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Utilizzo dei simboli di culto nei video musicali

Introduzione

E’ ormai evidente che alcuni generi di musica, specialmente rivolti ai giovani, vengono oggi usati come mezzo per lanciare messaggi, espliciti o subliminali, al fine di incidere sulle coscienze delle persone e portarle verso ideologie o concezioni ben lontane da valori eticamente riconosciuti. Come ci si può difendere da tutti gli attacchi che questi generi di musica possono presentare?

Sarebbe facile e superficiale dire: “non ascoltare più musica” oppure “non guardare più la televisione o navigare in internet”. La cosa più sensata da fare è quella di vigilare sempre sul tipo di musica e non considerare le canzoni, anche se piacevoli e accattivanti per ritmo e melodia, “musica leggera da ascoltare, vedere nei videoclip o da ballare in discoteca”.

Accorgimenti per scegliere bene cosa ascoltiamo

  • Osservare le figure e le tematiche proposte nei video musicali, chiedendoci se esse offendono la nostra dignità umana e morale.
  • Chiedersi se esistono e quali sono le motivazioni, esplicite o implicite, degli autori o dei promotori del video.
  • Leggere e ascoltare le parole, captando il contenuto e il tipo di messaggio che vogliono proporre.
  • Non guardare semplicemente, ma decodificare le immagini del video che ci viene proposto.
  • Informarsi sugli artisti, in particolare sulla loro vita, le loro convinzioni e le loro dichiarazioni e interviste sui mass media.

Tematiche particolari nei video musicali

Prima di analizzare i video musicali, è opportuna una premessa, anche per comprendere meglio allusioni e citazioni che ricorrono frequentemente nelle pagine che seguono. Dietro a questi tipi di video esiste una chiara volontà di proporre, mediante provocazioni spesso di cattivo gusto e che in taluni casi giungono al blasfemo, messaggi che rovesciano i valori e il sentimento della gente comune, inneggiando alla libertà, alla trasgressione e alla ribellione.

Un elemento che ricorre quasi sempre è un contesto di oppressione da parte di una cerchia ristretta di individui a volte visibili e identificati in forze militari, oppure da parte di un potere occulto, di cui nelle scene i simboli esoterici (il triangolo con l’occhio onniveggente) traspaiono.

Ma chi sono questi oppressori e cos’è questo potere occulto? Nell’interpretazione del significato dei video si fa spesso riferimento agli Illuminati. Questo era il nome di una società segreta bavarese nata nel secolo XVIII, creata in alternativa alla Massoneria, di cui tuttavia aveva assunto analoga struttura e organizzazione. Essa aveva una struttura piramidale e diversi gradi di iniziazione, a cui corrispondeva una consapevolezza progressiva dei segreti della setta e un maggiore potere. Solo gli adepti dei gradi superiori erano a conoscenza dell'ultimo scopo dell'Ordine, ossia della vera “Illuminazione”, concetto in cui la Luce è sinonimo del massimo grado di conoscenza (gnosi).

La presenza di misteriose entità che dietro le quinte muovono i fili dei protagonisti dei video, come fossero burattini, evoca un’idea che si è fatta strada già prima del 2000, la teoria del complotto. Secondo questa teoria, mai dimostrata realmente e definita meglio come teoria del complotto del Nuovo ordine mondiale, un presunto gruppo di potere oligarchico e segreto si starebbe adoperando per prendere il controllo di ogni organizzazione statale del mondo, al fine di conquistare il dominio su tutta la Terra.

Le modalità con cui si realizzerebbe tale progetto sono le più diverse: da un colpo militare tramite le Nazioni Unite a un controllo della mente simile a quello già usato da parte dei regimi totalitari, fino all’applicazione di microchip a bassa frequenza impiantati sottopelle nelle persone. Secondo i sostenitori di quest’ultima teoria, una volta preso saldamente il potere, la ristretta cerchia dei detentori del nuovo ordine mondiale potrebbe controllare ogni singolo essere umano sia negli spostamenti che nelle transazioni di denaro, ricattando chiunque potesse poi agire contro gli interessi della nuova dirigenza planetaria.

Analisi di tre video musicali emblematici

Analizziamo ora l’uso dei simboli di culto, in particolare cristiani, nella musica contemporanea rock, pop e di altro genere.

Lady Gaga e la dissacrazione della religione

In questa scena Lady Gaga, vestita da sacerdotessa satanica (croce rovesciata), copre un occhio e mostra l’altro. Il video di Lady Gaga che ha suscitato più scalpore di altri per la natura blasfema delle sue immagini è forse “Alejandro”.

Sul significato della canzone e il messaggio che il video cerca di trasmettere, i critici stanno ancora dibattendo e anche gli spettatori. L’impostazione dell’insieme è fredda e militaresca, la grafica del video contrasta nettamente con il calore latino della musica. Anche altri concetti opposti si scontrano e si fondono in questo video: la presentazione del bene contro il male, maschi contro femmine e la dominazione. Il video di Alejandro per il suo simbolismo è suscettibile di interpretazioni multiple.

Un’interpretazione, ad esempio, vi legge la repressione della Chiesa Cattolica verso la comunità gay. Se tale ipotesi può avere una qualche validità, tuttavia ignora molti aspetti importanti del video.

Altri osservatori ritengono che questo di Lady Gaga e tutti i video con immagini religiose siano “omaggi” alla popstar Madonna, la quale ha girato un video assimilabile a una preghiera. Questo, però, non spiega nulla nel video in esame. Infatti, al di là di una possibile ispirazione a Madonna, il simbolismo di Alejandro racconta una storia di rifiuto e di metamorfosi spirituale, svolta all’interno di uno stato di polizia opprimente.

A questo proposito è da rilevare come il fatto di incorporare immagini militaresche e oppressive nei video musicali di ultima generazione è divenuto frequente e oggetto di discussione. Il tema prevalente della canzone è il rigetto, concetto stabilito fin da subito nelle parole “so che siamo giovani e so che tu mi puoi amare. Ma io non posso essere con voi, mi piace più Alejandro”.

La trama del video è la seguente: inizia tutto con un corteo funebre. La cantante indossa un velo nero e tiene il “sacro cuore”, che vorrebbe significare il cuore sanguinante di Dio per l’umanità. Qualcosa è morto dentro di lei e ciò sembra essere il suo amore per Alejandro. Chi è Alejandro? Un ragazzo gay che non può stare con lei? Un uomo che la sta tradendo con Roberto e Fernando? Tutte le possibilità sono aperte, dato che la canzone non è del tutto chiara.

Le immagini del video, però, raccontano agli spettatori che Alejandro potrebbe significare qualcosa di più profondo. In una scena successiva Gaga si mostra con indosso un abito rosso da monaca in lattice e possiede un rosario. Guardando il cielo dice: “Fermati, ti prego, lasciami andare” e “Alejandro”, poi, quando dice “Alejandro”, alza le mani al cielo. In questo contesto si può ipotizzare che Alejandro potrebbe benissimo essere Dio.

E’ lecito chiedersi: ma perché proprio il nome di Alejandro? Le lettere all’interno di tale nome potrebbero dare qualche indizio. La prima lettera di Alejandro è “A” e l’ultima lettera è “O”, l’Alfa e l’Omega del libro dell’Apocalisse, l’inizio e la fine di tutto. In altre parole, Alejandro è il nome del dio a cui Lady Gaga sta facendo riferimento. Il cerchio attorno al dito di lei è un anello nuziale e intorno ad Alejandro vi è un’aureola, il che significa che è considerato “sacro”.

L’anello nuziale rappresenta l’unione di Gaga con Dio attraverso la religione, ma ad un certo punto la Gaga si vergogna di questo matrimonio e nasconde l’anello nella sua tasca. La nozione di rifiuto è dunque applicata a Dio, perché egli non sembra soddisfare le esigenze spirituali di lei. Decide allora di cercare la divinità per conto proprio, abbracciando un nuovo tipo di spiritualità.

E’ a questo punto che la monaca diventa una “sacerdotessa luciferiana” e l’abito che indossa contiene molte croci invertite. Ciò è estremamente significativo in un linguaggio simbolico. La croce, infatti, è un simbolo della fede cristiana e rappresenta il sacrificio di Gesù Cristo e la croce capovolta è conosciuta come la “Croce di San Pietro”.

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Scienze politiche e sociali SPS/08 Sociologia dei processi culturali e comunicativi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher step55 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Etica e deontologia della comunicazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Istituto Universitario Salesiano Venezia - IUSVE o del prof Betti Raul.
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