Prefazione di Donato A. Limoneturismatica
Turismatica è un neologismo composto da “turismo” e “informatica”. Essa è l’insieme delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione applicate al turismo. È un nuovo paradigma formato da “turismo” inteso come sistema integrato di politiche pubbliche, programmazione, dati, servizi, risorse, mercati operatori e utenti; e da “tecnologie” che permettono di mettere in rete il sistema “turismo”.
Il turismo come sistema integrato
- La condizione di base di questo paradigma è che il turismo è un sistema integrato composto da elementi interconnessi tra loro e che sono:
- Le politiche pubbliche
- La programmazione
- I dati
- Una rete di servizi, di mercati, operatori, di utenti e consumatori.
Sono politiche di promozione, di indirizzo, sostegno e monitoraggio.
Le politiche pubbliche
È l’insieme di indirizzi, risorse e strumenti di verifica, nonché di metodologie corrette e funzionali alla definizione degli interventi.
La programmazione
Le politiche e la programmazione operano sulla base di dati che hanno le seguenti caratteristiche: ossia il fatto che il dato pubblico è patrimonio di tutti, che il sistema di dati ha un costo e che esso deve essere formato, sostenuto e implementato. Inoltre, i dati pubblici devono avere finalità specifiche, devono essere certificati e validati da chi ne ha la titolarità, e tutti i soggetti basano le proprie scelte operative su di essi, quindi devono essere anche affidabili. Deve essere sempre aggiornato e accessibile in rete.
Una rete di servizi, mercati, operatori, utenti e consumatori
Per la costruzione di una rete sono necessari le politiche pubbliche, la programmazione e i dati pubblici. L’ambiente è l’elemento primario di “attrattiva turistica”. L’attenzione all’ambiente genera una positiva competitività ed una migliore conservazione e fruizione dell’ambiente, ma solo se mercati, imprese e utenti gli danno il giusto valore.
Introduzione di Marco Mancarella
Turismatica comprende una serie di lavori che rappresentano il contributo dei partecipanti al Convegno internazionale sul turismo, dal titolo “Turimaticcultural and environmental heritage valorization” svoltosi nel luglio del 2008 presso l’Università del Salento in Cavallino. Il convegno ha avuto come obiettivo essenziale quello di mettere in rete rappresentanti del mondo accademico, imprenditoriale e politico interessati ad uno sviluppo territoriale innovativo, che analizzi le interrelazioni esistenti tra le nuove tecnologie e la valorizzazione del patrimonio culturale ed ambientale a fini turistici al fine di tracciare i confini di una nuova disciplina definibile come Turismatica.
Una sua prima definizione, fin troppo generale, si può dire che turismatica è l’applicazione razionale e giuridicamente corretta delle nuove tecnologie alla valorizzazione del turismo sostenibile; e la possibilità di introdurre degli strumenti della società dell’informazione nel vivere comune ha permesso di delineare i contorni concettuali della materia turismatica in un'ottica multidisciplinare (diritto, economia, scienza politica, informatica, biologia, sociologia ecc.). I lavori sono cominciati con legare tale materia a concetti quali “sviluppo sostenibile”, “ambiente” e “patrimonio culturale”.
Sviluppo sostenibile
Per ciò che riguarda lo sviluppo sostenibile, la definizione di base fu quella data nel 1987 nel Rapporto Brundtland, per cui turismatica diventa anche uno strumento in grado di soddisfare il principio di responsabilità intergenerazionale, per cui l’uomo moderno non più minacciato dalla natura, ma dalla sua stessa tecnologia deve agire per assicurare un avvenire all’umanità senza minare la futura esistenza.
L’associazione del settore turismo al principio dello sviluppo turismo sostenibile porta a formulare il concetto di cui caratteri fondamentali vennero formulati con la Carta di Lanzarote del 1995, e che afferma lo sviluppo del turismo deve essere basato sul criterio della sostenibilità, ciò significa che deve essere ecologicamente sostenibile nel lungo periodo, economicamente conveniente, eticamente e socialmente equo nei riguardi delle comunità locali e deve gestire le risorse al meglio per assicurarne la redditività, consentendo la salvaguardia del nostro capitale naturale e culturale.
Il documento e dichiarazioni in esso contenute si rivolgono essenzialmente agli operatori del settore e ai turisti stessi, esortandoli all’adozione di nuovi modelli di comportamento che consentano una crescita razionale e responsabile dei territori.
Patrimonio culturale
Per ciò che riguarda invece la definizione di “patrimonio culturale”, l’associazione con il turismo affonda le sue radici nelle Convenzioni UNESCO del 1972, del 2003, e del 2005. Innanzitutto per patrimonio culturale si intende un patrimonio costituito da due distinte categorie di beni, ovvero quelli culturali e quelli paesaggistici. I beni culturali sono le cose mobili e immobili che presentano interesse artistico, storico, archeologico, etnoantropologico. Quelli paesaggistici sono gli immobili e le aree che esprimono valori storici, culturali naturali morfologici e estetici del territorio.
Ambiente
L’ultimo concetto, del quale si è concordata la definizione comune è stato quello di ambiente. Ambiente rappresenta ciò che circonda e avvolge l’uomo, ciò che permette la sua esistenza, sia esso naturale, o da egli stesso creato o modificato. In campo giuridico, Caravitane diede un contributo al concetto di ambiente, dandogli rilievo giuridico, autonomo e non frazionabile. Egli giunge a configurare l’ambiente come un macrosistema in equilibrio nel quale, perché possa continuare ad esistere, devono essere salvaguardati di volta in volta i singoli equilibri delle sue componenti, biosfera ed ecosistemi. L’ambiente ha carattere trasversale, nel senso che ha la capacità di coniugare le scienze ecologiche con il diritto, i singoli ecosistemi e la biosfera al microsistema ambiante. Tuttavia, l’ambiente e i beni in esso considerabili, non costituiscono in Italia, patrimonio culturale tant’è che un articolo del CODICE DELL’AMBIENTE del 2006, afferma che la tutela dell’ambiente degli ecosistemi naturali e del patrimonio culturale deve essere garantita da tutti gli enti pubblici e privati e dalla persone fisiche e giuridiche pubbliche o private.
PRINCIPIO CHE “chi inquina paga”.
Capitolo 1: Le politiche per il territorio: governance e local government
La pianificazione territoriale è un’attività che varia tra Paesi e si specifica rispetto al contesto di riferimento al fine di stimolare orientare e sviluppare un insieme di potenzialità in direzione dell’interesse collettivo. Inoltre, si può intendere come una strategia di gestione multidimensionale che ha ad oggetto la programmazione economico-finanziaria, la realizzazione e gestione poi, di infrastrutture a rete in modo da valutare le risorse locali e promuovere la crescita e lo sviluppo delle attività che lo permettano.
L’attività di pianificazione territoriale ha una grande importanza in quanto dà la possibilità agli enti locali, quali interlocutori per lo sviluppo di molte politiche economiche e sociali, di entrare a far parte di un ampio sistema di relazioni internazionali e promuovere quindi politiche di coesione e cooperazione.
Un ulteriore fattore di cui la pianificazione territoriale deve tener conto è la diffusione delle ICT e le potenzialità offerte dall’innovazione. Le nuove tecnologie infatti rappresentano gli strumenti innovativi per la promozione territoriale, per la tutela dell’ambiente e lo sviluppo turistico sostenibile, tanto che si sono venute a formare discipline come la geomatica e la turismatica, appunto, neologismi utilizzati per descrivere le diverse intersezioni con le tecnologie.
La percezione dell’ambiente e il fenomeno della globalizzazione
La crisi del sistema fordista, l’affermarsi delle imprese multinazionali, e l’innovazione tecnologica hanno accelerato il processo di globalizzazione e condotto al declino della modernità. L’umanità ha preso coscienza del senso originario e naturale dell’unitarietà, dell’interdipendenza, della condivisione di problemi e fini. Nasce così la questione ambientale scaturita dalla crisi ecologica, che rappresenta la crisi della modernità e del capitalismo industriale.
Tutela, valorizzazione e conoscenza del patrimonio culturale
Il rapporto tra tutela, valorizzazione e conoscenza del patrimonio culturale nasce dall’esigenza di restituire un valore globale a un insieme di beni ambientali che esprimono l’identità di un paese e la sua storia. La nozione di patrimonio culturale sta a significare un prodotto sociale che cambia nel corso del tempo, attraverso processi di adattamento, di reinterpretazione, di attualizzazione che combinano insieme tradizione e innovazione. La sua tutela e salvaguardia è una conseguenza della conoscenza e dell’uso consapevole del patrimonio, inteso come presa di responsabilità nei suoi confronti, tenendo presente che la responsabilità non può essere delegata esclusivamente alle autorità e alle competenze dei specialisti ma richiede un dovere anche da parte della collettività. Il concetto di patrimonio culturale infatti evidenzia un significato connettivo, basato su reti di relazioni che genera sia una domanda di conservazione indipendente dall’uso, sia il bisogno di fruirne, aspetto che lo lega alla funzione turistica.
Tutela dell’ambiente e sviluppo sostenibile nell’evoluzione normativa
Il concetto di sviluppo sostenibile è considerato il principio che accomuna la sfera politica, economica, giuridica ed etica e della questione ambientale se ne è discusso notevolmente, tanto da tradursi in atti vincolanti e non, programmatici e di indirizzo come Le Dichiarazioni di principi e i Programmi d’Azione. Un primo esempio fu la Dichiarazione di principio di Stoccolma, un documento scaturito dalla prima Conferenza Mondiale sull’Ambiente tenutasi nel 1972, durante la quale viene affermata l’importanza dell’ambiente come una delle dimensione essenziali dello sviluppo umano e che pone basi per quello che sarà definito sviluppo sostenibile attraverso il riconoscimento delle responsabilità che l’uomo ha nell’ambiente in cui vive. Nello stesso anno il MIT presenta il Rapporto Meadows, che analizza la questione ambientale in termini globali e sulla base delle interdipendenze tra le varie componenti ambientali. La tesi centrale risiede nell’idea di dilatare i limiti dello sviluppo attraverso la crescita zero di due variabili, popolazione e investimenti, al fine di raggiungere uno stato di equilibrio globale. Una nuova definizione del rapporto tra sviluppo e ambiente si ha con il rapporto Brundtland del 1983. La sua importanza sta nell’aver elaborato il concetto di sviluppo sostenibile.
Nel 1992 la Conferenza delle Nazioni Unite su Ambiente e sviluppo tenutasi a Rio de Janeiro sancisce l’acquisizione definita del principio di sviluppo sostenibile, con due atti fondamentali quali La Dichiarazione su Ambiente e Sviluppo e Agenda 21. In questa Conferenza sono definiti i principi fondamentali alla base del rapporto pace-sviluppo-ambiente; si affronta inoltre il problema della lotta alla povertà, a livello internazionale e viene introdotto l’importante “criterio delle responsabilità comuni ma differenziate”, in base al quale ciascun paese si assume responsabilità proporzionali alla tecnologia e alle risorse finanziare di cui dispone, nonché alla pressione che le rispettive società esercitano sull’ambiente. Si afferma poi il principio precauzionale in base al quale si riconosce la responsabilità degli Stati di garantire l’accesso al patrimonio culturale e naturali alle generazioni presenti e future.
Nel 2002 il confronto tra paesi sul tema della sostenibilità è proseguito con il Vertice mondiale sullo Sviluppo Sostenibile di Johannesburg dal quale sono scaturiti due importanti atti cioè la Dichiarazione sullo sviluppo sostenibile e il Piano d’Azione. Il più importante tra i due è quest’ultimo; il primo serve a dare sostegno politico al contenuto del secondo e in essa viene rafforzata la visione multidimensionale dello Sviluppo Sostenibile.
Ecosturismo e turismo sostenibile
La carta di Lanzarote del 1995 rappresenta un punto di riferimento per le priorità, gli obiettivi e per i mezzi necessari a promuovere il turismo. La caratteristica di sostenibilità delle risorse, una corretta gestione del turismo è, secondo la Carta, che sia garantita dalle quali esso dipende. Il WTO specifica la definizione di turismo sostenibile, affermando che lo sviluppo turistico sostenibile deve soddisfare non solo le esigenze attuali dei turisti e delle regioni di accoglienza ma deve tutelare nel contempo le prospettive del futuro; e integrare la gestione di tutte le risorse in modo tale che le esigenze economiche sociali ed estetiche possano essere soddisfatte, mantenendo al tempo stesso l’integrità culturale.
Da queste due definizioni emerge quindi che tutte le attività volte a sostenere il turismo devono rispondere a criteri di sostenibilità ambientale, sociale, culturale ed economica indipendentemente dai mercati a cui si rivolgono. Il turismo infatti se da un lato può contribuisce allo sviluppo socio-economico e culturale di un territorio, dall’altro, può essere causa di degrado ambientale e perdita di identità sociale se la pressione turistica e la stagionalità sono eccessive.
Politiche per il territorio e governance pubblica
Al fine di promuovere un equilibrio sinergico tra ambiente naturale, culturale ed umano, cioè di valorizzare un concetto di turismo che non “consuma” ma che al contrario riscopre, tutela e valuta le risorse esistenti, vengono costituiti dei modelli di organizzazione del territorio che vengono definiti Sistemi Turistici. Tali sistemi che possono essere promossi da Enti Locali o da soggetti privati, in forma singola o associata, hanno alla base un progetto nel quale sono stabilite delle strategie individuate per il territorio di riferimento, che evidenzia il tessuto imprenditoriale, i valori ambientali e paesaggistici, le emergenze culturali ed artistiche a cui riferire il programma di sviluppo.
Le politiche pubbliche locali hanno il compito poi di supervisionare, coordinare e sostenere in maniera efficace le scelte operative che i soggetti protagonisti di tali programmi assumono; infatti è proprio la loro azione che può attivare una percezione diffusa della valorizzazione sinergica della totalità ambientale che si basi su alcuni principi fondamentali quali: che il territorio non è un semplice contesto in cui si sviluppa l’attività turistica, che gli interventi in materia di infrastrutture, sicurezza o politiche di sostegno possano essere prospettive di crescita per ogni singola impresa, che lo sviluppo del turismo è strettamente legato ad un modello territoriale di sviluppo anche in termini di sostenibilità sociale, e per ultimo che tutelare la sostenibilità sociale significa anche controllare il livello dei prezzi dei prodotti e dei servizi turistici per evitare ricadute negative sulle comunità ospitanti.
È determinante quindi la capacità di affermare sul territorio un sistema di governance, che sia in grado di programmare prima e gestire poi dei sistemi di relazione, che coinvolgano tutti i soggetti che hanno partecipato alla promozione dei Sistemi Turistici, tanto i poteri pubblici quanto i componenti dell’economia privata, di modo che nessuno abbia il primato sull’altro ma al contrario che si abbia una relazione aperta tra la pluralità dei contributi.
Local government: Coordinamento e gestione integrata del turismo
Per molto tempo la teoria economica ha lasciato fuori dal calcolo economico l’ambiente in quanto risorsa disponibile in quantità illimitata e non traducibile in un corrispondente valore monetario. Tale esclusione ha comportato però uno sfruttamento incontrollato delle risorse ambientali, avendo effetti negativi sulla collettività; tutto ciò ha dato l’impulso ad una fase che considera lo sviluppo economico e la tutela dell’ambiente come obbiettivi da perseguire insieme. Si predispone perciò un piano di coordinamento e gestione integrata del turismo che ha la finalità di promuovere modelli di sviluppo turistico non “congiunturale” in cui le attività umane presenti sul territorio siano valutate in stretto rapporto con quelle economico-sociali ed ecologica DI MODO CHE le singole iniziative tengano appunto conto delle conseguenze economiche globali, che i costi e i benefici di tali iniziative siano distribuite omogeneamente tra settore pubblico e privato e che la qualità degli interventi tuteli gli interessi collettivi.
Inoltre il piano di coordinamento e gestione integrata del turismo deve essere strutturato per fasi operative che si possono sintetizzare in 8 punti:
- Individuare le risorse finanziare gli indirizzi e i vincoli previsti dagli strumenti di pianificazione e programmazione.
- Identificare i problemi ambientali sociali ed economici del territorio e le relative cause.
- Dare priorità ai problemi più importanti.
- Individuare un modello di sviluppo sostenibile che si basi su una visione condivisa da tutti e su un processo che coinvolga tutti gli attori interessati.
- Valutare strategie alternative di intervento.
- Predisporre un piano d’azione locale di lungo periodo.
- Programmare come attuare il piano.
- Istituire sistemi e procedure per monitorare e valutare gli effetti.
Capitolo 2: Sviluppo sostenibile, giustizia distributiva e diritti umani
Verso una definizione di sviluppo sostenibile
Il concetto di sostenibilità è fondamentale per l’attuazione di una nuova forma di turismo (turismo sostenibile) che voglia essere più responsabile ed...