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Tessuto osseo

Il tessuto osseo è una forma particolare di tessuto connettivo, caratterizzata dalla mineralizzazione (consiste nella fissazione dei minerali come calcio, fosfato, carbonato, magnesio e sodio) nella matrice extracellulare, che conferisce al tessuto durezza e resistenza. Il tessuto osseo è il tessuto costitutivo principale di quasi tutto lo scheletro e le sue funzioni sono quelle di garantire:

  • Sostegno meccanico: Lo scheletro osseo forma l’impalcatura interna del corpo.
  • Protezione: Protegge gli organi vitali e le altre parti molli.
  • Locomozione: Dà inserzione ai muscoli e ai tendini e quindi permette movimento.
  • Riserva metabolica: Costituisce una riserva di calcio da cui l'organismo attinge in particolari momenti di bisogno.

Il tessuto osseo è formato da cellule, una matrice intercellulare organica (composta da fibre collagene e una sostanza amorfa di glicoproteine e proteoglicani) e da una matrice intercellulare inorganica (composta da fosfato e carbonato di calcio). Il tessuto osseo è organizzato in strutture dette ossa. L’osso è continuamente rinnovato e rimodellato per tutta la durata della vita.

Tipi di ossa

Le ossa possono essere classificate in tre tipi:

  • Ossa piatte: la scapola, la calotta cranica e lo sterno.
  • Ossa corte: ossa piccole e tozze, con tutte e tre le dimensioni dello stesso ordine di grandezza, come le vertebre e le ossa del carpo.
  • Ossa lunghe: es. femore, omero, falangi. Un osso lungo è formato da una parte centrale detta diafisi e da due estremità quasi tondeggianti, dette epifisi.

Tipi di tessuto osseo

Il tessuto osseo, in base all'organizzazione delle fibre collagene, si può distinguere in:

  • Osseo non lamellare: Questo tipo si ritrova nell'embrione e nel feto, oppure si forma temporaneamente in seguito a una frattura. In esso, le fibre collagene non si organizzano in lamelle stratificate ma sono raccolte in grossi fasci intrecciati e si parla di tessuto osseo non lamellare a fibre intrecciate, con lacune disperse nella matrice. Nell’adulto si può osservare tessuto osseo non lamellare a livello delle suture craniche, nelle regioni d’inserzione dei tendini, nel labirinto osseo.
  • Osseo lamellare: Questo tipo va a sostituire quello non lamellare e si ritrova soprattutto nell'adulto. È formato da strati di lamelle parallele sovrapposte l'una all'altra, in cui le fibre collagene sono orientate nella stessa direzione in uno stesso strato osseo e in direzioni differenti rispetto alle lamelle vicine.

Tessuto osseo lamellare

Il tessuto osseo lamellare (o stratificato) è organizzato in lamelle spesse raccolte in strati paralleli e disposte in modi diversi. Ciascuna lamella è formata da cellule e da sostanza intercellulare. Le cellule ossee (o osteociti) si trovano in cavità scavate nella matrice calcificata, a forma di lente biconvessa dette lacune ossee. Dalle lacune si espandono in tutte le direzioni canalicoli ossei ramificati, che si collegano con quelli delle lacune vicine che si trovano nella stessa lamella e a lamelle vicine e si connettono con i canali di Havers e di canali di Volkmann contenenti i vasi sanguigni. Queste lacune con i loro canalicoli formano così un sistema continuo di cavità scavate nell’osso che permettono gli scambi metabolici e gassosi tra il sangue e gli osteociti.

Tipi di tessuto lamellare

Si possono distinguere due tipi di osso lamellare: l’osso spugnoso e l’osso compatto, che hanno la stessa struttura lamellare, gli stessi tipi di cellule e sostanza intercellulare ma sono diversi per la disposizione delle lamelle che nell’osso spugnoso si aggregano formando trabecole irregolari, disposte in modo disordinato, mentre nell’osso compatto si associano in modo parallelo formando strutture molto compatte e regolari.

Queste due forme sono presenti in tutte le ossa ma sono distribuite in modi diversi:

  • Nelle ossa lunghe, la diafisi appare come un cilindro cavo, in cui la parete è formata soprattutto da osso compatto che racchiude una cavità midollare centrale, che nel feto contiene il midollo osseo e nell’adulto tessuto adiposo (detto midollo osseo giallo); solo lo strato più interno di osso attorno alla cavità midollare è formato da osso spugnoso.
  • Le epifisi delle ossa lunghe e la maggior parte delle ossa corte sono formate da tessuto osseo spugnoso ricoperto da un sottile strato periferico di osso compatto.
  • Tra diafisi ed epifisi è presente durante lo sviluppo dello scheletro uno strato di cartilagine, detta cartilagine di coniugazione o disco epifisario. Finché questa cartilagine non viene mineralizzata e ossificata, è possibile l'allungamento dell'osso.

L'osso è totalmente rivestito da una membrana di connettivo denso elastico, detta periostio; tranne per le superfici articolari delle epifisi che invece sono rivestite da un'incrostazione di cartilagine ialina. La cavità midollare della diafisi e delle epifisi è rivestita da uno strato di cellule pavimentose detto endostio, che si continua a rivestire le trabecole e i canali vascolari dell’osso, detti canali di Havers e canali di Volkmann.

Osso compatto

L’osso compatto si presenta come una massa solida continua e in essa è possibile osservare che la sostanza ossea è attraversata da molti canali longitudinali o a volte obliqui: sono i canali di Havers. Un secondo tipo di canali più piccoli attraversa l’osso in modo obliquo o perpendicolare al suo asse maggiore, connettendosi con i canali di Havers, e si aprono al periostio e endostio e sono detti canali di Volkmann. Piccoli vasi sanguigni e nervi penetrano dall’endostio e dal periostio nei canali di Volkmann e da questi nei canali di Havers. Quindi questi canali permettono la nutrizione e l’innervazione dell’osso.

I canali di Volkmann si distinguono dai canali di Havers, sia per la loro direzione trasversale o obliqua rispetto all’asse maggiore dell’osso, sia perché non sono circondati da lamelle disposte concentricamente. Lungo i canalicoli diffonde il liquido interstiziale contenente le sostanze nutritive ed i metaboliti destinati alle cellule ossee contenute nelle lacune.

Le lamelle ossee nel tessuto osseo compatto si associano in strati paralleli formando tre tipi di strutture:

  • La maggior parte di esse si dispongono concentricamente attorno ai canali di Havers formando con questi delle strutture cilindriche dette sistemi di Havers o osteoni; ogni osteone è dunque formato dal canale di Havers al centro e dalla serie di lamelle concentriche (da 8 a 20). L’osteone nelle sezioni trasversali appare come una serie di anelli concentrici disposti intorno a un foro centrale; nelle sezioni longitudinali si osserva una serie di bande parallele disposte ai due lati di una fessura centrale.
  • Gli spazi interposti tra gli osteoni sono occupati da strati di lamelle ossee parallele disposti in modo irregolare, cioè i sistemi interstiziali.
  • Alla superficie esterna dell’osso, sotto il periostio, ed alla superficie interna, al di sotto dell’endostio, vi sono vari strati di lamelle disposti circolarmente; essi costituiscono i cosiddetti sistemi circonferenziali esterno ed interno.

Osso spugnoso

L’osso spugnoso ha un aspetto alveolare ed è formato da sottili trabecole (o spicole), formate da lamelle addossate le une alle altre, che si ramificano e si collegano in una rete tridimensionale. Mancano osteoni completi e le trabecole non sono attraversate da vasi sanguigni. I canalicoli ossei intercomunicanti delle lacune ossee si aprono nelle cavità midollari multiple al di sotto dell’endostio che le riveste; gli osteociti possono quindi ricevere il nutrimento direttamente dall’endostio, per diffusione attraverso la rete dei canalicoli.

Periostio ed endostio

Il periostio è una membrana connettivale fibro-elastica, ricca di vasi, che aderisce alla superficie esterna delle ossa. Si possono distinguere due strati: uno strato esterno fibroso e compatto, povero di cellule ma ricco di vasi, ed uno strato interno profondo più ricco di cellule e con un’estesa rete capillare e fibre elastiche. I vasi sanguigni dello strato esterno del periostio attraversano lo strato profondo, penetrano nei canali di Volkmann e quindi in quelli di Havers risolvendosi in una ricca rete capillare. Grossi fasci di fibre collagene (e, in piccola misura, anche elastiche) dello strato esterno del periostio penetrano nelle lamelle del sistema circonferenziale esterno fissando il periostio all’osso e sono detti fibre di Sharpey o fibre perforanti. Le fibre di Sharpey in parte si continuano con i tendini ed i legamenti a livello della loro inserzione sull’osso.

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Gi25 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istologia ed embriologia umana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Canipari Rita.
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