Verbi riflessivi
C'è identificazione tra soggetto e oggetto. All'infinito si contraddistinguono per il "sich". L'azione si riflette sul soggetto.
- Nei tempi composti nel passato reggono sempre l'ausiliare haben.
- Il pronome riflessivo può essere all'accusativo o dativo.
- Il pronome riflessivo non precede mai il verbo, lo segue.
- Essendo una parte del discorso, si sostituisce al compl. ogg. e va a finire nel Mittelfeld (solo se nel Vorfeld c'è il soggetto).
Esempio: "In wen hat sie sich verliebt?"
Verbi riflessivi puri
- Il loro pronome riflessivo non segnala un compl. ogg. che coincide col soggetto.
- Sono solo verbi riflessivi.
- La particella può essere sia al dativo che all'accusativo.
- Di solito hanno una seconda reggenza obbligatoria introdotta da una preposizione. Esempio: "Sie hat sich über sein Geschenk gefreut" (es. "sich freuen").
Verbi transitivi che possono diventare riflessivi
- Sono verbi transitivi, solitamente col compl. ogg. ma quando c'è identità tra soggetto e compl. ogg. diventano riflessivi.
- La particella può essere sia al dativo che all'accusativo, assume lo stesso caso della reggenza del verbo se fosse transitivo normale.
- Vale anche per i verbi che hanno due reggenze obbligatorie al caso puro (dativo e accusativo). Una delle due passa al riflessivo assumendo quel caso per la particella. Esempio: "Ich wasche mich".
"Falsi riflessivi"
- Sono verbi transitivi.
- Non segnalano identità tra soggetto e compl. ogg., hanno funzione semantica.
- Il pronome è sempre al dativo ed è solo un Ergenzungen in più. Il compl. ogg. rimane. Esempio: "Ich ziehe die Bluse an" = "Ich ziehe mir die Bluse an".
Non c'è sempre corrispondenza tra riflessivi tedeschi e riflessivi italiani. Esempi: "heißen" = chiamarsi, "aufstehen" = alzarsi, "einschlafen" = addormentarsi.