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Appunti dalle lezioni del corso di Trasmissione Numerica

CdL in Ingegneria Informatica, Studenti A-I

Primo blocco

Nell'analisi dei seguali e nella progettazione dei sistemi coinvolti nelle trasmissioni punto-punto dell'informazione è spesso necessario fare riferimento a segnali che presentano caratteristiche di imprevedibilità. Il modello di segnale deterministico si rivela pertanto spesso inadeguato a rappresentare i segnali in gioco; in particolare esso è inadeguato a rappresentare sia i segnali ideali che trasportano l'informazione (da considerarsi ovviamente, almeno in parte, non noti e non prevedibili al ricevitore) sia i segnali generati nel loro funzionamento dai sistemi utilizzati per la trasmissione dell'informazione il cui funzionamento reale non coincide (differendone in modo imprevedibile) con il modello ideale in accordo al quale essi sono stati realizzati. Risulta pertanto necessario arricchire il modello di segnale già incontrato nel corso di Teoria dei Segnali con la sua variante aleatoria che consente di descrivere almeno le regolarità statistiche del segnale quando esso non possa essere descritto nel dettaglio mediante il modello deterministico.

Lo studio del segnale analitico e dell'inviluppo complesso estende, inoltre, i concetti di vettore rotante e di fasore, introdotti per i segnali sinusoidali, ad un generico segnale passbanda. Tale estensione risulta utile perché:

  • semplifica i calcoli nelle analisi dei sistemi di modulazione;
  • conduce ad una rappresentazione del rumore molto utile nello studio delle prestazioni dei sistemi di telecomunicazione;
  • consente di studiare segnali e sistemi passbanda in termini dei loro "equivalenti passabasso".

§ 1 Il segnale aleatorio

Per iniziare la trattazione si introduce un modello adatto a rappresentare un segnale temporale che presenta caratteristiche di imprevedibilità. Successivamente se ne studia la descrizione in termini di caratteristiche statistiche, considerandone le proprietà fondamentali.

§ 1.1 Definizione

Un segnale aleatorio x(t) a valori reali (detto spesso processo aleatorio) è una applicazione tra uno spazio campione S (la cui definizione e le cui proprietà sono assunte già note) e l'insieme C di tutti i segnali deterministici a valori reali. Gli elementi dell'insieme C sono dette realizzazioni del segnale aleatorio e anche funzioni membro. Quando si osserva un segnale aleatorio bisogna dunque pensare che si tratta solo di una delle sue possibili realizzazioni dipendente dall'elemento di S aleatoriamente selezionato. L'insieme C può essere costituito da segnali a valori reali, complessi, discreti, tempo-continuo, tempo-discreto, eccetera. Nel seguito ci limitiamo a considerare i segnali del tempo continuo.

Risulta ovvio che il modello di segnale deterministico è presupposto necessario per poter definire il modello di segnale aleatorio.

§ 1.2 Caratterizzazione del primo ordine

La definizione del segnale aleatorio implica che, fissato un istante di tempo t0, il valore x(t0) del segnale aleatorio in tale istante risulti essere una variabile aleatoria.

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Primo blocco

Nell'analisi dei segnali e nella progettazione dei sistemi coinvolti nelle trasmissioni punto-punto dell'informazione è spesso necessario fare riferimento a segnali che presentano caratteristiche di imprevedibilità. Il modello di segnale deterministico si rivela pertanto spesso inadeguato a rappresentare i segnali in gioco; in particolare esso è inadeguato a rappresentare sia i segnali ideali che trasportano l'informazione (da considerarsi ovviamente, almeno in parte, non noti e non prevedibili al ricevitore) sia i segnali generati nel loro funzionamento dai sistemi utilizzati per la trasmissione dell'informazione il cui funzionamento reale non coincide (differendone in modo imprevedibile) con il modello ideale in accordo al quale essi sono stati realizzati. Risulta pertanto necessario arricchire il modello di segnale già incontrato nel corso di Teoria dei Segnali con la sua variante aleatoria che consente di descrivere almeno le regolarità statistiche del segnale quando esso non possa essere descritto nel dettaglio mediante il modello deterministico.

Lo studio del segnale analitico e dell'inviluppo complesso estende, inoltre, i concetti di vettore rotante e di fasore, introdotti per i segnali sinusoidali, ad un generico segnale passabanda. Tale estensione risulta utile perché:

  • semplifica i calcoli nelle analisi dei sistemi di modulazione;
  • conduce ad una rappresentazione del rumore molto utile nello studio delle prestazioni dei sistemi di telecomunicazione;
  • consente di studiare segnali e sistemi passabanda in termini dei loro "equivalenti passabasso".
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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Trasmissione Numerica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Napoli Federico II o del prof Mattera Davide.
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