ELEMENTI DI CHIMICA
Spolaore Riccardo
I Anno Ingegneria Aerospaziale (canale B)
Docenti: Negro Enrico, Vezzù Keti
Sommario
.............................................................................................................................................................. 1
SOLIDI ........................................................................................................................................................ 6
CINETICA ................................................................................................................................. 7
LIQUIDI E SOLUZIONI
..................................................................................................................................................... 15
EQUILIBRI ............................................................................................................ 21
TERMODINAMICA CHIMICA (pt.1) ............................................................................................................ 24
TERMODINAMICA CHIMICA (pt.2)
...................................................................................................................................... 28
ELETTROCHIMICA ................................................................................................................ 34
ELETTROCHIMICA APPLICATA ............................................................................................................... 37
ORBITALI, PIANI NODALI e altro
Formula di Lewis .......................................................................................................................................... 39
............................................................................................................... 44
Equazione di Stato dei Gas perfetti
.................................................................................................................................. 46
Scale Termodinamiche
.......................................................................................................................................... 46
Scale di Pressione SOLIDI
Solidi amorfi:
Proprietà:
- Posizioni spaziali casuali degli atomi (dovuti al loro rapido raffreddamento).
- Ordine solo a corto raggio ma non a lungo raggio.
- Sono dei polimeri.
- Proprietà isotrope.
- Proprietà elettriche.
- NON hanno una temperatura netta di fusione ma variano in un range. Dunque hanno alta
malleabilità.
Esempio per eccellenza: il vetro.
Come si formano:
- Tramite raffreddamento rapido di metalli (es: ossidiana ossia lava raffreddata)
Solidi cristallini:
Proprietà:
- Rappresentano facce e angoli ben definiti (geometria cristallina).
- Ordinamento microscopico delle posizioni degli atomi e delle molecole anche a lungo
raggio.
- Le dimensioni dipendono dalle condizioni in cui si sono formati.
- Hanno una temperatura netta di fusione. Hanno bassa malleabilità.
- Sono composti da “cristalliti” che sono cristalli perfetti.
N.B: più è lungo il tempo di raffreddamento più i cristalli sono grandi.
è un poliedro regolare delimitato da superfici piane formato da un composto chimico
Cristallo:
sotto l’azione di forze interatomiche durante il passaggio dallo stato gassoso o liquido allo stato
solido.
Proprietà:
- Reattività chimica
- Dilatazione termica
- Velocità di crescita
- Conducibilità elettrica e termica
- Sfaldatura
- Piezoelettricità
- Temperature di fusione ben definite
- Proprietà anisotrope
Tipologie di solidi cristallini: → alte temperature di fusione.
- (silicio, carbonio)
→ composti da anioni e cationi; forti interazioni elettrostatiche.
Covalenti
- (NaCl) → temperature di fusione variabili.
Ionici
- (Ferro) →
Metallici
- (ghiaccio) composti da molecole; deboli forze intermolecolari.
Molecolari
- A strati (graffite)
Tre grandi famiglie di solidi cristallini:
1) Solidi molecolari:
Composti da sole molecole, con bassa temperatura di fusione e deboli forze intermolecolari
(interazioni di Van Der Waals), facile deformabilità, sono isolanti elettrici.
2) Solidi ionici:
Composti da anioni e cationi, con alta temperatura di fusione e forti interazioni
elettrostatiche. Hanno una struttura complessa in quanto costituiti da ioni che hanno raggi
ionici diversi.
3) Solidi atomici:
Uniti da soli atomi e tenuti assieme da: o legame covalente, o legame metallico o legame di
dispersione dunque molto duri e con bassa volatilità (es: quarzo).
Strutture:
A strati: passaggio della corrente risulta difficile
o A catene: passaggio di corrente facilitato
o gli UNICI sono i gas nobili allo stato solido.
Solidi atomici di non legame:
chiamati così perché gli atomi sono tenuti assieme dal legame metallico.
Solidi metallici:
Grazie alla presenza di orbitali di energia tale da consentire lo spostamento degli elettroni, essi
godono delle seguenti - Proprietà:
- Lucentezza
- Elevata conducibilità elettrica e termica
- Duttilità e malleabilità
- Tendono a formare strutture cristalline a impaccamento compatto.
Una struttura cristallina si determina tramite la diffrazione a raggi X.
campo magnetico forte o in opposizione di fase.
Interferenza costruttiva: annullamento del campo elettrico e magnetico.
Interferenza distruttiva:
Reticolo cristallino:
è un modello periodico tridimensionale di punti reticolari in cui questi ultimi possono
rappresentare uno o più atomi. Traslando una cella elementare nelle tre direzioni si ottiene un
cristallo:
Ogni atomo è individuato da 3 parametri che indicano le distanze unitarie lungo i 3 assi xyz:
Elementi geometrici interni:
- punto che divide a metà tutte le rette che incontrano da parti
Centro di simmetria:
opposti punti equivalenti della superfice.
- piano che divide il cristallo in due parti speculari uguali.
Piano di simmetria:
- retta attorno alla quale può ruotare il cristallo di 360° senza che la
Asse di simmetria:
posizione finale sia diversa dalla posizione iniziale.
I sette sistemi cristallini:
È importante identificare in modo inequivocabile una faccia che definisce nel cristallo una famiglia
di piani paralleli tra loro, questo avviene tramite gli che sono una terna di numeri
indici di Miller,
che identificano tale famiglia di piani.
Densità atomica planare $ $( * +#!'$%$
! "# $%! # # & # & '% # (!'! #'% ( &$%# "$ '
Essa è data dalla seguente formula: )
= $ $ ( * +#!'$%$
Densità atomica lineare
Essa è data dalla seguente formula:
! "# "#$ % # $%! #&# #'% ( &$%# "$ '$ *#' $ ' **$ "# +#!' "′#'% ((
,= * '.ℎ ++$ "# %$* *#' $ ('!%$)
Strutture Cristalline
1) = struttura Cubica Cristallina a Corpo Centrato:
CCC
Proprietà:
- Ad ogni spigolo di un cubo e al suo centro vi è un atomo
- Ogni atomo ha 8 atomi vicini
- Numero di coordinazione (atomi vicini) sempre pari a 8
4!* "# $%! # ' **$ & **$ '#%$ #$
Esempi sono: il cromo, il ferro e il sodio.
2$%%! "# # 3$&&$ '%! $%! #&! = 4!* " **$ & **$ '#%$ #$
2) CFC
Proprietà:
- Ogni cella unitaria ha 4 atomi (1/8 per 8 + ½ per 6)
- Gli atomi sono in contatto tra lor lungo la diagonale della faccia del cubo
56
$ = √8
- La costante del reticolo è:
- Fattore di impaccamento atomico: 0,74
3) EC
Proprietà:
- Ogni cella unitaria ha 6 atomi.
- Fattore di impaccamento atomico: 0,74
Una medesima sostanza semplice o composta può cristallizzare in due o più forme cristalline:
fenomeno per il quale due o più sostanze diverse cristallizzano separatamente per
Isomorfismo:
dare cristalli con caratteri geometrici molto simili.
se la cristallizzazione avviene ad una sostanza semplice.
Polimorfismo:
quando nelle diverse forme di un elemento chimico sono presenti legami di tipo
Allotropia:
diverso.
Difetti cristallini:
- Difetti di punto (Vacanza)
È data dall’assenza di un atomo e si forma durante la cristallizzazione degli atomi, la
mobilità della vacanza determina un gruppo di vacanze
N.B: se due particelle di carica opposta non sono presenti si ha una bivacanza catione-
anione chiamata Difetto di Schottky.
- Difetti di linea (Dislocazioni: a spigolo, a vite o miste)
Centrate attorno ad una linea, esse si formano durante la solidificazione, la deformazione o
la condensazione di vacanze.
- (o di superficie)
Difetti bidimensionali
- Difetti tridimensionali (Cricche)
- Imperfezioni nei reticoli cristallini (lacune, impurezze sostituzionali e interstiziali)
Impurezze interstiziali possono essere indotte da irraggiamento e determina una
distorsione strutturale. Solidificazione dei metalli
I metalli vengono fusi per produrre prodotti finite e semilavorati.
Vi sono 2 stadi si solidificazione:
- formazione di nuclei stabili che coinvolge energie libere di volume e energie
Nucleazione:
libere di superfici.
- formazione della struttura a grani
Crescita dei grani:
N.B: gradienti termici stabiliscono la forma dei grani che possono essere:
1) Equiassici: crescono allo stesso modo in ogni direzione, alta concentrazione di nuclei.
2) Colonnari: lunghi, sottili e crescono lungo una sola direzione.
Solidificazione del monocristallo
I monocristalli hanno resistenza al creep ad alta temperatura
Il calore latente di solidificazione è condotto attraverso i cristalli che stanno solidificando per far
crescere il monocristallo.
La velocità di crescita è mantenuta costante in modo che la temperatura all’interfaccia solido-
liquido sia leggermente inferiore al punto di fusione.
Purificazione e cristallizzazione del silicio
Il silicio metallurgico (ricavato da quarzo) deve essere molto puro e deve essere un monocristallo.
Per la sua purificazione e cristallizzazione vi sono due metodi:
1) Il processo Czochralski:
Un seme di cristallo viene immerso nel silicio fuso e ruotato.
Il seme di cristallo è allontanato lentamente mentre il silicio aderisce al cristallo seme e cresce
come un monocristallo. La temperatura (T) del Silicio nel crogiuolo è mantenuta di pochi
gradi superiore a quella di fusione (1414 °C), e aderendo al seme monocristallino, che
gradualmente viene estratto dalla massa fusa, si solidifica molto rapidamente conservando la
struttura monocristallina del seme a cui aderisce.
2) Metodo floatingzone.
Il cilindro di silicio monocristallino ottenuto viene fatto percorrere da una resistenza
scaldante che genera uno strato di materiale fuso nel quale si sciolgono le impurezze rimaste.
Le impurezze vengono quindi segregate alle estremità del cilindro.
CINETICA
La cinetica chimica studia la relazione quantitativa tra la quantità dei reagenti e prodotti e la
variabile tempo.
In cinetica, il modo più facile con cui possiamo determinare la variazione del tempo è il numero di
moli “n”. Definiamo quindi… è il rapporto tra la variazione del numero di moli della specie i-
Velocità di formazione:
o ∆'
esima e il tempo nel quale la variazione viene osservata:
4̅ = ± :
:) ∆%
Tale grandezza è detta ed essa dipende dalla sostanza scelta e dall’intervallo
velocità media
di tempo scelto. Il segno “-” (meno) vale per i reagenti in quanto scompaiono a mano a mano
che la reazione procede.
è definita dalla stessa formula della velocità media ma il tempo scelto
Velocità istantanea:
o ∆'
viene fatto tendere a 0 cosicché si abbia una reazione in un intervallo infinitesimo:
4 = lim ± :
:) ∆%
=→> essa è definibile
Velocità media come variazione della concentrazione nel tempo:
o 1 ∆' ∆A
quando la specie i-esima si trova in miscela o soluzione ed è definita come:
4̅ = ± =±
: :
@ ∆% ∆%
:
Da cui la relativa istantanea si ottiene facendo tendere il tempo a 0.
di avanzamento di una reazione” essa si
ricordando il “grado
Velocità di reazione media:
o ∆ξ
definisce come: 4̅ = ∆%
6
Da cui la relativa istantanea si ottiene facendo tendere il tempo a 0.
Quest’ultima grandezza è funzione di tutte le concentrazioni delle specie che partecipano alla
4 = 2(A , A , A … ).
6 C E F "A
reazione, ossia: Tale funzione prende il nome di equazione cinetica:
4 = − = J ∗ A ∗ A ∗ A …
6H L FN
EM
"%
6H C
Dove g, h, l… (ossia gli esponenti) sono detti “ordini e la soma di tutti loro
parziali di reazione”
fornisca Per determinare gli ordini parziali si può applicare il metodo
l’ordine totale di reazione.
delle velocità iniziali. Reazioni di primo e di secondo ordine
Nelle la velocità della reazione dipende esclusivamente dalla
reazioni di primo ordine
concentrazione di un unico reagente. In questo tipo di reazioni la quantità di reagente dimezza in
tempi regolari.
Le invece sono quelle in cui sono coinvolte due particelle che possono
→ B + C +…) o diverse (es: → C +…).
reazioni di secondo ordine
essere uguali (es: 2A A + B
Se due molecole reagenti, scontrandosi, si trasformano nei prodotti, vi sarà la rottura di legami, la
formazione di nuovi, il trasferimento di elettroni, ecc. Una trasformazione che avviene in una singola
collisione tra due particelle viene detta “stadio elementare”.
Una reazione solitamente coinvolge più stadi elementari portando dai reagenti ai prodotti, questo
processo si chiama “meccanismo di reazione”.
La collisione tra particelle è efficace, cioè porta alla formazione di prodotti, solo se:
Avviene con energia sufficiente affinché si attivino i processi di rottura e formazione dei
o legami. Tale energia è detta “Energia di attivazione”
Avviene in modo tale da permettere geometricamente la formazione dei nuovi legami.
o
A parità di concentrazione dei reagenti, una reazione è tanto più veloce quanto maggiore è la
costante cinetica k.
Catalisi e Catalizzatori
Esistono specie chimiche in grado di permettere che una trasformazione chimica proceda secondo
un meccanismo alternativo (più veloce) partecipando alla conversione da reagenti a prodotti ma
senza modificarsi chimicamente al termine della reazione. Queste sostanze prendono il nome di
e la è il fenomeno di accelerazione delle reazioni chimiche che producono.
Catalizzatori Catalisi
Il catalizzatore modificando il meccanismo della reazione, ne modifica l’energia di attivazione.
Questo avrà effetto sia sulla reazione diretta che su quella inversa.
Esistono due tipi di catalizzatori, distinti in base alla fase nella quale operano rispetto i reagenti:
Catalizzatori omogenei: sono catalizzatori che si trovano nella STESSA fase dei reagenti.
o Catalizzatori eterogenei: sono catalizzatori che si trovano in una fase DIVERSA rispetto ai
o reagenti (in genere solida rispetto a quella liquida o gassosa dei reagenti).
LIQUIDI E SOLUZIONI
termine generico per indicare un qualunque sistema a più componenti fisicamente
Soluzione:
omogeneo. (Molarità): indica il numero di moli della specie considerata disciolte
Concentrazione molare
in 1 litri di soluzione. Si esprime in moli/litro. Dalla seguente proporzione è possibile ricavare la
formula per trovarla:
R!*$ #%à ∶ 1 *#% ! "# (!* +#!' = '. !*# ∶ @!* " **$ (!* +#!'
'
da cui la formula: R!*$ #%à = A = @
@ = 4!* " * &! 3!(%!, ' = ' ! !*#,
Dove: esprimibile come:
'= R .
R = $(($ !*$ " * &! 3!(%!
= $(($ " * &! 3!(%!,
Dove:
Analogamente si può definire la concentrazione molare in grammi/litro come:
R!*$ #%à = A = ,
= $(($ " * &! 3!(%! #' . $ # , = 4!* " * &! 3!(%! #' *#% #.
Dove: e
(Molalità): indica il numero di moli della specie considerata disciolte
Concentrazione molale
in 1 chilo di solvente. Si esprime in moli/kilo. '
R!*$*#%à = ℳ =
I liquidi godono di due proprietà: viscosità e tensione superficiale (+ passaggi di stato).
è la resistenza con cui le particelle di un liquido incontrano scorrendo tra loro.
Viscosità ([):
Maggiore è la viscosità e più lentamente fluisce il liquido. Essa dipende dalla natura e dalla
]
ln(\) = ^
temperatura del liquido: dove T indica la temperatura.
La misura viene effettuata facendo fluire un volume “V” del liquido nel tempo “t” attraverso un
tubo capillare di raggio “r” e lunghezza “l”, alla pressione “P” che grava sul fluido applicando la
@
relazione: =_ 5
% 8a*
Per introdurre i fluidi, introduciamo lo…
b = a × = 4#(&!(#%à × . $"# '% "# 4 *!&#%à
Sforzo di taglio:
Esistono tre tipi di fluidi:
1) Newtoniani: fluidi in cui lo sforzo di taglio è proporzionale al gradiente di velocità oppure
la viscosità è costante al variare del gradiente di velocità (es: acqua).
2) Non Newtoniani: fluidi in cui lo sforzo di taglio è funzione non lineare del gradiente di
velocità oppure la viscosità è variabile al variare del gradiente di velocità (es: sangue).
3) Fluidi Reopessici: hanno una viscosità che aumenta in funzione del tempo di applicazione
della sollecitazione (es: acqua + fecola di patata)
è il lavoro occorrente per aumentare la superficie di un
Energia (tensione) superficiale:
8 . Diminuisce all’aumentare della temperatura.
liqui
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