cattolica del Sacro Cuore

Facoltà di Economia

18

Diritto Commerciale

Appello del 28 gennaio 2014

1 ora e 30 minuti

Alfa S.a.s. di Caio è una società regolarmente iscritta al Registro delle Imprese,

composta dall’unico socio accomandatario Caio e dai due soci accomandanti

Mevia e Sempronio. Essa opera nel settore degli impianti audiovisivi.

Dopo alcuni anni, Caio decide di trasferirsi all’estero e, pertanto, comunica ai

soci accomandanti la volontà di recedere dalla società.

Una volta avvenuta la fuoriuscita di Caio dalla compagine sociale, intende

subentrare in qualità di socio accomandatario Tizio, ingegnere esperto del

settore, che ha manifestato la volontà di conferire la propria opera in Alfa.

Ciò premesso, si risponda, con adeguata motivazione, alle seguenti

domande:

1. Che tipo di pubblicità legale integra l’iscrizione di Alfa S.a.s. nel Registro

delle Imprese? Quali altri tipi di pubblicità legale sono previsti nel diritto

dell’impresa?

2. Una volta perfezionatosi il recesso di Caio, durante il periodo di assenza

della figura dell’accomandatario, quali iniziative provvisorie possono essere

assunte in merito alla gestione di Alfa S.a.s.? Quali ulteriori iniziative devono

assumere gli accomandanti Mevia e Sempronio al fine di evitare lo

scioglimento della società?

3. E’ possibile il conferimento d’opera in una società di persone? Quali ulteriori

elementi sono suscettibili di conferimento?

4. Qualora Alfa fosse stata una s.r.l., quali elementi sarebbero stati suscettibili

di conferimento?

1) L’iscrizione di una S.a.s. nella sezione ordinaria del registro delle imprese

integra una pubblicità con efficacia dichiarativa (pubblicità dichiarativa);

essa ha la funzione di rendere opponibili ai terzi tutte e sole quelle

informazioni rese pubbliche. Nel diritto dell’impresa inoltre sono previsti

altri 3 tipi di pubblicità: notiziale(A),normativa(B) e costituitiva(C):

A) I fatti oggetto di pubblicità servono solo ad assicurare la loro

conoscibilità ai terzi ma non saranno opponibili agli stessi

B) La pubblicità è condizione necessaria perché si applichi un regime

giuridico anziché un altro

C) Senza l’osservanza della forma di pubblicità richiesta dalla legge, l’atto

non produce effetti

2) Temporaneamente , andrà nominato un amministratore provvisorio

(accomandante o estraneo) dotato di poteri di ordinaria gestione e di

19

rappresentanza ma che non assumerà la qualifica di socio

accomandatario. Se questa situazione si presentasse in modo continuo

per più di 6 mesi, si verificherebbe una causa di scioglimento. Pertanto

Mevia e Sempronio dovranno adoperarsi per ricostituire la completa

dualità delle categorie dei soci.

3) Il conferimento d’opera in una società di persone non solo è possibile ma

trova la sua più ampia e libera applicazione. I soci potranno valutare come

meglio credono l’opera apportato dal socio e questi non dovrà predisporre

nessuna garanzia esterna. Inoltre non sarà obbligatoria la capitalizzazione

di tale conferimento.

Sono conferibili poi tutti i beni e i servizi utili per la società e suscettibili di

valutazione economica , purché essa avvenga tramite parametri quanto

più oggettivi possibili e purché sia in grado di rispecchiare in maniera

fedele l’effettivo valore del conferimento. Sono quindi conferibili beni

materiali di qualunque tipo, denaro, obbligazioni di fare/non

fare/dare,know how,crediti,terreni ecc.

4) Se Alfa fosse stata una S.R.L. sarebbero stati conferibili tutti i beni e i

servizi (elementi dell’attivo) suscettibili di valutazione economica; il

legislatore prevede però una disciplina più rigida:

-in caso di conferimenti in denaro, il socio ,già alla sottoscrizione, deve

versare almeno il 25% del capitale sottoscritto agli amministratori (oppure

può decidere di stipulare una polizza assicurativa o fideiussione bancaria

di pari importo)

-in caso di conferimenti in natura o crediti è richiesta una relazione

giurata di un revisore legale o di una società di revisione legale. Inoltre le

partecipazioni corrispondenti a tali conferimenti dovranno essere

integralmente liberate al momento della sottoscrizione.

-per i conferimenti d’opera o servizi, il socio conferente deve stipulare una

polizza assicurativa o fideiussione bancaria che garantisca per intero gli

obblighi assunti. Non è richiesta la stima di un perito sebbene sia

senz’altro preferibile. 20

Università Cattolica del Sacro Cuore

Facoltà di Economia

Diritto Commerciale - Prof. Regoli – Munari – Bazzani – Cetra

Appello d’esame del 20 gennaio 2015

Tempo a disposizione: 1:30 h

Arance e Limoni S.a.s. è una società regolarmente iscritta al Registro delle

Imprese, che svolge attività di coltivazione di agrumi in Sicilia, che vengono

commercializzati sul territorio nazionale. I soci di Arance e Limoni sono Tizio,

accomandatario, e Caio e Sempronio, accomandanti.

Dopo alcuni anni di attività, la società decide di espandersi dal punto di vista

commerciale, rafforzando la propria presenza sul mercato estero, e a tal fine

decide di contrarre un finanziamento con un istituto bancario. Al momento di

perfezionare il contratto, il socio accomandatario Tizio si trova all’estero; Caio,

tuttavia, decide ugualmente di sottoscrivere il contratto di finanziamento in

nome e per conto della società al posto di Tizio, senza essere munito di alcuna

idonea autorizzazione.

Alcuni mesi dopo, Sempronio, insoddisfatto degli scarsi risultati economici di

Arance e Limoni, decide di uscire dalla compagine sociale e dar vita a una

nuova iniziativa imprenditoriale, destinata a operare nel medesimo settore di

Arance e Limoni e in diretta concorrenza con la stessa. Al fine di favorire lo

sviluppo della nuova attività, Sempronio comincia a contattare

sistematicamente i clienti di Arance e Limoni, che lo stesso aveva conosciuto

mentre era socio di tale società, e offre loro l’acquisto sottocosto di ingenti

quantitativi di agrumi.

Ciò premesso, si risponda, con adeguata motivazione, alle seguenti

domande:

1. Che tipo di attività imprenditoriale svolge Arance e Limoni S.a.s.? Oltre

all’attività di coltivazione, quali altre attività potrebbe svolgere tale tipo di

imprenditore?

2. Quali conseguenze, in termini di responsabilità patrimoniale, derivano in

capo all’accomandante Caio a seguito della sottoscrizione del contratto di

finanziamento in nome e per conto della società Arance e Limoni S.a.s.?

Quali accortezze avrebbero dovuto adottare i soci al fine di evitare tali

conseguenze? 21

3. Se la società Arance e Limoni, al posto che una S.a.s., fosse una S.r.l., quali

conseguenze comporterebbe la sottoscrizione del contratto di finanziamento

da parte di un amministratore non munito dei necessari poteri?

4. Quale fattispecie illecita integra la condotta di Sempronio? Di quali rimedi

può valersi Arance e Limoni S.a.s.?

1) Arance e Limoni S.a.s svolge un’attività di coltivazione del fondo, e

quindi, è un’impresa agricola ex ART.2135. Un’impresa agricola può

svolgere infatti attività quali: coltivazione del fondo,

selvicoltura,allevamento di animali o attività connesse. Si suole

qualificare le prime 3 categorie come “attività agricole essenziali” e

l’ultima come “attività agricole per connessione”. Le prime sono tutte

quelle attività che si sostanziano nella cura e nello sviluppo di un ciclo

biologico e che usano o possono usare il fondo. Sono invece “connesse”

tutte le attività esercitate dal medesimo imprenditore agricolo dirette alla

manipolazione, trasformazione, commercializzazione, valorizzazione e

che hanno ad oggetto prodotti ottenuti prevalentemente da attività

agricola essenziale propria e non acquisiti sul mercato. Si ricomprendono

in tale categoria anche l’offerta di beni e servizi creati prevalentemente

tramite l’attrezzatura e gli impianti utilizzati per l’attività

agricola(essenzialmente, agriturismo).

2) Su Caio in quanto accomandante, grava un divieto di immistione; esso

non può partecipare alle scelte di gestione e non è munito di potere di

rappresentanza. Avendo sottoscritto ugualmente un contratto esso:

- sarà illimitatamente e solidalmente responsabile per le obbligazioni

sociali

- sarà escludibile dalla società

- verrà considerato come falsus procurator e quindi si applicherà la

relativa disciplina (ART.1398 c.c.)

Dal terzo punto se ne ricava che la società non sarà obbligata ad alcun

adempimento; inoltre, potrà chiedere il risarcimento dei danni subiti

all’accomandante. Per evitare tali conseguenze il socio

accomandatario(Tizio) avrebbe dovuto investire il socio accomandante

(Caio) di una procura speciale munendolo così del potere di

rappresentanza per uno specifico affare.

3) L’ART 2475-bis dispone che in caso un amministratore senza potere di

rappresentanza stipuli un contratto, le limitazioni al suo potere non

saranno opponibili ai terzi, neanche se esse sono iscritte nell’atto

costitutivo e questo è pubblicato nel RDI; ciò a meno che non si provi il

dolo dell’amministratore. La società sarà quindi impegnata per tale

contratto ma potrà chiedere il risarcimento al proprio amministratore.

4) Innanzitutto Sempronio potrà vendere la propria quota di partecipazione

nella società solo se così approvato da tanti soci quanti rappresentano la

22

maggioranza del capitale sociale(se non diversamente disposto dall’AC).

Detto ciò,tale condotta integra una fattispecie contraria ai principi di

correttezza professionale e cioè un’attività di “dumping”; ovvero,

un’operazione malevola finalizzata ad immettere sul mercato prodotti

molto sotto costo sottraendo così clienti ad altre imprese e danneggiando

l’altrui azienda. Arance e Limoni S.a.s potrà chiedere un’azione inibitoria

al tribunale, nonché un azione di risarcimento per danni. Inoltre potrà

chiedere la pubblicazione della sentenza.

Università Cattolica del Sacro Cuore

Facoltà di Economia

Diritto commerciale – Appello del 3 luglio 2012

Tempo a disposizione: 1 h e 30 min.

Il comune di Vattelapesca gestisce un servizio di asilo nido e di scuola

dell’infanzia, al quale ha destinato un immobile e due dipendenti con qualifica

di insegnanti specializzati per questo tipo di istruzione. I costi mensili per la

produzione del servizio ammontano a 300 euro per bambino mentre la retta

mensile è fissata in 400 euro per bambino. Il servizio ha una capacità

produttiva complessiva pari a 50 bambini per anno che tuttavia non riesce a

soddisfare la domanda che si attesta attorno i 70-80 bambini per anno.

Sicché, il comune decide di costituire una società a responsabilità limitata con

un socio privato, il sig. Mevio, per la gestione di un analogo servizio. A tal fine,

il comune conferisce un immobile da adibire a sede della scuola, che viene

valutato 100.000 euro; il privato conferisce contanti per 200.000 euro. L’atto

costitutivo della società stabilisce tra l’altro che:

a) Tizio è amministratore unico, il quale deve farsi autorizzare dai soci per la

stipula di contratti di importo superiore a 100.000 euro;

b) Caio è direttore generale, il quale deve farsi autorizzare da Tizio per la

stipula di contratti di importo superiore a 50.000 euro;

c) Sempronio è direttore del personale, il quale deve farsi autorizzare da

Caio per la stipula di contratti di lavoro di durata superiore all’anno

scolastico.

Ciò premesso, si risponda, con adeguata motivazione, alle seguenti

domande: 23

1. La gestione del servizio descritta nel testo è un’impresa? nel caso di

risposta affermativa, che forma giuridica può rivestire? e quali sono le

conseguenze sulla disciplina applicabile a seconda della forma giuridica

prescelta?

2. Qual è la disciplina dei conferimenti operati dal comune e dal sig. Mevio

per la costituzione della S.r.l.?

3. Cosa succede nel caso in cui Tizio stipuli un contratto superiore a

100.000 euro senza l’autorizzazione dei soci? qual è la qualifica giuridica

di Caio e Sempronio? cosa succede se i descritti limiti ai loro poteri

vengono violati?

1) Perché un’attività possa qualificarsi come impresa dev’essere

“produttiva” e deve essere connotata dai 3 requisiti ex ART. 2082 c.c. :

professionalità,organizzazione ed economicità. L’attività descritta nel

testo è senz’altro produttiva visto che mira a creare un’utilità ed una

ricchezza altresì inesistente; è inoltre economica poiché il prezzo del

servizio è fissato ex ante in modo da coprire quantomeno tutti i costi di

produzione.(e anzi vi è un margine di profitto) Essa è poi caratterizzata

da un mix di capitale (fisico e immateriale -> immobili e lavoro altrui) che

fanno sì che anche il requisito dell’organizzazione sia rispettato.

Infine,senza sforzo di fantasia, un’attività di istruzione è senz’altro svolta

in maniera continua e stabile nel tempo e cioè è professionale. Quindi, il

sevizio di asilo nido è un’impresa a tutti gli effetti. Esso è un servizio con

utilità pubblica con annessi obiettivi di lucro, fornito da un ente locale,

ovvero, è un ente pubblico non economico. Tale impresa non può essere

gestita direttamente dall’ente pubblico ma dev’essere necessariamente

gestita da una società in house. Tale impresa non sarà fallibile ma,per

tutta la restante parte di disciplina, sarà passibile di applicazione della

normale normativa dell’impresa (statuto dell’imprenditore).

2) VEDI DOMANDA n°4 APPELLO 28 GENNAIO 2014 (PAG.17)

3) I poteri di Tizio sono limitati da una procura ed egli dovrà previamente

chiedere l’autorizzazione ai soci per porre in essere contratti di importo

superiore a 100 mila euro. In caso contrario, l’ART. 2475-bis c.c. dispone

che qualsiasi limitazione al potere di un amministratore,pur se iscritta

nell’AC e pur se esso è regolarmente pubblicato nel RDI, non è opponibile

ai terzi. Ciò significa che la società rimarrà obbligata per il contratto

posto in essere (a meno che non si provi il dolo di Tizio) ma potrà

chiedere il risarcimento dei danni subiti all’amministratore in questione.

Giuridicamente Caio è un institore mentre Sempronio è un procuratore. Il

primo è una figura posta al vertice dell’organigramma aziendale. Esso è

infatti preposto all’impresa o ad una parte di essa ed è una sorta di alter

ego dell’imprenditore. E’ dotato dei più ampi poteri di gestione e

rappresentanza pur non potendo spingersi al di là di certi limiti (es.

alienare l’azienda) Agli institori sono forniti inoltre i poteri processuali. In

24

caso di mancata spendita del nome il limite sarà opponibile ai terzi solo

se iscritto nel RDI. Inoltre se i contratti risultano pertinenti l’attività

d’impresa, la società sarà responsabile in solido per l’adempimento.

Il procuratore è invece una figura posta a un livello intermedio

dell’organigramma d’impresa; egli è un collaboratore che compie atti

pertinenti all’impresa pur senza esservi preposto. E’ dotato di poteri di

rappresentanza e di poteri decisionali limitati al proprio ambito

funzionale/operativo. Non ha invece alcun poter processuale e su di egli

non incombono gli obblighi che attengono all’impresa quali la tenuta

delle scritture contabili, spendita del nome ecc( obblighi che invece

gravano sull’institore Caio) Da ciò ne deriva che in nessun caso potrà

prospettarsi la sua responsabilità in caso di omessa spendita del nome.

Università Cattolica del Sacro Cuore

Facoltà di Economia

Diritto Commerciale – Gr. Pr-Z (Prof. A. Cetra)

Appello del 04 giugno 2014

Tempo a disposizione: 1h e 30 min.

Alfa s.n.c., società produttrice di strumenti ottici di precisione, acquista un

macchinario da Beta S.r.l. Nel contratto di acquisto è stata inserita una clausola

di O&M, con la quale Alfa è obbligata ad acquisire i servizi di manutenzione e di

assistenza direttamente da Beta.

Inoltre Alfa decide di entrare in un consorzio costituito da altri imprenditori

operanti nel medesimo settore produttivo, che tra l’altro impone alle imprese

consorziate di contingentare la produzione a 10.000 pezzi all’anno e di fissare il

prezzo di vendita dei prodotti finiti a 10.000 euro caduno.

Ciò premesso, si risponda, con adeguata motivazione, alle seguenti

domande: 25


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DESCRIZIONE ESERCITAZIONE

La dispensa contiene 20 temi d’esame, dal 2010/2011 al 2016/2017, scelti in modo da coprire tutti gli argomenti possibili. Le risposte sono sviluppate in maniera approfondita ma non prolissa ed il lessico usato è consono. Non rappresenta un documento ufficiale, essendo frutto del lavoro di uno studente.
I professori di riferimento ,al momento in cui scrivo, sono:
Duccio regoli, Antonio Cetra, Silvia Vanoni, Alessandro Munari.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia e gestione aziendale (MILANO)
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher duccio.zava di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto commerciale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt o del prof Cetra Antonio.

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