Domande automazione
1. Spiegare brevemente le caratteristiche salienti della Seconda Rivoluzione
Industriale ed il suo inquadramento.
La seconda rivoluzione industriale si sviluppa all’inizio del XX secolo ed è
caratterizzata da importanti innovazioni tecnologiche e organizzative. In questo
periodo migliorano le tecniche di lavorazione dei metalli, l’elettricità viene introdotta
nei processi produttivi e si di=onde un approccio più scientifico nell’organizzazione del
lavoro. Tutti questi cambiamenti portano alla nascita della catena di montaggio, che
permette di produrre grandi quantità di beni in modo più rapido, e=iciente ed
economico, aprendo così la strada alla produzione di massa.
2. Spiegare brevemente il principio di funzionamento dei codificatori per
approssimazioni successive.
È simile al funzionamento dei codificatori a scala, nei quali un contatore genera codici
in modo sequenziale; tuttavia, in questo caso la generazione dei codici non segue
semplicemente una sequenza fissa, ma utilizza una strategia di scelta che si basa sui
risultati delle comparazioni e=ettuate nei passaggi precedenti, rendendo il processo
più e=iciente e adattativo.
3. Descrivere brevemente i compiti dei Basic Control secondo la normativa IEC
61512-1.
Chiamato anche controllo di campo, questo sistema svolge principalmente funzioni di
regolazione e di inseguimento, cioè mantiene determinate variabili entro valori
desiderati oppure fa sì che seguano un andamento prefissato. Le operazioni
riguardano generalmente grandezze analogiche, come temperatura, pressione o
velocità, e devono essere eseguite rispettando precisi vincoli temporali, perché
richiedono interventi rapidi e continui.
4. Spiegare brevemente la natura degli interventi previsti dal paradigma
dell’industria 4.0, perché questa nuova filosofia dovrebbe portare ad un
miglioramento del comparto industriale ed evidenziare i limiti applicativi di
questo approccio.
Il paradigma dell’Industria 4.0 nasce con l’obiettivo di ridurre il divario tecnologico tra
le moderne tecnologie digitali e quelle tradizionalmente utilizzate nella produzione
industriale. Questo modello si basa sull’integrazione di diverse innovazioni, tra cui
l’Internet of Things, l’analisi dei Big Data, i robot autonomi, le simulazioni digitali, le
piattaforme per l’integrazione verticale e orizzontale dei processi, la cybersecurity, il
cloud computing, l’additive manufacturing (stampa 3D) e la realtà aumentata. Grazie
all’introduzione di queste tecnologie, le aziende possono ottenere numerosi vantaggi,
come l’aumento dei ricavi, un miglioramento della logistica, una maggiore
ottimizzazione lungo tutta la catena del valore e una crescita della qualificazione
professionale dei lavoratori. Tuttavia, l’applicazione di questo paradigma presenta
anche alcuni limiti, legati soprattutto agli elevati costi di implementazione e alla
possibile riduzione della domanda di lavoro non qualificato, con conseguenti rischi di
disoccupazione.
5. Spiegare sinteticamente le diverse esigenze delle comunicazioni in un sistema di
produzione al fine di dettagliare le caratteristiche e le proprietà che devono
possedere le varie componenti che costituiscono l’infrastruttura di
comunicazione aziendale.
I flussi di informazione all’interno di un’azienda sono essenziali perché il sistema di
supporto deve comunicare costantemente con l’impianto di produzione e coordinare
tra loro i diversi sistemi di controllo e supervisione. Per rendere possibile questa
comunicazione è necessaria un’infrastruttura di rete aziendale composta da più livelli.
La rete di campo collega direttamente processi e dispositivi di controllo a livello
operativo e deve garantire lo scambio di piccole quantità di dati a velocità elevate,
rispettando vincoli temporali molto precisi. La rete di controllo, invece, collega tutti i
sistemi a livello di macchina e di cella produttiva, consentendo lo scambio di dati più
strutturati e di dimensioni maggiori, con vincoli temporali meno rigidi. Infine, la rete
enterprise mette in comunicazione i sistemi a livello di stabilimento e di azienda,
permettendo lo scambio di grandi quantità di dati, altamente strutturati, a bassa
frequenza e senza particolari vincoli temporali.
6. Spiegare brevemente il principio di funzionamento dei codificatori diretti.
I codificatori diretti sono formati da una serie di comparatori elettronici collegati tra
loro: quando arriva un campione in ingresso, si attiva uno solo dei comparatori, quello
corrispondente al valore del segnale. L’uscita di questo comparatore attiva poi un
generatore di codici che produce la codifica digitale richiesta. In pratica, questi
dispositivi funzionano come una Look-Up Table, cioè una tabella di corrispondenza
diretta in cui a ogni campione in ingresso è associato un preciso codice in uscita.
7. Spiegare brevemente nel problema del campionamento le motivazioni che
portano all’uso della tecnica Zero-Order-Hold invece della tecnica Sample-Hold.
La tecnica Sample-Hold non viene quasi mai utilizzata da sola, fatta eccezione per il
caso dei codificatori diretti. Negli altri sistemi, infatti, il risultato della codifica dipende
in modo significativo dal tempo τ, cioè dal tempo necessario per completare
l’operazione di conversione. Per gestire questa dipendenza nel modo più semplice si
utilizza la tecnica chiamata Zero-Order-Hold: in questo caso, dopo che è trascorso un
intervallo di tempo pari a τ, si interrompe la codifica annullando l’ingresso del
codificatore. Questo tipo di campionamento genera un segnale a tempo continuo in
cui il valore in uscita rimane costante per tutto il periodo di campionamento, fino
all’arrivo del campione successivo.
8. Elencare quali ritardi si accumulano fra la misura di un processo e l’azione di
controllo e indicare a chi sono imputabili.
Nel funzionamento di un sistema di controllo possono verificarsi diversi tipi di ritardo.
Il ritardo di misurazione è dovuto al tempo necessario per rilevare le grandezze del
processo ed è legato ai sensori o agli strumenti utilizzati per e=ettuare la misura. Il
ritardo di trasmissione, invece, dipende dall’infrastruttura di comunicazione o dalla
complessità del sistema che trasferisce i dati. Il ritardo di elaborazione è causato dal
tempo richiesto dall’hardware e dal software del sistema di controllo per analizzare le
informazioni e calcolare l’azione correttiva. Infine, il ritardo di attuazione si verifica
dopo che l’azione di controllo è stata calcolata e consiste nell’intervallo di tempo tra la
generazione del comando e la sua e=ettiva applicazione al processo; questo ritardo è
legato alle caratteristiche dell’attuatore o alla sua interfaccia con il sistema di
controllo.
9. Spiegare brevemente nel problema della codifica come avviene il collegamento
logico fra le grandezze fisiche e codici alla luce della diversa dimensione dei 2
spazi di rappresentazione.
L’associazione tra i valori dei campioni e i codici digitali avviene tramite un processo
chiamato mappatura. Questo processo segue una regola o un algoritmo che stabilisce
in che modo la grandezza fisica misurata deve essere trasformata nel corrispondente
codice numerico, permettendo così la conversione del segnale in una forma
utilizzabile dal sistema digitale.
10. Quali sono le principali caratteristiche dell’armadio di un controllore PLC?
L’armadio di un controllore PLC è la struttura che contiene tutti i componenti
elettronici e le relative connessioni del sistema. La sua funzione è quella di proteggere
e organizzare i moduli del PLC, garantendo al tempo stesso condizioni di
funzionamento sicure e a=idabili. Deve quindi essere una struttura robusta, capace di
resistere all’ambiente industriale, schermata contro le interferenze elettromagnetiche,
adeguatamente ventilata per evitare surriscaldamenti e progettata in modo da essere
facilmente accessibile per manutenzione, ma allo stesso tempo sicura per gli
operatori.
11. Elencare brevemente le Specifiche Statiche del controllo di campo.
Le specifiche statiche riguardano i requisiti che devono essere rispettati dallo
scostamento tra il valore desiderato e quello reale quando il sistema ha raggiunto il
regime, cioè quando si è stabilizzato nel tempo. In particolare, si distinguono due tipi di
specifiche: l’errore a regime, che rappresenta il massimo scostamento dal valore di
riferimento considerato accettabile, e la tolleranza ai disturbi, che indica i limiti entro
cui possono essere contenuti gli e=etti dei disturbi sulla grandezza controllata, senza
compromettere il corretto funzionamento del sistema.
12. Spiegare sinteticamente come viene trovata nel metodo della curva di reazione la
costante di tempo t(tau).
È pari alla di=erenza tra l’istante in cui la risposta del sistema soddisfa la condizione
() − = 0,63 Δe il momento in cui è trascorso un tempo θ dalla variazione del
!
set-point. In altre parole, rappresenta un parametro temporale legato alla dinamica
della risposta del sistema. Questo valore può essere determinato anche graficamente,
osservando la curva di reazione e individuando i suoi punti di inflessione.
13. Spiegare brevemente la diXerenza fra un dispositivo hard real-time e uno soft real-
time.
Nei sistemi hard real-time ogni operazione (task) viene sempre completata entro il
vincolo temporale stabilito, cioè entro la scadenza prevista, senza eccezioni: il rispetto
della deadline è garantito in modo assoluto, perché un ritardo potrebbe
compromettere il corretto funzionamento del sistema. Nei sistemi soft real-time,
invece, non è sempre possibile assicurare il rispetto di tutte le scadenze temporali;
eventuali ritardi sono tollerati, anche se possono ridurre le prestazioni o la qualità del
servizio.
14. Spiegare brevemente quali sono i contenuti del secondo documento della
normativa di riferimento per controllori PLC.
Il secondo documento della normativa IEC 61131 descrive i principali componenti che
costituiscono un PLC. Tra questi troviamo l’armadio (rack), che ospita tutti i moduli e li
collega tra loro tramite il bus interno, il modulo di alimentazione, che fornisce l’energia
necessaria al funzionamento del sistema, il modulo processore, che contiene l’unità di
calcolo e le memorie, e i moduli di ingresso/uscita, che permettono al PLC di
comunicare con il campo, acquisendo segnali dai sensori e inviando comandi agli
attuatori. Oltre a questi componenti di base, è possibile aggiungere ulteriori elementi
opzionali, come il terminale di programmazione, moduli di comunicazione, periferiche
esterne o moduli dedicati a funzioni specifiche, in modo da adattare il PLC alle diverse
esigenze applicative.
15. Come si articola tipicamente un’architettura hardware multi-processore per
moduli processore di controllori PLC?
Tutti i PLC moderni utilizzano una configurazione multiprocessore, in cui il modulo
processore è composto da più unità specializzate. In genere è presente un
microprocessore dedicato alle operazioni logiche, un microprocessore generico
utilizzato per le operazioni aritmetiche e per l’esecuzione del sistema operativo del
PLC, e un microprocessore specifico per la gestione delle comunicazioni con i moduli
di ingresso e uscita (I/O). All’interno del modulo processore è inoltre contenuta la
memoria principale del PLC, suddivisa in memoria di sistema, che gestisce il
funzionamento interno e il sistema operativo, e memoria delle applicazioni, che
contiene il programma sviluppato dall’utente per controllare il processo.
16. Elencare le aree di memoria di un modulo processore per controllore PLC che
sono realizzate con tecnologia “volatile”.
Le aree di memoria del modulo processore del PLC che utilizzano tecnologia volatile,
cioè memoria RAM, comprendono alcune parti specifiche sia della memoria di
sistema sia della memoria delle applicazioni. In particolare, nella memoria di sistema
è volatile la parte dedicata alla gestione dei dati, mentre nella memoria delle
applicazioni sono memorizzate in RAM soprattutto l’area dati utente e l’area
ingressi/uscite, che contengono rispettivamente le variabili e le informazioni
necessarie all’esecuzione del programma e i valori aggiornati dei segnali provenienti
dal campo o destinati agli attuatori.
17. Spiegare brevemente cosa si intende per controllore PID incapsulato.
Si tratta di schede elettroniche installate all’interno delle singole macchine operatrici,
che svolgono funzioni di gestione, controllo o interfacciamento e contribuiscono al
corretto funzionamento della macchina stessa all’interno del processo produttivo.
18. Spiegare brevemente cosa si intende per funzionamento Free Wheeling di un
controllore PLC.
È un metodo che permette di ridurre al minimo il periodo di scansione a ogni ciclo: i
risultati dell’elaborazione vengono scritti immediatamente e il ciclo si conclude non
appena termina l’esecuzione del software utente, senza attendere ulteriori intervalli di
tempo.
19. Spiegare con quali strumenti avviene la programmazione dei moderni controllori
PLC, indicando sommariamente i passi che portano il dispositivo ad essere
completamente operativi all’interno del ciclo produttivo.
Per programmare un PLC è necessario sviluppare il programma di controllo utilizzando
uno dei cinque linguaggi previsti dallo standard, suddivisi in due categorie: i linguaggi
testuali, come Instruction List e Structured Text, e i linguaggi grafici, come Ladder
Diagram, Function Block Diagram e Sequential Functional Chart. Dopo aver scritto il
programma, si procede alla fase di debug per verificarne la correttezza e individuare
eventuali errori; successivamente il programma viene caricato nel PLC, si configurano
gli ingressi e le uscite e, una volta completate queste operazioni, il dispositivo è pronto
per entrare in funzione.
20. Spiegare brevemente cosa si intende per sistema real-time e perché i controllori
PLC devono appartenere a questa categoria.
Un sistema real-time è un sistema di elaborazione delle informazioni progettato per
fornire risultati entro precisi limiti di tempo, cioè rispettando vincoli temporali stabiliti
in base alle esigenze dell’applicazione. Nel caso di un controllore PLC, il
funzionamento in tempo reale è fondamentale, perché deve generare segnali di
comando corretti non solo dal punto di vista logico, ma anche temporale, garantendo
così il corretto controllo e coordinamento dei processi industriali.
21. Cosa si intende per reti di calcolatori di tipo broadcast?
Un sistema real-time è un sistema di elaborazione progettato per produrre risultati
entro limiti di tempo ben definiti, rispettando precise scadenze temporali stabilite
dall’applicazione. In questo tipo di sistema non è importante solo che il risultato sia
corretto, ma anche che venga fornito al momento giusto. Per questo motivo un
controllore PLC deve essere un sistema real-time, poiché deve generare segnali di
comando corretti e tempestivi, in
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