Risposte paniere progettazione e processi
Lezione 2
Si provi a riprodurre un processo di acquisto
12.
Problema: riconoscimento del bisogno, ricerca di informazioni, valutazione delle
alternative, decisione di acquisto, acquisto, comportamento post-acquisto.
SI PROVI A RIPRODURRE UN PROCESSO DI ACQUISTO
La gestione per processi E un insieme di attività tra loro interdipendenti e finalizzate alla
realizzazione di un obiettivo comune, che trasformano un input (materie prime, istruzioni,
specifiche del cliente...) in un output (prodotto, servizio, informazioni, documenti...). L anima del
processo E la trasformazione che consente la creazione di valore e il suo trasferimento al cliente.
Il processo E trasversale rispetto alle funzioni organizzative, in quanto raccoglie il contributo di
ogni singola funzione coinvolta, prescindendo dalL e responsabilitA gerarchico-strutturali.
E un esempio di processo di acquisto:
riconoscimento del bisogno, ricerca informazioni, valutazione delle alternative, decisione di
acquisto
Si facciano alcuni esempi di processi
13.
Processi del quotidiano: preparazione del caffè con la moka. Processi nelle
organizzazioni ’approvvigionamento dei materiali;l a produzione dei beni (intesa
come trasformazione fisico - tecnica, ossia la realizzazione di beni materiali);
la distribuzione o la consegna dei prodotti ai clienti; la misurazione o il controllo
della qualità del prodotto; la misurazione del grado di soddisfazione della clientela;
la selezione dei fornitori; la gestione degli ordini; il monitoraggio della concorrenza
l’addestramento del personale; la valutazione degli investimenti;
SI FACCIANO ALCUNI ESEMPI DI PROCESSI
NelL ambito di uN organizzazione, L adozione di un sistema di processi, unitamente alla loro
identificazione, interazione e gestione, E chiamata approccio per processi.
L approccio per processi E uno dei principi fondamentali per la gestione della qualitA.
Questo approccio nasce dalL esigenza di un organizzazione di perseguire contemporaneamente
la soddisfazione di clienti/cittadini/parti interessate e l efficacia ed efficienza della gestione
attraverso un razionale utilizzo di tutte le risorse per raggiungere gli obiettivi prestabiliti. Attraverso
un linguaggio più tecnico la gestione per processi E un insieme di attivitA tra loro interdipendenti
e finalizzate alla realizzazione di un obiettivo comune, che trasformano un input (materie prime,
istruzioni, specifiche del cliente) in un output (prodotto, servizio, informazioni, documenti). L anima
del processo E la trasformazione che consente la creazione di valore e il suo trasferimento al
cliente. Il processo E trasversale rispetto alle funzioni organizzative, in quanto raccoglie il
contributo di ogni singola funzione coinvolta, prescindendo dalle responsabilità gerarchico strutturali.
Sono esempi di processi:
- Formazione del personale
- L approvvigionamento dei materiali
- La produzione dei beni
- Gestione magazzino e distribuzione degli ordini
- Gestione della clientela
Quali sono gli interessi comuni delle organizzazioni
14. ︎ ︎ ︎ ︎ ︎ ︎
Dalla fine della seconda guerra mondiale, si presta maggior attenzione agli interessi
comuni delle organizzazioni anzichè alle diversità ambientali. le organizzazioni
devono:
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- definire i propri obiettivi,
- convincere i membri interni a dare un contributo,
- controllare e coordinare questi contributi,
- scegliere i propri componenti
- risolvere i problemi della convivenza e della coesistenza con altre organizzazioni.
Sebbene le organizzazioni siano viste come mezzi per raggiungere dei fini, gli stessi
mezzi spesso assorbono energie e ne diventano il fine.
Nonostante la convergenza di interessi su queste caratteristiche comuni, sono
comunque rilevanti le differenze tra le organizzazioni non devono essere trascurate.
Le organizzazioni sono recenti nella storia delL uomo, con la Rivoluzione Industriale hanno avuto
un ruolo centrale nella vita delle persone e oggi influenzano molto la nostra societA. Lo sviluppo di
grandi organizzazioni ha, poi, trasformato L intero scenario ove la grande azienda moderna può
essere considerata L innovazione piU significativa degli ultimi cenT anni. La prevalenza delle
organizzazioni in ogni ambito della vita sociale E uN indicatore della loro importanza al punto che
giA nel 1949 Simon elaborò una scienza dell’ amministrazione che analizzava i processi di
decisione e la teoria della scelta amministrativa.
Per questo motivo che dalL a fine della seconda guerra mondiale, si prestò maggiore attenzione
agli interessi comuni delle organizzazioni anziche alle diversità ambientali.
Le organizzazioni devono
- definire i propri obiettivi (valutazione iniziale, indicando le strategie e le linee guida)
- scegliere i propri componenti (Starting team)
- convincere i membri interni a dare un contributo (inserimento nel processo, formazione,
empowerman),
- controllare e coordinare questi contributi (valutazione stadi, learnig organization)
- risolvere i problemi della convivenza e della coesistenza con altre organizzazioni.
Che cosa dice la teoria del caos
15.
Secondo la teoria del caos, le relazioni in sistemi complessi ed adattivi sono non
lineari e costituite da numerose interconnessioni e scelte divergenti che creano
effetti indesiderati. i manager non possono misurare, prevedere o controllare con
metodi tradizionali gli eventi interni ed esterni alle organizzazioni. le organizzazioni
sono considerate sistemi naturali e non macchine prevedibili.
Infatti in questo nuovo ambiente molti manager si stanno spostando per la learning
organization (organizzazione che apprende), strutture più flessibili e decentralizzate;
essa promuove la comunicazione e la collaborazione in modo che ognuno sia
coinvolto nell'identificazione e nella risoluzione dei problemi; è basata
sull'uguaglianza sull'informazione aperta, su un basso livello di gerarchia (potere
decentralizzato) e una cultura che incoraggi l'adattabilità e la partecipazione.
In una learning organization il valore essenziale è la capacità di risolvere i problemi
mentre l'organizzazione tradizionale è progettata per operare in modo efficiente.
CHE COSA DICE LA TEORIA DEL CAOS?
Manager e organizzazioni sono ancora condizionati dalL approccio gerarchico e burocratico
teorizzato piU di un secolo fa. Ma i punti di vista del passato non sono utili per capire le imprese
odierne. I manager di oggi devono progettare e attuare nuove risposte per un mondo
decisamente nuovo. Nel tempo le organizzazioni diventano piU grandi e L ambiente in cui si
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trovano adesso non E piU stabile. A causa dei cambiamenti i manager non possono piU
mantenere la stabilitA. Secondo la Teoria del Caos, le relazioni in sistemi complessi ed adattivi
sono non lineari e costituite da numerose interconnessioni e scelte divergenti che creano effetti
indesiderati. Quindi i manager non possono misurare, prevedere o controllare con metodi
tradizionali gli eventi interni ed esterni alle organizzazioni. L idea E quella di considerare le
organizzazioni come sistemi naturali e non come macchine prevedibili. Infatti in questo nuovo
ambiente molti manager stanno adottando una Organizzazione che Apprende o Learning
Organization, ovvero un modello aziendale piU flessibile e decentralizzato che promuove la
comunicazione e la collaborazione in modo che ognuno sia coinvolto nelL identificazione e nella
risoluzione dei problemi; E basata sulL uguaglianza, sulL informazione aperta, su un basso livello
di gerarchia (potere decentralizzato) e una cultura che incoraggi L adattabilitA e la partecipazione.
In una Learning Organization il valore essenziale E la capacitA di risolvere i problemi mentre L
organizzazione tradizionale E progettata per operare in modo efficiente.
Perché si passa dall’OSL alla TDA︎︎
16. ︎ ︎ ︎ ︎ ︎ ︎ ︎ ︎
Il contesto ambientale odierno è caratterizzato da:
alta competizione per la globalizzazione dei mercati,
ampia diffusione delle tecnologie e progresso rapido e continuo,
logica dominante del cliente; è molto importante
• accorciare il “time-to-market” e riuscire ad incorporare le tecnologie più recenti nei
prodotti,
• mantenere massima la customer satisfaction equilibrando la qualità con il
contenimento dei costi,
• saper innovare continuamente.
Per ottenere ciò, le aziende devono integrare: le competenze di chi lavora in azienda
per incoraggiare
- innovazione
- miglioramento continuo;
le attività funzionali per mantenere elevati gli standard qualitativi e percepire al
meglio le esigenze dei clienti;
le fasi di progettazione e realizzazione dei prodotti per ridurre il time-to-market
il sistema logistico interno per soddisfare i clienti contenendo le scorte
In questo contesto caratterizzato da
complessità,
- dinamismo,
- innovazione
- incertezza,
le imprese gestite in modo tradizionale e specializzate, normalmente strutturate per
funzioni, presentano difficoltà d’integrazione e coordinamento (che richiedono costi
elevati) è necessario puntare sui flussi logici di lavoro passare ad un’ottica
orizzontale focalizzarsi sui processi che riducono i problemi di coordinamento
favoriscono la gestione unitaria portano all’integrazione del business
Occorre modellare i processi per serie di attività, per renderli ripetitivi, considerando
che:
• .le persone sono responsabili delle proprie attività, ma non sono e non devono
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essere “depositarie del processo”;
• un’organizzazione è in grado di cambiare velocemente modello
organizzativo in funzione del cambiamento del business.
Il focus è sul cliente
Questo atteggiamento ovviamente deve essere continuo perchè:
- si tratta di caratteri mutevoli,
- la concorrenza può muoversi,
- le situazioni ambientali sono in continua evoluzione;
sta diventando fondamentale per la sopravvivenza delle organizzazioni ridurre il
tempo che intercorre tra la decisione di innovare un prodotto o un processo ed il
suo lancio sul mercato.
PerchE SI PASSA DALL OSL ALLA TDA
Secondo la teoria di Taylor nello studio Scientific management, Scientifica del Lavoro) i manager
prendono le decisioni sulL organizzazione del lavoro, basandosi su studi precisi e scientifici delle
singole situazioni. Non viene tenuto conto delle specifiche situazioni psicologiche date dalL a
peculiaritA lavorativa.
Attraverso una selezione e formazione del personale, incentivato da premi salariali, si incrementa
la produzione.
Con il TDA invece, Fayol, propone di mettere nel focus del processo, L organizzazione del lavoro.
Attraverso quattordici principi, Fayol getta le basi della prassi manageriale e della progettazione
organizzativa moderna. Il manager, attraverso la teoria e principi generali, puO acquisire delle
capacitA direttive, che possono essere insegnate.
Inoltre si prende in considerazione la peculiaritA lavorativa, ovvero le diversitA tra lavoro di
fabbrica, di ufficio, della direzione, e cosI via, e per la prima volta il profilo psicologico del
lavoratore, aprendo di fatto le basi per ciO che successivamente, prima con Mayo e poi con
–
Maslow Herzberg e Mc Gregor, si svilupperA come Motivazionismo delle Risorse umane.
Migliorando il rapporto psicologico con i lavoratori si ottiene un aumento della motivazione e della
produttivitA.
Con il Motivazionismo delle Risorse umane, il processo che puO essere mutevole nel tempo, L
organizzazione avrA caratteristiche adatattive alle situazioni, attraverso dinamicitA, flessibilitA,
aumento della velocitA di risposta alle richieste dei clienti, motivazione dei dipendenti.
Queste ricerche portarono poi ad una rivoluzione nella gestione del personale e posero le basi per
successivi lavori sulle tematiche della leadership e della motivazione.
L attenzione si sposta quindi sulle persone.
Lezione 3
12. Quali critiche possiamo fare alla teoria dell’Organizzazione scientifica del
lavoro?
La teoria dell’Organizzazione scientifica del lavoro pone davanti a se gli interessi
economici, in quanto l’uomo è motivato da essi, l’uomo risulta metafora della
macchina e non è visto come un essere pensante. L’organizzazione è vista come un
mezzo per raggiungere fini. L’operaio viene paragonato alla macchina e non visto
come un’essere pensante. Egli esegue gli stessi movimenti, si tratta di un lavoro che
limita l’uomo.
13. Quali sono i principi, i limiti e i punti di forza della TDA?
I principi generali di Direzione dell’organizzazione sono:
ripartizione del lavoro: definisce la parcellizzazione in compiti degli obiettivi e delle
attività;
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autorità e responsabilità: riflette il diritto di comandare, il potere di farsi obbedire, il
dovere di decidere, nella tutela e nel rispetto degli obiettivi assegnati;
disciplina: riflette l’adozione dei comportamenti richiesti dal rapporto impresa-
dipendenti (obbedienza, assiduità, lavoro, …);
unità di comando: sottolinea la necessità che il comando è unico e quindi non deve
esistere ambiguità sull’esecuzione dell’ordine impartito.
unità di direzione: rappresenta il requisito di base affinché sia rispettato il principio
precedentemente esposto; impone che un insieme di operazioni rivolte ad un
determinato scopo vedano un unico capo ed un unico programma; subordinazione
degli interessi particolari a quello generale, impedisce che sia penalizzato l’interesse
della collettività per quello dei
singoli;
retribuzione del personale: deve risultare equa e soddisfacente
centralizzazione: rappresenta il livello di potere di ogni individuo e le
deleghe conferite;
gerarchia: rappresenta il livello di dipendenza fra le strutture e quindi l’iter
che devono seguire le comunicazioni formali;
ordine, che comprende quello materiale (ogni cosa al suo posto) e sociale
(un posto per ogni persona, ogni persona al suo postoequità: rappresenta la
giustizia che l’organizzazione esercita sui
dipendenti;
stabilità del personale: è l’esigenza di limitare la mobilità interna e verso l’esterno si
trae vantaggio dall’esperienza acquisita e dalla formazione professionale;
iniziativa: consente all’organizzazione di evolversi attraverso l’espressione dei
singoli in termini di azioni ed idee nei limiti dei compiti e degli obiettivi assegnati;
unione del personale: rappresenta l’armonia ed il clima esistente all’interno
dell’organizzazione è agevolata da uno stile di comando adeguato orientato
all’integrazione e al corretto utilizzo delle risorse piuttosto che alla divisione.
I punti di forza riguardano sicuramente un’ottima organizzazione del lavoro mirata
all’efficienza e alla produttività. Fayol sostiene che direzione e esecuzione non siano
nettamente separate ma collaborano. Il direttore quindi non sarà solo in grado di
dirigere ma avrà anche capacità tecniche, mentre l’operaio oltre alle capacità
tecniche avrà anche capacità organizzative e questo è sicuramente un grande
punto forza dell’azienda.
Nonostante tutto i punti deboli riguardano ancora un’organizzazione molto
gerarchizzata e mirata alla produzione e al guadagno
Taylor nella sua famosa opera The Principles of Scientific Management, pubblicata
nel 1911,
sviluppa un approccio sistematico al problema della razionalizzazione delL organizzazione
aziendale, elaborando un insieme coerente di criteri normativi e di regole pratiche, in cui viene
inquadrata tutta L organizzazione aziendale al fine di massimizzarne L efficienza.
Egli parte dalL a convinzione che i conflitti tra direzione e operai hanno origine dalL a pretesa della
direzione di assicurarsi un volume di produzione sempre maggiore e dalL a tendenza degli operai
a mantenere bassi standard di rendimento. Taylor elabora, quindi i principi generali delL OSL e un
nuovo sistema di direzione aziendale detto Task Management. Secondo questo sistema esiste un
unico metodo ottimale, il cosiddetto One Best Way, per qualsiasi problema di organizzazione del
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lavoro. L idea di fondare tutto sulla scienza E stato uno dei motivi piU frequenti di critica. Un
paradosso nella storia del taylorismo E che mentre cresceva il suo successo delle fabbriche,
crescevano anche le voci che denunciavano i limiti e ne reclamavano il superamento.
La critica principale, va indirizzata a due fattori principali, il primo alla rigiditA del sistema, che
essendo peculiare per la specifica organizzazione, non ha le capacitA di adattarsi alle esigenze in
tempi brevi, oggi invece E proprio la velocitA di reazione-risposta una delle principali richieste del
mercato.
Il secondo E la mancata attenzione agli aspetti psicologici del lavoro e la corrispondenza tra
incentivo monetario ed esecuzione passiva di un lavoro privo di senso; critica, quesT ultima
mossa dalL a corrente delle Relazioni Umane che scoprI L importanza dei fattori emotivi e
microambientali nel determinare il rendimento dei lavoratori.
Quali sono i vantaggi e quali i limiti della burocrazia?
14.
La burocrazia estende l’organizzazione della “fabbrica” anche alla parte
amministrativa e quindi gli uffici. stabile divisione del lavoro tra i partecipanti;
la burocrazia è caratterizzata da: gerarchia di uffici;
norme generali che governano l’attività;
separazione tra proprietà (e diritti) dell’ufficio e quelli personali;
selezione del personale in base alle qualificazioni tecniche;
impiego visto dai partecipanti come progressione di carriera.
I limiti della burocrazia riguardano proprio la lentezza dei processi burocratici dove
spesso il stringente seguito delle norme porta a problemi, la burocrazia che
ostacola la burocrazia stessa.
QUALI SONO I VANTAGGI E QUALI I LIMITI DELLA BUROCRAZIA?
L opera di Max Weber si pone tra i classici di quel filone di studi sulle teorie organizzative fondate
sul concetto di struttura sociale; la burocrazia ideale che Weber immaginO fu un mezzo per
trasformare degli impiegati di normali capacitA in decisori razionali, capaci di servire i loro clienti
ed i loro elettori con imparzialitA ed efficienza. Grazie ad una simile concettualizzazione, la
burocrazia permise di giungere a processi decisionali affidabili, a processi di selezione e
promozione impersonali e basati sul merito, nonchE una corretta applicazione delle regole. Alla
base delle teorie di Weber si definirono tre componenti principali della struttura sociale
organizzativa La Divisione del lavoro, La Gerarchia delL autoritA e La Formalizzazione delle regole
e delle procedure. Ma i pilastri fondamentali su cui poggiO lo svolgimento delL ideal-tipo
burocratico risultarono essere L Organizzazione formale del lavoro (che serve a determinare i
comportamenti auspicati) e Il Principio di autoritA (che consente di verificare costantemente che i
comportamenti reali coincidono con quelli auspicati e necessari). Ma se da una parte le norme, le
procedure, le descrizioni e le classificazioni delle posizioni lavorative servono a garantire il modo
in cui si dovrebbero prendere le decisioni ed eseguire il lavoro dalL altra la formalizzazione tende
a ridurre il margine di manovra dei lavoratori nello svolgimento delle attivitA lavorative,
aumentando il senso di controllo da parte del management. Queste condizioni contribuiscono a
porre dei limiti al modello burocratico mettendo in discussione la perfezione del Tipo Ideale ed a
domandarsi se nei fatti la scelta tra efficienza organizzativa e Spersonalizzazione delL individuo
possa portare ad esiti disfunzionali. Spesso i meccanismi regolamentativi della burocrazia
possono divenire talmente oppressivi per un essere umano tali da provocare una significativa
resistenza al modello burocratico per effetto di un limitato uso della propria intelligenza; nE nasce
un circolo vizioso, in cui tale resistenza spinge L apparato amministrativo a rinforzare lo schema
che L ha provocata, con la conseguente nascita di ulteriori norme e regolamentazioni.
15. Si esegua una mappa concettuale sintetica delle principali teorie
organizzative
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16. In che cosa consiste il superamento delle teorie classiche ?
Il superamento delle teorie classiche consiste nel adattarsi a un panorama in
continuo cambiamento, che vede le teorie classiche come ormai insulse. Siamo di
fronte a una situazione che muta che si apre ad orizzonti internazionali e le aziende
si devono adattare ad altri ritmi quantitativi e qualitativi, a nuove forme di lavoro. Si
cercano collaborazione idee innovative che permettono di fare il passo in avanti, di
essere competitivi sul mercato
I critici delle concezioni classiche e meccaniche delL organizzazione hanno reso evidente un
aspetto che oggi puO sembrarci ovvio e scontato, ma che non era tale allora e ancora continua a
essere trascurato in molte realtA aziendali: le persone portano alL interno delle situazioni
organizzative i propri sentimenti, bisogni e interessi. E quindi analisi e progettazioni basate
soltanto su fattori tecnici ed economici, sono esposte a sottovalutare L impatto delle variabili
individuali e sociali che puO essere molto potente sui risultati di progetti e interventi. La critica del
modello meccanico non ha prodotto immediatamente un modello concettuale alternativo, che le
aziende potessero assumere come riferimento per le loro scelte organizzative; ha perO aperto una
prospettiva di ricerca in questo senso, che E stata poi seguita da molti studiosi, ricercatori e
uomini d’azienda. E cosI finita per emergere una visione delL organizzazione che si E
contrapposta a quella meccanica, riconducibile a uN immagine, quella delL organismo vivente
che si puO riferire, tra L altro a teorie sulla motivazione, alL approccio del sistema socio-tecnico e
alla concezione delL organizzazione come sistema aperto. Un primo passo nella prospettiva
organica E avvenuto sviluppando i concetti ereditati dalL e human relations; sI E cosI affermata L
idea che si dovesse cercare di integrare i bisogni degli individui con le esigenze organizzative
derivanti dagli obiettivi aziendali e dai fattori tecnologici. Le ricerche sulla motivazione al lavoro
hanno dato importanti contributi in questo senso e orientato alla progettazione di assetti
organizzativi che permettessero di aumentare contestualmente la produttivitA e la soddisfazione
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