INTRODUZIONE
1. Cos’è la tecnologia meccanica e di cosa si occupa?
La tecnologia meccanica è un ramo dell’ingegneria meccanica che studia i
processi per fabbricare prodotti finiti da immettere direttamente sul
mercato, per fabbricare componenti da accoppiare con altri o per
assemblare i componenti in prodotti complessi, rendendo così possibile il
passaggio dal progetto al prodotto finito.
2. Produzione per parti
La produzione per parti è il processo di realizzazione di prodotti complessi
a partire da un numero discreto di componenti, i divide in due fasi, la
fabbricazione e il montaggio; la fabbricazione indica i processi sulla
singola parte, che può essere immessa direttamente o indirettamente sul
mercato, mentre il montaggio è l’insieme dei processi che unisce le varie
parti per avere come risultato: un sottoassemblato se è solo una parte
funzionale di quello che sarà il prodotto finito (come può essere un
motore, che però andrà montato in un’automobile) e un assemblato se il
risultato stesso sarà il prodotto finito; con la produzione per parti nasce
anche il disassemblaggio, con cui il prodotto finale subisce un processo di
deproduzione e i vari componenti possono subire riuso (se vengono
utilizzati in altri assemblati), rilavorazione (se devono subire altri processi
di lavorazione per poi essere assemblati in un altro prodotto) o riciclo (se
vengono sfruttati per riciclare il materiale per altre operazioni).
3. Produzione per processo
La produzione di processo indica che il prodotto non è scomponibile a
ritroso; infatti, gli elementi iniziali del processo non sono più distinguibili
tra loro, come nel caso della produzione di acciaio, che non permette di
distinguere il ferro e il carbonio al suo interno.
4. Dove si colloca la tecnologia meccanica all’interno del ciclo di vita del
prodotto?
Inizialmente, tramite ordini dai clienti o tramite ricerche/previsioni di
mercato da parte delle aziende, si capisce quale prodotto il mercato
richieda, quindi si inizia la progettazione del prodotto finale; una volta
finito di progettare il prodotto entra in gioco la tecnologia meccanica,
pianificando i processi di produzione e progettando il sistema di
produzione, in seguito si programma la produzione e si passa alla
fabbricazione vera e propria, in parallelo al controllo della produzione; una
volta finito il processo di fabbricazione/assemblaggio finisce l’area
d’interesse della tecnologia meccanica, poiché si entra nel campo
distribuzione, immissione sul mercato, fine vita e assistenza clienti.
5. Settori industriali di applicazione della tecnologia meccanica
La tecnologia meccanica viene applicata nei settori di: automotive
(fabbricando i vari componenti e assemblandoli), aerospaziale
(fabbricando componenti per aerei e supporti spaziali), elettrodomestici
(fabbricando la componentistica degli elettrodomestici casalinghi) e
produzione di energia (fabbricando i componenti degli impianti di
produzione energetica).
6. Processi fondamentali di fabbricazione nel settore meccanico
I processi fondamentali nel settore meccanico si dividono in tre categorie
in base al processo effettuato: processi di formatura, processi di
collegamento e processi di finitura; nei processi di formatura abbiamo: la
formatura da liquidi (in cui un metallo viene fatto fondere e portato oltre la
temperatura di fusione, poi viene versato dalla siviera in cui è contenuto
in una forma che replica il negativo della geometria esterna del pezzo
finale, qui si raffredda e si instaurano legami tra le molecole che formano
una struttura cristallina solida), la formatura da polveri (principalmente
tramite sinterizzazione, con cui sottopongo una serie di polveri metalliche
a pressioni elevate e a temperature inferiori a quella di fusione, si parla
specificatamente di metallurgia delle polveri in questo ambito), le
lavorazioni per deformazione plastica (sottopongo un blocco di metallo
solido a forze esterne che generano tensioni superiori a quella di
snervamento del materiale, così si formano deformazioni plastiche con cui
vengono rotti i legami molecolari iniziali per formarne di nuovi in nuovi
assetti, viene richiesto che il materiale sia sufficientemente duttile per
evitare che si arrivi a rottura subito dopo aver superato il punto di
snervamento), le lavorazioni sottrattive (in cui rimuovo materiale,
coerentemente con la forma che si desidera ottenere, tramite azioni
meccaniche come nella rimozione di truciolo in cui il pezzo viene messo in
rotazione, lo strumento apposito viene posto in moto relativo rispetto al
pezzo e vengono messi a contatto così da generare un’azione meccanica
di rottura dei legami, il materiale di scarto viene definito come sfrido), le
lavorazioni additive (nelle quali il materiale è liquido o polvere e viene
aggiunto sotto forma di strati successivi, così si eliminano limiti geometrici
e si riduce di molto la produzione di scarti rispetto alle lavorazioni
sottrattive), i processi di collegamento (ovvero il pezzo finale è
determinato dal collegamento di più componenti, sono permanenti, come
la saldatura, se per rimuovere il collegamento è necessario danneggiare la
struttura del pezzo, altrimenti i collegamenti sono effettuati tramite organi
smontabili come viti e dadi quindi sono non permanenti) e i processi di
finitura (servono a migliorare la finitura superficiale dei pezzi e la
precisione dimensionale, riduce le irregolarità e migliora l’estetica e la
funzionalità, come nei processi di sabbiatura e pallinatura).
7. Interazione tra i processi e relazione tra processi e materiali
Successivamente ai processi di formatura da liquido o da polveri, si
ottengono pezzi grezzi, su cui posso effettuare lavorazioni per
deformazione plastica o sottrattive, a cui possono seguire processi di
collegamento o di finitura, posso anche fargli subire trattamenti termici e
collaudi prima di immetterli sul mercato; i processi e i materiali sono posti
in relazione tramite un’apposita matrice di compatibilità che permette di
capire l’affinità tra i due, la matrice è stata dedotta con il tempo e si può
costruire anche per materiali specifici.
8. Principali caratteristiche di processo
Le principali caratteristiche di processo sono determinate da: la geometria
(la complessità geometrica rende disponibili o meno certi processi, la
fonderia permette forme molto complesse, le lavorazioni per
deformazione plastica no), il materiale (influenza le proprietà, quindi si
ricerca il processo corretto per ogni materiale), le proprietà meccaniche (il
processo può modificare le proprietà meccaniche del materiale
allontanandole dalla richiesta per il pezzo finale, la fonderia non fornisce
elevate proprietà meccaniche a causa di strutture dendritiche, soffiature e
grani di dimensioni troppo grandi), le tolleranze e finiture superficiali
(precisione e rugosità dipendono dal processo, la fonderia fornisce pezzi
rugosi, ma con processi di finitura aggiuntivi posso migliorarli), la
produttività (il numero di pezzi ogni ora, è inversamente proporzionale al
tempo richiesto), i fattori umani (un operatore più esperto riuscirà a
produrre pezzi di miglior fattura e in minor tempo) e i fattori ambientali
(l’impatto ambientale è importante, le deformazioni plastiche non hanno
scarti, mentre la fonderia rilascia fumi e scorie).
9. Elementi che concorrono alla realizzazione di un processo
In input ho: i materiali (che subiranno il processo), le risorse (come la
strumentazione richiesta), le informazioni riguardo il ciclo di lavorazione e
l’energia per portare avanti il processo; in output ho: i materiali (del pezzo
finito e degli scarti), le informazioni riguardo il pezzo finito e l’energia
(recuperabile e persa).
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FONDERIA
10. Fonderia dei metalli
La fonderia è un processo produttivo con cui un blocco di metallo solido
viene portato a fusione e a temperature superiori sempre all’interno di
una siviera, se si ha una forma chiusa viene successivamente versato in
un bacino di colata, per poi passare in un canale di colata, giunge infine
ad un canale di alimentazione e poi grazie a uno o più attacchi di colata
entra nella forma, una volta nella forma il fuso inizia a raffreddarsi e
solidificarsi ottenendo la geometria desiderata, infatti la forma è il
negativo del pezzo che desideriamo ottenere (dimensionato considerando
anche ritiri e lavorazioni sottrattive successive); consente di ottenere
forme complesse per questo la si preferisce per pezzi complessi e con
cavità interne, inoltre permette di utilizzare materiali altrimenti impossibili
da lavorare diversamente e ha costi più bassi delle altre tecnologie di
formatura, però produce pezzi dalla bassa resistenza e dall’elevata
porosità, con livelli di precisione dimensionale bassa a cui aggiungo anche
l’elevato impatto ambientale a causa del rilascio di fumi e scorie; i prodotti
della fonderia si dicono pani se verranno utilizzati per ulteriori processi di
fonderia, lingotti se dovranno subire lavorazioni di deformazione plastica e
getti se sono utilizzabili direttamente a meno di lavorazioni secondarie
(come la finitura).
11. Campi di utilizzo dei prodotti dei processi di fonderia
I prodotti dei processi di fonderia si utilizzano in campo automobilistico
(getti di ghisa, di acciaio e di leghe di alluminio e magnesio per
componenti strutturali e getti di lega di zama che comprende più metalli
per gli accessori), nella meccanica varia (getti di ghisa dai differenti
scopi), nei trattori e nelle macchine per movimento di terra (getti in ghisa
o acciaio per componenti strutturali, getti in alluminio per il resto), nei
motocicli (getti in leghe di alluminio, ghisa, alluminio e zama per le varie
componenti), nell’edilizia (getti in ghisa), nell’aerospaziale (getti in acciaio
per i motori, getti in leghe di alluminio e magnesio per altre parti
importanti), nella produzione di energia elettrica (getti in acciaio per le
giranti delle turbine) e nell’idrosanitaria ed elettrodomestici (getti in ghisa
o in alluminio per caldaie, stufe, radiatori eccetera).
12. Esempi di parti fabbricate mediante fonderia
Le parti fabbricate mediante fonderia spaziano in diversi campi e utilizzi e
alcuni esempi sono: testate di motori, rubinetteria, volani, dischi freno,
basamenti di macchine utensili, raccordi di tubazioni, caloriferi, valvole e
in generale pezzi di grandi dimensioni con processi di formatura
alternativi.
13. Forma
La forma è la cavità in cui si versa il metallo fuso e che riproduce il
negativo della geometria esterna del pezzo finale, a meno di alcuni
dettagli (come gli angoli di sformo, che facilitano l’estrazione del pezzo,
ma non è detto che coincidano con gli angoli realmente richiesti), è
dimensionata tenendo conto dei ritiri del metallo (in fase liquida, durante
la solidificazione e in fase solida anche se solo quello in fase solida
influenza le dimensioni finali del getto) e delle lavorazioni che potrebbe
subire successivamente; può essere di diversi materiali, solitamente è in
terra se si cerca una forma transitoria (ottenuta per compattazione
attorno a un modello) oppure in metallo se si cerca una forma permanente
(ottenuta scavando opportunamente le conchiglie); può essere aperta se
una delle sue superfici è a diretto contatto con l’ambiente circostante e
chiusa se nessuna superficie è a contatto con l’ambiente circostante, però
questa configurazione richiede la presenza di un sistema di colata e di una
materozza (la forma chiusa inoltre viene divisa tramite un piano di
sformatura per la rimozione dei modelli e dei getti, inoltre se è in terra si
utilizzano una staffa base e una staffa coperchio per chiuderla); per
determinare la geometria interna del getto si utilizzano delle anime,
solitamente dello stesso materiale della forma e che sfruttano appositi
appoggi dette portate d’anima per resistere alla spinta metallostatica del
fuso (se si appoggiano solo su un’estremità si dicono anime esterne, se su
entrambe allora sono anime interne).
14. Forma chiusa
La forma chiusa ha che nessuna superficie della forma sia a contatto con
l’ambiente esterno, ciò richiede che per versare il fuso al suo interno sia
fatto un apposito sistema di colata costituito da: bacino di colata (qui il
fuso si riversa inizialmente dopo essere uscito dalla siviera, garantisce un
flusso costante e regolato di fuso nel sistema di colata), il canale di colata
(canale verticale che converte l’energia potenziale del fuso in energia
cinetica), il canale di alimentazione (che fornisce un apporto costante di
fuso agli attacchi di colata distribuendolo equamente nella cavità) e gli
attacchi di colata (possono essere molteplici e consentono al fuso di
entrare nella cavità della forma); può essere transitoria (solitamente in
terra da fonderia e quindi si ottiene compattando il materiale attorno al
modello, poi le due porzioni ottenute tramite il piano di sformatura
vengono chiuse utilizzando una staffa base e una staffa coperchio, così si
impedisce alla spinta metallostatica di aprire la forma) o permanente (di
solito in leghe metalliche, che devono quindi avere temperatura di fusione
superiore alla temperatura di surriscaldamento del metallo liquido, è
ottenuta scavando appositamente le semiconchiglie che compongono la
forma, questa soluzione permette di versare il fuso non solo per gravità,
ma anche sotto azione di pressione grazie a un sistema di pompaggio che
può essere a camera fredda se il fuso entra nel sistema di pompaggio
stesso e poi gli viene applicata pressione o a camera calda se il sistema di
pompaggio è immerso nel fuso, quindi si distinguono presso-fusione e
inietto-fusione); per realizzare la geometria interna del getto si utilizzano
le anime, ovvero elementi solidi (solitamente dello stesso materiale della
forma) che riproducono in negativo la geometria interna desiderata, per
resistere alla spinta metallostatica del fuso si appoggiano su apposite sedi
ricavate nella forma dette portate d’anima, se poggiano su una sola
estremità si dicono anime esterne, se su entrambe si dicono anime
interne.
15. Classificazione dei processi di fonderia in base al tipo di forma
Le forme possono essere transitorie o permanenti: le forme transitorie
sono solitamente composte da terra da fonderia compattata attorno ad un
modello che viene successivamente espulso differentemente in base al
materiale che lo compone, la compattazione può essere manuale o
meccanica in base all’ausilio o meno di apposite strumentazioni, il fuso
viene colato esclusivamente per gravità poiché velocità eccessive
andrebbero a dar vita a erosioni della forma, il getto finale viene estratto
rompendo la forma, mentre le forme permanenti sono solitamente
composte da una lega metallica, la forma viene ottenuta eliminando
materiale dalla conchiglia che la compone, permette l’applicazione di
pressione nella colata del fuso vista la maggior resistenza strutturale,
richiede un sistema di chiusura e uno di apertura, la forma metallica
accelera il raffreddamento del fuso portando ad un getto con numerosi
grani fini e il loro costo elevato va necessariamente ripartito su un elevato
numero di pezzi; la forma si differenzia ulteriormente in base al modello in
una forma transitoria (modello permanente va estratto come il getto e si
può utilizzare per fare più forme, mentre un modello a perdere viene
eliminato in base al materiale, se è un modello in cera allora viene sciolto
prima della colata e appositamente rimosso, mentre se è in schiuma
ovvero polistirene espanso, vaporizza appena entra in contatto col fuso
metallico e fuoriesce dalla forma), mentre nelle forme permanenti posso
avere distinzione basata sulle anime (se a perdere posso avere colata con
gravità o in depressione, mentre se sono permanenti posso avere colata
sotto pressione in camera calda o in camera fredda in base all’immersione
del sistema di pompaggio nel fuso o meno), oppure con lo squeeze casting
(il materiale viene colato a bassa pressione, per poi subire una forte
pressione durante il raffreddamento).
16. Scelta del processo di fonderia
La scelta del processo di fonderia dipende da numerosi parametri: le
dimensioni del getto e la sua complessità geometrica, le proprietà
meccaniche ricercate nel getto, le tolleranze e finiture superficiali, il
materiale colato, il volume di produzione e il suo costo; per getti molto
grandi conviene utilizzare forme transitorie, che hanno costi minori
rispetto alle permanenti, che inoltre richiederebbero grandi forze di
serraggio nel caso di colata sotto pressione; pezzi complessi con numerosi
spigoli è conveniente farli con modelli a perdere che non richiedono angoli
di sformo, però ciò impone l’utilizzo di forme transitorie; in generale la
fonderia non produce pezzi dalle elevate proprietà meccaniche, ma ci
sono modi per diminuire questa debolezza, infatti forme permanenti in
metallo consentono un raffreddamento più rapido del fuso e quindi vanno
a formare grani più fini che conferiscono migliori proprietà rispetto alla
forme in terra che hanno minor conducibilità termica; la fonderia non
consente nemmeno di avere tolleranze strette o finiture precise, però con
una forma permanente la rugosità sarà sicuramente migliore, inoltre la
possibilità di effettuare la colata sotto pressione consente di avere una
minore entità di ritiro e quindi tolleranze più strette; il tipo di materiale
influisce molto sul tipo di processo di fonderia perché da lui dipendono la
temperatura di fusione e quella di colata (in base alla quale scelgo le
conchigli
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