Estratto del documento

Fisiocratici e Mercantilisti

1. I fisiocratici si sono occupati di: agricoltura

2. La ricchezza dei mercantilisti è data: oro

Rivoluzione industriale e scuola classica

3. La rivoluzione industriale è iniziata in: Inghilterra

4. Il fondatore della scuola classica è stato: Smith Adam

Teorie economiche e autori

5. L'autore della progressione geometrica della popolazione è: Malthus Thomas Robert

6. La teoria enunciata da Ricardo David: valore – lavoro

Sistema capitalistico di Karl Marx

7. Il sistema capitalistico di Karl Marx si basa: aumento di plusvalore

Economia marginalista e la grande depressione

8. Le principali caratteristiche dell'economia marginalista sono: totale fiducia nella capacità dei mercati concorrenziali di raggiungere l'equilibrio

9. La grande depressione iniziò in: Negli Stati Uniti

Liberalismo e scuola neoclassica

10. La visione basata sul Liberalismo è di quale scuola: neoclassica

Bisogni e beni economici

1. Il bisogno è un'esigenza o un desiderio che l’individuo cerca di soddisfare e possono essere: assoluti o primari

2. Il bene economico deve presentare il requisito di: scarsità

Uomo economico e legge di domanda

3. Qual è il fine dell’uomo economico: è quello di destinare le risorse scarse e limitate di cui dispone tra impieghi alternativi allo scopo di soddisfare i suoi bisogni realizzando il massimo livello di benessere possibile

4. Quando viene definita, la regolarità nel comportamento dei consumatori legge di domanda: quando il prezzo di un bene diminuisce, ma non mutano il reddito, e i prezzi degli altri beni

Teoria neoclassica e soddisfazione

5. La teoria neoclassica individua tre caratteristiche comuni alla media degli individui che possono essere utili a descrivere l'uomo economico, ovvero: razionale – individualista – benesserista

6. Il consumo dei beni dà agli individui una sensazione di soddisfazione, che in economia prende il nome di: utilità

Approcci nella teoria neoclassica

7. Per poter risolvere il problema di scelta del consumatore, la teoria neoclassica, ha sviluppato due diversi approcci, ovvero: L'utilità cardinale e l'utilità ordinale

Preferenze e beni

8. Secondo Pareto l'utilità non è una proprietà fisica dei beni ma: è una grandezza soggettiva e psicologica

9. Gli ordinamenti di preferenza godono della proprietà di non sazietà. Questo significa che: una quantità maggiore di un bene è sempre preferita rispetto ad una quantità minore

10. I beni in base alla loro natura si distinguono in: i beni in senso stretto - i servizi

Saggio marginale di sostituzione

1. Il saggio marginale di sostituzione è: Il rapporto tra la quantità di un bene a cui il consumatore è disposto a rinunciare dell'altro bene che riceve in cambio

2. Perché è definita marginale: È definita marginale perché è riferita a variazioni molto piccole

Curve di indifferenza e beni complementari

3. Per quale motivo le curve di indifferenza possono assumere una forma diversa da quella convessa: per la relazione che lega tra loro due beni

4. I beni perfettamente complementari sono quei beni che per arrecare utilità devono: Essere usati separatamente

Vincolo di bilancio e scelta del consumatore

5. Il vincolo di bilancio del consumatore è dato da quale equazione: R = p A q A + p B q B

6. La scelta ottimale del consumatore, ovvero il punto di equilibrio si determina: dall'insieme delle preferenze e dal reddito, stabilendo quale sarà il paniere preferito tra tutti quelli ammissibili

Reddito e spostamento del vincolo di bilancio

7. Nel caso in cui, il reddito del consumatore aumenta, il vincolo di bilancio, si sposta: si sposta parallelamente verso l'esterno con la conseguenza che l'area dei panieri diventa più grande

Legge di Engel

8. Nel secolo scorso Ernst Engel, ha analizzato riguardo alle spese di consumo delle famiglie in relazione al loro reddito, che cosa: che tanto più una famiglia è povera tanto maggiore è la quota di reddito destinata all'acquisto di beni di prima necessità

Domanda di beni di prima necessità

9. In che modo aumenta o diminuisce la quantità domandata di un bene di prima necessità: aumenta ma in misura inferiore rispetto all'aumento del reddito; diminuisce quando il bene è inferiore, aumenta in misura più che proporzionale rispetto al reddito quando si tratta di un bene di lusso

Effetti di variazioni di prezzo su vincolo di bilancio

10. Se consideriamo il caso in cui il reddito e le preferenze non variano, ma cambia il prezzo di uno dei due beni, si andrà a rilevare: Che il valore dell’intercetta sull'asse verticale resta immutata, poiché il reddito e il prezzo del bene non sono variati, mentre l'intercetta con l'asse orizzontale cambia

Distribuzione del reddito e equilibrio economico generale

1. Per distribuzione personale del reddito intendiamo: si

2. La teoria dell'equilibrio economico generale è legata: all'economista francese L. Walras

Scambi di merci nel modello walrasiano

3. Nel modello walrasiano gli scambi di merci avvengono solo quando: sia stato raggiunto un prezzo di equilibrio che assicuri la perfetta coincidenza tra domanda ed offerta

4. La scatola di Edgeworth è: lo strumento grafico per studiare l'equilibrio generale

Ottimo paretiano ed economia semplificata

5. Il concetto di ottimo paretiano o efficienza economica: Serve a definire una situazione in cui non è possibile migliorare il benessere di un soggetto economico senza peggiorare quello di un altro

6. L'economia semplificata è detta anche: economia di puro scambio

Meccanismo e condizioni del modello walrasiano

7. Il meccanismo del Tâtonnement indica: il sistema che permette di fissare i prezzi delle merci

8. L'economista Walras poneva come condizioni del suo modello: che ogni soggetto cerchi di massimizzare la propria utilità - che ogni impresa cerchi di massimizzare il proprio profitto - che in ogni mercato la domanda e l'offerta di un bene siano uguali

Prezzo e dotazioni iniziali nel modello walrasiano

9. Nel modello walrasiano il prezzo si forma: solo se in seguito a variazioni della domanda e dell'offerta in corrispondenza di diversi livelli di prezzi

10. I 'panieri dei beni' che i consumatori posseggono prima di iniziare gli scambi, si chiamano: dotazioni iniziali

Scambio e teoremi dell'economia del benessere

1. Indicare come devono essere domanda ed offerta affinché lo scambio abbia luogo: Uguali su ciascun mercato

2. Il primo teorema dell’economia del benessere può essere interpretato come una potente difesa dei mercati concorrenziali. Indicare cosa dice: Che dove tali mercati operano, le azioni che ciascuno intraprende al fine di massimizzare il proprio benessere conducono ad un esito che è desiderabile per la società nel suo complesso

Stato e concorrenza

3. Indicare cosa dovrebbe fare lo Stato se la concorrenza garantisce l’ottimo paretiano e le altre forme di mercato no: Dovrebbe impegnarsi per sostenere la concorrenza laddove esiste ed crearla laddove non c’è

4. Ricordando il primo teorema dell’economia del benessere indicare cosa suggerisce l’aggettivo “primo”: Che vi debba essere più di un teorema dell’economia del benessere

Secondo teorema e mercati non concorrenziali

5. Indicare cosa ci ricorda il secondo teorema dell’economia del benessere: Ci dice che ogni equilibrio economico generale con mercati concorrenziali è un ottimo paretiano

6. Se per un qualsiasi motivo i mercati non sono concorrenziali e quindi i prezzi non possono eseguire il loro compito di diffusori delle informazioni, indicare come risulta il raggiungimento dell’ottimo paretiano: non più garantito

Equità ed efficienza

7. Indicare che cosa possiamo dedurre dal conflitto equità-efficienza: Non è più certo che affidarsi interamente ai mercati concorrenziali, per raggiungere l’equilibrio economico generale sia una cosa desiderabile

8. Indicare a cosa si corrisponde al verificarsi di equilibri non walrasiani di razionamento: Situazioni diverse di disoccupazione

Disoccupazione e relazioni tra datore e dipendenti

9. Indicare quali sono le situazioni diverse di disoccupazione: Disoccupazione Keinesiana e classica

10. Indicare da che cosa possono essere regolate le relazioni fra datore di lavoro e dipendenti: Da contratti impliciti

Curva prezzo-consumo e curva di domanda

1. La curva prezzo-consumo è particolarmente importante poiché da essa è possibile: Derivare direttamente la curva di domanda individuale

2. La curva di domanda individuale indica le quantità di un dato bene che il consumatore è disposto ad acquistare in relazione ai diversi prezzi del bene stesso. Questa relazione è nota come: Legge di domanda

Prezzi di beni sostituti e complementari

3. La domanda di un bene dipende anche dai prezzi degli eventuali beni sostituti o complementari. Indicare in quale momento sono sostituiti: Nel caso di beni sostituti, la relazione fra prezzo di un bene e quantità domandata del bene sostituto è una relazione diretta

4. La domanda di un bene dipende anche dai prezzi degli eventuali beni sostituti o complementari. Indicare in quale momento sono complementari: Nel caso in cui si tratta di beni complementari, la domanda di un bene è funzione inversa del prezzo dell’altro bene

Determinanti della domanda di un bene

5. La domanda di un dato bene dipende: Dal prezzo del bene stesso, dal prezzo degli altri beni complementari e sostituti, dal reddito del consumatore e dalle sue preferenze

6. Alcuni beni di prima necessità come il pane o il latte, sono beni a domanda: rigida

Elasticità della domanda

7. Nell’analisi della domanda, lo strumento che serve per valutare in termini più precisi quanto varia la quantità domandata di un dato bene è il coefficiente di: elasticità

8. Il coefficiente di elasticità si calcola facendo riferimento: A variazioni di prezzo del bene considerato, del prezzo dei beni complementari e sostituti o del reddito

Elasticità in termini di variazioni

9. Indicare come è definita l’elasticità in termini di variazioni: Variazioni percentuali

10. Nel caso in cui tra i due beni non esiste nessuna relazione, l’elasticità incrociata della domanda è uguale a: 0

Fattori produttivi e impresa

1. Quali sono i fattori produttivi utilizzati per la produzione di un'impresa: Risorse primarie, materie prime e il lavoro; beni capitali, impianti, macchinari, stabilimenti

2. I fattori produttivi possono essere raggruppati in: Terra, lavoro e capitale

Conoscenza e costi nell'impresa

3. In un'impresa la conoscenza e l'evoluzione cosa sviluppa: Sistemi economici

4. L'imprenditore per poter disporre dei fattori produttivi deve portare: Costi

Profitto economico e input

5. La differenza tra l'ammontare dei ricavi, ed i costi totali sostenuti costituiscono: Profitto economico

6. Gli input si possono distinguere tra: Fattori produttivi fissi e variabili

Fattori produttivi fissi e orizzonti temporali

7. I fattori produttivi fissi di un’azienda sono costituiti da: stabilimenti, dagli impianti e dai macchinari

8. Si possono distinguere due diversi orizzonti temporali in un'azienda, il breve periodo e il lungo periodo, differenza: Nel breve periodo le imprese possono variare la produzione modificando solo i fattori variabili ma non quelli fissi. Nel lungo periodo le imprese possono modificare tutti i loro fattori produttivi

Rendimenti di scala

9. Nei rendimenti di scala costanti l’output come varia: l'output varia nella stessa proporzione degli input

10. Nei rendimenti di scala decrescenti si verifica: l'output varia in misura meno che proporzionale

Costi: contabile ed economico

1. Il costo viene distinto, dalla teoria economica in costo contabile e costo economico, differenza: Nel costo contabile entrano tutte, e solo, le spese effettivamente sostenute dall’impresa per l'acquisto dei fattori produttivi. Il costo economico comprende, invece, oltre alle spese effettive anche i costi impliciti

2. Che cos'è il costo-opportunità: è il valore del bene o del servizio a cui si rinuncia ogni volta che si attua una scelta

Funzioni di costo e offerta

3. Le funzioni di costo assumono una forma ad U ed è legata alla legge dei rendimenti marginali decrescenti. Questa legge economica cosa afferma: Che, nel breve periodo, la produttività di un fattore variabile è dapprima crescente, raggiunge un livello massimo e poi è continuamente decrescente

4. L'offerta complessiva di un dato bene è dato: dalla somma delle quantità offerte dalle singole imprese per ogni dato livello di prezzo

Elasticità e output di equilibrio

5. Nel caso in cui si verifica un aumento del prezzo del 10% l’offerta è rigida se: Se la variazione della quantità offerta è inferiore rispetto alla variazione di prezzo

6. L'impresa per poter determinare l'output di equilibrio può utilizzare un altro modo oltre a quello totale, quale: si basa sulle grandezze marginali

Tecniche produttive e profitto

7. Se i prezzi di un dato fattore produttivo impiegato nella produzione sono particolarmente elevati, l’impresa cercherà di disporre: di tecniche produttive e di impianti che permettano di ridurre l'impiego del fattore produttivo più costoso

8. Se i ricavi sono superiori ai costi, per l'impresa è conveniente fare che cosa: continuare ad aumentare la produzione, almeno fino a quando c'è spazio per ulteriori guadagni

Profitto normale e costi totali

9. Che cos'è il profitto normale: il reddito che l'imprenditore ricava dalla sua attività

10. I costi totali sono: la somma fra costi fissi e costi variabili

Tipi di mercato

1. I vari tipi di mercato sono: Concorrenza perfetta, Concorrenza monopolistica, Oligopolio, Monopolio

2. Quando un mercato è detto oligopolio: quando le imprese sono poche e offrono un prodotto identico o prodotti leggermente differenziati

Domanda di mercato e produzione

3. I consumatori, tutti insieme, creano: la domanda di mercato

4. Se la curva di domanda si sposta verso destra, senza cambiare inclinazione, succede che: aumenteranno sia la quantità che il prezzo di equilibrio

Monopolista e mercati oligopolistici

5. Il monopolista sceglie il livello di produzione che garantisce l'eguaglianza fra ricavo marginale e costo marginale: Perché in questo modo massimizza il profitto

6. I mercati oligopolistici omogenei, sono: le imprese producono lo stesso bene

Oligopolio di Bertrand e produzione

7. Nell'oligopolio di Bertrand fissa per ciascuna impresa: Fissa il prezzo a cui vendere il prodotto, assumendo che l'altra non modifichi il suo prezzo

8. Il monopolista è libero di decidere quanto vendere e a che prezzo: non è libero di scegliere un prezzo qualsiasi, ma deve vendere la sua produzione al prezzo per il quale la domanda è esattamente uguale all'offerta

Mercati oligopolistici e prezzo

9. I mercati oligopolistici si distinguono anche in oligopolio omogenei, in cui: le imprese producono lo stesso bene

10. L'eguaglianza fra domanda ed offerta, stabilisce: il prezzo

Distribuzione del reddito e prodotto marginale

1. Per distribuzione personale del reddito cosa intendiamo: il reddito che si suddivide fra vari individui

2. Il valore del prodotto marginale è dato da quali elementi: Dal prezzo del bene prodotto e venduto dall'impresa moltiplicato per il prodotto marginale del fattore considerato

Produzione e punto ottimale

3. Impiegando una unità in più del fattore, cosa succede nella produzione: La produzione aumenterà del prodotto marginale. L'ammontare di produzione verrà venduto al prezzo di mercato

4. In quale momento si otterrà il punto ottimale: Sarà quello in cui il ricavo marginale ed il costo marginale sono eguali

Categorie di fattori e distribuzione del reddito

5. Normalmente si individuano tre categorie di fattori: Capitale, bene prodotto da imprese - Terra e risorse naturali, risorsa primaria - Lavoro, risorsa primaria

6. Tramite lo studio della distribuzione personale si individua: Si individua il livello di reddito per ogni famiglia

Benessere collettivo e distribuzione funzionale

7. Quali strumenti usano gli economisti per formulare giudizi sul benessere collettivo di una popolazione: La diseguaglianza della distribuzione - il grado di povertà

8. L'equilibrio sul mercato dei vari fattori cosa stabilisce: La distribuzione funzionale del reddito

Indice di povertà e definizione

9. Come si calcola l’indice di povertà: Si prende come reddito minimo il reddito medio, o una frazione

10. La prima definizione di povertà è detta: assoluta

Ruolo dello Stato nell'economia

1. Lo Stato, in economia, agisce almeno in quattro modi diversi, quali: Mette a disposizione beni e servizi - Impone tributi a tutti i cittadini ed è l'unico soggetto economico ad avere il potere legale di farlo - Detta regole di condotta ai soggetti economici - Effettua manovre di politica economica

2. Secondo la visione liberale dello Stato, quest'ultimo deve limitarsi a svolgere alcune funzioni essenziali, indicare quali: Servizi di polizia, difesa nazionale, amministrazione della giustizia e lasciare il resto all'iniziativa privata

Fallimenti del mercato e beni economici

3. Vi sono casi che rappresentano quelli che si chiamano fallimenti del mercato, in queste circostanze lo Stato: Interviene per porvi rimedio

4. Un bene economico ha le caratteristiche di: Soddisfare i bisogni degli individui - di essere non liberamente disponibile

Beni collettivi e non escludibilità

5. I beni collettivi si distinguono in: Beni pubblici - Beni misti

6. La non escludibilità cosa impedisce ai beni collettivi: Di avere un prezzo con la conseguenza che il mercato non può agire efficacemente

Produzione di beni collettivi e comportamento dello Stato

7. I beni collettivi in quanto non escludibili, verranno prodotti nel mercato in: Quantità minima o non prodotti affatto

8. Lo Stato si comporta come un qualsiasi soggetto economico ed ottiene fondi tramite attività come la vendita o l'affitto di beni patrimoniali, la richiesta di denaro in prestito e chiamata: Debito pubblico

Domanda elastica e autorità garante

9. Se la domanda è perfettamente elastica, vuol dire che gli individui sono: Disposti a variare in qualche modo la quantità acquistata pur di mantenere inalterato il prezzo

10. L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, ha il compito di: Vigilare sull'attività di tutti i mercati

Interesse e capitalizzazione

1. L'interesse rappresenta: Un guadagno per chi ha prestato un certo capitale

2. In un regime a capitalizzazione semplice al tasso annuo pari al 23%, presto un capitale pari a 20000 euro. Dopo 2 anni mi verrà restituito: 29200

Capitale e tempo di attesa

3. In un regime a capitalizzazione semplice al tasso annuo pari al 15%, presto un capitale pari a 15000 euro. Affinché mi venga restituito il doppio (30000 euro) sarà necessario attendere: Più di 6 anni

Legge di capitalizzazione semplice

4. Nella legge di capitalizzazione semplice, indicare che caratteristica ha l'incremento del capitale:

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher LeoMe10x di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia ed estimo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Universita telematica "Pegaso" di Napoli o del prof Natale Pasquale.
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