LEZIONE 2
Che cos’è un’argomentazione?
Un’argomentazione è un ragionamento nello svolgimento di un’inferenza,
che consiste
ovvero l’azione di passare da delle premesse a una conclusione tramite schemi, denominati
“schemi di inferenze”.
Questi ultimi vengono utilizzati dal parlante in modo inconscio, i più comuni sono il “modus
ponens” e il “modus tollens”.
Fino ai tempi di Aristotele si è cercato di distinguere le argomentazioni a seconda della loro
forma, per questo motivo la logica viene denominata “logica formale”
c’è tra un’argomentazione in/valida, s/corretta?
Che differenza
Per valutare un ragionamento è importante distinguere il problema della verità, ovvero il
contenuto dell’inferenza, dalla validità, cioè la forma dell’inferenza.
Un’argomentazione può definirsi come valida o invalida, corretta o scorretta, buona o fallace:
la prima vi è quando la conclusione segue dalle premesse oppure no
la seconda quando le premesse sono vere o no
Che cos’è una fallacia? Illustra almeno due tipi di fallacie formali e due fallacie informali
Una fallacia è un tipo di ragionamento che non è psicologicamente plausibile; esse si dividono
in formali e informali. Le prime violano le regole logiche di inferenza non permettendo
all’argomentazione di essere definita come “buona”. Un esempio di quest’ultima è
l’affermazione del conseguente, cioè da un’affermazione di un effetto si evince l’esistenza di
una causa, questo segue il seguente schema d’inferenza (se P allora Q, Q = P). un secondo
negazione dell’antecedente,
tipo di logica formale è la che si ha quando da una negazione di
una presenza si giunge a negare la conclusione, lo schema di inferenza è (se P allora Q, non
P = Q).
Oltre alle fallacie formali, esistono anche quelle informali, che danneggiano l’argomentazione
siccome vi sono errori di ragionamento che dipendono da una molteplicità di criteri. Questo
tipo di fallacie si dividono in fallacie di rilevanza, semantiche e induttive. Esempi di fallacie
informali sono: la petitio principi, ovvero assumere ciò che si intende dimostrare, o ab
quando si fa appello a un’autorità che non è competente in materia
auctoritate,
LEZIONE 3
Che cos’è la semiotica?
è la disciplina che studia i segni, quest’ultimo viene definito come “qualcosa
La semiotica
che sta per qualcos’altro a qualcuno in qualche modo”. Questa disciplina afferma che tutto è
un segno
Illustra il modello delle funzioni comunicative di Jakobson.
Il modello è costituito da 6 componenti le quali sono presenti tutte insieme, esse sono:
contesto, ovvero la circostanza comunicativa. Esso si divide in contesto fisico, cioè dove si
svolge l’azione, il contesto sociale, cioè l’aspettative reciproche tra interlocutori legati al
ruolo di questi ultimi, e il contesto cognitivo cioè quando lo scambio verbale si inserisce su
un terreno comune di predisposizione condiviso.
l’emittente,
Successivamente si ha colui che codifica e invia un messaggio (uno delle
componenti del modello) , questo è collegato al destinatario cioè colui che decodifica e riceve
un messaggio.
Le ultime due componenti sono il codice, cioè le convenzioni segniche con cui si decodifica
un messaggio e il contatto cioè la connessione fisica
A queste 6 componenti vengono associate 6 funzioni, le quali al variare del contesto variano
di importanza:
al contesto viene associata la funzione referenziale, al messaggio si collega la funzione
poetica, l’emittente ha una funzione emotiva, il destinatario una funzione persuasiva, infine
il codice si associa a una funzione metalinguistica, mentre al contatto una funzione fatica.
Illustra la teoria del segno di de Saussure
De Saussure definisce un segno in base alla sua struttura biplanare/diadica siccome questo è
un’entità a due facce che lega indissolubilmente un significante a un significato ovvero
un’espressione linguistica e un contenuto concettuale. Ricapitolando il segno si identifica nel
rapporto tra significante, rappresentato sul piano dell’espressione, e il significato espressione
sul piano del contenuto
Che cos’è il triangolo semiotico?
Charles Peirce sostiene che la nozione binaria di segno è incompleta, però riconosce un
legame associativo tra significante e significato, di conseguenza ritiene che le modifiche
debbano essere apportate alla struttura, la quale viene definita come triadica.
Alla base sono presenti il significante, cioè la parte fisicamente percepibile del segno
ovvero l’elemento concreto cioè l’oggetto in questione.
linguistico e il significato,
All’apice è presente l’interpretante che si identifica nell’esspressione stessa, il qule non
coincide con l’interprete ma con un segno
Cosa si intende con semiosi illimitata?
La semiosi si definisce illimitata siccome per comprendere cosa vuole dire il significante deve
essere usato un altro segno che a sua volta interpreti quella relazione
LEZIONE 4
Che cos’è lo strutturalismo?
È una corrente filosofica che pone come idea chiave la credenza che la lingua non è solo un
elenco di vocaboli, ma essa prima di tutto è una struttura in cui ogni elemento ha un ruolo e
un posto nel sistema, ben definito rispetto agli altri elementi. Da questa affermazione si può
ricavare la conclusione che la lingua è un prodotto sociale e un insieme di convenzioni
Illustra la differenza tra langue/parole
Tra le due vi è una distinzione etimologica. Langue si riferisce a un sistema di convenzioni
linguistiche condivise da una collettività di parlanti, come ad esempio la lingua italiana;
invece la parole è un atto linguistico individuale da parte di una parlante di una certa lingua,
ad esempio le varianti dialettali.
Secondo de S.s la linguistica si occupa della langue, studiata con rapporti sistematici delle
voci del lessico
Illustra le nozioni di opposizione e di arbitrarietà in de Saussure
De.s.s afferma che la lingua è un sistema basato completamente sull’opposizione delle sue
unità concrete, questo valore dipenderà dal fatto che ogni componente della lingua ha un posto
nel sistema linguistico rispetto alle altre componenti. Vi è una distinzione tra:
opposizioni significanti, afferma che un fonema fa la differenza tra le due parole, riconosciuto
come valore oppositivo distintivo.
Opposizioni significati, asserisce che ogni comunità sviluppa un lessico relativo a un campo
concettuale. che descrive l’assenza di vincolo
La nozione di arbitrarietà ha due eccezioni, quella verticale, si riferisce all’arbitrarietà
tra significanti e significati, la seconda ovvero quella orizzontale
tra il rapporto tra due significanti e due significati
Cosa si intende con grammatica generativo-trasformazionale?
Il linguaggio è una struttura formale che corrisponde a una struttura sintattica costituita da:
regole generative, le quali danno luogo alla struttura profonda delle frasi nucleari di una
lingua, e regole trasformazionali che trasformano le frasi nucleari e derivano la struttura
superficiale.
Esse indicano la capacità di costruire un numero potenzialmente infinito di frasi grammaticali
con un vocabolario limitato e seguendo regole
Quali sono le principali proprietà della facoltà del linguaggio?
Vi sono proprietà proprie e talvolta specifiche del linguaggio verbale umano r in particolare
dei segni linguistici.
Le facoltà proprie e specifico del linguaggio umano sono:
biplanarità, arbitrarietà, trasmissibilità culturale, linearità, discretezza e equivocità
le facoltà esclusivamente proprie invece sono:
riflessività, onnipotenza semantica, plurifunzionale, la doppia articolazione, produttività,
ricorsività, complessità sintattica.
In ultimo vi è la dislocazione
Che differenza c’è secondo Chomsky tra struttura profonda e struttura superficiale
La struttura profonda si riferisce alla composizione grammaticale della frase, la quale non
varia al variare della superficiale. Quest’ultima è l’enunciato dichiarativo in una lingua,
ovvero come appare ai nostri occhi
LEZIONE 5
Illustra le principali differenze tra logica stoica e logica aristotelica
La logica stoica è una logica delle proposizioni, mentre la logica aristotelica è una logica dei
predicati (o delle classi, non vuote), il che significa che mentre Aristotele si serve di strutture
logiche in cui compaiono termini (classi) e nelle quali le variabili stanno per i termini, gli
stoici individuano schemi d’inferenza, in cui gli elementi costitutivi sono le proposizioni (e
le variabili quindi stanno per proposizioni)
Illustra il quadrato aristotelico
Il quadrato aristotelico mette ai 4 vertici 4 tipi di enunciati. In alto a sinistra vi sono le
universali affermative, in altro a destra le universali negative, in basso a destra le particolari
negativi e in basso a sinistra le particolari affermative.
Il rapporto verticale tra gli enunciati si definisce sub-alterne, siccome entrambe affermative
o negative, ma una particolare e una universale. Ai vertici in alto del quadrato i due enunciati
si definiscono contrari, in quanto entrambi universali, ma uno affermativo e uno negativo,
analogo è la relazione tra gli enunciati ai vertici alla base del quadrato, definita come sub-
contraria, cioè entrambi particolari, ma una affermativa e una negativa. Infine il rapporto che
intercorre diagonalmente tra i 4 enunciati è definito contraddittorio, in quanto non
condividono nessuna caratteristica
Illustra il quadrato aristotelico con la notazione formale della logica dei predicati
Il sillogismo aristotelico viene per la prima volta letto in modo stoico. A differenza del
quadrato classico aristotelico i vertici non rappresentano enunciati verbali, ma logici.
In alto a sinistra vi sono le universali affermative ovvero per ogni x se x è un uomo x è mortale,
in altro a destra le universali negative, cioè per ogni x se x è un uomo x non è mortale, in
basso a destra le particolari negativi, per alcuni x è un uomo e x è mortale e in basso a sinistra
le particolari affermative per alcuni x x è un uomo e x non è mortale
In che cosa consiste la teoria del "concetto come funzione" di Frege
LEZIONE 6
In che cosa consiste il problema dell’identità posto da Frege?
Vi sono alcuni enunciati che contengono al loro interno una relazione di identità, ovvero si
riferiscono allo stesso oggetto-individuo, ma fanno uso di definizioni linguistiche diverse, (ad
es stella del mattino e stella della sera, sono entrambe lo stesso pianeta, ma chiamato in due
modi diversi). Di conseguenza una domanda filosofica inerente è: come ci si rende conto della
diversità tra enunciati che esprimono un valore di identità?
Frege individua una soluzione e risponde al quesito, individuando una distinzione concettuale
tra senso e riferimento. Il primo è il modo di presentazione dell’oggetto, ovvero le descrizioni
mentre il secondo è l’oggetto al quale si riferisce
associate a quello stesso oggetto-individue,
l’espressione
Che cosa sono il senso e riferimento di un nome proprio e di un predicato?
Un nome proprio ha come senso il modo di presentazione ovvero tutte le descrizioni che si
riferiscono a quella persona, il riferimento, invece, è l’individuo in carne e ossa.
In predicato ha come senso il modo di rappresentazione del concetto, mentre il riferimento è
il concetto generale del predicato, ad esempio bello ha come concetto la bellezza
Qual è il senso e il riferimento di un enunciato? Quali argome
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