UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI SALERNO
Prova scritta di Matematica II
16 Giugno 2010
Gli studenti che devono sostenere l’esame da 9 CFU risolvano i quesiti numero 3-4-5-6-7-8-9
Gli studenti che devono sostenere l’esame da 6 CFU (con geometria) risolvano i quesiti numero
1-2-4-5-9
Gli studenti che devono sostenere l’esame da 6 CFU (senza geometria) risolvano i quesiti numero
4-5-7-9
3
R
1. In si considerino i seguenti sottospazi vettoriali:
3
(1, −1, −2) ∈ R |
V = 2) , (3, 0, , W = (x, y, z) x + 4y + 2z = 0 .
⊥
(a) Calcolare la dimensione ed una base di V ;
∩
(b) calcolare la dimensione ed una base di V W .
3
R , la cui matrice rappresentativa è data da:
2. Dato l’endomorfismo di ⎞
⎛ −h
h 2 ⎠
⎝ −1
2 2
A = ,
2
−1 −2h 1
∈ R,
(a) calcolare, al variare di h la dimensione ed una base di ker f e Im f ;
∈ R R;
(b) dire per quali valori di h l’endomorfismo dato è ortogonalmente diagonalizzabile su
(c) per h = 1, calcolare una base per ogni autospazio.
3. Studiare la convergenza e, se possibile, calcolare la somma della seguente serie numerica:
∞
2 −
n 1 sin (n + 5) .
5
n log n + n
n=1
∈ R
4. Stabilire per quali valori di k la funzione
3 2 2
− − −
f (x, y) = (k + 10)x 3kx + (k + 8)(xy 4x + y) 3y
3
1 , ). Per il valore di k determinato, stabilire inoltre la natura del
ha come punto critico A = (− 2 2
punto A e degli eventuali altri punti critici di f (x, y).
5. Risolvere i seguenti problemi: 1
√ cos x
2
− − −1.
√ = 0; u
y y cos x) + 2 y y cos x + u = 1, u (0) = 0, u (x) dx =
( y 0
6. Determinare il valore del seguente integrale curvilineo:
−
4x 3y ds,
−
3x 4y
γ
dove la curva γ ha la seguente rappresentazione parametrica:
2
x(t) = 3t + 6t + 7, ≤ ≤
γ : 0 t 1.
2
y(t) = 4t + 8t + 7,
7. Si consideri la forma differenziale: 2 3
ω(x, y) = dx + dy.
3 3
4 4
(2x + 3y) (2x + 3y)
(a) Stabilire se la forma è esatta e, in caso affermativo, determinare la primitiva che assume il
valore 4 nel punto (8, 0);
(b) calcolare ω,
γ
dove γ è la curva di equazioni: x (t) = 1 + cos t, ∈
t [0, π] .
y (t) = 2 + 2 sin t,
8. Determinare il flusso del campo vettoriale: 2 2
− −xy
y y, + 3y + x
F(x, y) = x
attraverso la frontiera del seguente insieme:
2 2
y
x
2 2 2 2 2
≤ − ≥ ≥
∈ R + 1, x
: + y 4x + 3 0, x + y + 4x + 3 0 .
D = (x, y) 16 9
9. Calcolare il seguente integrale: |y − x| dxdy,
D
dove il dominio D è: 2
x
2 2 2 2
∈ R ≥ ≤
D = (x, y) + y
: 1, x + y 9 .
4
10. (Facoltativo) Studiare il carattere e determinare la somma della seguente serie di potenze:
∞
n n
2 + 4 n−1
x .
n
8
n=1
Svolgimento
⊥
∈
1. Tenendo conto che v = (x, y, z, t) V se e solo se v è ortogonale a una base di V , si ha che:
−
x y + 2z = 0,
⊥
V : −
3x 2z = 0,
32 ⊥ ⊥
∈ R,
le cui soluzioni sono le terne x, 4x, x , x da cui si ricava che dim V = 1 e una base di V
32
è B = 1, 4, .
⊥
V
Il generico vettore v di V può essere scritto come combinazione lineare dei generatori di V dati
−a, −
(che sono proprio una base), quindi v = (a + 3b, 2a 2b). Imponendo l’appartenenza a W , si
ottiene l’equazione: − − ⇔
a + 3b 4a + 2 (2a 2b) = 0 a = b.
Quindi, ∩ {(4a, −a, | ∈ R}
V W = 0) a , {(4, −1,
∩ ∩ = 0)}.
da cui si ricava che dim V W = 1 e una base di V W è B
V ∩W
∈ R.
2. Calcoliamo il rango di A al variare di h A tal fine calcoliamo il determinante di A, ovvero:
3
−8 .
det A = + 8h
R ∀ ∈ R {1}.
Osservando che det A = 0 su se e solo se h = 1, deduciamo che rkA = 3 h Quindi,
in tali casi, si ha che dim Im f = rkA = 3 ed una base di Im f è data dalle colonne di A, cioè
2
−1) −1, −2h , (−h, 2, 1) , o più semplicemente si può prendere in questo caso
B = (h, 2, , 2,
Im f 3
R
la base canonica di . Ne segue che dim ker f = 0 e ker f non ha base. Nel caso h = 1, la matrice
⎛ ⎞
A diventa −1
1 2
⎝ ⎠
−1
2 2
A = , (1)
−1 −2 1
|A |
e, osservando che = 0, si ha che dim Im f = rkA = 2 ed una base di Im f è data dalle
1,2;1,2 {(1, −1) −1, −2)}.
prime due colonne di A, cioè B = 2, , (2, Ne segue che dim ker f = 1 ed una
Im f
base di ker f si ottiene risolvendo il sistema lineare ridotto:
x + 2y = z,
ker f : − −2z,
2x y =
43 53
− | ∈ R {(3, −4, −5)}.
− x, x x , da cui una base di ker f è B =
le cui soluzioni sono ker f = x, ker f
R
L’endomorfismo è ortogonalmente diagonalizzabile su se e solo se A è simmetrica, quindi deve
aversi −h −1,
=
2
−2h = 2, R.
che non ha soluzioni, quindi f non è mai ortogonalmente diagonalizzabile su
Per h = 1, la matrice A diventa quella in (1), il cui polinomio caratteristico è dato da:
− −1
1 λ 2
2 3
−1 − −
|A − = 2λ + λ
2 λ 2 λ ,
λI| =
−1 −2 −
1 λ
−1,
le cui soluzioni danno gli autovalori 0, 2. Si deduce che ciascun autospazio ha dimensione 1.
Determiniamo una base per ciascun autospazio. L’autospazio V corrisponde al ker f , una cui base
0
è stata già determinata. L’autospazio V corrisponde al sistema lineare ridotto:
−1
2x + 2y = z,
−2z,
2x = {(1, −1, −1)}.
{(x, −x, −x) | ∈ R} =
le cui soluzioni sono x da cui ricaviamo che una base è B
V
−1
L’autospazio V corrisponde al sistema lineare ridotto:
2 −x + 2y = z,
− −2z,
2x 3y =
{(x, −x) | ∈ R}, {(1, −1)}.
le cui soluzioni sono 0, x da cui ricaviamo che una base è B = 0,
V
2
3. Sia: 2 −
n 1 sin (n + 5)
a .
=
n 5
n log n + n
La condizione necessaria lim a = 0
n
n
è soddisfatta. Dal momento che: 2 −
n 1 sin (n + 5) 1
≤ ,
5 3
n log n + n n
ricordando la serie: ∞
1 ,
3
n
n=1
che è convergente, si ha che per il criterio del confronto anche la serie assegnata converge.
4. Annullando il gradiente della funzione, si ottiene il sistema:
2 − −
f = 3(10 + k)x 6kx + (k + 8)y 4(k + 8) = 0,
x −6y
= + (k + 8)(x + 1) = 0.
f y
Imponendo che A sia un punto critico per la curva, deve essere:
3
1
− ,
f = 0,
y 2 2
ovvero: 1
3 ⇔
−6( ) + (k + 8)(− + 1) = 0 k = 10.
2 2
Per k = 10, la funzione f (x, y) diventa:
3 2 2
− − −
f (x, y) = 20x 30x + 18xy 72x 3y + 18y.
Calcoliamo le soluzioni del sistema:
2 − −
f = 60x 60x + 18y 72 = 0,
x −
= 18 + 18x 6y = 0,
f y
ottenendo i punti stazionari:
3 3 24
1
− , ,
A = , B = .
2 2 5 5
Poiché −60 + 120x 18
H (x, y) = ,
−6
18
allora:
3 3
1
1
− −120,
− , , =
H = 396, f
xx
2 2 2 2
3 24
−396.
, =
H
5 5
Segue che A e B sono, rispettivamente, un punto di massimo relativo ed un punto di sella.
5. Il primo problema è un’equazione differenziale di Bernoulli. Svolgendo il quadrato, si ottiene:
1
−
−y
y (x) + y (x) cos x = (x) cos x,
2
3
che, mediante la sostituzione z (x) = y (x), diventa l’equazione lineare del primo ordine:
2 3
3
−
z (x) cos x = cos x,
z (x) + 2 2
la cui soluzione è: 3 sin x
−
−1 .
z (x) = + ce 2
Segue che la soluzione finale è:
23
3 sin x
−
−1 .
y (x) = + ce 2
Il secondo problema è di Cauchy per un’equazione differenziale a coefficienti costanti non omogenea.
−
L’integrale generale dell’equazione omogenea associata u u = 0 è:
x −x
(x) = c e + c e ,
u 0 1 2 −1.
mentre si verifica facilmente che l’integrale particolare dell’equazione data è u (x) = La
p
soluzione dell’equazione è quindi: x −x −
u (x) = u (x) + u (x) = c e + c e 1.
0 p 1 2
Imponendo le condizioni imposte dal problema, si ottiene il sistema:
1
− c = ,
c + c 1 = 0, 1
1 2 1−e
⇔ e
−1
− − − − −1,
c e
(e 1) c 1 1 = = .
c
1 2 2 e−1
La soluzione del problema di Cauchy è quindi: e
1 x −x −
e e
+ 1.
u (x) = − −
1 e e 1
6. Le derivate delle equazioni parametriche sono:
(t) = 6t + 6 = 6(t + 1),
x
(t) = 8t + 8 = 8(t + 1),
y
da cui: 2 2
2 2
ds = [x (t)] + [y (t)] dt = 36(t + 1) + 64(t + 1) dt =
= 10|t + 1|dt = (t + 1)dt,
≤ ≤
tenendo conto che t + 1 > 0 per 0 t 1. Quindi,
1
− −
4x 3y 4x(t) 3y(t) 2 2
ds = [x (t)] + [y (t)] dt =
− −
3x 4y 3x(t) 4y(t)
0
γ 1 2 2
−
4(3t + 6t + 7) 3(4t + 8t + 7)
= 10(t + 1)dt =
2 2
−
3(3t + 6t + 7) 4(4t + 8t + 7)
0
1 1
7 1
= 10(t + 1)dt = 10(t + 1)dt =
2 2
−7t − − −(t
14t 7 + 1)
0 0
1 1
1 −10
−10 −10
dt = log(t + 1)
= = log 2.
t +1 0
0
7. Dette f (x, y) e f (x, y) le componenti della forma, ovvero:
1 2 2 3
(x, y) = , f (x, y) = ,
f 1 2
3 3
4 4
(2x + 3y) (2x + 3y)
si ha che: ∂f 9
(x, y) (x, y)
∂f 1 2
−
= = ,
∂y ∂x 7
4
2 (2x + 3y)
per cui la forma è chiusa. Il dominio della forma è:
2
2 −
∈ R x ,
: y >
D = (x, y) 3
rappresentato in figura: y
2
y x
3 x
Tale dominio è semplicemente connesso quindi la forma, oltre ad essere chiusa, è anche esatta.
Detta f (x, y) una primitiva, si deve verificare che:
∂f ∂f
= f = f
(x, y) , (x, y) .
1 2
∂x ∂x
Si ottiene quindi facilmente che: 4
f (x, y) = 4 (2x + 3y) + c.
La primitiva che vale 4 nel punto (8, 0) si trova imponendo che:
f (8, 0) = 4,
−4.
da cui c =
La curva γ assegnata è un arco di ellisse, con centro in (1, 2) e semiassi, rispettivamente, a = 1 e
b = 2. Tale arco è interamente contenuto nel dominio della forma. Poiché ω (x, y) è esatta, dal
teorema di integrazione delle forme differenziali esatte si ottiene che:
√ √
4 4
− −
ω = f (0, 2) f (2, 2) = 4 6 10 .
γ
8. L’insieme D assegnato è il seguente: y Γ 1
D x
Γ Γ
3 2
Il dominio è composto da un’ellisse E avente centro in (0, 0) e semiassi, rispettivamente, a = 4 e
e C , di raggio r = 1 e centri nei punti, rispettivamente, (−2, 0) e (2, 0).
b = 3 e da due cerchi, C
1 2
Sia n il versore normale a ∂D, ovvero:
−x
(y (t), (t))
n = ,
2 2
[x (t)] + [y (t)]
dove x (t) e y (t) determinano la rappresentazione parametrica di ∂D. Indicate le componenti del
campo F come: 2 2
− −xy
F = x y y, F = + 3y + x,
1 2
il flusso richiesto è:
−x
(t), (t))
(y 2 2
·
Φ= F·
nds = (F , F ) [x (t)] + [y (t)] dt =
1 2 2 2
+∂D +∂D
[x (t)] + [y (t)]
· −x −
(F , F ) (y (t), (t)) dt = (F y (t) F x (t)) dt.
= 1 2 1 2
+∂D +∂D
∪ ∪
γ γ , dove:
Dato che ∂D = γ
1 2 3
x = 4 cos t, x = 2 + cos t,
≤ ≤ ≤ ≤
γ : 0 t 2π, γ : 0 t 2π,
1 2
y = 3 sin t, y = sin t,
−2
x = + cos t, ≤ ≤
γ : 0 t 2π,
3 y = sin t,
allora:
− −
Φ= (F y (t) F x (t)) dt = (F y (t) F x (t)) dt+
1 2 1 2
+
+∂D γ 1
− −
+ (F y (t) F x (t)) dt + (F y (t) F x (t)) dt =
1 2 1 2
− −
γ γ
2 3
2π
2
2 − −36
= 48 cos t sin t 3 sin t 3 cos t + cos t sin t + 9 sin t + 4 cos t 4 sin t dt+
0
2π
2 2
− −
− (2 + cos t) sin t sin t cos t + (2 + cos t) sin t + 3 sin t + 2 + cos t sin t dt+
0
2π
2 2
− − −
− (−2 + cos t) sin t sin t cos t + (−2 + cos t) sin t + 3 sin t 2 + cos t sin t dt =
0 2π 2π 2π 2π
2 2 2 2
− −
= 36 sin tdt 3 sin tdt 3 sin tdt = 30 sin tdt =
0 0 0 0
2π
−
t sin t cos t
= 30 = 30π.
2 0
Allo stesso risultato, si poteva più facilmente giungere applicando il teorema della divergenza. Si
ha che: − −
Φ= divFdxdy = 3 dxdy = 3(A A A ),
E C C
1 2
D D
dove A , A e A sono, rispettivamente, l’area dell’ellisse E, l’area del cerchio C e l’area del
E C C 1
1 2
cerchio C . Quindi,
2 2 2 −
− − = 3 (12π 2π) = 30π.
Φ= divFdxdy = 3 πab πr πr
D
9. Il dominio D relativo al calcolo dell’integrale è il seguente:
y D x
ed è composto dal cerchio avente centro in (0, 0) e raggio 3, e l’ellisse con centro in (0, 0) e semiassi,
rispettivamente, 2 e 1. L’integrale può essere calcolato come differenza tra l’integrale esteso al
, e quello esteso all’ellisse, I . Si ha che:
cerchio, I
C E
5 π
3 π 3
4 4
2 2
−
= ρ (sin θ cos θ) dθ dρ + ρ (− sin θ + cos θ) dθ dρ =
I
C π 3π
0 0 −
4 4
3 √
3
ρ 5 π
π
− 4 4
[− cos θ sin θ] = 36
= + [cos θ + sin θ] 2,
π 3
− π
3 4 4
0
5 π
1 π 1
4 4
2 2
−
= 2ρ (sin θ 2 cos θ) dθ dρ + 2ρ (− sin θ + 2 cos θ) dθ dρ =
I
E π 3π
0 0 −
4 4
1 √
3
ρ 5 π
π
− 4 4
=2 [− cos θ 2 sin θ] = 4
+ [cos θ + 2 sin θ] 2.
π 3
− π
3 4 4
0
Di conseguenza, √
|y − −
x| dxdy = I I = 32 2.
C E
D
10. Per il raggio di convergenza ρ, si ha che: n n
1 a + 4
2
n+1
ρ = , l = lim , a = .
n n
n→∞
l a 8
n
In particolare, n+1 n+1
+4
2 n+1 n+1 n
8
a 2 + 4
n+1 n+1
8 ·
l = lim = lim = lim =
n n
2 +4 n+1 n n
n→∞ n→∞ n→∞
a 8 2 + 4
n n
8 n n
· · 1
1 1
2 2 + 4 4 ·
lim 4 = .
= =
n n
n→∞
8 2 + 4 8 2
∈
Quindi, ρ = 2 e la serie converge sicuramente per x ]−2, 2[ .
−2,
Inoltre, per x = si ottiene la serie numerica a segni alterni:
∞ ∞ ∞
n n k+1 k+1 k+1 k+1
2 + 4 2 + 4 2 + 4
n−1 k k
k
(−2) = (−2) = 2 (−1) ,
n k+1 k+1
8 8 8
n=1 k=0 k=0
che è divergente essendo k+1 k+1
2 + 4 1
k = 0. (2)
2 =
lim k+1
k→∞ 8 2
Per x = 2, si ha la serie numerica a termini positivi:
∞ ∞
n n k+1 k+1
2 + 4 2 + 4
n−1 k
2 = 2 ,
n k+1
8 8
n=1 k=0
anch’essa divergente in merito al limite (2). ∀ ∈
Di conseguenza, la serie converge uniformemente x ]−2, 2[ . Per il calcolo della somma, si noti
che: ∞ ∞ ∞ ∞
n n n 2n
2 + 4 2 + 2 1 1
n−1 n−1 n−1 n−1
x = x = x + x =
n 3n n n
8 2 4 2
n=1 n=1 n=1 n=1
∞ ∞ ∞ ∞
k k
1 1 x x
1 1
k k
= x + x = + =
k+1 k+1 k k
4 2 4 4 2 2
k=0 k=0 k=0 k=0
∞ ∞
k k
1 x x
1
= + .
4 4 2 2
k=0 k=0
Ricordando la somma della serie geometrica, si ottiene che:
∞
n n −
1 1 1 6 2x
2 + 4 1 1 1
n−1 + = .
x = + =
x x
n 2
− − − − −
8 4 1 2 1 4 x 2 x x 6x + 8
4 2
n=1 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI SALERNO
Prova scritta di Matematica II
19 Luglio 2010
Gli studenti che devono sostenere l’esame da 9 CFU risolvano i quesiti numero 3-4-5-6-7-8-9
Gli studenti che devono sostenere l’esame da 6 CFU (con geometria) risolvano i quesiti numero
1-2-4-5-9
Gli studenti che devono sostenere l’esame da 6 CFU (senza geometria) risolvano i quesiti numero
4-5-7-9
1. Determinare, al variare del parametro reale k, le soluzioni del seguente siste
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