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La didattica e le sue componenti fondamentali

La didattica può essere definita come: insieme di teorie e pratiche utili a ripensare l'insegnamento in diversi ambiti formativi.

Elementi fondanti della didattica

Gli elementi fondanti della didattica sono: un soggetto che eroga conoscenza, un soggetto che la acquisisce, un oggetto di conoscenza da acquisire, un'attività volta a facilitare l'acquisizione.

Le sfide della didattica universitaria

La didattica universitaria deve affrontare soprattutto le seguenti sfide: ridefinire i curricoli per facilitare la connessione tra mondo della formazione e mondo del lavoro.

Didattica extrascolastica e per adulti

Didattica extrascolastica

La didattica extrascolastica si realizza in ambienti esterni alla scuola e distribuiti sul territorio. Nella didattica extrascolastica si modificano: il rapporto tra educatore-formatore e soggetti, la tipologia caratterizzante delle attività.

Didattica per adulti

Una didattica volta agli adulti deve tener conto dei bisogni espressi, dell'esperienza maturata e da valorizzare.

Distinzione di momenti e ruoli nella didattica

Quando si parla di distinzione di momenti e di ruoli nella didattica si fa riferimento al fatto che non si svolge solo in un'aula della scuola, non ci sono solamente alunni e insegnanti, non si realizza solo in presenza. I cambiamenti nella didattica sono dovuti all'ampliamento dei campi, alla distribuzione dei momenti e dei ruoli, al carattere distribuito della conoscenza, allo spostamento del focus dall'istruire all'apprendere.

Apprendimento e trasposizione didattica

Apprendimento informale e work place learning

Per apprendimento informale si intende un apprendimento acquisito più per affrontare problemi che costruire conoscenza in modo intenzionale. Per work place learning si intende l'insieme dei processi di apprendimento che si realizzano nell'ambito lavorativo, con attenzione alla visione sistemica.

Trasposizione didattica

Per trasposizione didattica si intende la trasformazione che il sapere scientifico subisce nel momento in cui diviene oggetto di insegnamento. Chevallard ritiene che il sapere scientifico, una volta adattato all'ambito dell'insegnamento, produca un diverso tipo di sapere. La trasposizione esterna si ha quando si dà una selezione dei contenuti e delle strutture disciplinari operata da sistemi nazionali che progettano l'istruzione. La trasposizione esterna si rende visibile attraverso i programmi e i manuali di studio per la scuola.

Mediazione didattica e saperi appresi

Mediazione e assiologizzazione

L'assiologizzazione è l'elaborazione in termini morali del sapere scientifico tradotto in sapere scolastico. La mediazione interna consiste nella scelta, operata dagli insegnanti, dei contenuti, dei materiali da proporre, dei compiti, della valutazione.

Nozione di "saperi appresi"

La nozione di "saperi appresi" mette in evidenza il ruolo fondamentale che lo studente ha nel costruire il proprio apprendimento. L'insegnamento richiede la sinergia fra Didattica, Pedagogia ed epistemologie disciplinari.

Ricerca sulla didattica e programmi scolastici

Condizionamenti della ricerca

La ricerca sulla didattica ha subito significativi condizionamenti dai saperi maturati nella psicologia dell'apprendimento.

Storia dei programmi scolastici

I programmi scolastici sono l'incontro tra storia e cultura sociale, politica, pedagogia, storia della didattica. Nella Legge Casati erano già presenti i seguenti elementi: che cosa bisogna insegnare, quali comportamenti sono accettabili socialmente, quale comportamento e ruolo deve avere il maestro. I programmi Gabelli si ispirano alla visione positivista. Ciò che accomuna la visione di Gabelli con i programmi di Washburne è: la valorizzazione del ruolo dello studente quale soggetto intenzionale rispetto all'apprendimento.

Modelli di curricolo e didattica per obiettivi

Modelli di curricolo

Per Bruner il curricolo è il programma di un corso scolastico comprensivo dei materiali, dei metodi di valutazione. Secondo Stenhouse il curricolo contiene enunciazione delle intenzioni e descrizione della realtà di fatto. Per elaborare un curricolo, secondo Stenhouse, è necessario avere dei principi per scegliere i contenuti, per sviluppare delle strategie, per valutare.

Principi e strategie del curricolo

I principi per lo sviluppo del curricolo possono essere: dal facile al complesso, la ricorsività, la relazione tra la trasmissione di contenuti e la scoperta da parte degli studenti. Stenhouse parla di un insegnante ricercatore perché ritiene che l'insegnante debba trattare la propria pratica come oggetto di ricerca e di studio. Il curricolo è fondamentalmente un'azione collettiva volta al miglioramento dell'offerta formativa.

La mediazione didattica è il processo che consente all'individuo di approcciarsi alla conoscenza del mondo. La mediazione didattica serve a rendere potenzialmente accessibile il sapere in modo corretto e strutturato. La metaforizzazione e la de-naturazione connotano la mediazione didattica operata dall'insegnante. La mediazione didattica consente di presentare la conoscenza attraverso metaforizzazioni della realtà.

Strutturalismo di Bruner e progettazione didattica

Il ruolo delle relazioni e della percezione

Lo strutturalismo di Bruner mette in evidenza l'importanza delle relazioni che tengono unite in modo significativo i vari elementi di conoscenza. La costruzione di strutture, secondo Bruner, consente di sviluppare processi quali l'associazione, il ragionamento, che permettono di ricordare meglio. In Bruner la percezione ha un ruolo importante perché consente la trasformazione di esperienze fisiche in immagini mentali.

Esperienze didattiche e progettazione

Per stabilire le esperienze didattiche da proporre l'insegnante dovrebbe: ascoltare e osservare attentamente per raccogliere informazioni sul modo di apprendere dell'alunno. Predisponendo la struttura delle attività e dei contenuti l'insegnante dovrebbe porre attenzione all'economia con la quale lo studente può apprendere e alla generatività dei contenuti.

Progettare accuratamente la natura della restituzione aiuta a far maturare nello studente la capacità di comprendere e autoregolare il proprio apprendimento. La metafora della rete rappresenta l'intreccio di elementi modulari autodeterminati, che partecipano della coerenza generale ma possiedono una propria coerenza locale. Secondo Cerri, la progettazione supera i limiti tecnicistici e si arricchisce di significati in un approccio olistico.

Dimensione progettuale

Nella dimensione progettuale occorre integrare formale, informale e non formale. Progettazione granulare significa progettazione a differenti livelli, tra globale e locale. La dimensione macro e la dimensione micro della progettazione sono legate da elementi di coerenza comuni.

Nella dimensione micro progettuale si utilizza il concetto di frattale, che consiste in un organismo che riproduce tutte le caratteristiche del sistema. Per attivare la ricorsività tra macro e micro il progettista può utilizzare il layout. Il curricolo può essere considerato un framework perché guida o orienta i soggetti del percorso formativo e aiuta a strutturare il senso.

Pattern, modelli e personalizzazione

Il pattern è una sequenza di azione organizzata perché è autoconclusivo, osservabile e ricorrente nella pratica. La differenza tra modularità e frammentazione consiste nell'autosufficienza del modulo. Il principio teleologico in un modello assicura coerenza e organicità.

Il modello, in Baldacci, per il docente ha una funzione descrittiva. Le antinomie proposte da Baldacci sono: processo e prodotto, soggetto e oggetto. La personalizzazione caratterizza particolarmente il modello dei talenti personali. I modelli proposti da Baldacci sono costruiti in base all'aspetto caratterizzante.

Il saper leggere, scrivere e far di conto caratterizza il modello delle competenze di base. Lo sviluppo della metacognizione riguarda la capacità del soggetto di controllare e governare i propri processi cognitivi. L'interdisciplinarità si alimenta di domande che richiedono l'apporto di più discipline per trovare una risposta.

Modelli didattici e strategie formative

Didattica per obiettivi

La scelta dei contenuti, nel modello dell'arricchimento culturale, è dettata dal valore formativo assegnato ai saperi. La didattica per obiettivi, particolarmente centrata sulla trasmissione di conoscenze, è inseribile nel modello delle competenze di base. La didattica per obiettivi vede una forte relazione tra la programmazione e la valutazione.

Alla base della valutazione, nella didattica per obiettivi, vi è l'osservazione. La programmazione redatta dai docenti ad inizio d'anno, secondo la didattica per obiettivi, contiene gli obiettivi per ogni classe. La programmazione, secondo la didattica per obiettivi, inizia con l'individuazione dei bisogni espressi e inespressi.

Per pre-requisiti, nella didattica per obiettivi, si intende la conoscenza esistente nell'alunno in rapporto al tema da proporre. La decisione relativa alle attività, nella didattica per obiettivi, viene dopo la verifica dei pre-requisiti. La verifica, nella didattica per obiettivi, permette di comprendere il grado di apprendimento in rapporto all'obiettivo.

La finalità, nella didattica per obiettivi, è una traiettoria di senso che guida la programmazione. L'obiettivo, nella didattica per obiettivi, è verificabile attraverso la performance. Un problema della didattica per obiettivi è la possibile frammentazione del sapere.

Strategie formative

Le strategie formative devono tenere conto del contesto di formazione. Le strategie formative si differenziano dal metodo perché il metodo è una logica di azione, la strategia è l'azione stessa. Il passaggio da una logica per obiettivi a una logica per competenze impone che la strategia sia dinamica.

Mobilitare significa trasferire competenze da un contesto all'altro. Per mettere in atto strategie formative mirate alla competenza la logica di fondo è quella riflessiva. Secondo Bonaiuti, le principali categorie per distinguere le strategie formative sono: centrate sull'insegnamento e centrate sull'apprendimento.

Le strategie ispirate a un'architettura trasmissiva sono utili in contesti molto affollati. Le strategie che prevedono simulazione si utilizzano principalmente nell'apprendistato professionale. Le strategie cooperative possono essere condotte senza supervisione di un esperto. Le strategie metacognitive contribuiscono a sviluppare autoconsapevolezza sulle proprie pratiche.

Mastery learning e PBL

Benjamin Samuel Bloom e mastery learning

Benjamin Samuel Bloom nasce nel febbraio del 1913 e muore nel settembre del 1999, lasciando un segno indelebile nella pedagogia dell’educazione e nel campo valutativo. Si può affermare che il suo mastery learning mira a condurre il maggior numero possibile di studenti verso il successo formativo. Il mastery learning in italiano è possibile tradurlo come: Apprendimento per padronanza.

Si definiscono conoscenze: il risultato dell’assimilazione di informazioni attraverso l’apprendimento. Il mastery learning può essere messo in campo se, e solo se, si conosce il gruppo classe, o quantomeno se si ha la premura di personalizzare gli interventi appena si “inquadra” l’alunno in base all’esperienza dell’insegnante.

Con diagnosi s’intende, nella medicina, una procedura consistente nell’interpretazione di segni e sintomi raccolti quali manifestazioni di un processo patologico in atto o pregresso. Nel mastery learning, la tradizionale divisione in alti-medi-bassi rendimenti si riconduce a quella più semplice veloci-normali-lenti. Nel mastery learning, oltre al fattore tempo, è tuttavia importante anche la qualità dell’istruzione.

Scopo del mastery learning: Localizzare con "precisione" le difficoltà apprenditive dei singoli al fine di mettere in atto i necessari interventi compensativi e rafforzare l'apprendimento nel caso in cui i risultati si dimostrino soddisfacenti. Nel mastery learning l'attitudine è definita come: come l’ammontare del tempo richiesto per raggiungere la padronanza di un apprendimento da parte di uno studente.

PBL (Problem-Based Learning)

Il PBL può essere considerato: Una metodologia didattica. La modalità del processo di apprendimento attivato dal PBL deve essere collaborativa. Il problema posto nella strategia PBL presenta: una possibilità multipla di soluzione.

Le principali fasi del PBL sono: Analisi, ricerca, configurazione. La devoluzione allo studente presuppone un ruolo di tutor per il docente. Il modello autentico di Barrows prevede: Momenti di attività.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/01 Pedagogia generale e sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher LeoMe10x di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Metodologie e tecnologie per la didattica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Universita telematica "Pegaso" di Napoli o del prof Sorrentino Clorinda.
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